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eugenia
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MessaggioInviato: 25 Gen 2010 - 17:54 Rispondi citando Back to top

Como 24 gennaio 2010 «Aggredito sul Lungolago perché è omossessuale»

Avrebbe una matrice omofobica la violenta aggressione consumatasi nei giorni scorsi sul Lungolago cittadino costata una prognosi di 40 giorni, in larga misura determinata dalla frattura di un braccio e da una serie di ferite in varie parti del corpo, a un quarantenne residente in città. A dichiararlo è l’associazione ComoGayLesbica onlus impegnata nella difesa dei diritti degli omosessuali, che esprime «la propria solidarietà all’uomo omosessuale aggredito nel pomeriggio del 19 gennaio scorso presso i giardini di Villa Geno», e non Villa Olmo come era sembrato in un primo momento. I responsabili della onlus spiegano che «l’aggredito ci ha contattato per denunciare di essere stato vittima di una violenza omofobica». ComoGayLesbica stigmatizza l’episodio e confida nel sostegno della città verso una maggiore sensibilizzazione e informazione contro questo e ogni altro genere di violenza e incoraggia chiunque a far emergere qualsiasi episodio di violenza omofobica nel nostro territorio».

I motivi del pestaggio non sono ancora chiari del tutto, anche se la denuncia presentata dall’uomo parlerebbe di un aggressione scattata quando il quarantenne avrebbe dichiarato la propria omosessualità alla persona che lo accompagnava sul Lungolago e con il qualche aveva scambiato qualche chiacchiera prima dell’aggressione. Sull’episodio indaga la squadra mobile della questura di Como.

Fonte:

Il Giorno http://ilgiorno.ilsole24ore.com/como/cr ... uale.shtml


Altre fonti:

Gaynews
http://www.gaynews.it/view.php?ID=83925

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eugenia
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MessaggioInviato: 29 Gen 2010 - 20:56 Rispondi citando Back to top

Sestri Levante 28 gennaio 2010 Ricatto a politico ligure: “Essere gay, accusa di basso livello”

“E’ un attacco di basso livello ad una persona come il sottoscritto, che probabilmente e’ scomodo, ma proseguo per la mia strada dopo aver denunciato le minacce e il ricatto”. E’ il commento del consigliere comunale ligure finito nel mirino di ignoti che hanno minacciato di dichiarare la sua omosessualita’ nel qual caso non si fosse ritirato dall’attivita’ di consigliere del Comune di Sestri Levante, nella riviera genovese. “Ritengo che queste falsita’ possano arrivare – prosegue il consigliere, che ha chiesto di rimanere anonimo -, da ex colleghi del centrodestra o del centrosinistra, ma per chiarire questa vicenda attendo l’esito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Chiavari”. Cli/Ge/Dib/Mld

Fonte:

AGI News
http://www.agi.it/genova/notizie/201001 ... so_livello

Altre fonti:

Affaritaliani
http://www.affaritaliani.it/politica/ri ... 80110.html

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indigo
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MessaggioInviato: 07 Feb 2010 - 08:20 Rispondi citando Back to top

http://ilgazzettino.it/articolo.php?id=90478&sez=NORDEST

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indigo
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MessaggioInviato: 07 Feb 2010 - 08:21 Rispondi citando Back to top

Udine. Assessore gay: «Aggredito da estremisti di destra in centro città»

indigo ha scritto:
http://ilgazzettino.it/articolo.php?id=90478&sez=NORDEST

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MessaggioInviato: 10 Feb 2010 - 17:19 Rispondi citando Back to top

UDINE. BLITZ ANTI-GAY, INSULTI A SINDACO E ASSESSORE
Dopo l’aggressione verbale di sabato, imbrattati il parco del Cormôr e i muri della basilica delle Grazie

martedì 09 febbraio 2010 , di Il Messaggero Veneto




Escalation dell’omofobia, tensione in città. Dopo l’aggressione verbale di sabato in centro ai danni dell’assessore comunale Enrico Pizza, ieri sono state scoperte scritte anti gay (nel mirino sempre Pizza) e contro il sindaco Honsell al parco del Cormôr e sui muri della basilica delle Grazie. Svastiche e apologia del fascismo la “firma” degli autori.

Se il Comune ha immediatamente deciso di sporgere denuncia contro ignoti e ha provveduto a far coprire le frasi offensive scritte in stampatello con lo spray nero, gli episodi, ormai reiterati, hanno scosso il mondo degli omosessuali. Anche lo stesso Pizza, gay dichiarato finito al centro delle “attenzioni” degli estremisti di destra, si dice «preoccupato». E non mancano le reazioni della politica. Alla solidarietà del centro-sinistra, già manifestata domenica, ieri si è aggiunta quella dell’Udc e del Pdl. Tace la Lega, mentre la Rosa Bianca di Marco Belviso va controcorrente e attacca l’assessore invitandolo ad astenersi «dal solito comizio elettorale».

Le scritte al parco. Sono state realizzate tra le 20.30 e le 22.30 di domenica, quando era già calata la sera e tra i vialetti non c’era già più nessuno. Il cognome del sindaco storpiato, insulti ripetuti a Pizza e ai gay. Svastiche naziste e simboli ad “accompagnare” gli epiteti. Imbrattate le pareti esterni del chiosco e di alcuni gazebo, nell’area ristoro e intrattenimento. E’ stato Fabio Ciprian, presidente della Cooperativa “Orizzonte” che gestisce il parco, ad avvertire le forze dell’ordine. Ieri le scritte sono state coperte dai vigili urbani con degli striscioni pubblicitari, in attesa di essere cancellate.

Deturpata la basilica di piazza Primo maggio. Il secondo, grave, episodio in poche ore è stato reso noto nel pomeriggio. Una scritta offensiva, ripetuta più volte, contro l’assessore Pizza è stata tracciata sul muro della basilica delle Grazie di Udine, una delle chiese più importanti della città. Le frasi, dello stesso tenore di quelle del parco del Cormôr, sono state scoperte dal priore della basilica, padre Cristiano, che ha informato personalmente l’amministrazione comunale. Come per le ingiurie trovate al parco la polizia municipale ha fatto rilievi, anche fotografici, e ha segnalato l’episodio alla Digos della Questura.

Le indagini. Non ci sono, per il momento, novità sull’episodio dell’aggressione verbale subita dall’assessore Pizza sabato sera da un uomo sui 30 anni. Gli agenti della Digos che possono contare sulla collaborazione della polizia municipale, da ieri, hanno sul tavolo anche i fascicoli relativi alle scritte, per le quali le indagini sono appena partite. C’è da capire se le scritte omofobe al Cormôr e alle Grazie siano da ricondurre alla stessa mano o allo stesso gruppo di estrema destra.

L’allarme. Pizza e le associazioni degli omosessuali denunciano che «l’omofobia ha raggiunto un livello preoccupante che non può essere trascurato». Il sindaco Honsell “collega” i vari episodi di intolleranza: «È molto probabile - commenta - che queste scritte si colleghino all’aggressione omofoba subita da Pizza sabato sera e stavolta non vogliamo soprassedere. Episodi di intolleranza come questi devono essere condannati con fermezza e all’origine per evitare pericolose derive».

Udc e Pdl solidarizzano Scudo della maggioranza



La politica









Piovono le attestazioni di solidarietà nei confronti dell’assessore Pizza. Se la maggioranza fa “scudo” con una nota firmata da tutti i capigruppo, ieri sono arrivate le dichiarazioni di Anzolini dell’Udc (mentre Tesolat e Bortolin hanno telefonato a Pizza), del coordinatore cittadino del Pdl Blasoni e di quello dei giovani del Pdl Bressan. Silenzio, come ha fatto notare anche Pizza, da parte della Lega. «La violenza è sinonimo di paura delle diversità che sono sempre fonte di ricchezza culturale – scrivono i capigruppo di maggioranza Pirone, Maio, D’Este, Torretta e Barbiera –. Condanniamo, certi di interpretare i sentimenti della stragrande maggioranza dei cittadini udinesi, le scritte rivolte al sindaco e all’assessore Pizza con assoluta fermezza: siamo altrettanti convinti che Udine è città aperta, accogliente e solidale e reagirà con dignità a questi episodi». Concetti analoghi sono stati espressi anche dal Coordinamento provinciale di Sinistra e libertà.

E veniamo all’opposizione. «Solidarietà all’assessore Enrico Pizza per l’aggressione subita e per le scritte al parco e alle Grazie». A esprimerla è il coordinamento cittadino del Popolo della Libertà Blasoni che ricorda come «il nostro partito condanna con fermezza ogni discriminazione fatta sulla base di orientamenti politici, sessuali o di appartenenza razziale. L’aggressione rappresenta un atto inqualificabile, estraneo alla cultura della nostra città e che per questo va condannato con decisione». «L’aggressione subita dall’assessore Enrico Pizza e le scritte omofobe – scrive Simone Bressan dei Giovani del Pdl – rappresentano due atti gravissimi che tutto il mondo politico deve condannare con forza». Infine l’Udc: dalla segreteria provinciale a quella comunale, il gruppo consiliare “Udc per la Costituente di Centro” e il consigliere Bertoli esprimono solidarietà e vicinanza all’assessore Pizza per l’aggressione subita recentemente nel centro di Udine. «L’omofobia – scrive Fabrizio Anzolini – va combattuta con ogni mezzo».



Pizza nel mirino: preoccupato, ma non ci faremo intimidire



«La mia prima denuncia evidentemente ha dato fastidio. La Lega che tace? A questo punto è un silenzio che parla»









«Sono preoccupato, il clima è brutto. Ma non ci faremo intimidire. Momenti come questi cementano amicizie e uniscono schieramenti politici». Enrico Pizza, 41 anni, omosessuale dichiarato, da molti anni in prima linea per la difesa dei diritti dei gay, assessore della giunta Honsell con delega alla Mobilità, è nel mirino degli intolleranti. Dichiarazioni, interviste, commenti: da tre giorni i suoi telefoni sono “bollenti”, compresa tanta solidarietà arrivata da molti colleghi della politica. Il paradosso è che Pizza deve rispondere non a critiche, accuse, attacchi alle scelte politiche del suo assessorato, ma è stato costretto a subire bordate discriminatorie contro la sua persona. Prima gli insulti per strada, adesso le scritte. «Qui si tratta di una battaglia delle persone civili contro quelle incivili – spiega –. Quelli che hanno scritto frasi offensive contro di me e contro il sindaco sono solo dei vili, si mimetizzano nel buio per imbrattare, sporcare, danneggiare. Credo sia stato un blitz organizzato, tra l’altro in due posti diversi, ma con le scritte dello stesso tenore. Io penso che la “reazione” di questa gente sia legata alla mia denuncia dell’uomo che mi ha insultato sabato sera in centro. Evidentemente a qualcuno ha dato fastidio questa cosa. Non sono tranquillo nè per me, nè per gli omosessuali che possono essere colpiti a causa di questo desiderio di vendetta».

A Pizza sono giunte numerose attestazioni di stima e solidarietà, un po’ da parte di tutti i partiti. Unica eccezione la Lega Nord. «Beh, a questo punto – osserva l’assessore con una punta di amarezza – penso che purtroppo quello del Carroccio sia un silenzio che comincia a parlare. Ringrazio tutti coloro che mi hanno telefonato o scritto. So che oggi (il martedì è in programma la consueta riunione di giunta comunale, ndr) tornerò a vedere i colleghi e si parlerà di questi fatti, ma le denunce sono già partite». (m.ce.)




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MessaggioInviato: 23 Feb 2010 - 10:42 Rispondi citando Back to top

Forlì 18 febbraio 2010 Un incontro sessuale finito con pugni, calci e… arresti

Tre giovani rumeni erano soliti prostituirsi nella zona della stazione di Forlì: hanno rapinato brutalmente un 45enne forlivese, loro cliente, ma poi sono stati fermati

Un incontro sessuale è finito a pugni, calci e…tre arresti. Tre giovani rumeni, V. B. M., 18 anni, D. S. A., 26 anni, e A. C. P., 19 anni, senza fissa dimora, sono finiti in manette per rapina e lesioni aggravate in quanto sono ritenuti gli autori dell’aggressione e della rapina commessa lo scorso 15 gennaio, ai danni di un forlivese di 45 anni, solito frequentare la zona adiacente la stazione ferroviaria, noto luogo di incontri omosessuali.

E proprio in occasione di uno di questi incontri il forlivese ha agganciato il più giovane dei tre stranieri, accordandosi con il ragazzo per una prestazione da consumarsi in aperta campagna. Giunti sul luogo stabilito con l’auto del 45enne, però, il giovane rumeno ha colpito con un pugno il volto del forlivese intimandogli di consegnare denaro e telefonino. L’italiano ha cercato di fuggire a piedi, ma è stato ben presto bloccato altri due rumeni che, a bordo di un’altra vettura, avevano seguito la sua auto.

Così il 45enne forlivese è stato brutalmente picchiato dai tre e costretto a consegnare il denaro, 300 euro, e il cellulare.

Dopo la denuncia della vittima, sono scattate le indagini dei carabinieri che hanno notato e fermato due dei tre rumeni, sempre nei paraggi della stazione ferroviaria, pochi giorni dopo la rapina. Il forlivese ha poi riconosciuto il più giovane fra i suoi aggressori che, dopo un interrogatorio fiume, ha raccontato tutto, affermando di essere solito prostituirsi, con gli altri due connazionali, a Forlì ed Ancona.

Proprio in provincia di Ancona, a Ostra, è stato arrestato il terzo balordo, di 19 anni. Le indagini dei carabinieri continuano tuttora perché, viste le modalità professionali adottate durante la rapina, c’è il sospetto che i tre possano essere gli autori di altri episodi simili, non denunciati visto il contesto particolare.

Fonte:

Il Resto del Carlino
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.co ... nito.shtml

Altre fonti:

Gay Magazine
http://gaymagazine.it/2010/02/19/forli- ... n-manette/

Gay Wawe http://www.gaywave.it/articolo/forli-ra ... ette/9787/

Gaynews http://www.gaynews.it/view.php?ID=84079

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MessaggioInviato: 25 Feb 2010 - 16:24 Rispondi citando Back to top

Fermo 24 febbraio 2010 “Dacci 50mila euro e tuo figlio diventerà eterosessuale”

Si spacciavano per maestri di discipline orientali, ma in realtà erano i capi di una setta che truffava persone deboli e bisognose di aiuto. Tra le molteplici vittime anche una famiglia di Fermo, che si era rivolta a loro per risolvere i problemi del figlio 18enne omosessuale. Il padre, nel tentativo di aiutare il figlio, ha versato loro 50 mila euro. A raccontare la terribile odissea è il genitore stesso, un imprenditore di 49 anni – C.A. le sue iniziali – che si è accorto di essere stato truffato solo dopo mesi di frequentazione delle setta. «Tutto è iniziato racconta C.A. quando un conoscente mi ha parlato di questo gruppo che, attraverso metodi alternativi, risolveva gravi problemi di salute, come tumori, Aids, infertilità. La stessa persona, che conosceva il problema di mio figlio, mi ha raccontato di un giovane omosessuale che era diventato etero’ dopo aver preso parte all’attività del gruppo. La sua storia era stata ripresa anche dal cantante Povia che aveva scritto, ispirandosi a lui, la canzone presentata a Sanremo, intitolata Luca era gay’. E’ così che sono entrato i contatto con queste persone che organizzavano in tutta Italia numerosi seminari a pagamento per diffondere le loro filosofie». Solo più tardi l’imprenditore fermano avrebbe scoperto che si trattava di una vera e propria setta con circa 10.000 adepti e che, per partecipare ai loro seminari, bisognava pagare profumatamente. «Il costo minimo si aggirava sui 260 euro – spiega C.A. – e arrivava, man mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro. Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo». Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Bari ha aperto un’inchiesta, per la quale sono state rinviate a giudizio 11 persone per associazione a delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

Fabio Castori

Fonte:

Notiziegay
http://notiziegayit.blogspot.com/2010/0 ... iglio.html

Altre fonti:

Queerblog
http://www.queerblog.it/post/7318/per-5 ... -in-italia

Gaynews http://www.gaynews.it/view.php?ID=84106

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MessaggioInviato: 14 Mar 2010 - 09:03 Rispondi citando Back to top

MILANO. STATALE, COLLETTIVO GAY NEL MIRINO "PUNIREMO CHI VIOLA I LORO DIRITTI"

Militante aggredito mentre attacca volantini, insulti durante le riunioni: il caso va al Senato accademico
sabato 13 marzo 2010 , di La Repubblica - Milano

di FRANCO VANNI

Prima i manifesti strappati dalle pareti, poi gli insulti urlati in pubblico: «Voi froci siete la feccia dell´umanità». È successo al polo di Biologia dell´università Statale, in via Celoria. Giacomo, studente di 19 anni, stava attaccando in bacheca volantini che promuovono una rassegna di cinema gay, quando un giovane lo ha avvicinato: «Attaccane un altro e ti ammazzo di botte - ha gridato - per voi malati qui non c´è posto». Era l´ora di pranzo di giovedì. Alla scena, durata diversi minuti, hanno assistito alcuni studenti, che hanno espresso solidarietà a Giacomo. Lo stesso hanno fatto ieri professori e ricercatori. Lo studente ora si dice «scosso e allibito». Della questione, di cui è informato il comitato Pari opportunità dell´università, si discuterà martedì nella riunione del Senato accademico.

Per la studentessa Angelica Vasile, nel comitato, «purtroppo le segnalazioni simili in università non sono così rare: le riunioni del collettivo gay sono disturbate da insulti, e i volantini vengono strappati». Gli episodi di omofobia sono stati raccolti in una relazione inviata al comitato di cui fa parte la preside di Agraria, Claudia Sorlini: «Simili atti sono inaccettabili - dice - serve un´indagine rapida che individui i responsabili e, se ci sono gli estremi, decida provvedimenti esemplari». Il regolamento disciplinare della Statale prevede come massime punizioni la sospensione dagli studi fino a un anno o l´espulsione. A esporre la questione in Senato sarà la studentessa Alessandra Brambati: «Qualunque sarà la decisione - dice - manderemo una mail a tutti gli studenti per informarli».

Il collettivo Gay Statale riunisce 220 fra studenti e studentesse e propone iniziative finanziate in parte dall´università. «Si deve garantire che la civile convivenza non sia compromessa - dice Enrico, il portavoce - anche perché la Statale si è sempre dimostrata attenta». Dallo scorso anno, l´ateneo consente agli studenti che cambiano sesso di registrare sul libretto il nuovo nome.

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MessaggioInviato: 23 Mar 2010 - 09:22 Rispondi citando Back to top

ATTO OMOFOBIA A RIMINI: GAY PICCHIATO PERCHè BACIAVA RAGAZZO
Nella discoteca Mon amour, la denuncia di Arcigay

lunedì 22 marzo 2010 , di APCOM

Una "grave aggressione omofoba" è accaduta sabato 13 marzo, nella notte, a Rimini, nella discoteca Mon Amour, ai danni di un ragazzo 26enne marocchino residente in Italia. Il ragazzo, che aveva scambiato un bacio con il suo compagno mentre ballavano, è stato avvicinato da un addetto alla sicurezza che lo ha invitato a seguirlo fuori dal locale e, una volta usciti, lo ha insultato con epiteti come "Ricchione di merda" e minacce come "Non farti più vedere perché se no ti faccio male". A denunciare l'accaduto è Arcigay. Successivamente il buttafuori ha chiamato un collega e insieme hanno colpito ripetutamente il giovane alla testa, al torace e alla mano, provocandogli tra l`altro un trauma cranico lieve. Solo grazie all`intervento di un terzo collega, i due hanno interrotto l`aggressione, lasciando la povera vittima inerme a terra.



La giovane coppia, terrorizzata dall`accaduto, per alcuni giorni si è rifugiata in casa dalla paura, ma è stata determinata a denunciare il fatto alla polizia e a contattare Arcigay per un sostegno. Quando venerdì scorso si sono recati in Questura per la denuncia, "sono stati vittime di una nuova violenza psicologica - spiega l'associazione - in quanto l`agente di polizia gli ha detto 'se avessi baciato una donna non ti sarebbe successo niente' e soprattutto si è rifiutato di scrivere che la causa dell`aggressione è stata un bacio tra due uomini e di definire il fidanzato come compagno, parola sostituita da amico".



"Questa è una storia terribile di omofobia e pregiudizio - dichiara Maura Chiulli, riminese componente della segreteria nazionale Arcigay - da alcuni giorni siamo vicini alla giovane coppia e daremo loro ogni possibile aiuto psicologico e giuridico per restituire giustizia e per proteggerli dopo quello che hanno vissuto". "L`omofobia si annida in ogni spazio sociale - aggiunge Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay - alla base della cieca violenza in discoteca e del volgare rifiuto della polizia di definire un amore col proprio nome, ci sono la stessa ignoranza e lo stesso pregiudizio nel conoscere l`altro e nel rispettare la dignità di ogni cittadino. Questo grave episodio ci dimostra come non sia più rimandabile l`estensione della Legge Mancino per i reati d`odio anche ai casi che si basano sulla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere".
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MessaggioInviato: 09 Apr 2010 - 18:09 Rispondi citando Back to top

Firenze, uccide due amici: "Mi chiamavano gay"

Firenze - Due cittadini extracomunitari sono stati uccisi nella zona di Santa Maria Novella, a pochi passi dalla stazione centrale, a Firenze. Il duplice omicidio è avvenuto in via Del Moro. Le due vittime sono cittadini cingalesi, massacrati a coltellate da un connazionale di 35 anni che è stato fermato ieri sera dai carabinieri. L’uomo, badante di un anziano fiorentino, è stato individuato grazie alle numerose testimonianze raccolte dopo il duplice omicidio e dalle impronte sull’arma del delitto: avrebbe agito in preda ad un forte risentimento personale perché veniva pesantemente e ripetutamente denigrato dalle due vittime: "Mi chiamavano gay".
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MessaggioInviato: 11 Apr 2010 - 12:38 Rispondi citando Back to top

BOLOGNA. IL PENSIONATO TROVATO UCCISO ERA GAY

Fiero dell'omosessualità ma contro i gay pride In Rete l'altra vita dell'«uomo ombra»

«Occorre uscire allo scoperto, manifestare. Molti di noi perpetuano il binomio omosessualità=ignomia, quasi tutti usano pseudonimi o il solo nome, ma così non si risolve niente!». Firmato Luciano Testoni. Il pensionato 72enne trovato venerdì 26 con la testa fracassata nella sua casa di via del Porto, era descritto come una persona riservata. Nel palazzo e al ristorante di fronte lo chiamavano «l'ombra» e lui, architetto ed ex prof delle Aldini, lasciava fare. «Buongiorno» e «buonasera» con tutti, rapporti stretti con nessuno. Non aveva il cellulare, dal telefono di casa parlava solo con banche, assicurazioni e uffici. Però sul web sembrava un altro. Non più schivo e solitario ma orgoglioso e determinato nell'affermare la propria omosessualità. Testoni frequentava soprattutto il forum di Perseo. blog. kataweb.it, una community virtuale gay. E qui esortava gli omosessuali a non nascondersi dietro sigle e nickname: «Il primo problema è quello dell'affermazione della propria identità, come fanno liberamente gli eterosessuali. Le statistiche parlano di un 5 per cento della popolazione che pratica l'omosessualità, ma con i bisessuali si arriva al 15. Sono propenso a fissare la quota al 20».



Il giallo L'appartamento in via del Porto dove è stato ucciso l'ex prof delle Aldini Luciano Testoni (nel tondo) Sotto: un suo disegno tecnico

Testoni rievocava anche la sua esperienza di docente di disegno all'istituto professionale Aldini Valeriani, dai primi anni 70 fino al '99: «Per lavoro scriveva sono stato per decenni a contatto con persone ufficialmente comuniste, non ho mai apertamente dichiarato di essere gay, ma non l'ho neanche nascosto come un segreto». E raccontava «l'ostilità viscerale, fino all'odio, dimostratami da alcuni colleghi». Non tutti, naturalmente. Un ex collega, suo amico negli anni 70 e 80, ricorda che «era un uomo di cultura tradizionale che a scuola seppe cogliere l'aria di rinnovamento, era disponibile amettersi in gioco. Non nascondeva l'omosessualità e viveva con fatica, sia pure senza lamentarsene, la sua situazione familiare: era infatti da solo ad occuparsi della madre e del fratello disabile che vivevano con lui».

Sul web il pensionato assumeva anche posizioni difficili, era favorevole alle unioni di fatto ma non ai matrimoni tra omosessuali e definiva i gay pride «carnevalate di cattivo gusto». Ammetteva di aver rinunciato a lottare contro i pregiudizi, però invitava un utente più giovane a non arrendersi: «Se avessi la tua età mi impegnerei a fondo». Frequentava anche un gruppo di risparmiatori colpiti dal crac Parmalat su Yahoo, dimostrando una certa competenza in materia finanziaria.



Testoni riversava su Internet anche la passione per l'architettura. Era fra gli internauti che avevano lavorato su Wikipedia (l'enciclopedia online, ndr) per completare la voce «prospettiva». In quasi cinque anni, aveva arricchito il progetto con numerosi disegni, ricevendo i ringraziamenti dalla community. Dopo la sua morte anche sul web sembra essere diventato un'ombra. Solo un utente si è chiesto: «Era per caso uno di noi?». Nessuna risposta.

Giuseppe Cucinotta da:" Il Corriere di Bologna"

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MessaggioInviato: 15 Apr 2010 - 17:41 Rispondi citando Back to top

PAVIA. AGGREDITO IL TESORIERE DI ARCIGAY GIUSEPPE POLIZZI

La vittima: «Nel pub insultato, buttato a terra e ferito». E lunedì in università si parla di discriminazione.

giovedì 15 aprile 2010

di ANNA GHEZZI

PAVIA. Martedì dopo mezzanotte al pub Dublino, durante l’appuntamento «Gay friendly» settimanale, due trentenni hanno aggredito il tesoriere dell’Arcigay Pavia, Giuseppe Polizzi. Insulti a sfondo sessuale ai presenti, comprese l’avvocato Stefania Santilli della rete Lenford, protagonista della conferenza in Aula del’400 e la vicepresidente Arcigay Barbara Bassani. Condanna dell’assessore alle pari opportunità Cristina Niutta.

Nel locale erano presenti una settantina di giovani che nel pomeriggio avevano presenziato al kiss-in e, alle 21, all’incontro in università sui diritti dei gay. Il tesoriere, uno dei principali attivisti del comitato Coming aut ora Arcigay, è stato chiamato all’ingresso del locale dalla vicepresidente poco dopo mezzanotte: «C’erano due ragazzi - spiega Polizzi -, si sono tirati giù i pantaloni e hanno iniziato a insultare e minacciare chi era presente. Io ho cercato di calmare gli animi e mi si sono avventati contro, prendendomi al collo e sbattendomi a terra».

Il referto del pronto soccorso parla di 8 giorni di prognosi, Polizzi ha 90 giorni di tempo per sporgere denuncia. Sono state chiamate le forze dell’ordine, che hanno identificato i due trentenni ma, spiega Polizzi «quando abbiamo chiesto loro di rimanere perché i due non accennavano ad andarsene, hanno detto che non potevano farlo. Così gli insulti sono continuati e io, che avevo chiamato la polizia, sono stato minacciato».

La cosa più grave, sottolinea Polizzi, è la violazione di uno spazio così faticosamente creato: «Il martedì sera tutti i gay di Pavia si riuniscono tranquillamente, allo scoperto, mettendoci la faccia. Ma erano tutti sconvolti, impauriti”. Proprio martedì Vittorio Pesato, al sit in aveva detto che a Pavia la discriminazione dei gay non era un problema.”E’ un episodio da condannare, atti di violenza, sia verbale che fisica, non devono accadere. Spero si tratti di un fatto isolato”, ha dichiarato. L’assessore Niutta ha spiegato: «E’ un episodio gravissimo che nasce dall’ignoranza, e fa riflettere sulla necessità di andare avanti sull’istituzione di un osservatorio antidiscriminazioni per il quale l’assessorato sta lavorando con Arcigay».

ANNA GHEZZI di " La Provincia Pavese"

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MessaggioInviato: 16 Apr 2010 - 14:54 Rispondi citando Back to top

Trento, cuoco massacrato dal branco dopo le sue avance gay


Svolta nell'inchiesta sul brutale pestaggio di un cuoco inglese trovato nudo in mezzo al bosco. A picchiarlo sarebbero stati sei giovani per punirlo dopo i suoi approcci omosessuali. Lo ha confessato il ventenne in carcere con l'accusa di tentato omicidio

CANAZEI. Non una zuffa tra due ubriachi, ma un brutale pestaggio di gruppo per motivi sessuali. Questo è emerso dal racconto di Gianluca Costantino, il ventenne di Canazei in carcere a Trento con l’accusa di tentato omicidio e lesioni gravi per aver bastonato a sangue il cuoco inglese John William Harris, 45 anni, trovato domenica vicino al bosco, nudo e in stato di ipotermia.
Il giovane, assistito dall’avvocato Luca Pontalti, è stato interrogato ieri mattina, nel carcere di Trento, dal gip Marco La Ganga. Costantino ha ammesso le proprie responsabilità, ma ha fornito un quadro assai diverso, e se possibile ancor più grave, di quanto accaduto. Il ventenne avrebbe raccontato di essere stato avvicinato più volte dal cuoco inglese, il quale gli avrebbe fatto delle avances in modo esplicito.
Tentativi d’approccio espliciti che l’uomo avrebbe rivolto anche ad altri due ragazzi di Canazei, gli stessi che fino ad ora avevano avuto un mero ruolo di testimoni e che, invece, sempre secondo Costantino, avrebbero partecipato attivamente sia al pestaggio e, particolare agghiacciante, anche al tentativo di seviziare l’uomo con una trave tolta da una vicina staccionata. Tentativi che il terzetto non si è evidentemente limitato a respingere, magari in maniera ferma, ma civile. Nient’affatto. Quelle attenzioni avrebbero innescato nei tre la voglia di punire l’affronto, di far pagare al cuoco quella sua ostentata diversità. E così è scattata l’ aggressione cui si sarebbero aggiunti quasi subito anche altri tre ragazzi della Val Badia, probabilmente avventori dello stesso pub - lo Speckkeller - in cui John William Harris era stato visto la stessa sera, prima dell’aggressione. In sei, quindi - completamente ubriachi come la stessa loro vittima - avrebbero preso parte alla spedizione punitiva nei confronti dell’inglese che, in ospedale, aveva poi ricordato d’essere stato picchiato da più persone.
A confermare tutto questo il ritrovamento sul luogo del pestaggio dei cinque bastoni insanguinati da parte dei carabinieri della stazione fassana. Carabinieri che non senza difficoltà erano risaliti a Costantino e che ora sono certamente al lavoro per identificare gli altri protagonisti del terribile episodio. L’a ccusa nei confronti di Costantino - nei confronti del quale il Gip non ha convalidato il fermo, ma ha applicato la custodia cautelare in carcere - è pesantissima: tentato omicidio. Solo il caso, infatti, ha impedito che il pestaggio si concludesse in tragedia: poche decine di minuti e John William Harris, cuoco per un’agenzia turistica britannica che gestisce appartamenti in val di Fassa, sarebbe morto. Ricoverato in rianimazione al S.Chiara, l’uomo s’è fortunatamente ripreso e ora sta meglio
(16 aprile 2010)

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MessaggioInviato: 20 Apr 2010 - 16:45 Rispondi citando Back to top

SCHIAVIZZA OMOSESSUALE: PRESO 20ENNE
A Cosenza

Lo minacciava di diffondere foto online

Un disoccupato incensurato, S.M., di 20 anni, è stato arrestato dai carabinieri di Paola (Cosenza) con l'accusa di aver ridotto in schiavitù un giovane omosessuale del posto. Con la minaccia di diffondere via internet alcune foto pornografiche che lo ritraevano, l'arrestato obbligava la vittima a compiere estorsioni ai danni di commercianti del luogo.

L'arresto è stato fatto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emesse dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Paola. Secondo quanto e' emerso dalle indagini, S.M. avrebbe costretto il giovane a commettere i reati con la minaccia di diffondere via internet immagini di rapporti omosessuali che aveva avuto con lui. S.M. avrebbe anche imposto alla vittima di versargli consistenti somme di denaro.

martedì 20 aprile 2010 , di TGCOM

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MessaggioInviato: 26 Apr 2010 - 17:04 Rispondi citando Back to top

GAY AGGREDITO A ROMA
In autobus
lunedì 26 aprile 2010 , di comunicato stampa

"Apprendiamo con sgomento dell'ennesima aggressione omofoba ai danni di un giovane ragazzo gay a Roma. La nostra città registra continuamente atti violenti ed aggressivi nei confronti delle persone omosessuali e transessuali" commenta Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

"Esprimiamo la nostra piena solidarietà al ragazzo vittima dell'aggressione, perpretata ai suoi danni dal solito branco ed alla quale nessuno dei presenti sull'autobus ha reagito" continua Rossana Praitano "ed è proprio questo che ci sconforta maggioremente, cioè di come questi atti nei confronti della nostra comunità passino quasi inosservati e sotto silenzio. Ci aspettiamo una precisa presa di posizione dalle Istituzioni, che in una vera democrazia dovrebbero ergersi a difensori di ogni cittadino".



Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Rossana Praitano - Presidente

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ARCIGAY, GIOVANE INSULTATO E AGGREDITO SU AUTOBUS A ROMA =

(AGI) - Roma, 26 apr.

- Insulti omofobi e schiaffi: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 aprile un giovane volontario di Arcigay Roma, Mattia C., 22 anni, studente, e' stato insultato e aggredito da un gruppo di quattro ragazzi di circa venticinque anni a bordo dell'autobus N8 in zona Trastevere.

Dopo aver provato a replicare, colpito ripetutamente e preso per il collo, il giovane e' poi sceso dalla vettura. E' la denuncia di Arcigay Roma, per bocca del presidente Fabrizio Marrazzo, che attacca: "E' l'ennesimo episodio di omofobia che si verifica nella nostra citta': siamo molto preoccupati perche' assistiamo al moltiplicarsi di questi comportamenti violenti e intimidatori che offendono non soltanto la persona aggredita e la comunita' lesbica e gay, ma la liberta' di tutti i cittadini". "La cosa che mi ha colpito maggiormente - racconta Mattia C. - e' l'indifferenza degli altri passeggeri: nessuno di loro, pur assistendo alla scena, ha detto qualcosa o e' intervenuto per fermarli. Io ero seduto e leggevo un libro, poi queste persone, dopo aver preso di mira un uomo di colore hanno iniziato a dirmi che facevo schifo perche' gay". "La nostra citta' non puo' permettersi di restare indifferente verso comportamenti di questo tipo - aggiunge Marrazzo - Purtroppo in Italia non esistono leggi che prevedano un'aggravante nel caso di aggressioni motivate da odio nei confronti di lesbiche, gay e trans. E' necessario che il legislatore affronti la questione per mettere fine a questa diffusa percezione di impunita', cosi' come e' importante che le Istituzioni siano al fianco della nostra comunita' aumentando l'impegno contro ogni forma di discriminazione con iniziative nelle scuole e nella pubblica amministrazione o con campagne di comunicazione e sensibilizzazione. Alla Regione Lazio, per questo, chiediamo di riprendere al piu' presto le campagne antiomofobia di Gay Help Line 800.713.713 (numero verde antiomofobia e transfobia) e al Comune di Roma di aumentare la diffusione della prossima campagna. La maggior parte delle vittime, infatti - conclude Marrazzo - non denuncia gli episodi per paura delle conseguenza in famiglia o nel lavoro: il nostro servizio cerca di dare quel supporto legale e psicologico che dia loro la forza di denunciare".

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MessaggioInviato: 10 Mag 2010 - 19:19 Rispondi citando Back to top

BOLZANO: AGGREDITI DUE GAY ALL'USCITA DA UN LOCALE
Il fatto e' avvenuto nella notte fra sabato e domenica. La polizia sta ora indagando
lunedì 10 maggio 2010 , di ansa

BOLZANO - Due ragazzi sono stati picchiati a Bolzano all'uscita da un locale gay. Uno di loro ha riportato un trauma facciale ed ha denunciato il fatto alla polizia. Il fatto e' avvenuto nella notte fra sabato e domenica. La polizia sta ora indagando per identificare i quattro aggressori. Sulla vicenda e' intervenuta l'associazione Gaylib:''E' inaudito - ha detto il referente di Gaylib Michele Beozzo - che nella tranquilla e dorata Bolzano accadano simili episodi, soprattutto a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro l'omofobia e, neanche a dirsi, solo il giorno successivo alla visita in citta' del ministro per le Pari Opportunita' Mara Carfagna, promotrice lo scorso autunno di un'energica campagna contro la violenza verso i gay''. Carfagna era intervenuta a Bolzano nella campagna elettorale per le comunali in calendario domenica prossima. (ANSA).

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MessaggioInviato: 21 Mag 2010 - 17:52 Rispondi citando Back to top

SAVONA: ZANARDI AGGREDITO SOTTO CASA
Stava rincasando, era ormai a pochi passi dal portone. Si sono avvicinati in due e senza dire una parola, lo hanno aggredito


Stava rincasando, era ormai a pochi passi dal portone. Si sono avvicinati in due e senza dire una parola, lo hanno aggredito. Un pugno, in pieno volto, poi la fuga indistubata.

Francesco Zanardi, il gay savonese che ha denunciato di aver subito quando era ragazzino abusi sessuali da parte di un prete, don N.G., è stato picchiato qualche sera fa (ma la notizia è trapelata soltanto ieri) nella zona di via Torino, nel quartiere di Villapiana. «Non so come siate venuti a saperlo - ha detto ieri sera confermando l’accaduto - perchè proprio per non strumentalizzare l’episodio non solo ne ho parlato soltanto con le persone che mi sono vicino, ma non sono neppure andato a farmi medicare in ospedale, anche se il pugno è stato davvero forte». E ha aggiunto: «Per fortuna sono riuscito ad entrare nel portone e a chiudermi dentro, così quei due sono stati costretti a una fuga. Non so chi fossero e neppure mi spiego i motivi dell’agggressione. Spero comunque che non c’entrino con la battaglia che sto conducento in questi mesi sulla questione dei preti e della pedofilia. Ma nè le minacce che ricevo continuamente né la violenza, potranno farmi recedere dalla mia azione».

Intanto l’ex consigliere provinciale Roberto Nicolick ieri ha ribadito che cercherà da solo la verità sugli anni passati in seminario dal fratello che potrebbe aver subito abusi sessuali. «Mi rendo conto che sto seguendo una ricerca dagli esiti quasi impossibili, visto il muro di gomma e di conformismo che in determinate occasioni viene alzato, ma provare a fare luce nel buio è dovere di ogni buon cristiano».

"La Stampa" 20 maggio 2010
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MessaggioInviato: 28 Mag 2010 - 13:03 Rispondi citando Back to top

28/05/2010
Palermo, aggrediti perchè sono gay: uomo denunciato


Una coppia di omosessuali picchiata all'interno di un internet point: per uno dei due cinque giorni di prognosi


di LUIGI ANSALONI
PALERMO. Aggrediti, pestati, umiliati. La loro colpa? A quanto pare, solo quella di essere gay. Palermo è stavolta protagonista di una storia che poco ha a che fare con la cronaca (o meglio, solo in parte) e molto col rispetto umano, con l’uguaglianza e soprattutto con la diversità, evidentemente poco accettata in questo caso. Che, purtroppo, non è isolato. La vicenda risale a novembre scorso, teatro un comunissimo internet point, come tanti ce ne sono in città. La coppia si trova all’interno, per consultare tranquillamente la rete. Ad un certo punto un uomo, F.F, senza alcun motivo apparente, inizia a insultarli pesantemente, fino a quando diventa tutto chiaro: non sopporta la vista dei due omosessuali. Le offese diventano aggressione, dalla parole si passa ai pugni e ai calci, che provocano ad uno dei due ferite con cinque giorni di prognosi. Interviene la polizia, visualizza i filmati: non c’è niente che posso giustificare un aggressione, se non appunto il fattore sessuale. L’essere gay, appunto, vista come una colpa, un affronto intollerabile per un uomo, che non contento della “prodezza” compiuta qualche giorno prima, ha minacciato ancora i due: “Se non ritirate la denuncia, vi incapretto”. A questo punto è scattato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai due, decretata ieri dal Gip, e l’obbligo per F.F di stare a 50 metri dalle persone offese e di non comunicare con loro attraverso qualsiasi mezzo.
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MessaggioInviato: 29 Mag 2010 - 15:31 Rispondi citando Back to top

Rischia di perdere un occhio



“Gay di m..”così lo chiamavano mentre lo picchiavano. Il giovane che ha riportato ferite, contusioni e tagli al volto è stato ricoverato d’urgenza. Dopo il pestaggio gli è stato sottratto il telefonino.

“Gli hanno urlato frocio, frocio e poi lo hanno colpito ripetutamente con calci e pugni all’addome e al volto fino a farlo cadere. È accaduto nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 maggio, tra l’1.30 e le 2 a S., un ragazzo romano di 22 anni, nei pressi di via Cavour (via del Fagutale). Il ragazzo aggredito si è rivolto a Gay Help Line, il numero verde antiomofobia per denunciare l’episodio e ha deciso di sporgere denuncia grazie al servizio di assistenza legale gratuita che la nostra associazione mette a disposizione“. Lo afferma in una nota Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma.

PER UN CELLULARE – “Gli aggressori – aggiunge il responsabile dell’Ufficio Legale di Gay Help Line, Daniele Stoppello - quattro italiani tra i 25 e i 30 anni, dopo averlo lasciato privo di sensi per terra, gli hanno poi sottratto il cellulare con il quale, prima di essere colpito era al telefono con un amico al quale è riuscito a chiedere aiuto e che lo ha poi raggiunto sul luogo della violenza. Il ragazzo aggredito è stato ricoverato d’urgenza in ospedale, riportando diverse ferite, tagli e contusioni al volto e rischiando di perdere l’occhio. Le lesioni riportate dal mio assistito sono gravissime. È necessario fare piena luce su questa vicenda e, per questo, forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perché siano trovati i responsabili“.

SEMPRE PIU’ GIOVANI -”Facciamo davvero un appello alle forze dell’ordine – conclude Marrazzo - perché rintraccino i colpevoli di questa aggressione così violenta: sono troppi i casi di omofobia irrisolti di cui non sono stati individuati i responsabili, come, ad esempio, la coppia di ragazzi gay aggredita a Campo dè Fiori, quella aggredita ai Fori Imperiali e il ragazzo aggredito al bus notturno qualche settimana fa. C’è da notare, inoltre, che gli aggressori sono sempre più spesso giovani. Le istituzioni si impegnino davvero quanto prima a mettere in campo una campagna di formazione ed educazione contro l’omofobia e la transfobia a partire dalle scuole come avviene in molti altri Paesi europei. È necessario che la comunità lesbica, gay e trans e la città reagiscano a questo ennesimo episodio di violenza“.

pubblicato il 29 maggio 2010 alle 14:16

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MessaggioInviato: 30 Mag 2010 - 23:38 Rispondi citando Back to top

ROMA - Un appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi "affinché venga approvata la legge contro l'omofobia". A lanciarlo è il giovane omosessuale aggredito nella notte tra martedì e mercoledì scorso, a Roma, all'uscita da un locale gay. Il giovane, dimesso ieri mattina, si trova ora a casa con i propri familiari e preferisce, al momento, spiega una nota dell'Arcigay Roma, non intervenire in pubblico e continuare a mantenere la propria privacy per agevolare il corso delle indagini.


Gay aggredito a roma: premier approvi la legge contro l'omofobia

30 maggio
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MessaggioInviato: 31 Mag 2010 - 19:20 Rispondi citando Back to top

Milano: coppia gay aggredita in pieno centro


una coppia di ragazzi ha raccontato l'attacco omofobo subito sabato scorso: percosse e insulti in centro a Milano. È il secondo caso in pochi giorni di brutale violenza in Italia.

"Ricchioni! Perché non ci lasciate le vostre ragazze?". Iniziato in modo oscenamente consueto, il violento confronto tra una coppia di ragazzi omosessuali e un sparuta manciata di vigliacchi si è trascinato dietro l'altrettanto solita taccia di inspiegabile brutalità. Dopo il feroce attacco ai danni di un 22enne romano nella notte tra il 25 e il 26 maggio, Milano è diventata la sede di un ennesimo scontro discriminatorio. Nella sera di sabato 29, in Corso di Porta ticinese, all'altezza delle colonne di San Lorenzo, i ragazzi aggrediti erano in compagnia di due amiche. La coppia, dopo aver incassato gli insulti, ha prontamente ribattuto, causando l'ira dei tre aggressori 35enni.



In seguito ad un acceso scambio di opinioni, l'attacco fisico: i due ragazzi gay hanno incassato calci e pugni, mentre una delle due amiche, nel tentativo di sedare la rissa, ha ottenuto un forte schiaffo in pieno viso. I quattro, fortunatamente, sono riusciti a divincolarsi dallo scontro e sono fuggiti via, mettendosi in salvo. L'identità dei tre aggressori è ancora sconosciuta, ma uno di loro, secondo quanto dichiarato dalle vittime a GAY.tv, aveva una croce celtica stampata sulla maglietta. Le vittime, disorientate dallo shock, non hanno ancora effettuato denuncia alle autorità competenti.


REDAZIONE@GAY.TV
31 Maggio 2010

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MessaggioInviato: 03 Giu 2010 - 08:35 Rispondi citando Back to top

Sono un avvocato lesbica, vivo in una piccola realtà giorni fa ero in attesa dell'udienza presidenziale per una separazione. La mia cliente è una lesbica che ha una bambina. L'avv. di controparte ha detto che la bambina dovesse essere tolta alla madre perchè essendo lesbica avrebbe insegnato alla figlia ad essere altrettanto, con un tono come l'omosessualità fosse la peggiore peste del mondo.
Ho ribattuto che non è l'orientamento sessuale che va guardato bensì la serenità della bambina, che è data solo dal fatto di sentirsi amata.
Il Presidente ha ritenuto che la madre dovesse essere l'affidataria della figlia.Scusate lo sfogo, ma presumevo, sbagliando che almeno la mia categoria non fosse soggetta ad omofibia, visto che abbiamo studiato per difendere i diritti tutti, anche quelli degli omosessuali ( art 3).
Ciao a tutte Anthos
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MessaggioInviato: 12 Giu 2010 - 12:15 Rispondi citando Back to top

Gay e ''comunisti", due giovani pestati a Padova
La Digos sta esaminando i filmati per risalire al responsabile
12 giugno, 11:40

PADOVA - Due giovani sono stati bastonati nel centro di Padova da un uomo vistosamente irritato dal fatto che camminavano abbracciati e che, dal modo di vestire, a suo avviso non potevano che essere 'comunisti'. E' successo la notte di mercoledì scorso: gli aggrediti, di 27 e 31 anni, hanno riportato otto giorni di prognosi ciascuno e hanno denunciato il pestaggio alla Digos di Padova, che sta reperendo i filmati del luogo dove si sono svolti i fatti e delle zone circostanti per risalire al responsabile. L'aggressore, un giovane sui 25-27 anni, italiano, era seduto con altre persone al tavolino di un locale di Larga Europa, il 'P.Bar
...


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MessaggioInviato: 14 Giu 2010 - 12:50 Rispondi citando Back to top

Radicali: 'Gay insultato e sfrattato
ora intervenga il sindaco Alemanno'

L'uomo, che occupava un appartamento al Pigneto, ha trovato le serrature cambiate e i suoi effetti personali in alcuni sacchi di plastica in fondo alle scale. Secondo l'associazione Certi diritti sarebbe stato aggredito dai proprietari di casa con insulti



"Sono stato cacciato dalla casa in cui vivevo in affitto perché sono omosessuale". A raccontarlo è Emilio Rez, 25 anni, cantautore apparso anche al Maurizio Costanzo Show, che ad agosto scorso era stato picchiato e aggredito in piazza Re di Roma, in zona San Giovanni.

Rez collabora con l'associazione radicale Certi diritti, e da loro è partita la denuncia che si è sommata a quella, presentata da lui ai carabinieri, per violazione di domicilio, appropriazione indebita e minacce nei confronti dei proprietari dell'appartamento di via Ludovico Pavoni, nel quartiere popolare del Pigneto.

"Abitavo lì da ottobre - racconta Rez, nato a Torre Annunziata - con un contratto che i proprietari non avevano voluto registrare. Ne conservo una copia con tutte le ricevute: 600 euro al mese per 40 metri quadrati. Loro dicevano che se avessi voluto registrare il contratto, il canone sarebbe salito a 900. Mi insultavano da mesi con frasi come "frocio di m..." e minacce. "Attento a quando torni a casa" mi aveva detto il proprietario e la figlia aveva aggiunto: "Prima o poi ti cambiamo le serrature". E mercoledì è successo davvero. Sono tornato a casa la sera: all'ingresso del palazzo c'erano sei buste dell'immondizia con una parte dei miei effetti personali. Il resto è ancora in quella casa".

Nel palazzo al civico 53 di via Pavoni tanti ricordano Emilio, "quel ragazzo biondo e magro che vestiva con abiti vistosi" come dice un'inquilina. "Io - racconta una signora, che vive al terzo piano - giovedì mattina ho visto le buste nere", e un'altra ancora ricorda di aver visto sabato i proprietari: "Dicevano che non pagava l'affitto". "Ho tutte le ricevute" ribatte Rez. "Non posso nemmeno lavorare - aggiunge - e ho già perso tre spettacoli. I miei dischi e gran parte dei vestiti sono ancora in quella casa, senza dimenticare i due computer e i microfoni. Secondo i carabinieri, tutte le mie cose rimaste al quarto piano valgono 40 mila euro, ma il valore affettivo delle foto e degli altri oggetti è infinitamente più alto".

Dall'associazione Certi diritti è partito l'appello al sindaco Alemanno perché il Campidoglio aiuti Emilio Rez. "Il Comune - ha detto l'assessore alle Politiche Sociali Sveva Belviso - seguirà con attenzione l'evolversi delle indagini: si chiariscano al più presto fatti e responsabilità".

di GABRIELE ISMAN
Repubblica ( Cronaca Roma )
14 giugno 2010

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MessaggioInviato: 23 Giu 2010 - 07:08 Rispondi citando Back to top

Rapisce e aggredisce gay dopo rapporto sessuale

Il giovane ha picchiato un turista delle Mauritius che non voleva pagarlo dopo un incontro. E' stato incastrato dalla targa della sua auto e arrestato dai carabinieri

Preso a calci e pugni dall'uomo con cui aveva appena consumato un rapporto omosessuale. È accaduto a un 40enne delle Mauritius in vacanza a Roma. L'uomo ha conosciuto ieri sera un 22enne di Tuscania in un locale del centro storico. Dopo quattro chiacchiere sono andati via insieme con l'auto dell'italiano e si sono appartati nelle campagne di Formello.

Al termine di un rapporto il 22enne pretendeva di essere pagato. Quando l'uomo ha risposto di 'No', il 22enne si é letteralmente imbestialito. Lo ha preso a calcio e pugni, gli ha rubato 100 euro e lo ha spinto fuori dall'auto con cui é scappato subito dopo. Il 40enne, raggiunta a piedi via Santa Cornelia, ha citofonato ad alcune abitazioni e ha chiesto aiuto.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Formello intorno alle 6.30. Dalla targa dell'auto é stato individuato il proprietario, un pregiudicato, che dopo aver sminuito l'accaduto ha confessato. Il giovane é stato tratto in arresto, mentre la vittima é stata visitata e refertata con sette giorni di prognosi per traumi al volto e al corpo.

(22 giugno 2010)

http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/ ... o-5055012/
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MessaggioInviato: 03 Lug 2010 - 13:04 Rispondi citando Back to top

Intimidazione? Petardi nella notte al gay village di Roma. Due feriti lievi

Tentativo di aggressione nella notte al Gay Village a Roma, alla vigilia del Gay Pride di Roma che partirà alle 16.30 da Piramide. Ignoti hanno lanciato dei petardi nell’area del villaggio ferendo lievemente due persone. Lo rende noto Anna Chiara Marignoli, responsabile della direzione artistica del Gay Village spiegando che fortunatamente “non ci sono state conseguenze gravi e la serata si è conclusa come sempre. “Non ci sono stati danni alle persone , e questo è quello che ci interessa – spiega Marignoli – Ma la cosa sconcertante è che qualcuno vuole rovinare la festa a tutte le persone che, serenamente, affollanno il Gay Village tutte le sere. Il Gay Village è un luogo pacifico di aggregazione e intrattenimento culturale e danzante, e tale deve restare nell’interesse di tutti. Il Gay Village sta dimostrando di essere patrimonio della città di Roma, della comunità gay e non solo e per questo va tutelato”. Imma Battaglia, presidente Dì Gay Project e tra gli organizzatori del Gay Village, si dice “esterrefatta di fronte a quanto accaduto nel tentativo di aggredire la comunità del Gay Village” e si augura che le forze dell’ordine al più presto sappiano dire chi sono gli autori, al momento sconosciuti. “Proprio oggi, nella giornata del Pride a Roma, che ha visto anche divisioni all’interno del movimento gay romano – conclude – ci vuole uno scatto di orgoglio in risposta a questo tentativo di aggredirci affinchè il movimento gay trovi spirito di unità contro ogni violenza. Dalla politica e dalle istituzioni mi aspetto piena e totale solidarietà nei confronti del Gay Village e della comunità omosessuale romana”.

3 luglio 2010
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MessaggioInviato: 07 Lug 2010 - 17:18 Rispondi citando Back to top

ROMA GAY VILLAGE: TRE AUTO DANNEGGIATE DAI VANDALI
Nuovo gesto di intolleranza contro gli omosessuali al parco del Ninfeo


Tre auto danneggiate davanti all´ingresso del "Gay Village" al parco del Ninfeo, l´ennesimo gesto di omofobia in una città che scopre preoccupanti rigurgiti di intolleranza. E´ accaduto nella notte tra sabato e domenica, poche ore dopo la conclusione del "Gay Pride Roma", quasi una reazione alla manifestazione pacifica e colorata che è ormai una ricorrenza fissa.

Solo due dei proprietari delle vetture danneggiate hanno sporto denuncia, il terzo ha preferito evitare di andare dalla polizia, molto probabilmente perché i genitori non sanno delle sue preferenze sessuali. A due auto sono stati rotti i finestrini, alla terza è stato spaccato lo specchietto retrovisore. Impossibile che si sia trattato di un tentativo di furto visto che i teppisti non hanno rovistato negli abitacoli delle macchine.

«Abbiamo offerto assistenza legale ai proprietari ma queste vicende sono frequentissime - spiega Fabrizio Marrazzo, presidente dell´Arcigay Roma - la mia macchina è stata vandalizzata ben tre volte: ormai se vado in un locale gay parcheggio a distanza. Il vero problema è la mancanza di una legge sull´omofobia per cui questi gesti di intolleranza, così come molte aggressioni agli omosessuali, non possono essere catalogati e non si riesce ad avere una casistica precisa». Secondo Danilo Nota (Idv) non si tratta «di un atto vandalico ma politico...Alemanno ha basato la sua campagna elettorale sulla sicurezza ma ormai chi fa parte di una minoranza corre un pericolo gravissimo». Giorgio Ciardi, delegato del sindaco per la sicurezza invita invece a «evitare interpretazioni eccessivamente allarmistiche».

mercoledì 07 luglio 2010
La Repubblica - Roma

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MessaggioInviato: 12 Lug 2010 - 14:08 Rispondi citando Back to top

Ostia: gay fa la fila nel bagno delle donne, picchiato a sangue


Altra aggressione ed episodio di intolleranza ad Ostia, nel lungomare, ai danni di un romano di 30 anni, in giro per i locali della zona. A causa della lunga fila per il bagno degli uomini, decide di tentare la sorte, mettendosi in coda in quello delle donne. Uno di loro, seccata, lo avverte: “Guarda che qui mica ci puoi entrare”. Lui cerca di sdrammatizzare e risponde con un ironico “Ma io sono diverso, state tranquille mica vi do fastidio”. Battuta non gradita, visto la reazione di un’altra ragazza sul posto:

“Ma neanche i froci come te possono entrare”

Lui non risponde, resta dov’è, attende il suo turno e quando esce, ecco la reazione violenta e inaspettata:

“A noi le checche come te ce fanno schifo. Te l’avevano detto che qui non ci puoi entrare. Brutto frocio, mò te famo vedè noi a annà al bagno delle donne!”


Sono le parole del fidanzato di una delle ragazze in fila che, insieme ad alcuni amici, aggredisce verbalmente e fisicamente l’uomo. Partono cazzotti, calci e un pugno in pieno volto che lo cadere rovinosamente a terra. E Marco non avrebbe nemmeno voluto sporgere la denuncia: solo l’intervento di un testimone che ha allertato una pattuglia poco distante e le insistenze dei poliziotti hanno convinto il giovane a fare la scelta giusta.

Ora le indagini sono iniziate ed è caccia al gruppetto di aggressori.

www.gaynews.it
queerblog.it

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MessaggioInviato: 22 Lug 2010 - 08:39 Rispondi citando Back to top

GAY DENUNCIA: «MI HA AGGREDITO» SOTTO ACCUSA IL TITOLARE DI UN PUB

Il giovane era a una festa. Solidarietà da tutta Italia su Facebook


TRENTO Uno studente universitario denuncia il titolare di un pub per aggressione. Breno Menini, italo-brasiliano di origini trentine, spiega le circostanze: «Sono stato aggredito solo per un pregiudizio che vuole l'immagine dell'omosessuale legata a quella del pervertito». Il giovane sarebbe stato picchiato nel corso di una festa organizzata dall'Arcigay il 10 luglio scorso. In Facebook la solidarietà del Tavolo Lgbt (Lesbico, gay, bisessuale, transessuale e transgender).



«Sono omosessuale, lo sanno tutti, sia i miei familiari in Brasile che i miei vicini di casa qui a Trento. Ma non per questo sono un pervertito. Molti pensano che essere gay significhi essere pervertiti, forse è per questo che mi hanno picchiato». Breno Menini (nella foto a fianco) , studente universitario, ha presentato denuncia contro l'uomo che, durante una festa gay in un bar di Trento, gli ha messo le mani addosso, colpendolo con calci e pugni. La festa, che si è tenuta lo scorso 10 luglio, era organizzata dall'Arcigay. «L'unica mia colpa è di essere andato in bagno assieme ad un ragazzo. A quella festa sono arrivato con una mia amica tedesca e con un amico iraniano. Abbiamo ballato in pista - racconta Breno, 26 anni, prossimo alla laurea in Beni culturali - lì ho conosciuto un ragazzo trentino. Dovevo andare in bagno, lui mi ha seguito ma non ho visto nulla di male in ciò. Dopo qualche minuto qualcuno ha bussato con forza alla porta della toilette. Il ragazzo ha aperto ed è uscito. Non ho fatto in tempo a superare la porta: il titolare del bar mi ha spinto contro la parete e colpito con calci e pugni. Non mi rendevo conto di cosa stesse accadendo. Sono riuscito a scappare e a chiamare i carabinieri. La pattuglia è arrivata subito e ha sentito sia il mio racconto che la versione dei fatti del gestore del bar. I miei amici mi hanno accompagnato al pronto soccorso, dove sono stato medicato per contusioni. Ho avuto quattro-cinque giorni di prognosi. Il martedì successivo sono andato dai carabinieri e ho presentato denuncia per quella che considero un'aggressione omofoba». L'aggettivo «omofobo» pare quasi una contraddizione nel contesto in cui si è sviluppato l'episodio: la festa era organizzata dall'Arcigay, dunque il titolare del bar era al corrente che la maggior parte dei partecipanti sarebbe stata omosessuale. Per quale motivo aggredire un gay durante una festa gay? Breno Menini spiega il perché abbia parlato di omofobia. «Per molte persone la parola gay è sinonimo di perversione, di qualcosa di "poco pulito". Due maschi che entrano nel bagno assieme, secondo questa forma di pregiudizio, fanno cose da pervertiti. Non è così. Non ho fatto niente di sbagliato in quel bagno. Credo che il titolare del bar abbia pensato male, il mio atteggiamento è stato frainteso. Ma non doveva mettermi le mani addosso. Se gli ha dato fastidio che io sia entrato in bagno con un altro uomo, poteva dirmi di uscire dal locale e di non farmi più vedere». Sull'accaduto Breno Menini ha ricevuto la solidarietà del Tavolo Lgbtq Trento (lesbico gay bisessuale trans e queer), ma non dell'Arcigay. «Un loro rappresentante mi ha detto che nessuno ha visto la scena e che quindi non possono prendere posizione - aggiunge Breno - La mia preoccupazione è che questo fatto, ed altri simili successi ad altri ragazzi, rimangano senza voce e nell'indifferenza».

"L'Adige"
mercoledì 21 luglio 2010
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MessaggioInviato: 03 Ago 2010 - 13:41 Rispondi citando Back to top

ANSA.it > Regioni > Marche > News Gay: Arcigay, aggrediti e insultati durante bacio a Pesaro

Fatto denunciato a Cc, per una delle vittime prognosi 20 giorni
03 agosto, 11:32

Due ragazzi gay sono stati aggrediti e insultati a Pesaro mentre si baciavano nei pressi di un locale notturno. Il fatto e' stato segnalato ai carabinieri. Gli aggressori - denuncia il circolo Arcigay Agora - sono due ragazzi e una ragazza, che avrebbe aizzato gli amici e colpito K.R con una bottiglia rotta. I due maschi hanno spintonato F.C., facendolo cadere a terra, e poi si sono scagliati contro K.R., prendendolo a pugni al grido di ''Finocchio di m...'': il giovane ha riportato ferite guaribili in 20 giorni. Sostenute dall'Arcigay le vittime sporgeranno querela contro ignoti.

(ANSA) - PESARO, 3 AGO -

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MessaggioInviato: 05 Ago 2010 - 15:05 Rispondi citando Back to top

SARDEGNA: BACI GAY, I BAGNANTI CHIAMANO IL 112
Il caso. Uno dei due giovani racconta l'aggressione verbale: «Ci hanno detto che siamo degli esseri spregevoli»


L'episodio è avvenuto lunedì scorso, nella zona dell'ottava fermata del Poetto, di fronte alla Torre spagnola.

Max si aggiusta il ciuffo di capelli neri e cerca di riordinare le idee: «Quando ho visto le divise in mezzo alla sabbia, che si dirigevano verso di noi, ho pensato ci volessero rimproverare perché stavamo giocando a pallavolo». Il motivo invece era un altro. Poco prima aveva baciato il compagno sulla battigia. Poi un abbraccio accompagnato da qualche carezza sul viso. E due bagnanti, che hanno notato la scena, hanno chiamato il 112.

L'EPISODIO Sono le 19.30 di lunedì quando all'ottava fermata del Poetto, nel fazzoletto di spiaggia che guarda da vicino la Torre spagnola, arriva una gazzella dei carabinieri. A chiedere l'intervento, pare con più di una telefonata, è stato un uomo che insieme a un'amica ha assistito alla scena. «Ci sono dei bambini, state dando uno spettacolo indecente». I militari chiedono i documenti alla coppia di ragazzi, identificano anche le due persone che hanno chiamato il 112, poi vanno via.

GLI INSULTI Nelle orecchie di Max («no, il cognome non scrivetelo, in famiglia non tutti sanno che sono omosessuale») però rimane anche un grappolo di insulti: «Ci hanno detto che siamo due esseri spregevoli, e che non potevamo capire le loro preoccupazioni e il perché di tutto quello visto che non possiamo avere bambini». Ventinove anni, cagliaritano, commesso in un grande centro commerciale, racconta gli ultimi minuti di una giornata al mare ormai agli sgoccioli: «Eravamo arrivati dopo pranzo, mano nella mano, insieme ad altri amici. Saremo stati una dozzina, sia omo che eterosessuali. Ci siamo baciati, abbracciati come fa una coppia qualunque. Niente di cui vergognarsi, sono il primo a non ostentare queste cose e ad evitare di accarezzare il mio compagno di fronte a bambini piccoli, per evitare domande imbarazzanti ai genitori».

GAY PRIDE Rifiuta le etichette, ma il suo modo d'essere potrebbe essere definito da gay moderato: «Ho partecipato al Gay pride e ad altre manifestazioni, certo, ma non mi piace quel modo di chiedere le cose. Penso che si possano ottenere anche in altre maniere, senza urlare e con un comportamento più soft». Altri episodi simili? «Mai, neanche una volta. Insulti, quelli sì. A volte per strada mi dicono “finocchio” (in realtà usa un'espressione cagliaritana, decisamente più colorita e offensiva) ma io rispondo: “non mi stai dicendo niente di nuovo”».

I carabinieri, dopo aver chiesto gentilmente a lui e Alex, il fidanzato trentacinquenne, di avvicinarsi all'auto di servizio, sono risaliti sulla gazzella e sono andati via. Non prima di aver domandato, alle persone che avevano chiesto il loro intervento, se avessero intenzione di presentare una denuncia per «atti osceni in luogo pubblico». La risposta è stata negativa, ma Max aggiunge: «Sono rimasto turbato da questo episodio, non credevo che in giro ci fosse tanta gente omofobica. Ci hanno trattato come spazzatura, siamo stati umiliati e ridicolizzati solo per esserci dati un bacio, oltretutto in un tratto di spiaggia che storicamente è frequentato da omosessuali e dove non c'è mai stato un problema di questo tipo».

L'Unione Sarda
giovedì 05 agosto 2010
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MessaggioInviato: 18 Ago 2010 - 13:36 Rispondi citando Back to top

"Frocio e comunista", ragazzo gay inseguito e insultato ltato a Torre del Lago



Marco Michelucci, presidente del comitato Arcigay di Lucca, denuncia in un comunicato "un brutto episodio di inciviltà che ha visto coinvolto un giovane turista in vacanza a Torre del Lago". "Nella notte tra il 14 e il 15 agosto - scrive - il ragazzo è stato seguito per alcune decine di metri e infine insultato da un gruppo di giovani in motorino".

zoom La vittima, riporta sempre la nota, indossava due spille, una di Arcigay e l'altra dei Giovani Comunisti, quando verso le 4.30 di mattina è stata avvicinata dal gruppetto e ripetutamente apostrofata con tono minaccioso come "frocio comunista". Il ragazzo ha quindi "minacciato" di chiamare le forze dell'ordine, poi è riuscito ad allontanarsi e a liberarsi dei molestatori rientrando in un campeggio dove alloggia con altri ragazzi napoletani e toscani esponenti di associazioni della galassia Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

"Esprimiamo piena solidarietà al ragazzo!", dichiara Marco Michelucci dopo aver reso noto l'episodio "e sosteniamo la sua decisione di sporgere denuncia per questa brutta vicenda, fortunatamente isolata in luoghi in cui l'impegno delle associazioni è forte e radicato. Tuttavia questo episodio dimostra ancora la grave presenza di sparsi focolai d'intolleranza, anche nel nostro territorio".


Il Tirreno
17 agosto 2010

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MessaggioInviato: 20 Ago 2010 - 19:34 Rispondi citando Back to top

Gay si baciano, fruttivendolo tira melanzana
Testimoni hanno visto la scena nell'agrigentino


(ANSA) - FAVARA (AGRIGENTO), 20 AGO - Una coppia gay sarebbe stata insultata e aggredita dopo che i due uomini si erano scambiati un bacio.

E' avvenuto davanti alle bancarelle del mercato settimanale, nella zona del cimitero, a Favara (Ag). Lo riferiscono testimoni attendibili che hanno assistito alla scena. Un fruttivendolo vedendo le effusioni avrebbe tirato contro la coppia una melanzana, per poi inveire con toni volgari e minacciosi. La coppia di turisti, vista la tensione che s'era venuta a creare, ha lasciato il mercatino senza sporgere denuncia. (ANSA).

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MessaggioInviato: 20 Ago 2010 - 20:30 Rispondi citando Back to top

Abbraccio gay, il carabiniere li caccia

Il caso in un bar di Viareggio. La denuncia dell'Arcigay: "Grave episodio di omofobia. L'Arma ci dia spiegazioni"
«Io e Fabio eravamo al bar a fare colazione, ci siamo abbracciati e un carabiniere in divisa è intervenuto. Urlando ci ha invitati ad andarcene via, dicendo che quello era un posto dove vengono i bambini e non un posto per gay. Gli abbiamo chiesto cosa stessimo facendo di male e lui ha ripetuto, a voce ancora più alta, di andarcene via. Non ci siamo nemmeno baciati. Era solo un abbraccio fra due amici».

La denuncia di Mirco Vigni, 22 anni, ha fatto in poche ore il giro di Viareggio. Dove questa mattina, verso le 5.30, al bar da Cusimano in via San Francesco stava facendo colazione assieme a un amico dopo avere lavorato tutta la notte al Priscilla Caffè, un locale gay della vicina Torre del Lago. Il solito cappuccino per sgranchirsi dopo la nottata al bancone, come tante altre volte. Mirco era in compagnia di Fabio, un amico che lavora in un'altra famosa discoteca della Versilia.

«Fabio stava seduto al tavolo e io ero in piedi alle sue spalle. L'ho abbracciato. Siamo solo amici. Nel bar c'erano quattro carabinieri in divisa, seduti qualche tavolo più in là». Uno dei quattro ha parlato a voce alta, rivolto verso il bancone. Nel bar c'erano almeno una quindicina di persone a quell'ora. «Ha detto - prosegue Mirco - riferendosi a noi, che queste cose dovevamo andare a farle da qualche altra parte, perché quello era un luogo pubblico. E che si riempiva di bambini. Io ho chiesto se l'avrebbe detto anche a un ragazzo che abbracciava una ragazza e il carabiniere, a voce ancora più alta, ha ripetuto che ce ne dovevamo andare».

A questo punto Mirco ha raccolto telefonino e portafogli e si è avvicinato al bancone. «Conosco il titolare di vista, gli ho chiesto il conto e gli ho detto che avrebbe fatto meglio a intervenire visto che i carabinieri non ci avevano contestato nulla formalmente, ma stavano mandando via un cliente. E quella, in fondo, era casa sua. Abbiamo subito una discriminazione incredibile e pensare che io e Fabio non siamo nemmeno fidanzati. Siamo due amici. Ci vogliamo bene e ci siamo scambiati un semplice abbraccio».

Fuori dal bar, la solidarietà di una ragazza che ha assistito alla scena. Mentre Fabio piangeva terrorizzato. «Mi ripeteva che voleva andarsene, era spaventato». Immediata la segnalazione all'Arcigay che ha condannato l'episodio e intende chiedere spiegazioni all'Arma dei carabinieri. Nel pomeriggio il presidente nazionale dell'associazione, Paolo Patanè, ha tenuto una conferenza stampa su quello che definisce «un caso grave di omofobia a fronte di un avanzamento del dialogo con le forze dell'ordine che è un fatto importantissimo», spiega a L'espresso.

«Ancora un volta in Italia siamo di fronte a un problema di omofobia profonda che c'è nel Paese. Una problematica diffusa da parte delle forze dell'ordine, che danno un'interpretazione e un giudizio moralistici di fronte all'affettività e alla presunzione di omosessualità. Qui siamo di fronte a due amici che si abbracciano, è gravissimo ciò che è avvenuto. E' un problema di formazione che va affrontato una volta per tutte. Altrimenti chi indossa la divisa lede un diritto fondamentale dei cittadini che invece dovrebbe difendere: essere se stessi».

di Tommaso Cerno
(20 agosto 2010) "L'Espresso"

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MessaggioInviato: 28 Ago 2010 - 12:18 Rispondi citando Back to top


Padova. Altri due giovani gay aggrediti a
calci e pugni e insultati: «Froci di merda»

Pestaggio mentre i due erano appartati in auto, una vittima
è un barista del centro. Controllate le telecamere della zona



di Alberto Rodighiero
PADOVA (28 agosto) - Ancora omofobia a Padova. Altri due giovani gay in ospedale dopo un’aggressione mentre erano appartati in auto. La città del Santo non è solo la patria dei "pacs alla padovana", del Pride village, della tutela delle differenze e delle battaglie per le libertà personali. Una volta in più mostra il suo lato oscuro fatto di intolleranza e violenza. Com'era già accaduto a giugno quando in piena notte, nel cuore del centro storico, due ragazzi che camminavano abbracciati erano stati pesantemente insultati e presi a calci e pugni da un ultrà, ora ritorna la violenza. Cieca, stupida, senza motivo.

In questo caso, a fare da sfondo alla vicenda è l’area alla periferia della città attorno all'inceneritore: in zona industriale, luogo di incontri omosessuali conosciuto in tutto il Veneto. A lanciare l'allarme, che è anche una denuncia, ci pensa direttamente una delle vittime dell’aggressione, che si affida al profilo Facebook di Alessandro Zan, il segretario regionale dell'Arcigay e assessore all'Ambiente del Comune di Padova. Lo stesso Zan che per anni si è battuto (con successo) per l'istituzione del "registro comunale delle coppie di fatto". Enrico Bertelli, che gestisce un noto bar del centro storico, descrive così, l'agguato di cui è stato vittima mercoledì scorso: «Ore 1.30, aggressione in zona inceneritore. Io e il mio amico D.C. aggrediti da 3 napoletani a calci e pugni al grido "froci di merda". Al 112 il poliziotto mi fa: "Ma lei che ci fa nelle zone buie a quest'ora?". Dopo mezz'ora di attesa decidiamo di andare in centrale. Fortunatamente eravamo riusciti a fuggire: 10 giorni di prognosi a lui, 3 a me».

Sull'accaduto stanno indagando i carabinieri, che nelle ultime ore hanno visionato alcune immagini registrate da una telecamera di videosorveglianza presente nella zona. Non è escluso che i tre volessero rapinare i due omosessuali. Secondo il barista, invece, si sarebbe trattato di un agguato squadrista in piena regola che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, se i due ragazzi non fossero riusciti a darsi rapidamente alla fuga.
Una vicenda che ha già suscitato dibattito sulla rete. La seconda aggressione di questa calda (anche per le polemiche) estate in una città che si è sempre dimostrata aperta nei confronti della comunità omosessuale. Non è infatti un caso che già nel 2002 Padova abbia ospitato il Gay Pride. E non è affatto un caso che a sedere in giunta sia proprio il segretario dell’Arcigay Zan, che della lotta per i diritti e per le libertà personali da sempre ha fatto la sua bandiera.


Il Gazzettino.it

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MessaggioInviato: 05 Set 2010 - 14:51 Rispondi citando Back to top

GIOVANE OMOSESSUALE STUPRATO, PICCHIATO E RAPINATO A RIMINI

Il 25 agosto:per vittima 25 giorni prognosi. Arrestato aggressore


Roma, 4 set. (Apcom) - Il 25 agosto scorso, a Rimini, un giovane omosessuale è stato brutalmente stuprato, picchiato e rapinato da un uomo che aveva precedenti penali per stupro ad una donna. L'aggressore, che è stato denunciato ed immediatamente arrestato dalle forze dell'ordine, ha dichiarato di non essere omosessuale e di aver picchiato la vittima perché gli faceva schifo. Lo rende noto Arcigay, spiegando che, a causa della "dinamica barbarica della violenza, con lo stupro a cui sono seguite le botte e gli insulti", il giovane ha avuto dai sanitari una prognosi di 25 giorni.

Dopo le violenze, l'estorsione di denaro e il furto del cellulare: un caso, quello di stupro ai danni di un uomo seguito da violenza e rapina "che solo fino a ieri non venivano denunciati alle forze di polizia per la vergogna della vittima". "Questa denuncia - spiega Arcigay - è il segno di un cambiamento di prospettiva che porta finalmente gli omosessuali a rivolgersi alle forze dell'ordine per denunciare le violenze subite, qualunque sia la loro forma, e dovrebbe far riflettere il legislatore sull'urgenza di una legge di tutela dalla violenza per la minoranza gay, lesbica, bisessuale e transessuale omosessuale".

"E' vergognoso poi il quotidiano 'La voce di Rimini' - denuncia ancora il presidente di Arcigay Rimini Alessandro Tosarelli - abbia trattato la vicenda come 'una storia dai risvolti boccacceschi' e faccia intuire, ma le deposizioni smentiscono totalmente la ricostruzione, che il giovane fosse consenziente e che 'una notte di sesso fra i due maschi ubriachi, entrambi single e da soli in vacanza' si sia trasformata in un incubo e aggiunga particolari scabrosi della violenza del tutto irrispettosi verso la vittima". Chiedendo al quotidiano una smentita e delle scuse, Arcigau precisa che un pool di legali messi a disposizione dall'associazione sta assistendo la giovane vittima perché sia fatta giustizia.

sabato 04 settembre 2010 , di APCOM

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