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eugenia
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MessaggioInviato: 19 Gen 2009 - 20:18 Rispondi citando Back to top

Mantova. Morto in camera, giallo in hotel
Trovato senza vita un trentenne di Napoli. Tra le ipotesi il delitto o un tragico gioco erotico
Stanza in perfetto ordine, ma la vittima aveva segni sul collo Il cadavere scoperto da una cameriera. Secondo indiscrezioni l' uomo avrebbe ricevuto una visita nel corso della notte

Omicidio maturato in ambiente omosessuale, gioco erotico finito in tragedia o semplicemente cause naturali? Ci sono ancora diverse ipotesi per spiegare la morte di un trentenne, trovato senza vita riverso sul pavimento del bagno della camera d' albergo in piazza Sordello in cui era arrivato poche ore prima. A scoprire il cadavere è stata la donna delle pulizie che, dopo aver bussato più volte senza ottenere risposta, è entrata nella stanza utilizzando il passepartout. Scoperto il cadavere, la dipendente dell' albergo ha subito ha dato l' allarme. E' dunque giallo sulla morte di Raffaele Guida, 30enne residente a Ercolano (Napoli), il cui cadavere è stato scoperto poco dopo le 10 e 30 di ieri mattina in una camera dell' hotel «Ai due guerrieri», in pieno centro storico a Mantova. Dopo pochi minuti sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura, il sostituto procuratore della Repubblica di Mantova, Giulio Tamburini, la polizia scientifica e il personale del 118, che non ha potuto far altro che constatare il decesso. Il corpo privo di vita di Guida, che indossava il pigiama, era supino a terra. Sia il bagno che la camera, al primo piano dell' albergo, erano in perfetto ordine. Circostanza che escluderebbe un' eventuale colluttazione. La prima ispezione eseguita sul corpo del 30enne dal professor Gaetti dell' Istituto di medicina legale dell' Università di Modena, non avrebbe evidenziato né ferite né ecchimosi, né tracce di lotta. Sul collo di Raffaele Guida ci sarebbe però la traccia di un solco, forse provocato da una corda o da un fazzoletto, legati troppo stretti. Il sostituto procuratore Tamburini, che coordina le indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Mantova, ha disposto l' autopsia, che verrà eseguita domani mattina a Modena dallo stesso professor Gaetti. Al momento gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi: dall' omicidio, che potrebbe essere maturato nell' ambiente omosessuale, al gioco erotico finito accidentalmente in tragedia. Pare, infatti, che Raffaele Guida, arrivato in hotel venerdì sera, durante la notte abbia ricevuto la visita di un uomo, con il quale si sarebbe intrattenuto per alcune ore. Per tutta la giornata di ieri gli agenti della Squadra Mobile, guidati da Vittorio Rossi, avrebbero raccolto numerose testimonianze, tra cui quelle di alcuni dipendenti dell' hotel «Ai due guerrieri». Secondo alcune indiscrezioni, ancora da confermare, il nome di una persona sarebbe stata iscritta nel registro degli indagati. A distanza di sei mesi la provincia di Mantova è dunque nuovamente teatro di un giallo. Lo scorso 26 luglio Dean Diljevic, croato di 27 anni, era stato trovato impiccato con il guinzaglio del suo cane al cancello del «Magic Nuar», il locale per scambisti che gestiva a Stradella di Bigarello, piccolo comune dell' hinterland mantovano. Dopo aver vagliato numerose ipotesi, la Procura di Mantova ha accertato che si trattò di omicidio ed ha indagato tre persone: la fidanzata del 27enne, il dee-jay del club privée e l' agente immobiliare incaricato di seguire la vendita del locale. Valentino Gonzato Le indagini L' episodio Raffaele Guida, 30 anni, di Ercolano (Napoli) viene trovato privo di vita in una stanza dell' hotel «Ai due guerrieri» di piazza Sordello a Mantova. La porta della camera è chiusa dall' interno e il cadavere viene scoperto da una cameriera che doveva entrare per fare le pulizie. La camera è in perfetto ordine, la vittima indossa un pigiama ed è distesa a terra nel bagno. I dubbi Sul collo di Raffaele Guida sono stati notati dei segni piuttosto profondi, come lasciati da una corda o da un fazzoletto stretto con forza. Secondo alcune indiscrezioni, inoltre, la vittima avrebbe ricevuto una visita nel corso della notte. Sarà l' autopsia a chiarire adeso le cause della morte.

Gonzato Valentino

PUBBLICATO DA: Il Corriere. it http://archiviostorico.corriere.it/2009 ... 4034.shtml

IL GIORNO 04/01/2009

ANCHE IN:

http://inlungoeinlargo.wordpress.com/do ... sier-2009/
http://www.gaynews.it/view.php?ID=80290

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eugenia
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MessaggioInviato: 19 Gen 2009 - 20:28 Rispondi citando Back to top

Lippi: 'Gay nel calcio? Mai visti Ma non avrei problemi a convocarli'
ll ct: "Non ne conosco, né me ne hanno parlato, se ci fossero non lo manifesterebbero"
La replica di Arcigay: "Fa come le tre scimmiette: così favorisce l'ostilità dell'ambiente"


"Credo che tra i calciatori gay non ce ne siano. In 40 anni di carriera non ne ho mai conosciuti né mai me ne hanno raccontato". Così si esprime Marcello Lippi su recenti voci, accuse e smentite che hanno prospettato l'esistenza di un ''pianeta gay" a livello di calciatori professionisti. "Ci può essere qualcuno che ha qualche tendenza, ma non va in giro a manifestarlo". E' questo il pensiero espresso dal ct della Nazionale Marcello Lippi, intervistato da Klaus Davi per il suo programma in onda sul web "KlausCondicio".

"Non escluderei mai un gay dalla Nazionale - ha aggiunto Lippi - Penso, però, che sarebbe difficile per come siamo fatti noi giocatori, che un calciatore possa vivere la sua omosessualità in maniera naturale".
E se un suo giocatore gli confessasse la propria omosessualità? "Mi piace fare il tecnico, ma sarei a disposizione di chi si volesse confidare con me. Gli direi di non farsi condizionare, di essere ligio nella sua professione e fare ciò che vuole nel privato".
Lippi, infine, punta l'indice contro presunte malelingue che parlano di gigolo gay per calciatori: "Non è credibile. Ogni tanto viene fuori qualche pettegolezzo, ma poi ci si rende conto che sono persone che inventano qualcosa soltanto per attirare l'attenzione. Si parte da verità e vi si raccontano sopra delle favole".

Il commissario tecnico ha poi affrontato altri temi. Dal suo eventuale ritorno alla Juve, "A tutt'oggi ha una perla di allenatore e ottimi dirigenti", al suo rapporto con gli Agnelli. "Mio padre odiava il potere, e quindi anche gli Agnelli che all'inizio degli anni '90 ne erano la massima espressione. Per questo motivo, quando,
nel 1994, sono diventato ct della Juventus, mi sono recato al cimitero in preda ai sensi di colpa e ho pregato l'anima di mio padre, morto tre anni prima, di accettare la mia scelta". Fino ai suoi colleghi, a cominciare dal più personaggio di tutti. "Mourinho? L'ho
conosciuto nell'ambito dell'Uefa. E' un grande comunicatore. Basti pensare che parla ben 5 lingue. La cultura, il carisma, la saggezza e la personalità che lo contraddistinguono, sono tutte qualità che prescindono dall'avere o meno giocato ad alti livelli calcistici. Come Mourinho ce ne sono stati altri, ugualmente grandi: Vittorio Pozzo, ad esempio, ma anche Arrigo Sacchi, che pure aveva giocato solo a livello dilettantistico..."

Ma sono state le parole sul rapporto tra i calciatori e il mondo gay a lasciare il segno. "Lippi fa come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla, favorendo nei fatti il clima ostile nell'ambiente calcistico italiano nei confronti delle persone omosessuali". Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay, commenta così le dichiarazioni del ct. "Sarebbe assai semplice confutare queste impressioni personali, ma il punto non è dimostrare quanti e quali calciatori di serie A e di tutte le altre categorie vi siano, la questione vera è che questo continuo negare oltre ad esser ridicolo comincia ad esser fastidioso", è scritto nella nota di replica.

"Come si sa - si legge - gli omosessuali sono persone che praticano tutti gli sport, sono impiegati in tutte le professioni, vivono dentro questa società come tutti. In ambienti particolarmente machisti come quello del calcio, gli omosessuali si nascondono ancor di più e visto che non presentano tratti somatici o d'atteggiamento differenti (a meno di fermarsi ai soliti stereotipi) è evidente che siano risultati invisibili anche a Lippi. Ci permettiamo però di dubitare che l'allenatore mondiale non abbia mai sentito, nella sua lunga esperienza di importanti Club, di diversi episodi e storie omosessuali".

"Siccome però, Marcello Lippi è noto per essere persona equilibrata ed aperta, lo invitiamo ad un pubblico confronto da tenersi nei prossimi mesi, in preparazione del Pride nazionale di Genova, così per poter parlare con franchezza di calcio italiano ed omosessualità", si legge ancora nel comunicato.

PUBBLICATO DA: La Repubblica.it http://www.repubblica.it/2009/01/sezion ... onale.html

IL GIORNO 07/01/2009

ANCHE IN:
http://www.corriere.it/sport/09_gennaio ... aabc.shtml
http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni ... girata.asp
http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Pia ... ippi.shtml
http://www.tuttosport.com/calcio/2009/0 ... che'+no%3F
http://www.la7.it/news/dettaglio_video. ... ;cat=sport

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MessaggioInviato: 19 Gen 2009 - 20:35 Rispondi citando Back to top

tRIESTE. Peruzzo sui calciatori gay: «Scoprissi di averne uno al San Luigi, lo caccerei»

Non ci sono gay nel mondo del calcio dilettantistico triestino. E se mai ci fossero, non sarebbe il caso di farlo sapere troppo in giro. Con pareri quasi unanimi gli addetti ai lavori del mondo calcistico locale si sono espressi in maniera negativa sull’impiego di giocatori gay nelle proprie squadre, un tema scottante e di attualità dopo le ultime dichiarazioni del ct della nazionale italiana Marcello Lippi. Le parole più dure giungono dalla massima carica del San Luigi, Ezio Peruzzo : «Premettendo che non ho mai conosciuto problemi di omosessualità all’interno del mondo del pallone locale posso dire che un giocatore che manifestasse la propria diversità non sarebbe visto di buon occhio. Non so se si tratta di una malattia o di un vizio, ma avere qui al San Luigi qualcuno così creerebbe più di qualche perplessità e disagio, soprattutto vista la presenza dei più piccoli». Più morbida la linea adottata da Nicola De Bosichi , presidente del Trieste Calcio: «Gay nel calcio? Mai visti o forse sono solo bravi a mascherarlo. Diciamo comunque che finché uno si fa gli affari suoi, lontano dalla società, può anche andar bene, ma se poi facesse il monello con qualcuno della squadra non potrei proprio accettarlo e poi credo che rischierebbe grosso anche con gli altri compagni». Antonio Pignatiello , numero due del Ponziana, appare più pragmatico: «Come tratterei la questione se avessi un calciatore omosessuale in squadra? Credo che la miglior cosa da fare sarebbe una riunione del consiglio direttivo, ma se uno pensa a fare il giocatore e tiene fuori la sua vita privata, non ci dovrebbero essere grossi problemi». Questa la visione dei sodalizi della città. Ma che aria tira in altipiano? Il vento non sembra essere poi così tanto diverso: «Ognuno ha la propria vita privata, ma certo questa non dovrebbe intaccare l’ambiente», spiega Roberto Vidoni , numero uno del Vesna. Anche una donna come Silvana Moro , presidente della Polisportiva Opicina, rimane sostanzialmente nel trend: «Purché non vi sia una palese ostentazione che potrebbe turbare soprattutto le famiglie che frequentano la società, credo che la situazione si potrebbe risolvere in maniera positiva anche se è chiaro che non condivido affatto la filosofia di vita di un omosessuale». Più aperto rispetto agli altri appare invece la massima carica del Kras, Domenico Centrone : «Quello che conta è che un giocatore accetti e rispetti le direttive date dalla società e che sia un buon giocatore, poi ognuno è padrone di gestire la propria vita privata. Ad ogni modo, sinceramente non ho mai sentito che esistano calciatori gay a Trieste». L’unico a non avere alcuna remora su questo argomento sembra il presidente del Primorec, Darko Kralj : «Non sono omosessuale, ma non sono contrario ai gay. Sono cose che nella vita capitano e oggigiorno in tanti Paesi due persone appartenenti allo stesso sesso hanno anche il diritto a sposarsi. Ad ogni modo, se si dovesse verificare la situazione in cui un calciatore dichiari apertamente la propria omosessualità bisognerebbe capire la reazione dei compagni di squadra, anche se personalmente non sarebbe un grosso problema».
Riccardo Tosques

PUBBLICATO DA: Il Piccolo http://ricerca.quotidianiespresso.it/il ... _APRE.html

IL GIORNO 09/01/2009

ANCHE IN:
http://www.gaynews.it/view.php?ID=80358

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MessaggioInviato: 19 Gen 2009 - 20:42 Rispondi citando Back to top

Ancelotti, mai incontrato gay

Tecnico Milan d'accordo con Lippi, 'ma non sarebbe un problema'

Ancelotti e' in sintonia con Lippi sul fatto di non aver mai incontrato nella sua carriera calciatori omosessuali. 'No, neanche a me e' mai capitato di incontrarne - ha ammesso l'allenatore rossonero - ma credo che non ci sarebbe nessun tipo di problema'. Quanto a Gennaro Gattuso, eletto da un sondaggio il calciatore piu' desiderato dalle donne, Ancelotti chiude con una battuta: 'Sono stupito che abbiano questo sogno proibito'.

PUBBLICATO DA: Corriere dello Sport http://www.corrieredellosport.it/Notizi ... ntrato[più]gay

IL GIORNO 10/01/2009

ANCHE IN:
http://www.gaynews.it/view.php?ID=80380
http://www.corriere.it/ultima_ora/notiz ... 4C31467%7D

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MessaggioInviato: 19 Gen 2009 - 20:48 Rispondi citando Back to top

Omosessuale? Non donerai mai più. La storia di un lucano che non ha potuto dare il sangue a Milano.


I medici parlano di “rapporti a rischio”. Ma il ministero aveva modificato il concetto nel 2001.

Da tre settimane Leonardo è inserito in un elenco. In compagnia di persone dal destino comune: non potere più donare il sangue. Il fatto è che Leonardo, lucano ventiduenne laureatosi in Filosofia a Milano e “ivi residente”, è omosessuale. E al Policlinico di Milano gli hanno detto di no. E dire che Leonardo (nome di fantasia) aveva preso la decisione di essere utile alla società, con entusiasmo, un mese fa circa.
Un mattino, mentre fa la spesa alla Coop di via Lodi a Milano, viene fermato da alcuni volontari che promuovono la donazione di sangue. Lui lascia numero di telefono e nome. Lo ricontattano dopo qualche giorno e gli fissano un appuntamento. Un sabato. Leonardo quel sabato varca l’ingresso del Centro trasfusionale e di immunoematologia. Poi si sottopone alla prima parte della trafila di chi ancora non ha mai donato. Gli fanno l’analisi dell’emoglobina. In mano gli mettono un foglio informativo su tutte le limitazioni alla donazione. «Si parlava - ricorda oggi - di interventi chirurgici, di diabete eccetera. Assolutamente non di omosessualità».

Poi, una dottoressa comincia una serie di domande. «Un quarto d’ora di interrogativi - racconta al telefono -che entravano sempre più nel personale. Quando mi ha chiesto di una eventuale partner, io ho risposto: caso mai, un partner. Ah, lei è omosessuale, mi ha domandato.
Io ho confermato. Lei ha sogghignato. E mi ha spiegato che era una discriminante». Il rischio sarebbe
soprattutto il virus dell’Hiv, responsabile dell’Aids.

Leonardo cerca di dimostrare il contrario. Di ricordare che il suo sangue deve ancora essere analizzato. E’ una regola interna al Policlinico, ribatte la dottoressa, nella ricostruzione di Leonardo.
«Io mi arrabbio -continua- e dico che è una grande discriminazione. Chiedo come funzioni nel resto
d’Europa. L’unica cosa che ottengo è la fotocopia di uno studio americano che dimostrerebbe
la tesi dell’ospedale. La mia domanda finale è: io avrei potuto mentire e non dire di essere omosessuale.
La dottoressa non ha saputo cosa dirmi».

Maurizio Marconi, direttore del Centro trasfusionale, non accetta le accusa di comportamento discriminatorio da parte dell’ospedale: «Essere omosessuale - dichiara al telefono - non è motivo
di esclusione. Ciò che rappresenta un ostacolo insormontabile è che aveva avuto rapporti omosessuali
fra maschi. Quelli fra donne non rappresentano un problema».
E le analisi? Non danno certezze sull’assenza omeno di virus nel sangue? «Le analisi -risponde Marconi- anche le più sofisticate, non danno la sicurezza al cento per cento».
Mase le analisi non danno la certezza, e ci si basa solo sulle dichiarazioni del donatore che possono essere false, come si fa a stare tranquilli?
«Noi possiamo solo fare le analisi e fare domande al donatore -dice il medico- non iniettare il siero della
verità.
La legge italiana lascia la decisione di cosa sia un comportamento a rischio al medico. E uno studio pubblicato sul Jama (il giornale dei medici Usa) nell’estate scorsa parla dei rapporti fra maschi un fattore di rischio». La questione è stata molto dibattuta negli anni scorsi (e di vicende come quella di Leonardo se ne sono verificate altre al Policlinicodi Milano).
L’allora ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, negli anni Novanta, in pieno tifone Aids, decise che
fossero distinte alcune “categorie a rischio”: tossicodipedenti, omosessuali e poche altre. Nel 2001 il ministro Umberto Veronesi cambiò il punto di vista: a rischio erano casomai comportamenti, e non categorie. Adesempio, un alto numero di partner alzava la probabilità di contrarre l’Hiv.
A prescindere se
si trattasse di rapporti omosessuali o eterosessuali.
La norma non venne modificata da altri due ministri- peraltro del centrodestra, quindi di estrazione politica non aperta alla questione - come Girolamo Sirchia e Francesco Storace. Quest’ultimo addirittura, il 4 settembre del 2005, annunciò l’apertura di un’inchiesta amministrativa al Policlinico di Milano: era accaduto che un omosessuale avesse ricevuto le stesse risposte ottenute da Leonardo.
Quanto dura il divieto a donare il sangue? «E’permanente», risponde Marconi.
Oggi Leonardo, mentre continua gli studi specializzandosi, decide se vuole fare il videoreporter o l’urbanista. Di sicuro - se la norma non cambia e resta la proscrizione - non farà mai il donatore.
Rocco Pezzano

PUBBLICATO DA: Notiziegay http://www.notiziegay.com/?p=22672

IL GIORNO 11/01/2009

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http://inlungoeinlargo.wordpress.com/do ... sier-2009/

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MessaggioInviato: 19 Gen 2009 - 20:52 Rispondi citando Back to top

Milano. Verdi: "I leghisti discriminano i gay in Consiglio Regionale"


"Oggi in Consiglio Regionale, in occasione della discussione di una mozione presentata da Rifondazione Comunista sulla questione dell'omofobia, il capogruppo della Lega Stefano Galli ha di fatto paragonato l'omosessualità a una malattia mentale. Se la cosa si sapesse in giro la considerazione dei cittadini verso la terza assemblea legislativa del nostro paese sarebbe ancora più bassa". E' quanto Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi.

"Per questo - prosegue - chiediamo l'urgente intervento di Formigoni che spieghi a Galli come stanno le cose. Da chi ci pretende di governare pretendiamo il massimo rispetto di persone e cose, a maggior ragione delle forme di amore che ciascuno di noi deve poter scegliere nella massima libertà".

PUBBLICATO DA: Affaritaliani.it http://www.affaritaliani.it/milano/verd ... 30109.html

IL GIORNO 13/01/2009

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http://www.carta.org/news/63450
http://inlungoeinlargo.wordpress.com/do ... sier-2009/

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MessaggioInviato: 30 Gen 2009 - 08:07 Rispondi citando Back to top

Gay aggredito da security di un locale
Il Comune: "Individuare i responsabili"

il link da www.repubblicait

http://www.repubblica.it/2009/01/sezion ... edito.html

e il testo qui in calce

"CRONACA Roma, V., funzionario pubblico, ha riferito l'accaduto a Gay Help Line
è stato percosso e insultato durante una serata in un noto club della capitale
Gay aggredito da security di un locale
Il Comune: "Individuare i responsabili"
Dopo il pestaggio è stato portato fuori e lasciato sul marciapiede sotto la pioggia
L'uomo ha subito fratture e contusioni giudicate guaribili in 30 giorni

Il presidente di Arci Gay Roma, Fabrizio Marrazzo
ROMA - Ha denunciato a Gay Help Line, un numero verde per le persone lesbiche, gay e trans, di essere stato selvaggiamente picchiato senza motivo a Roma, dalla security di un noto locale nei pressi della Piramide. V., funzionario pubblico, ha raccontato di essere stato aggredito nella notte tra il 24 ed il 25 gennaio mentre trascorreva la serata con il suo ragazzo e altri amici durante la serata gay "Gorgeous", organizzata nel locale Alpheus. Lo ha reso noto l'Arcigay di Roma sottolineando che l'uomo ha subito fratture e contusioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Gli aggressori, secondo la denuncia, sarebbero alcuni componenti della security del locale che, stando al suo racconto, dopo averlo pesantemente insultato, urlandogli frasi come "Frocio di merda, ti facciamo vedere noi, ti pentirai di essere entrato", lo hanno colpito con un oggetto contundente e portato in una parte riservata del locale dove lo hanno percosso con calci e pugni, procurandogli la frattura di un braccio, la rottura di un dente, la contusione di alcune costole e tagli sulla testa e sul labbro.

La vittima sarebbe stata poi trasportata e lasciata sul marciapiede sotto la pioggia e solo l'intervento dei suoi amici ha permesso di chiamare un'ambulanza e la polizia. Arcigay ha reso noto di aver sporto denuncia e ha proposto che la legge Mancino sia estesa ai "reati di odio", contro gay e lesbiche.

"Questa aggressione è solo l'ennesimo episodio di violenza - ha detto il responsabile di Gay Help Line 800 713 713 e presidente Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo - che registriamo al nostro numero verde. Ogni mese il nostro servizio riceve migliaia di contatti, di cui il trentuno per cento per violenze e abusi".

"Facciamo appello alle autorità competenti - ha detto ancora Marrazzo - affinché si attivino ad individuare al più presto gli autori di tale reato, per tutelare cittadini come V., che da anni vive con il proprio compagno e sabato voleva solo trascorrere una serata tranquilla con lui e gli amici. A V. abbiamo offerto il nostro supporto legale gratuito ed oggi, tramite il nostro legale, ha sporto denuncia. Contatteremo al più presto i gestori del locale per garantire che vengano presi immediati provvedimenti".

"Faremo chiarezza su quanto avvenuto. Domani incontreremo i responsabili della società che si occupa della security, ma chiederò anche di incontrare la persona che ha denunciato l'aggressione", ha detto Mauro Basso, portavoce della serata gay "Gorgeous". "E' da quattro anni che siamo all'Alpheus e non ci sono mai stati problemi - ha spiegato Basso - Stamattina ci siamo sentiti con il presidente di Arci Gay Roma e anche noi siamo stati stupiti. La security, che è gestita da una società, per conto dell'Alpheus, non ci aveva informati di nulla". "Per questo - ha continuato - ci sentiamo anche noi danneggiati. E' nostro interesse fare chiarezza. Ovviamente alla vittima va la massima solidarietà".

"E' un gravissimo atto di intolleranza ed inciviltà", ha sottolineato l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso. "Mi associo all'appello fatto dall'Arcigay di Roma - ha detto l'assessore - affinché al più presto venga fatta luce su questo grave episodio e che i responsabili del pestaggio siano al più presto assicurati alla giustizia. All'uomo aggredito - ha concluso la Belviso - va la mia più sincera solidarietà".

(29 gennaio 2009) Tutti gli articoli di cronaca"

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MessaggioInviato: 31 Gen 2009 - 18:19 Rispondi citando Back to top

Bari. Avvocato conosce amico in chat al secondo appuntamento la rapina

Lo aggancia sulla chat per gay e poi lo fa rapinare. Vittima della brutta avventura un avvocato barese di 35 anni, che però ha deciso di reagire, denunciando alla polizia tutto quello che gli è capitato negli ultimi dieci giorni. Tutto comincia quando il professionista viene attirato in un’ amicizia via chat con un omosessuale, con il quale poi organizza un incontro per meglio conoscersi. L’ appuntamento è fissato in campagna, nella periferia a nord di Bari, dopo essersi prima incontrati in una vicina stazione di servizio. Nella settimana successiva, i due continuano a scriversi e a sentirsi telefonicamente, per poi decidere un nuovo appuntamento, fissato per venerdì sera direttamente nelle campagne dove si erano incontrati la prima volta. Ma le cose, in questo caso, vanno diversamente. All’ appuntamento non si presenta il nuovo amico di chat, ma due uomini a volto scoperto e armati di taglierino che lo minacciano e lo rapinano, ferendolo anche a una mano. Lo intimidiscono e gli portano via 100 euro, un telefono cellulare, un orologio Swatch e un navigatore satellitare TomTom. A lui, dopo essersi fatto medicare, non resta altro da fare che denunciare gli aggressori e il suo traditore. (m.chia.)


PUBBLICATO DA: La Repubblica http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... condo.html


IL GIORNO 25/01/2009


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http://www.gaynews.it/view.php?ID=80584

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MessaggioInviato: 31 Gen 2009 - 18:22 Rispondi citando Back to top

Belluno. “Sei omosessuale”, bullismo a scuola, la denuncia dei genitori
Un tredicenne aveva già cambiato scuola a causa delle continue offese degli studenti


Torna il bullismo a scuola, stavolta fori dalle aule ma sempre fra studenti. La vittima è un ragazzo di tredici anni, già oggetto di ripetute offese da parte dei compagni e che si è visto costretto a cambiare scuola. Questa volta i genitori hanno sporto querela. Una decina di giorni fa è andato a Feltre per una manifestazione sportiva di basket. Durante il tragitto in pullman, dove ha ritrovato i vecchi compagni e sul quale viaggiava un insegnante, è stato oggetto di cori razzisti e offensivi, proprio come in passato, quando venne definito «terrone» e «omosessuale» e quando i suoi libri venivano presi e fatti volare in aria. La situazione è peggiorata negli spogliatoi della palestra di Feltre. Qualcuno ha preso il suo zaino e lo ha messo sotto l’acqua delle docce. Più tardi, per completare l’opera, anche la tuta e le scarpe hanno fatto la stessa fine, cosicché il ragazzo è stato costretto a tornare in pantaloncini e maglietta. Aspettando di risalire sul pullman è stato bersagliato da palle di neve. Non ha potuto nemmeno chiamare in tempo reale i genitori, perché il telefono cellulare custodito nello zaino era ormai inservibile.

I genitori sanno che questi «pochi ragazzi non sono certo rappresentativi delle genti cadorine», ma ritengono troppo grave l’accaduto per lasciarlo senza responsabili. Per gli episodi precedenti si erano rivolti alla scuola, al Provveditorato e al ministero con un esposto circostanziato in cui si chiedevano provvedimenti.

PUBBLICATO DA: Gaynews.it http://www.gaynews.it/view.php?ID=80602

IL GIORNO 29/01/2009

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MessaggioInviato: 19 Feb 2009 - 20:08 Rispondi citando Back to top

"Ti ammazzo" minacce in diretta a conduttore gay

"Vogliamo la razza pura, ne vedrete molti di più di morti froci e lesbiche". Sono questi alcuni degli insulti recapitati al giornalista Maurizio Gregorini durante la trasmissione 'Outing', il programma a tematica gay di Teleroma 56 andata in onda sabato 14 febbraio.

Maurizio Gregorini ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Roma tramite l'avvocato Daniele Stoppello, responsabile legale di Arcigay Roma, presente in studio durante la trasmissione". Lo rende noto l'Arcigay. "Ero presente in studio - dichiara Daniele Stoppello - quando tra i vari sms inviati in trasmissione sono giunti anche questi messaggi minacciosi ed intimidatori. Trovo inaccettabile che in un programma in cui si tratta il tema dell'omofobia intervengano persone così violente nel pensiero e così irresponsabili da non temere di poter essere perseguiti penalmente. Credo che la denuncia in simili casi sia l'unico modo per far emergere le proporzioni dilaganti della violenza omofobica, esternata facilmente per l'assenza di leggi specifiche che tutelino le persone lesbiche, gay".

"C'è un clima culturale molto ostile verso le persone lesbiche e gay e trans - afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - I segnali sono di tutti i tipi e coinvolgono ampi settori della società. Adesso abbiamo bisogno più che mai di mettere in campo una vera offensiva ma abbiamo bisogno di un grande sostegno da parte delle Istituzioni, in quanto la maggior parte delle vittime di episodi di omofobia, dalle minacce alle aggressioni, non denuncia i fatti per paura che le conseguenze in famiglia, a scuola o sul posto di lavoro, possano peggiorare la propria situazione, specialmente quando non hanno dichiarato il proprio essere gay o lesbica, diventando così vittime dei propri aguzzini".
(19 febbraio 2009)

Pubblicato da REPUBBLICA Roma.it http://roma.repubblica.it/dettaglio/Minacce-di-morte-a-conduttore-tv-o mosessuale/1592996?ref=rephp

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MessaggioInviato: 27 Feb 2009 - 13:44 Rispondi citando Back to top

27 febbraio 2009 Novara. Ricattato imprenditore per rapporto omosessuale


Il caso di cui parliamo oggi è accaduto una settimana fa, quando -conoscendo le tendenze omosessuali di un imprenditore dell’alto novarese- due marocchini di 21 e 20 anni, che vivono regolarmente in Italia, gli hanno teso una trappola per poi ricattarlo.
Uno dei due giovani marocchini aveva contattato l’industriale, che aveva sempre tentato di nascondere la propria omosessualità, proponendogli un incontro sessuale. Cosa che e’ puntualmente avvenuta, ma, mentre i due erano in auto, l’altro marocchino ha scattato alcune fotografie immortalando il rapporto sessuale. E la trama della trappola è bella e fatta, il giorno dopo sul tergicristallo della sua macchina l’imprenditore ha trovato una fotografia che immortalava la scena del suo rapporto sessuale e una lettera con la quale i due gli chiedevano 60 mila euro: altrimenti avrebbero fatto pervenire le immagini alla moglie dell’uomo e le avrebbero spedite a tutto il paese, svelando a tutti il suo segreto.

Ma la vittima dell’estorsione ha raccontato tutto ad alcuni amici poliziotti, ha denunciato il fatto e dopo alcuni giorni di indagini, con appostamenti e intercettazioni telefoniche (si e’ scoperto che i due chiamavano da telefoni pubblici della zona), i due sono stati bloccati li proprio mentre stavano effettuando l’ennesima telefonata. I due marocchini devono rispondere all’accusa di tentata estorsione.

PUBBLICATO DA: Gaywawe http://www.gaywave.it/articolo/novara-r ... uale/4003/

IL GIORNO 27/02/2009

ANCHE IN:

http://notiziegayit.blogspot.com/2009/0 ... ovara.html
http://www.gaynews.it/view.php?ID=80928

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MessaggioInviato: 04 Mar 2009 - 12:26 Rispondi citando Back to top

Bullismo a Bari, gli fanno scrivere: «sono gay»

BARI – Quattro studenti di un istituto professionale – due di 16 anni, uno di 17 e uno di 15 – sono stati denunciati in stato di libertà dai carabinieri per un episodio di bullismo di cui sarebbe stato vittima un quindicenne che frequenta la stessa scuola. I quattro sono indagati per concorso in violenza privata, minacce, danneggiamento seguito da incendio e procurato allarme.
Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, l’ episodio sarebbe avvenuto su un vagone delle ferrovie Sud-est. I quattro minorenni avrebbero accerchiato e minacciato il quindicenne, bruciacchiandogli il giubbotto e costringendolo a sottoscrivere su un foglio la frase «sono omosessuale». Poi i quattro avrebbero chiamato la madre del ragazzo riferendole che lo avevano sequestrato e chiedendo 50 euro per il rilascio; tutto però si sarebbe fermato alla pretesa di denaro.

4/3/2009
La Gazzetta del Mezzogiorno, Puglia
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... tegoria=11
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MessaggioInviato: 12 Mar 2009 - 07:45 Rispondi citando Back to top

questa è particolarmente ignobile
http://www.repubblica.it/2009/03/sezion ... e-gay.html
il testo di seguito (il grassetto e' mio)

Tre uomini avevano programmato con precisione l'agguato: "Volevamo dare una lezione"
Pordenone, aggressione in piazza
calci e pugni a disabile gay

PORDENONE - Un uomo di 30 anni, omosessuale, seguito dai servizi sociali del Comune per una lieve disabilità psichica e mentale, è stato aggredito, a calci e pugni, a Pordenone, da tre persone che sono poi fuggite.

La Squadra Mobile della Questura è riuscita comunque a identificarle e le ha denunciate alla magistratura per concorso in violenza privata aggravata. Si tratta di un uomo di 43 anni e di due giovani di 22 e 21 anni.

L'episodio è avvenuto in una piazza centrale di Pordenone nelle settimane scorse ma è stato reso noto oggi dalla polizia, a conclusione delle indagini, durante le quali sono stati sentiti numerosi testimoni.
Secondo gli accertamenti, i tre hanno agito organizzando con precisione l'aggressione. "Volevamo dare una lezione ai froci", hanno detto i tre ai poliziotti nel corso degli interrogatori. Durante il pestaggio, hanno anche ripetutamente apostrofato la vittima con frasi ingiuriose.

(12 marzo 2009)

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MessaggioInviato: 16 Mar 2009 - 13:36 Rispondi citando Back to top

Spedizioni anti-gay a udine

http://notiziegayit.blogspot.com/2009/0 ... udine.html

il testo qui di seguito

domenica 15 marzo 2009
Spedizioni antigay a Udine
Il Corriere Veneto, 15 mar 09

La denuncia di un giovane: aggressioni nella zona dello stadio
L'allarme - Dopo Pordenone, segnalati episodi di intolleranza in città


Udine - Raid anti-gay anche a Udine. Da mesi. La denuncia è di un giovane, testimone di alcune aggressioni nella zona dello stadio. Forse la banda viene dalla Destra Tagliamento.Raid anti-gay anche a Udine. Da mesi. Paura. Per quell’auto di grossa cilindrata, un Suv scuro, che a cadenze regolari faceva irruzione nei luoghi di incontro fra omosessuali. E paura per quei due ragazzotti, uno sui vent’anni, l’altro oltre la quarantina che attaccavano rissa. A volte solo con le minacce ad alta voce. Altre volte con le mani. In almeno un’occasione con una mazza da baseball.Il racconto – rigorosamente anonimo – è di un ragazzo gay di Udine. E forse a convincerlo a parlare sono stati gli episodi di violenza che le cronache di questi giorni hanno riportato all’attenzione dell’Italia. Quel trentenne disabile e omosessuale pestato in centro a Pordenone da una gang a caccia del gay per scacciare la noia, ha riportato la paura anche nel capoluogo friulano.Andrea, nome di fantasia, ha 31 anni. E si ricorda bene quegli episodi alla periferia della città, vicino allo stadio, dove c’è un battuage e una zona di incontri fra adulti. «Sono arrivati su un Suv scuro e venivano da fuori – racconta – , non erano di Udine, nè dei dintorni. Potevano essere della Destra Tagliamento e veneti. Gente violenta che voleva metterci paura. Uno era più giovane, avrà avuto circa vent’anni e l’altro invece più grande».Si capisce che non sono lì per incontrare qualcuno. Nè per fare amicizia. Il più giovane è il più aggressivo. La classica testa calda. Toni alti, piglio aggressivo. E non è certo la prima volta che si vede da quelle parti. «C’è stato un caso in cui uno dei due aveva in macchina una mazza da baseball – racconta Andrea – . Il più giovane era quello che voleva menare le mani, l’altro invece era più calmo e cercava di farlo stare tranquillo».E se ieri davanti a Montecitorio le associazioni gay italiane hanno invocato una legge contro l’omofobia proprio per denunciare l’aggressione del disabile pordenonese da parte dei tre concittadini, uno dei quali denunciato anche per scritte razziste, a Udine si alza un cordone di solidarietà. E dall’Arcigay parla il dirigente nazionale Alberto Baliello: «Il Nord-est e il Friuli sono sempre stati luoghi molto laici – dice – tanto che, fortunatamente, episodi come questi non sono all’ordine del giorno. Eppure i toni degli ultimi mesi, il rondismo della Lega sta rianimando certi personaggi e, questo è il rischio, alimentando il razzismo e l’odio per il diverso».Intanto a Pordenone la tensione resta altissima

Le indagini

Non si placa la rabbia e la tensione a Pordenone per l’aggressione subìta dal trentenne disabile gay lo scorso 23 gennaio nella centralissima piazza Venti settembre. Aggressione emersa in tutta la sua sconcertante ferocia nei giorni scorsi quando la Questura di Pordenone ha inchiodato alle loro responsabilità tre uomini, due ventenni e un 43enne che vivono nel capoluogo e a Porcia.A lasciar sbigottiti anche gli inquirenti sarebbe stata la motivazione che i responsabili avrebbero dato al pestaggio, ovvero che lo avrebbero fatto per noia.Lo stesso padre ha assistito all’aggressione del figlio che è stato inseguito e preso a sberle per tutto nel centro cittadino, fino al calcio alla schiena in piazza XX settembre. «L’ho vista in lontananza – ha dichiarato il genitore del ragazzo – . Non sono riuscito ad impedirla e a prendere i responsabili». L’uomo quel fatidico 23 gennaio aveva appuntamento col figlio nei pressi del teatro Verdi. Era andato a prenderlo in macchina con venti minuti di ritardo, ritardo causato da un contrattempo familiare.Diverse persone hanno assistito all’aggressione, eppure nessuno si è mosso in soccorso del disabile. Soltanto una signora ha cercato di impedire il pestaggio, ricevendo come risposta le “attenzioni” di uno dei tre aggressori che le avrebbe appoggiato una mano sulla spalla consigliandola di non impicciarsi.Ovviamente questo episodio non fa che accrescere la paura, paura sopratutto per i genitori del ragazzo. Ma anche i cittadini si interrogano come è possibile prendersela con un disabile.E mentre uno dei giovani accusati respinge le accuse, il comune di Pordenone – per bocca del sindaco Sergio Bolzonello – ha deciso di costituirsi parte civile. La formalizzazione dell’atto avverrà domani in occasione della riunione di giunta.

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MessaggioInviato: 18 Mar 2009 - 17:06 Rispondi citando Back to top

http://www.corriere.it/cronache/09_marz ... aabc.shtml

il testo qui di seguito

Prof ai suoi studenti: state lontani dai gay

LA DONNA INSEGNA ITALIANO IN UN ISTITUTO TECNICO DI ROMA
Prof ai suoi studenti: state lontani dai gay
La denuncia di alcuni ragazzi all'Arcigay: ha detto
che certe persone vanno evitate. Il preside: la convocherò
ROMA - «Gli omosessuali sono persone che non condivido, e se mi capitasse di incontrarne ne starei bene alla larga, certe persone devono essere evitate meno male che qui in classe non ci sono». A dirlo è un'insegnante romana dell'Itis Armellini, un istituto tecnico nel quartiere della capitale San Paolo-Ostiense che durante la lezione avrebbe consigliato i suoi studenti di «stare alla larga dai gay». I ragazzi allora hanno segnalato le frasi della prof alla Gay Help Line dell'Arcigay di Roma. «È una frase che mi fa inorridire. In ogni caso convocherò l'insegnante e incontrerò prima possibile l'Arcigay», ha detto il preside della scuola Paolo Reale.

L'ARCIGAY - «Dichiarazioni fortemente discriminatorie verso lesbiche, gay e trans - sostiene il presidente di Arcigay Roma e responsabile del numero verde 800 713 713 Gay Help Line Fabrizio Marrazzo - che hanno provocato un duplice effetto, da un lato l'indignazione da parte degli studenti lesbiche e gay, e dall'altro un rafforzamento della condizione dei bulli della classe, che ora si sentono maggiormente liberi di prendere in giro le lesbiche ed i gay». Marrazzo ha contattato la scuola per «segnalare» l'insegnante ed anche per chiedere di fare delle «azioni di formazione. I casi di discriminazioni nelle scuole sono in crescita, per questo chiediamo - ha concluso - l'intervento delle istituzioni, per un intervento diffuso nelle scuole».


18 marzo 2009

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MessaggioInviato: 18 Mar 2009 - 17:52 Rispondi citando Back to top

Forse questa insegnante non ha avuto un corso di aggiornamento riuguardo i diritti e le politiche della UE. Forse basterebbe farle leggere questo comunicato stampa che ribadisce i principi sui quali si fonda l'Unione Europea:

http://www.europarl.europa.eu/sides/get ... anguage=IT

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MessaggioInviato: 19 Mar 2009 - 15:23 Rispondi citando Back to top

http://www.gaynews.it/view.php?ID=81112

«PESTATO A SANGUE PERCHé OMOSESSUALE»
Sardegna. La denuncia di un giovane cuoco aggredito da tre sconosciuti
giovedì 19 marzo 2009 , di La Nuova Sardegna

di IVAN FONNESU

VILLACIDRO. Pestato a sangue perché omosessuale: un cuoco di 30 anni è finito al pronto soccorso dopo un’aggressione da parte di tre sconosciuti. Un fatto che risale alla fine della scorsa settimana: Roberto Collu, chef con varie esperienze di lavoro in Italia e all’estero, stava tornando a casa in via Nazionale a Villacidro, alle due e mezzo di notte, dopo essere uscito con gli amici da un locale in via Gennaro Murgia. In via Repubblica, all’altezza di via Ciusa, Collu è stato improvvisamente aggredito.

Qualcuno gli ha tirato un fortissimo calcio nella schiena che lo ha mandato a terra. Il giovane cuoco ha battuto la testa e ha subìto un violento trauma cranico. Ancora in sé, ma incapace di rialzarsi Roberto Collu si è trovato circondato da tre persone incappucciate, tutte giovani, presumibilmente sotto i 25 anni, che hanno iniziato a prenderlo a calci e a insultarlo con palesi riferimenti alla sua omosessualità.

La strada in quel momento era deserta e i tre delinquenti hanno potuto agire indisturbati lasciando la vittima a terra, stordita e insanguinata. Alla fine del pestaggio i tre sconosciuti sono fuggiti verso via Ciusa dileguandosi senza lasciare traccia. Con le poche forze rimaste Roberto Collu è riuscito a trascinarsi verso un locale ancora aperto in via Nazionale dove ha ricevuto il primo soccorso. È stato accompagnato alla guardia medica dove gli è stato diagnosticato un trauma cranico, più altre ferite in tutto il corpo.

Il ragazzo ha trovato il coraggio di sporgere denuncia ai carabinieri solo martedì mattina, e poi ha deciso di rendere pubblico il drammatico episodio: «È stata senza dubbio un’azione premeditata - racconta lo stesso Collu - che dimostra il livello di odio che si genera nei confronti di chi è diverso».

L’omofobia è stata la causa scatenante di un atto criminoso che mette in allarme tutta la comunità villacidrese.

«Non ho mai fatto mistero delle mie inclinazioni sessuali - prosegue Roberto Collu - ma ciò non giustifica la violenza a cui sono stato sottoposto. Le persone che mi hanno aggredito sicuramente mi conoscono bene e forse erano addirittura nello stesso locale in cui stavo trascorrendo la serata».

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MessaggioInviato: 21 Mar 2009 - 21:45 Rispondi citando Back to top

Questa notizia mi tocca da vicino perchè Adriano e' un caro amico.

http://eurialoeniso.blogspot.com/2009/0 ... iella.html

sabato, marzo 21, 2009
LICENZIATE QUEL GAY BASTARDO - DA BIELLA...E IL SOSTEGNO DI LUXURIA E A. MANCUSO

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MessaggioInviato: 06 Apr 2009 - 11:00 Rispondi citando Back to top

Comunicato stampa - ArciLesbica
5 aprile 2009
ATTACCO OMOFOBO QUESTA NOTTE A MILANO AL TOILET CLUB

UNA COINCIDENZA AGGHIACCIANTE CON IL VERTICE EUROPEO DI FORZA NUOVA



Questa notte a Milano si è consumato l'ennesimo gesto di violenza contro il mondo omosessuale, un' incursione al circolo Arci Toilet Club di via Ludovico il Moro 171, noto alla comunità per le sue serate gay\lesbian\transgender friendly. Cinque giovani con la testa rasata, armati di cric, sono entrati nel locale, in cerca del presidente gridando:"fuori froci di merda". I responsabili del Toilet Club, hanno chiesto agli aggressori di uscire, affinchè la clientela non corresse alcun pericolo, quando uno dei cinque ha aggredito a pugni Paolo Caldiroli, titolare del circolo Arci. L'intervento immediato della polizia ha scungiurato l'aggravarsi della situazione.

Arcilesbica, esprimendo tutta la solidarietà a Paolo Caldiroli, è convinta che l'aggressione, accaduta la notte prima del vertice europeo di Forza Nuova in Milano, sia una coincidenza agghiacciante. A forza di legittimare in nome di una malintesa libertà di opinione le dichiarazioni omofobiche di signori in doppio petto o in abito talare si arma la mano di facinorosi violenti, che mettono in pericolo la vita di persone pacifiche.



Ufficio Stampa ArciLesbica
e-mail: ufficiostampa a arcilesbica.it
Mobile: 327.324.31.01 www.arcilesbica.it

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MessaggioInviato: 06 Apr 2009 - 23:26 Rispondi citando Back to top

Sempre a proposito di quanto postato da Nefertiti:

Spedizione notturna al circolo gay prima gli insulti, poi l'aggressione
di Franco Vanni La Repubblica 5-4-09
Una spedizione notturna, con cric e cacciavite usati come armi, al grido «froci, comunisti». E' successo sabato notte davanti al circolo Toilet sui Navigli, frequentato anche da gay: una Fiat Bravo blu senza targhe si ferma davanti al locale, escono quattro uomini, cominciano a insultare e picchiare chi si trova all'esterno del locale. Poi cercano di sfondare la vetrina, per proseguire all'interno le violenze.

«Gli aggressori avevano capelli cortissimi - raccontano i numerosi testimoni - e uno di loro parlava con accento dell'Est Europa». Alla fine i contusi sono tre: un ragazzo ferito con il cric alla testa e poi medicato in ospedale, il gestore del locale, preso a pugni e curato dai soccorritori del 118, e un terzo giovane schiaffeggiato. Il blitz è durato pochi minuti: due dei responsabili sono stati raggiunti dagli agenti e denunciati
per resistenza a pubblico ufficiale. Secondo l'ufficio delle volanti non ci sarebbero elementi tali da provare la matrice politica o omofobica dell'aggressione.
Pubblicato il 5-4-09
Fonte REPUBBLICA Milano http://milano.repubblica.it/dettaglio/S ... re/1614074

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MessaggioInviato: 06 Apr 2009 - 23:33 Rispondi citando Back to top

Prete vuole far esorcizzare ragazzo gay

L’allarme è arrivato alla linea telefonica che aiuta le famiglie che davanti all’omosessualità dei propri figli si sentono smarrite, da parte di una madre che ha confessato: “Ho scoperto che mio figlio è gay. Mio marito l’ha cacciato di casa e il prete ci ha spinto a rivolgerci ad un esorcista”.

Il ragazzo di diciassette anni aveva pensato che confessare la propria omosessualità fosse la cosa migliore da fare, meglio la trasparenza piuttosto che passare gli anni migliori della sua vita tra menzogne e sotterfugi. Non poteva di certo immaginare che la reazione del padre sarebbe stata tanto negativa da decidere di mandarlo via da casa; l’idea che suo figlio sia un “diverso” è assolutamente intollerabile per lui!

La madre, disperata, viene anche accusata dal marito di essere la causa dell’omosessualità del figlio, e non trova altra soluzione che quella di chiedere aiuto all’operatrice dell’Agedo, che la tranquillizza dicendole che quella del figlio non è stata una scelta, “che il ragazzo “…non ha alcuna colpa”, che è stato tutto deciso dalla natura. A quel punto la madre racconta di aver chiesto aiuto anche ad un parroco, e che questi “le ha detto che il figlio era sicuramente posseduto da satana e che sarebbe stato necessario un esorcismo per rimettere le cose a posto“. I membri dell’Agedo, ma non solo loro: “…si dicono indignati e indispettiti per ognuna delle cose capitate a questo ragazzo. Lo siamo per lui e per le molte centinaia di ragazzi e ragazze che faticano infinitamente nell’accettare la propria omosessualità e quando finalmente si dimostrano più forti della paura, si ritrovano schiacciati da famiglia, Chiesa, tv e politica che insieme, certe volte, sono un violento distillato di ignoranza…”.

Si augurano –e mi aggiungo a quest’augurio- che “…nel suo cammino possa incontrare persone intelligenti“, in modo che non si senta schiacciato da un pregiudizio che lo vuole dipingere come una persona malata.
Pubblicato il 6-4-09
Fonte Gaywave http://www.gaywave.it/articolo/prete-vu ... -gay/4381/

Anche su:

Gay.it http://www.gay.it/channel/attualita/263 ... cismo.html
Gaynews http://www.gaynews.it/view.php?ID=81272
Notizie gay http://notiziegayit.blogspot.com/2009/0 ... vuole.html

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MessaggioInviato: 09 Apr 2009 - 08:04 Rispondi citando Back to top

IL SECOLO XIX: VIOLENZE OMOSESSUALI A GENOVA
Un caso tra due minorenni
mercoledì 08 aprile 2009 , di Il Secolo XIX

Da risolvere altri due casi:coinvolti ragazzini

le indagini

CI SONO almeno altri due casi di violenze omosessuali su cui sta indagando la squadra mobile. Si tratta della vicenda di un quindicenne italiano molestato da un ragazzo di quasi dieci anni più grande di lui nell'entroterra di Genova. E quella di un altro quattordicenne genovese che addirittura denuncia una violenza sessuale da parte di un altro minore (marocchino) in un campeggio dell'entroterra cittadino.

Di sicuro sono tra i casi più delicati su cui sta indagando la squadra mobile di Genova dopo che le presunte vittime degli abusi hanno sporto denuncia. Siamo tra il maggio e l'agosto dello scorso anno, in provincia di Genova. I casi, data la delicatezza e l'ovvia necessità di tutelare i minori, vengono trattati con il più totale riserbo da parte degli inquirenti che indagano, coordinati dalla Procura della Repubblica, nel primo caso, e da quella minorile, nel secondo. Visto che entrambi i soggetti non hanno ancora compiuto 18 anni.

E se nel caso dell'entroterra il minorenne genovese avrebbe subito solamente delle molestie dal ragazzo più grande, il quindicenne che accusa il coetaneo marocchino ha denunciato di aver subito un rapporto sessuale completo.

Nel complesso a Genova, sono stati 42 i casi di violenza sessuale censiti nel 2008 dall'ufficio anticrimine della questura di via Diaz. Poco più di una decina avvenuti per la strada, sui treni (fra i luoghi pericolosi) e all'aperto ma, anche, sul posto di lavoro. Quasi tutti gli altri sono successi in casa. Spesso in danno di minori e spesso ad opera di familiari.


gaynews.it

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MessaggioInviato: 16 Apr 2009 - 18:38 Rispondi citando Back to top

MILANO, ANNI DI VIOLENZE SU OPERAIO GAY: FERMATO 25ENNE
Abusi e estorsioni con il ricattato di rivelare sua omosessualità
giovedì 16 aprile 2009 , di APCOM

Dal 2005 avrebbe costretto un operaio di 25 anni a subire ogni genere di prestazione sessuale, sotto la minaccia di rivelare a famigliari e amici le sue tendenze omosessuali e estorcendogli in più occasioni anche somme di denaro sempre in cambio del silenzio. I carabinieri della Stazione di Lainate (Milano) hanno sottoposto a fermo per i reati di violenza sessuale ed estorsione un nullafacente del luogo, coetaneo della vittima. In coordinamento con il pm di Milano Ennio Remondino, il provvedimento è stato convalidato dal Gip di turno, il quale ha contestualmente applicato la misura cautelare in carcere. Le violenze, che comprendevano anche rapporti completi, avvenivano tutte nell'abitazione dell'arrestato.



La vittima, che i carabinieri descrivono come "psicologicamente debole e in forte stato di prostazione nei confronti del suo carnefice", è stato avvicinato la settimana scorsa dai militari lainatesi che, avevano avuto sentore della vicenda raccogliendo le "voci che circolavano in paese". Il comandante della Stazione, dopo aver tranquillizzato e rasserenato l'uomo ormai disperato, lo ha convinto a raccontare gli abusi e l'operaio ha così finalmente trovato il coraggio di denunciare in modo molto dettagliato i fatti, permettendo agli investigatori di ricostruire e riscontrare la veridicità dell'intera vicenda.



Il presunto aguzzino, descritto come un "balordo con piccoli precedenti legati allo spaccio di stupefacenti", si trova ora ristretto nel carcere di S.Vittore a Milano.


(V. 'VIOLENZA SESSUALE: PER ANNI RICATTA...' DELLE 14.35 CIRCA) (ANSA) - ROMA, 16 APR - Una storia che ''rivela un mix di emarginazione sociale, violenza, paura, che dovrebbe interrogare certamente la politica, ma che propone anche a noi un'approfondita riflessione'': cosi' Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, commenta la vicenda di un violentatore che da tempo sottoponeva a ogni tipo di angheria un operaio di Lainate.

''Non e' un caso - aggiunge Mancuso - che negli ultimi tempi i casi di omofobia violenta siano aumentati, che dentro la societa' italiana siano presenti sentimenti di indifferenza, pregiudizio, stigma rispetto alla condizione omosessuale di milioni di cittadini. Il caso singolo di per se' dice poco, ma la lunga sequela di fatti di cronaca, di storie raccontate ai nostri telefoni amici, nei gruppi di accoglienza, ci mettono davanti ad una concreta realta': stiamo rischiando una pericolosa regressione, che si evidenzia anche nella paura paralizzante di esser 'scoperti' omosessuali, che rende migliaia di gay e lesbiche soggetti ricattabili''.

C'e' bisogno, secondo Mancuso, di ''una reale consapevolezza da parte delle istituzioni, capace di concretizzare strumenti repressivi e interventi preventivi culturali e sociali, che tragicamente in Italia, a differenza del resto d'Europa, non sono stati ancora messi in campo''.(ANSA).

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MessaggioInviato: 16 Apr 2009 - 18:55 Rispondi citando Back to top

Brescia. Rrifiutato ad una coppia di ragazzi gay e coabirtanti lo status di famiglia anagrafica
Arcigay: intervenga il Governo

Carlo e Simone sono una coppia e vivono assieme. Si sono presentati all’anagrafe del Comune di Brescia per richiedere il certificato di stato di famiglia al fine dell’ottenimento di un mutuo. E dopo tre giorni di avventure burocratiche, se lo sono visti rifiutare, nonostante la legge intenda per famiglia agli effetti anagrafici un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune.

“Si tratta di una palese discriminazione: il certificato è stato negato quando i due ragazzi hanno dichiarato di essere gay” – sostiene il presidente di Arcigay Brescia Gianluca Archetti – “Carlo e Simone hanno compiuto un gesto importante nel denunciare questa cattiva abitudine del nostro Comune di trasgredire la legge esistente, che potrebbe anche configurarsi come omissione di atti d’ufficio. Daremo tutto il nostro sostegno a loro per cercare di risolvere questa brutta vicenda e restiamo in attesa di una risposta degli uffici competenti.”

“Chiediamo al Governo di far rispettare una legge dello Stato che non è interpretabile e che nei decenni è stata corretta dal legislatore proprio per non incorrere a possibili discriminatorie interpretazioni.” – dichiara il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso “è umiliante che due persone conviventi si siano trovate di fronte ad un diniego immotivato e gravissimo dal punto di vista giuridico e morale. Ancora una volta a fronte di un disarmante vuoto legislativo che finalmente riconosca pubblicamente i nostri amori, si tenta di chiudere i pochi spazi concessi dalle norme anagrafiche, creando nuove odiose discriminazioni.”

PUBBLICATO DA Gaynews.it http://www.gaynews.it/view.php?ID=81320

IL GIORNO 14/04/2009
ANCHE IN:
http://notizie.virgilio.it/notizie/cron ... ml?pmk=rss

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MessaggioInviato: 16 Apr 2009 - 19:32 Rispondi citando Back to top

Milano. Anni di violenze suoperaio gay: fermato 25enne
Abusi e estorsioni con il ricattato di rivelare sua omosessualità

Dal 2005 avrebbe costretto un operaio di 25 anni a subire ogni genere di prestazione sessuale, sotto la minaccia di rivelare a famigliari e amici le sue tendenze omosessuali e estorcendogli in più occasioni anche somme di denaro sempre in cambio del silenzio. I carabinieri della Stazione di Lainate (Milano) hanno sottoposto a fermo per i reati di violenza sessuale ed estorsione un nullafacente del luogo, coetaneo della vittima. In coordinamento con il pm di Milano Ennio Remondino, il provvedimento è stato convalidato dal Gip di turno, il quale ha contestualmente applicato la misura cautelare in carcere. Le violenze, che comprendevano anche rapporti completi, avvenivano tutte nell'abitazione dell'arrestato.
La vittima, che i carabinieri descrivono come "psicologicamente debole e in forte stato di prostazione nei confronti del suo carnefice", è stato avvicinato la settimana scorsa dai militari lainatesi che, avevano avuto sentore della vicenda raccogliendo le "voci che circolavano in paese". Il comandante della Stazione, dopo aver tranquillizzato e rasserenato l'uomo ormai disperato, lo ha convinto a raccontare gli abusi e l'operaio ha così finalmente trovato il coraggio di denunciare in modo molto dettagliato i fatti, permettendo agli investigatori di ricostruire e riscontrare la veridicità dell'intera vicenda.
Il presunto aguzzino, descritto come un "balordo con piccoli precedenti legati allo spaccio di stupefacenti", si trova ora ristretto nel carcere di S.Vittore a Milano.

ARCIGAY,CASO LAINATE FIGLIO PAURA DIFFUSA
(V. 'VIOLENZA SESSUALE: PER ANNI RICATTA...' DELLE 14.35 CIRCA) (ANSA) - ROMA, 16 APR - Una storia che ''rivela un mix di emarginazione sociale, violenza, paura, che dovrebbe interrogare certamente la politica, ma che propone anche a noi un'approfondita riflessione'': cosi' Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, commenta la vicenda di un violentatore che da tempo sottoponeva a ogni tipo di angheria un operaio di Lainate.

''Non e' un caso - aggiunge Mancuso - che negli ultimi tempi i casi di omofobia violenta siano aumentati, che dentro la societa' italiana siano presenti sentimenti di indifferenza, pregiudizio, stigma rispetto alla condizione omosessuale di milioni di cittadini. Il caso singolo di per se' dice poco, ma la lunga sequela di fatti di cronaca, di storie raccontate ai nostri telefoni amici, nei gruppi di accoglienza, ci mettono davanti ad una concreta realta': stiamo rischiando una pericolosa regressione, che si evidenzia anche nella paura paralizzante di esser 'scoperti' omosessuali, che rende migliaia di gay e lesbiche soggetti ricattabili''.

C'e' bisogno, secondo Mancuso, di ''una reale consapevolezza da parte delle istituzioni, capace di concretizzare strumenti repressivi e interventi preventivi culturali e sociali, che tragicamente in Italia, a differenza del resto d'Europa, non sono stati ancora messi in campo''.(ANSA).

PUBBLICATO DA:
Gaynews.it http://www.gaynews.it/view.php?ID=81336

IL GIORNO 16/04/2009

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MessaggioInviato: 08 Mag 2009 - 15:39 Rispondi citando Back to top

VITERBO. UNA BANDA TERRORIZZA I GAY.
Sarebbero giovani provenienti da Civita Castellana che imperversano nella zona del Bulicame. Deruba
ti e rapinati: ma qualcuno ha avuto il coraggio di sporgere denuncia



venerdì 08 maggio 2009 , di Il Corriere di Viterbo


(nm) Omosessuali derubati o, peggio, rapinati al Bulicale. Un fenomeno non nuovo ma che, negli ultimi tempi, ha fatto registrare un’impennata, e sul quale le forze dell’ordine - a cominciare dai carabinieri - lavorano a fondo. Qualcuno, infatti, ha avuto il coraggio di vincere la ritrosia, e ha denunciato nero su bianco l’accaduto. Se altri - la maggior parte - continuano a tacere, c’è stato chi, con la sua denuncia, ha attivato l’azione degli investigatori. I controlli, adesso, sono più assidui. A prendere di mira, intimidendoli, i gay sarebbe una banda di ragazzi. Un gruppo di rumeni che, in trasferta da Civita Castellana a Viterbo, si sono insediati nella zona, soprattutto dalle parti dell’Orto botanico. Gli omosessuali, secondo uno schema tipico, avvicinano i ragazzi che, a loro volta, accettano di aere, con loro, rapporti dietro compenso. Una “normale” forma di prostituzione, insomma. Altre volte, però, succede qualcosa di diverso. Gli omosessuali, infatti, vengono derubati dei loro averi o, attraverso le percosse e le minacce, rapinati. In qualche caso, sono gli oggetti lasciati momentaneamente incustoditi nelle loro auto a sparire. I pericoli, per il mondo omosessuale, sarebbero soprattutto intensi in un punto dove, per esservi una sorgente, ci si reca con bottiglie e taniche. E’ lì, infatti, che gli omosessuali si recherebbero per un’attività apparentemente ordinaria come, appunto, rifornirsi di acqua. Acqua sulfurea che, notoriamente, ha proprietà particolari, che la rendono notevolmente benefica per la salute. Proprio quel gesto esternamente tranquillo, però, celerebbe un’insidia. Chi si reca lì, in altre parole, manifesterebbe la propria dfisponibilità ad avere incontri fugaci, con persone dello stesso sesso, soprattutto quando è buio. E’ allora che, dall’oscurità, si farebbero avanti questi ragazzi. Che, tra l'altro, non sarebbero i soli stranieri a frequentare, per il medesimo motivo (la prostituzione maschile), quell’area. Vi sono, infatti, altri stranieri, prevalentemente nordafricani, a frequentare il sito. Sarebbero solo i rumeni, secondo i pochi particolari che filtrano, a rendersi responsabili dei furti e delle rapine. Proprio quella banda “civitonica” sulla quale, dopo le denunce, starebbero lavorando i carabinieri. Pericoli, ovviamente, ce ne sono anche per chi, nulla sapendo delle particolari frequentazioni che caratterizzano il luogo, ci si spinge sì con la bottiglia, ma solo e soltanto per rifornirsi di acqua. C’è stato qualche caso di persona che, mentre si riforniva d’acqua, si è vista avvicinare e “contattare” in modo non propriamente discreto da persone che, a loro volta, pensavano di avere che fare con un “correligionario”. Morale: la bottiglia si è levata in alto, e ha colpito alla testa il malcapitato in cerca di intimità. Il quale, invece delle effusioni, ha avuto un certo numero di punti in testa (e di prognosi, con tanto di ricovero in ospedale). Il rischio vero e, secondo alcune fonti, concreto, è quello di un uso improvviso di coltelli. Durante i furti e le rapine, in altre parole, le ”ribellioni” di chi non accetta passivamente di subire quella forma di violenza potrebbero portare, di punto in bianco, i componenti della banda a usare il coltello. Con conseguenze imprevedibili. Insomma, il mondo omosessuale è in fermento. Si è sparsa la voce delle incursioni di quella banda “forestiera” e, adesso, c’è paura. Non si spiega altrimenti che, rompendo una consolidata tradizione di riservatezza e di silenzio, più d’uno si sia deciso a sporgere denuncia. Le forze dell’ordine, da parte loro, hanno intensificato la vigilanza. L’area, però, è vasta. Sono posti accidentati, fuorimamo, che spesso non possono essere raggiunti dalle auto.

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MessaggioInviato: 15 Mag 2009 - 21:12 Rispondi citando Back to top

Milano, retata nel locale gay friendly

Alle 22.15 di questa notte il locale gay-friendly Mono di Milano è stato oggetto di una retata da parte della polizia.
Le forze dell’ordine, giunte in via Panfilo Castaldi con due volanti, erano rappresentate da tre uomini in divisa ed altrettanti in borghese.
I sei sono subito intervenuti sulle persone che stazionavano sul marciapiede in prossimità del locale, chiedendo loro i documenti, indistintamente a chi aveva una bevanda in mano e a chi, invece, stava solamente scambiando due chiacchiere senza una consumazione.

I poliziotti sono entrati nel locale e hanno chiesto la documentazione e le licenze ai gestori del Mono, ribadendo che non è possibile essere causa di schiamazzo notturno, né di creare un agglomerato di persone nelle immediate vicinanze.
Una responsabile della gestione del locale milanese ha dichiarato: ‘E’ una forma di repressione messa in atto dal sindaco di Milano Moratti; si sta attuando la politica dell’intimidazione nei confronti dei pub e bar gay e gay-friendly.
Pochi giorni fa la polizia ha messo in atto le medesime dinamiche ad un altro locale della città, frequentato principalmente da persone lgbt.
Noi, in anni di apertura non abbiamo mai avuto problemi con i vicini e residenti limitrofi; la musica è bassa e nel rispetto delle normative, e sono a conoscenza del fatto che proprio un’ordinanza comunale di un paio di anni fa ha permesso ai locali di poter far uscire i propri clienti sul marciapiede attiguo, sia con bicchieri di plastica che con quelli di vetro, purché dopo le ore 21.00.
In questo periodo però si respira un clima di insofferenza; mercoledì sera ci hanno addirittura lanciato delle uova dai balconi’.
Subito la testimonianza di Saverio Romani, consigliere nazionale Arcigay, che ha definito le azioni della polizia ‘eccessive e del tutto simili ad un atto intimidatorio’.
Saverio Romani è inoltre deciso nella mattinata di domani, a recarsi al commissariato competente per chiedere delucidazioni in merito, soprattutto, a detta sua, per il fatto che questi controlli non avvengono in zone della città più problematiche per quanto concerne lo stazionamento nei pressi di bar e pub, come ad esempio Corso Como.

Gran parte delle persone presenti si sono trovate in disappunto di fronte al comportamento di Di Gregorio, coordinatore delle forze dell’ordine presenti.

Di Gregorio infatti ha consigliato vivamente di lasciare libero il marciapiede e di non stazionarvici. ‘
Il marciapiede è di tutti’ ha affermato Di Gregorio, ‘la gente non deve fare slalom tra di voi che avete deciso di rimanere fermi a chiacchierare.
Se volete chiacchierare, entrate nel locale’.

I responsabili del Mono hanno assicurato però che non vi è stata alcun tipo di multa nei loro confronti, e che si è trattato solamente di un atto intimidatorio.

Il presidente del Consiglio probiviri Arcigay Stefano Oldani ha affermato: ‘Quello che è capitato questa sera al Mono non è altro che un sentore nazionale delle nuove dinamiche di controllo dei locali.
A Milano hanno recintato le zone adiacenti al MOM, altro locale storico della gioventù cittadina; pare che si stia cercando di veicolare prepotentemente le aree di aggregazione giovanili, che, in quanto tali, dovrebbero essere spontanee.
Portia

PUBBLICATO DA: Forlei http://forlei.forumattivo.com/mono-loca ... -n2135.htm
IL GIORNO 15/05/2009

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MessaggioInviato: 16 Mag 2009 - 13:10 Rispondi citando Back to top

TRENTO. AGRESSIONE FASCISTA AL FESTIVAL GAY
10-15 uomini armati di mazza

sabato 16 maggio 2009 , di ansa


TRENTO, 16 MAG - Un tentativo di aggressione da parte di ''elementi fascisti'' compiuto al festival lesbico e gay 'Universinversi', aperto ieri sera a Trento, e' stato denunciato dagli organizzatori.

''Alle 23.15, non appena conclusi gli eventi in programma - dice una nota del Tavolo Lgbtq - tre ragazzi sono passati davanti all'ingresso, ormai chiuso, del luogo dove si era svolto lo spettacolo, gridando: 'Sono fascista'. Girato l'angolo tra via Rosmini e via Verdi, sono stati raggiunti da un altro gruppo di 10-15 uomini, in cordone e tutti armati di mazza. Il gruppo si e' diretto verso il luogo di Universinversi, simulando una carica ed arrivando fino al cancello della facolta' di Economia.

A fronte del fatto che non ci siamo allontanate/i dallo spazio antistante il Centro polifunzionale e non abbiamo reagito alle provocazioni, il gruppo di fascisti se n'e' andato''.

Il Tavolo Lgbtq denuncia ''una continua escalation di aggressivita' e violenza nella citta' di Trento nei confronti di soggettivita' non conformi. Dobbiamo aspettare le teste fracassate di tutte/i noi affinche' questa citta' reagisca?

Questi fanno volantinaggio finche' c'e' luce e poi prendono le mazze quando viene notte. Noi andiamo avanti, in direzioni ostinate e contrarie''.

Da quanto si e' appreso, al momento nessuna querela e' stata presentata ne' in questura ne' ai carabinieri. Questi ultimi effettivamente sono intervenuti dopo alcune telefonate di residenti i quali segnalavano come alcun ragazzi si insultassero lanciandosi alcuni oggetti. Arrivati sul posto pero' i carabinieri non hanno trovato nessuno dei presunti contendenti.
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MessaggioInviato: 18 Mag 2009 - 17:18 Rispondi citando Back to top

ROMA, ANCORA SCRITTE OMOFOBE NELLA GAY STREET
Marrazzo: "Colpito un luogo simbolo". Pdl: "Solidarietà ad omosex non a gay street"

lunedì 18 maggio 2009 , di ansa



'Froci malati': e' la scritta che da questa mattina si trova accanto alla porta d'ingresso del Coming Out, lo storico bar della Capitale luogo di ritrovo della comunita' omosessuale nel cuore della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano a Roma. Altre scritte simili sono comparse anche lungo via di Capo d'Africa. "Hanno voluto colpire un luogo simbolo- afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma- un insulto per intimidirci 24 ore dopo la giornata contro l'omofobia che in tutto il mondo ha visto Istituzioni e organizzazioni Gay impegnarsi contro la violenza e le discriminazioni".

"Chiediamo all'Ufficio del decoro urbano del Comune di intervenire per chiarire che queste idee non possono trovare spazio nella nostra citta'- prosegue Marrazzo- La matrice ideologica di questo gesto e' evidente nel momento in cui si associano omosessualita' e malattia, idee promosse da ciarlatani che hanno come unico effetto l'infelicita' delle persone lesbiche e Gay e condannate dall'ordine degli psicologi".

"Negli ultimi mesi- conclude Marrazzo- gli episodi di omofobia nella zona della Gay Street sono aumentati. E' palese il tentativo di offendere la nostra dignita' e di mandarci via da un luogo per noi importantissimo e sinonimo di visibilita'. Ma e' un tentativo che fallira' perche' siamo decisi a valorizzare questo posto e a renderlo sempre piu' bello e accogliente anche mettendo in campo un'alleanza tra associazioni, istituzioni e forze sociali e imprenditoriali come avviene in tutte le grandi Capitali del mondo".

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FOSCHI (PD), SCRITTE OMOFOBE ENNESIMA INFAMIA VERSO COMUNITA' GAY =





Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - "Si tratta dell'ennesima infamia verso la comunita' gay e lesbica perpetrata da chi evidentemente si e' sentito oltraggiato dalla Giornata contro l'omofobia. E' proprio il caso, allora di continuare a organizzare questo tipo di iniziative per sensibilizzare ancora di piu' l'opinione pubblica e per emarginare chi ancora crede in uno stato di 'malattia da curare' e di un 'diverso' da omologare'". Lo dichiara in una nota Enzo Foschi, consigliere del Pd alla Regione Lazio, commentando la notizia delle scritte contro i gay davanti a un locale della gay Street a Roma.



"Se qualcuno si sente nel giusto - prosegue Foschi - nel dover andare in uno dei luoghi simbolo della battaglia per il riconoscimento dei diritti alla persone, per manifestare questo pensiero c'e' ancora tanto da fare. E' evidente che il clima nella Capitale, e' sempre piu' teso e occorre tenere alta la vigilanza affinche' i passi in avanti compiuti sui temi dell'uguaglianza non vengano fagocitati dalla spirale dell'odio e della violenza, che seppur manifestata solo verbalmente sempre violenza rimane".

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D'ELIA, SCRITTA OMOFOBA OFFENDE TUTTI I CITTADINI =





(ASCA) - Roma, 18 mag - ''La scritta trovata questa mattina accanto alla porta del Coming Out, lo storico bar nella gay street frequentato dalla comunita' glbt di Roma e' un'ingiuria al carattere aperto e plurale della capitale e certo non un gesto accogliente per i tanti cittadini omosessuali che la visitano''. Lo afferma in una nota l'assessore alle Politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia D'Elia.

''Significativo che il gesto di offesa - conclude d'Elia - sia avvenuto all'indomani della giornata internazionale contro l'omofobia. La comunita' gay, lesbica della citta' e' nel mirino di una serie intollerabile di atti di intimidazione e quando si discrimina una parte in realta' si offendono tutti i cittadini. Imbrattare l'ingresso di un locale pubblico frequentato dai cittadini omosessuali non e' un problema di decoro urbano ma di allarme per tutta la citta'''.

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MICHELANGELI: NON BASTA LA SOLIDARIETÀ, SERVONO FATTI





"COMUNE CONCEDA PATROCINIO E PIAZZA SAN GIOVANNIL AL GAY PRIDE".



(DIRE) Roma, 18 mag. - "Il sonno della ragione genera mostri. Le scritte di insulti contro il mondo GAY sono la diretta conseguenza del clima da 'caccia alle streghe' instaurata da questo governo capitolino e nazionale, che, nei fatti, non perde occasione di manifestare intolleranza nei confronti di tutte le diversita'. Arrivati a questo punto la solidarieta' non basta: alle parole seguano fatti, a cominciare dal patrocinio comunale e alla concessione di piazza San Giovanni in Laterano al GAY pride, altrimenti la destra e' complice di queste scritte". E' quanto afferma Mario Michelangeli, segretario regionale del Pdci Lazio.

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Mollicone (Pdl): Solidarieta' a omosessuali ma non a gay street





Roma, 18 MAG (Velino) - "Non possiamo che esprimere la nostra solidarieta' alla comunita' gay rispetto alle scritte deliranti apparse nel rione Celio; abbiamo sempre sostenuto che un conto fosse la legittima critica a una certa forma di esibizionismo, che paradossalmente danneggia i diritti degli omosessuali, e un altro e' l'oltraggio e l'insulto. Detto questo pero', per coerenza continuiamo a criticare il tentativo di istituzionalizzare una strada che e' e deve rimanere del Rione, dei romani e di tutti i turisti e non puo' essere 'regalata' ad un locale solo perche' questo e' diventato un punto di ritrovo della comunita' gay della capitale". Lo ha dichiarato Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura del Comune di Roma. "A Marrazzo rispondiamo, inoltre, che certo condanniamo gli episodi di intimidazione avvenuti nella zona, ma anche con uguale determinazione gli atti osceni che purtroppo molte coppie gay commettono nelle vie limitrofe e nei portoni, come testimoniano le molte proteste dei residenti. Ribadiamo pertanto la nostra contrarieta' a che via San Giovanni in Laterano diventi per sempre la gay street della capitale".
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MessaggioInviato: 19 Mag 2009 - 15:25 Rispondi citando Back to top

DIVENTATO FAMOSO SUL WEB, GAY CHIEDE I DANNI


Minacciò di gettarsi dalla torre l’amico ha messo in rete il video
martedì 19 maggio 2009 , di La Nuova Sardegna



Carbonia. Davanti al giudice di pace per il film in cui la gente lo incitava a buttarsi

di GIANFRANCO NURRA

CARBONIA. Era stato protagonista di una clamorosa protesta nel marzo del 2007, quando minacciò di fare un volo di 30 metri dalla Torre Littoria. Voleva strappare il velo sulla condizione degli omosessuali. Ma quegli attimi di tensione finirono su Youtube filamti con i telefonini e accompagnati dalle incitazioni di chi gridava «buttati, dai buttati» e dalla canzone «Stasera mi butto».

Massimo Pibia, 45 anni, non ha apprezzato. Ha sporto querela e ieri il caso è arrivato davanti al giudice di pace così come Massimo Corda, suo ex amico, colui che presumibilmente ha mandato in rete il filmato. Un gesto drammatico era stato ridicolizzato. A nulla è valso che qualcuno spiegasse a Pibia che sì, non erano stati carini con lui, ma che infondo i ragazzacci gridavano «buttati» ma solo per esorcizzare quei momenti drammatici.

Tutto inutile. Nonostante i 17mila contatti sul web lo avessero reso famosissimo, ha sporto querela per ingiurie, e alla delusione, si è aggiunto il dispiacere di scoprire che, a mandare in rete il materiale, era stato Massimo Corda. Con lui aveva collaborato attivamente per fondare l’Arcigay a Carbonia. Ieri Corda ha cercato di giustificarsi dicendo «volevo solo che tutti conoscessero il problema». A restare senza volto, invece, sono stati i registi.

Quel 6 marzo del 2007 tantissimi curiosi si erano accalcati con il naso all’insù. Chi gridava, chi rideva, chi con il fiato sospeso guardava quell’uomo che si lasciava penzolare da 30 metri. E chi, appunto, filmava la scena. Così mentre il video «Stasera mi butto» diventava un cult per i navigatori della rete, Massimo Pibia correva dal legale di fiducia Alessandro Corrias chiedendo giustizia, chiedendo che gli inquirenti si attivassero per scoprire chi avesse osato gettare in pasto al mondo la sua storia. Il pm Andrea Massidda ha affidato ai carabinieri l’indagine, ma le ricerche non hanno consentito di risalire ai registi, e nella rete è rimasto solo il distributore dell’opera, quello che ormai era diventato un ex amico.

Ieri c’è stata la prima udienza davanti al giudice di pace che, come è prassi, ha tentato la conciliazione finendo però con il rinvio al prossimo 6 luglio per una nuova udienza.

In quella data si procederà all’archiviazione se Massimo Pibia dovesse decidere di perdonare. Ma l’uomo non sembra intenzionato a chiudere la vicenda. «Ho sofferto troppo, e chiedo almeno i danni morali», ha detto sconsolato quanto determinato.

Massimo Pibia aveva scavalcato il parapetto della torre, a metterlo in salvo, con grande prontezza, fu un vigile del fuoco, Tonio Caggiari, che lo afferrò per un braccio trascinandolo nel terrazzo mentre il sindaco, la giunta, i consiglieri gli mettevano a disposizione la sala consiliare per spiegare più comodamente le ragioni di quel gesto disperato. Quando fu in salvo tutti lo abbracciarono cercando di confortarlo. E intanto c’era chi lo tradiva.
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MessaggioInviato: 22 Mag 2009 - 11:38 Rispondi citando Back to top

MESTRE. GIOVANE VITTIMA DI BULLISMO DENUNCIA
Gli davano del gay solo per deriderlo

venerdì 22 maggio 2009 , di il Gazzettino






Mestre - Lo hanno insultato e umiliato per due anni. Parolacce di ogni tipo, offese pesantissime. Gli davano del gay solo per deriderlo, lo spintonavano, lo immobilizzavano sulla sedia o lo relegavano in un angolo e gli lanciavano addosso di tutto. Non contenti riprendevano le scenette con i cellulari e poi se le spedivano con mms. Giusto per divertirsi. Infine hanno inserito i loro prodigi su un noto social network, come Facebook. Hanno aperto un profilo mettendo nome, cognome, età e scuola della loro vittima con tanto di sue immagini e video che riprendevano le violenze. Ma il ragazzo, dopo due anni, non ha più retto e si è confidato con i genitori. Da lì a poco è scattata la denuncia alla polizia.

È successo in una scuola superiore del centro. La vittima è un ragazzo di Mestre che lo scorso anno, periodo a cui risalgono le angherie, frequentava la quinta. I suoi persecutori erano alcuni compagni di classe, perché le violenze verbali, ma anche fisiche, avvenivano tra le mura scolastiche. Tutta la classe era a conoscenza della cosa e chi più, chi meno si divertiva. Ma i suoi persecutori erano cinque. Tutti maggiorenni, anche al momento delle violenze. Ragazzi tra i 19 e i 20 anni che lo scorso anno frequentavano la quinta superiore nell’istituto mestrino. «Lo facevamo per scehrzo, lui rideva» si sono difesi». Ora rischiano grosso, perché è vero che non esistono i reati di bullismo e di cyber-bullismo, ma gli possono essere imputati una lista lunga così di altri reati: sostituzione di persona, violazione della privacy, violenza privata, ingiurie, diffamazione, minacce, molestie.
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MessaggioInviato: 10 Giu 2009 - 10:09 Rispondi citando Back to top

FIUME, DUE UOMINI PICCHIATI SELVAGGIAMENTE PERCHé GAY
Mai in passato si erano registrati casi di violenza contro omosessuali
martedì 09 giugno 2009 , di Il Piccolo di Trieste

http://it.messages.news.yahoo.com/Notiz ... &frt=2

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MessaggioInviato: 11 Giu 2009 - 15:17 Rispondi citando Back to top

coppia gay aggredita a campo de' fiori

http://www.queerblog.it/post/5433/roma- ... o-de-fiori

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MessaggioInviato: 11 Giu 2009 - 17:39 Rispondi citando Back to top

fedora ha scritto:
coppia gay aggredita a campo de' fiori

http://www.queerblog.it/post/5433/roma- ... o-de-fiori


Stavo per postarlo anch'io, quì c'è anche la foto delle labbra..
http://www.leggo.it/articolo.php?id=21036

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http://youtube.com/watch?desktop_uri=ht ... 3VtI&gl=US

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MessaggioInviato: 11 Giu 2009 - 17:41 Rispondi citando Back to top

fedora ha scritto:
coppia gay aggredita a campo de' fiori

http://www.queerblog.it/post/5433/roma- ... o-de-fiori


Stavo per postarlo anch'io, quì c'è anche la foto delle labbra..
http://www.leggo.it/articolo.php?id=21036

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MessaggioInviato: 15 Giu 2009 - 11:04 Rispondi citando Back to top

BENEVENTO. OMOSESSUALE RAPINATO E PICCHIATO A SANGUE
Uno arrestato, 2 denunciati

lunedì 15 giugno 2009 , di La redazione







(Il Quaderno) - Un grave fatto di cronaca nera, associato a gratuita violenza, è accaduto a Benevento.Tanto brutale che le forze dell’ordine stesse che l’hanno scoperto l’hanno paragonato al terribile film “Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick. Su richiesta del Pubblico Ministero, Urbano Mozzillo, il Giudice per le Indagini Preliminari, presso il Tribunale di Benevento, Maria Di Carlo, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere contro G.L., ventenne beneventano, in cerca di prima occupazione, incensurato. La grave accusa è rapina, lesioni personali e incendio d'auto. L’arresto è stato eseguito nella giornata odierna dai Carabinieri di Benevento e dal personale del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Benevento, a conclusione di un'articolata attività d'indagine.



I fatti risalgono a oltre un anno fa e il racconto che ne fanno gli inquirenti è drammatico: la notte del 24 marzo 2008, due giovani a bordo di una Opel Zafira adescarono un giovane omosessuale mentre viaggiava sulla propria autovettura in contrada Pezzapiana. In particolare, dopo un primo approccio, il passeggero della Zafira, successivamente identificato nel ventenne arrestato, salì a bordo dell'auto della sua vittima manifestando l'intenzione di avere con il medesimo un rapporto sessuale.



Dopo essersi diretti nei pressi della discoteca Sajonara, parcheggiato il mezzo in una zona appartata, due complici dell’arrestato, V.G. (di Benevento, ventunenne) e B.V. (pure beneventano e ventitreenne) denunciati in stato di libertà per i medesimi reati, si avventarono sul giovane, rapinandolo del denaro e del proprio telefono cellulare.



Non ancora soddisfatti, picchiarono selvaggiamente la vittima procurandogli la rottura del naso e numerose tumefazioni al volto e sul corpo e, prima di andarsene e di lasciare la vittima al suolo priva di sensi, decisero anche di dare alle fiamme la macchina del malcapitato.



Quella stessa notte la giovane vittima diede l'allarme ai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Benevento che avviarono prontamente le indagini.



Gli elementi raccolti, incrociati con un'altra attività d'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Benevento, a conclusione della quale furono arrestate dalle Fiamme Gialle 7 persone per traffico di sostanze stupefacenti, hanno aperto agli inquirenti un'inquietante realtà su alcuni aspetti della rapina.



In effetti, dicono gli investigatori delle forze dell’ordine, non avendo la vittima opposto alcuna resistenza ai propri aguzzini, sfuggiva la motivazione di tanta efferatezza nei suoi confronti. Il motivo dell'accanimento è emerso durante le indagini, trovando il suo fondamento nell'odio e nel disprezzo nei confronti dei diversi e, nel caso specifico, nei confronti degli omosessuali.



La collaborazione tra Forze di Polizia, la condivisione informativa e il coordinamento operato dalla Procura della Repubblica di Benevento hanno permesso di identificare i responsabili della rapina e di tracciare il profilo di tre "normali" giovani beneventani, tutti incensurati, mossi, sottolineano gli inquirenti, da un brutale e insano accanimento "punitivo".



L’arrestato è stato raggiunto questa mattina presso la propria abitazione dai Militari dell'Arma e della Guardia di Finanza e accompagnato al carcere di Capodimonte, in attesa di presentarsi di fronte all'Autorità Giudiziaria. “Lì - hanno commentato infine gli inquirenti - avrà sicuramente modo di riflettere su quanto commesso e sulla violenza gratuita di quella notte”.
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MessaggioInviato: 15 Giu 2009 - 11:05 Rispondi citando Back to top

OLGINATE. «PESTATO PER STRADA PERCHé GAY»
La vittima, ospite di una comunità, è stata visitata all'ospedale. Indaga la Polizia

lunedì 15 giugno 2009 , di La Provincia






Olginate «Sono stato picchiato, solo perché sono gay». È questa la denuncia di Emanuele Locatelli (nella foto), 25 anni, originario di Olginate. Il giovane che vive ora in un appartamento di una comunità alla porte della Brianza che lo segue e lo aiuta ha raccontato di essere stato selvaggiamente picchiato all'esterno di un bar solo perché omosessuale.

È quanto il giovane, che sogna di diventare uno scrittore famoso, ha raccontato ricostruendo ai medici del Pronto soccorso di Lecco e agli agenti della Questura dove ha sporto denuncia contro ignoti.

A raccontare i fatti è lo stesso Emanuele: quello che gli è successo quella sera ha messo a dura prova il suo fragile equilibrio interiore, contro il quale ogni giorno combatte, lavorando con l'équipe della comunità che lo segue.

«Sabato scorso ero uscito per bere una birra e trascorrere la serata. Ero all'esterno del bar a fumare una sigaretta quando ho visto un altro ragazzo. Ho notato che aveva una bella barba, ben curata e gli ho fatto questo apprezzamento chiedendogli chi fosse a tagliargli la barba. La sua reazione è stata strana. Sapeva che sono omosessuale, perché non l'ho mai nascosto e anche quando sono arrivato a vivere nell'appartamento di questa comunità si è subito diffuso».

«Forse per questo quel ragazzo mi ha preso in disparte dicendomi che mi voleva parlare. Mi ha spiegato che lui ha tanti amici omosessuali, ma che secondo lui tutti noi avremmo solo una cosa in testa. Mi sono affrettato a chiarire che il mio apprezzamento era solo per la sua bella barba e che non avevo secondi fini. Sembrava tutto sistemato al punto che mi ha stretto la mano».

Ma poi secondo il racconto di Locatelli e stando anche al verbale di denuncia, le cose sono degenerate. «Più tardi sono rientrato nel locale, per riportare il bicchiere e salutare gli avventori. A quel punto ho notato il buttafuori che cercava di fermare il ragazzo. Il giovane è stato cacciato e una volta fuori ha iniziato a picchiarmi selvaggiamente, strappandomi la giacca e insultandomi per la mia omosessualità. Non so cosa gli fosse preso: forse vedermi mentre era lì con i suoi amici gli ha fatto scattare qualcosa. Mi picchiava e mi spingeva a terra, voleva anche colpirmi con un bicchiere. Sono anche invalido ho avuto problemi e temevo di restare paralizzato». Una coppia di fidanzati lo ha aiutato e lo ha riportato in comunità dove si è provveduto ad allertare un'ambulanza per portarlo all'ospedale di Lecco. «Mi hanno medicato e dato 3 giorni di prognosi. Ma quello che è successo quella sera mi ha messo addosso ansia e paura, per cui ho preso un ansiolitico. Ma 10 gocce non mi bastavano, 20 neppure, non riuscivo a calmarmi e così ho preso tutto il flacone. Mi hanno trovato gli educatori più tardi, incosciente e per questo sono stato ricoverato nuovamente in ospedale. Ora sto bene, ma non riesco a dimenticare quello che mi è successo».

Barbara Bernasconi
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MessaggioInviato: 15 Giu 2009 - 12:48 Rispondi citando Back to top

MILANO, PIETRE CONTRO I GAY
http://www.deegay.it/news/2280-pietre-c ... anese.html

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MessaggioInviato: 23 Giu 2009 - 12:09 Rispondi citando Back to top

(bestie schifose Mad ndr)


http://corrieredelmezzogiorno.corriere. ... 1504.shtml


folla pietrificata dalla paura
Ragazza difende gruppetto di gay: pestata a sangue, ora rischia di perdere l'occhio
Piazza Bellini, skinheads scatenati: hanno insultato ragazzi omosessuali, solo la 27enne è intervenuta

Piazza Bellini

NAPOLI - Omofobia, ma soprattutto indifferenza. A meno di una settimana dalla diffusione del video della morte del suonatore romeno Petru a Montesanto (spirato in mezzo alla folla che fuggiva), ancora una volta i napoletani devono interrogarsi sulla difficile conciliazione tra paura e senso civico. In piazza Bellini, intorno alle due di notte, un gruppetto di delinquenti con il capo rasato ha malmenato alcuni giovani omosessuali e mandato all'ospedale una ragazza che era intervenuta (unica a farlo) in loro soccorso. Tutto si è svolto all'aperto, al centro di Napoli, sotto gli occhi di centinaia di persone che non hanno mosso un dito. Solo quando il raid omofobo è terminato, qualcuno si è avvicinato alla ragazza ferita, offrendo dell'acqua, ma lei ha rifiutato rispondendo sdegnata: «L'acqua mi serviva prima».

Già dal loro ingresso nella piazza si è capito quali fossero le loro intenzioni. I bulli skinheads hanno cominciato a dare fastidio a un gruppo di giovani, che frequentano la sede dell'Arcigay. Prima hanno cominciato con gli insulti, poi è volato qualche schiaffo. Le parole sono diventate sempre più pesanti, come gli schiaffoni, inferti in mezzo al divertimento dei membri del gruppo.

Coloro che erano intorno hanno fatto finta di non vedere. Solo una ragazza di 27 anni, non ce l'ha fatta a trattenere lo sdegno per l'aggressione verbale che si stava compiendo. Ha avvicinato il gruppetto e ha urlato: «Basta fermatevi! Ma che volete? Perché non ci lasciate in pace?». Per tutta risposta, la giovane ha ricevuto uno spintone, è caduta per terra ed è stata presa a calci. La violenza dei colpi è stata così forte che la ragazza, ora ricoverata in ospedale, rischia di perdere un occhio».

Le associazioni omosessuali napoletano hanno fatto un comunicato congiunto, denunciando l'insicurezza vissuta dai gay in piazza Bellini: «La vera vergogna che denunciamo è la “licenza di aggredire” che viene così indirettamente concessa a chi viola i corpi e la dignità di altri esseri umani e la deriva violenta di false propagande: un “Decreto sicurezza” che non tutela un bel nulla, le istigazioni allo squadrismo violento e la cancellazione dell’omofobia dal novero degli allarmi sociali di questo Paese».

Giorgio Mottola
23 giugno 2009

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MessaggioInviato: 05 Lug 2009 - 08:08 Rispondi citando Back to top

BULLISMO, PUNITO PERCHé GAY
Vittima dell’aggressione è un 13enne delle medie
sabato 04 luglio 2009 , di La Provincia Pavese



Presentata una denuncia Le associazioni si sono attivate per fornire il sostegno legale alla famiglia

di Maria Fiore

PAVIA. E’ stato preso di mira dai suoi compagni di scuola perché “sembrava” omosessuale. La vittima è un ragazzino di 13 anni delle medie. Un gruppo di coetanei lo ha aggredito fuori da scuola, ma è tra i banchi che la violenza si è alimentata, con prese in giro e vessazioni. Soprusi culminati poi nell’aggressione vera e propria.

Sulla vicenda, che si è verificata qualche settimana fa - ma la notizia, vista la delicatezza della vicenda, si è diffusa a distanza di tempo - è stata presentata una denuncia. Ma le accuse di maltrattamenti e lesioni non avrebbero avuto, fino a questo momento, conseguenze giudiziarie.

Il ragazzino, che chiamereo Andrea, è stato preso di mira dai coetanei perché “sembrava” omosessuale. Un pregiudizio basato sull’impressione e cresciuto a poco a poco tra i banchi di scuola, fino a toccare il culmine nell’aggressione. Forse Andrea non ha neppure un fidanzatino. Forse ancora non è del tutto consapevole delle sue scelte, vista la giovane età. Ma ai compagni questo non importa.

Il gruppetto di “bulli”, secondo la denuncia presentata, gli rende lo stesso la vita impossibile. Da dentro le mura scolastiche, dove tutto è iniziato come una presa in giro, un lancio dei “soliti” insulti a sfondo sessuale più o meno velati o più o meno volgari, le vessazioni crescono fino a culminare in un episodio di vera e propria aggressione omofobica.

Fuori da scuola e lontano dagli sguardi di insegnanti e altri ragazzi, che potrebbero difendere Andrea, il gruppo inizia a malmenarlo, a spingerlo e a insultarlo. Lui cade per terra e si fa male. Ma i lividi sulle braccia bruciano meno della vergogna. Il ragazzo, comunque, decide di raccontare tutto ai genitori e parte la denuncia. Ad occuparsi del caso, fornendo supporto legale e morale alla famiglia e alla vittima, sono l’ufficio legale di Coming Aut e la rete Lenford, l’avvocatura milanese per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, ma anche Agedo, l’organizzazione di volontariato composta da genitori che hanno figlie e figli omosessuali per condividere il disagio di chi si trova proiettato in una situazione inaspettata, costretto a dovere lottare per i diritti dei propri figli. Anche perchè, dai dati diffusi dalle stesse organizzazioni, il caso di Andrea non è isolato.

Qual è la situazione a Pavia? Nell’ultimo anno i casi di omobullismo a scuola - che, tradotto, è il bullismo legato all’identità sessuale - registrati dal comitato locale promotore dell’Arcigay “Coming-Aut” sono stati almeno sei, e a queste si aggiungono quattro casi di discriminazione sul lavoro. «I casi di omobullismo sono più frequenti nelle scuole superiori, dove ne abbiamo registrati almeno quattro tra diciassettenni: prese in giro, vessazioni fatte a chi, anche solo in apparenza, poteva sembrare gay. Alle medie invece ci sono stati un paio di casi, di diversa gravità, dalla semplice presa in giro alla violenza reiterata anche grave», raccontano dall’ufficio legale dell’associazione.

Nemmeno le parole, dicono dal direttivo di “Coming- Aut”, sono innocenti: «Tante, troppe volte si sentono termini usati in maniera offensiva, specialmente nel mondo adolescenziale e giovanile della scuola. La conferenza “Scuola uguale per tutti? L’omofobia a scuola”, organizzata dal comitato promotore Arcigay di Pavia “Coming-Aut” con la collaborazione del Coordinamento per il Diritto allo Studio, il 18 maggio scorso ne aveva parlato con l’onorevole Paola Concia cercando di trovare soluzioni». Ma la strada è ancora lunga.

(ha collaborato Anna Ghezzi)
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MessaggioInviato: 11 Ago 2009 - 15:47 Rispondi citando Back to top

Bologna 29 luglio 2009 Parroco ospita coro gay. L’ira del vescovo Vecchi: non può

La formazione omosex Komos prova a San Bartolomeo della Beverara

Don Nildo: «Non sposo le loro idee ma che male c’è?»


Dopo l’estate potrebbero esibirsi direttamente durante una messa nella Chiesa di San Bartolomeo della Beverara e allora sì sarebbe una gran notizia. Ma anche così come stanno le cose, ce n’è già abbastanza per alzare un gran polverone. I fatti: il coro omossesuale Komos, una formazione composta da 25 uomini (la prima in Italia), chiede al parroco don Nildo Pirani, di avere a disposizione una sala prove e il sacerdote spalanca le porte della parrocchia. Ma, un po’ a sorpresa, ieri è arrivato l’alt della Curia che ha fatto notare che un’iniziativa del genere ha bisogno del parere positivo del vescovo, che invece non c’è.

«Non è in gioco la condivisione o meno dei problemi dei gay — ha spiegato ieri il parroco all’Ansa — il punto è la concessione di una sala prove. Se cantano, che male fanno? Anzi, sarebbe una preclusione ideologica dire di no».

Il coro ha già utilizzato la sala prove della parrocchia nel mese di luglio e ricomincerà a settembre. Prima provavano al Cassero, sede dell’Arcigay bolognese ma a causa dell’acustica non perfetta si è deciso di ripiegare sulla parrocchia di via della Beverara. «Ho chiesto ospitalità una volta a settimana e il parroco ha accettato — racconta il direttore di Komos, Paolo Montanari — e mi ha dato pure la chiave del salone. Mi è sembrata una persona aperta, gentile, pratica e poi gli piace la musica».

A confermare la disponibilità è lo stesso Don Nildo, classe 1927 e parroco a San Bartolomeo da 33 anni: «Io non sposo le idee dei gay, ho le mie posizioni e alcune da maturare ma offro semplicemente accoglienza a un gruppo di gay che cantano. Oltre a loro provano il coro parrocchiale e un gruppo che fa danze e canti. La sala viene concessa, dietro offerta libera per le spese, a tutti. Sono esclusi solo partiti e gruppi per iniziative politiche o eversive». Tutto a posto dunque? No. «Non è nel potere del parroco prendere decisioni del genere — spiega al Corriere il vescovo ausiliare Ernesto Vecchi — ma serve il parere di un ordinario diocesano e cioè o del vescovo o del vicario. Una scelta di questo tipo ha bisogno di un atto della Curia e a me non risulta che ci sia stata alcuna autorizzazione. Mi fermo qui».

Rimane ora da capire che cosa farà la Curia. Se non interverrà il coro continuerà ad utilizzare la sala prova della parrocchia per prepare i suoi concerti. E magari il desiderio dei ragazzi di Komos potrebbe anche realizzarsi: «Noi siamo disponibili — ha spiegato Montanari — anche a cantare in determinate occasioni durante le funzioni liturgiche». Una disponibilità a cui lo stesso parroco non ha chiuso la porta: «Si vedrà. Noi abbiamo già un nostro coro, dovrebbero mettersi d’accordo tra di loro». Ma, a questo punto, è meglio usare il condizionale.
Olivio Romanini

PUBBLICATO DA: http://www.gaynews.it/view.php?ID=82327

IL GIORNO 29/07/2009

ANCHE IN:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=370244
http://espresso.repubblica.it/dettaglio ... ta/2106603

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MessaggioInviato: 11 Ago 2009 - 19:25 Rispondi citando Back to top

Roma 11 agosto 2009 Rai: Zaia, promuova cultura famiglia non quella gay

”La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay. Anzi sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti”. Lo dice il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, in un’intervista a Klauscondicio.

”In ogni caso – continua Zaia – la Rai non deve dare priorita’ al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensi’ seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi”. Questo senza discriminazioni perche’ ”la tv deve dare spazio a tutti ma la priorita’ della Rai deve essere promuovere la famiglia”.

PUBBLICATO DA: http://www.asca.it/news-RAI__ZAIA__PROM ... -ORA-.html

IL GIORNO 11/08/2009

ANCHE IN:
http://termometropolitico.it/index.php/ ... a-gay.html
http://notizie.virgilio.it/notizie/poli ... ml?pmk=rss

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MessaggioInviato: 16 Ago 2009 - 14:30 Rispondi citando Back to top

Rimini 14 Agosto 2009 In vendita adesivi omofobi

Adesivi con la scritta irridente e fiera “I am not gay” (Non sono gay) si trovano in vendita nelle tabaccherie e negli affollatissimi negozi di souvenir turistici della costa romagnola. La denuncia, con tanto di allegati fotografici, arriva da Daniele Priori, vicepresidente dell’associazione nazionale GayLib (gay di centrodestra) che invita gli innamorati della Romagna a ripudiare tali offensive cianfrusaglie. “Conosciamo l’accoglienza e la tradizionale amicizia della Romagna, delle città di Rimini e Riccione verso la comunità gay. Persone, negozianti, albergatori, bagnini che non considerano affatto la condizione omosessuale come uno stigma biasimevole” dichiara Priori. “Siamo certi, quindi – prosegue il vicepresidente di GayLib – che si tratta indubbiamente di un brutto incidente di percorso dal quale, tuttavia, gli esercenti romagnoli sapranno certamente riscattarsi. Invitiamo, comunque, i turisti a non acquistare oggetti simili che non rappresentano altro che i rimasugli di una cultura macista e violenta dalla quale, ancora oggi, nel 2009, continuano a originare violenza e sofferenze”. “Proponiamo, dunque, al neo-eletto presidente della Provincia di Rimini – conclude Priori – la proiezione pubblica di un film leggero ma brillante come esempio di integrazione culturale: ‘In e Out’ nel quale, in barba all’omofobia appiccicosa a basso costo di certi adesivi, in un’opera cinematografica divertente e matura la solidarietà di una intera città verso un maestro scopertosi omosessuale si manifesta attraverso una corale e solidale dichiarazione di gruppo, proprio per dimostrare che essere gay non è né un vanto né un problema ma solo un modo di essere naturale”.

Grillini (Gaynet), Rimini, adesivi antigay in vendita nelle tabaccherie, fatto grave di razzismo e di omofobia, intervenga l’associazione dei commercianti. La denuncia di Daniele Priori di gaylib sulla presenza di adesivi antigay in vendita nelle tabaccherie di Rimini non può non suscitare viva indignazione. Si tratta di un episodio di razzismo omofobico che deve essere respinto e sul quale occorre un intervento dell’associazione dei commerciati volto a invitare i gestori e i negozianti a gettare nella pattumiera questi oggetti che incentivano l’odio verso la diversità. Il rapporto tra gay e riviera romagnola è sempre stato negli ultimi 30 anni precario e caratterizzato spesso da polemiche scontri anche molto aspri. Ma a memeoria d’uomo non ci risulta che qualcuno si sia prodotto i gesti esplicitamente razzisti se si esclude qualche scritta.

PUBBLICATO DA: http://www.gaynews.it/view.php?ID=82424

IL GIORNO 14/08/2009

ANCHE IN:
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.co ... sivi.shtml
http://notiziegayit.blogspot.com/2009/0 ... ofobi.html
http://www.altarimini.it/Adesivo_I_m_no ... _15981.php
http://www.sabatoseraonline.it/home_sso ... 5&l=it
http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=2734
http://www.dire.it/DIRE-EMILIA-ROMAGNA/ ... 4&l=it

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MessaggioInviato: 16 Ago 2009 - 14:33 Rispondi citando Back to top

Agropoli 16 Agosto 2009 Coppia gay aggredita da branco

Insulti e aggressione per una coppia gay straniera sul lungomare di Agropoli, nel Salernitano. I due stavano passeggiando mano nella mano quando sono stati avvicinati da un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 20 anni. Dopo aver pesantemente apostrofato i due con frasi oscene, uno dei ragazzi ha raggiunto la coppia che tentava di fuggire, afferrando l’orecchio di uno dei due. La coppia e’ riuscita ad allontanarsi senza cadere nella rete delle provocazioni.

PUBBLICATO DA: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus ... 14901.html

IL GIORNO 16/08/2009

ANCHE IN:
http://www.leggonline.it/articolo.php?id=25777
http://it.euronews.net/flashnews/9115-c ... da-branco/

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MessaggioInviato: 19 Ago 2009 - 16:57 Rispondi citando Back to top

Bari, 19 agosto 2009 Omofobia e stalking a Bari Vecchia

Ieri sera mi trovavo a Bari Vecchia e stavamo facendo una passeggiata a piedi io, il mio fidanzato e altri due amici, io e il mio amoroso stavamo camminando mano nella mano come tutte le normali coppie innamorate quando improvvisamente su Via Venezia abbiamo iniziato a sentire degli insulti verso noi due, abbiamo continuato a camminare tranquillamente facendo finta di nulla ma questi tizi ci venivano dietro e continuavano ad insultarci per quasi tutto il tragitto di Via Venezia (sulla muraglia), dopo un poco, ci hanno lanciato una bottiglia di plastica vuota fortunatamente non ci ha colpiti e poi non li abbiamo più sentiti e ne visti.

Quando siamo arrivato alla fine di Via Venezia, siamo stati costretti a cambiare strada per il ritorno e abbiamo dovuto fare un giro più lungo e tutto internato per le stradine di Bari Vecchia per evitare di incontrare ancora una volta questo gruppetto di ragazzi.

A quanto pare l'Italia invece di andare avanti, va indietro, gli italiani stanno diventando sempre più barbari.

PUBBLICATO DA: http://giovannipaolo.blogfree.net/?t=1574651

IL GIORNO 19/08/2009

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MessaggioInviato: 19 Ago 2009 - 18:20 Rispondi citando Back to top

COPPIE INSULTATE E MINACCIATE SU SPIAGGIA CILENTO
DENUNCIA DI CARLO CREMONA, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE I-KEN
mercoledì 19 agosto 2009 , di ansa



NAPOLI, 19 AGO - Un gruppo di ragazzi omosessuali e' stato insultato e minacciato da una famiglia di cinque persone approdata con il suo motoscafo sulla spiaggia cilentana del Troncone, luogo molto frequentato dalla comunita' gay, in provincia di Salerno.

''Eravamo sulla spiaggia quando una famiglia di cinque persone a bordo di un motoscafo a noleggio e' arrivata fin sopra il bagnasciuga'', ha raccontato all'ANSA Carlo Cremona, presidente di I-Ken, associazione napoletana per i diritti degli omosessuali, che si trovava al Troncone insieme con il suo compagno ed altri amici. Alla vista dell'imbarcazione sulla spiaggia, i bagnanti si sono alzati per andare a protestare dal momento che alle imbarcazioni non e' consentito l'approdo sulla spiaggia.

''Alla nostra richiesta di spostare il motoscafo - ha detto Cremona - la donna della famiglia ha cominciato ad insultarci con una serie di parolacce a sfondo sessuale, rivolgendoci i tipici appellativi discriminatori nei confronti dei gay e intimandoci di non tornare piu' sulla spiaggia''. A quel punto, il presidente di I-Ken ha chiamato la Guardia Costiera di Marina di Camerota che pero' e' arrivata quando la famiglia aveva gia' lasciato la spiaggia. ''La Guardia Costiera ci ha messo un'ora e mezza ad intervenire - ha spiegato Cremona - per questo ho deciso di recarmi dai carabinieri di Marina di Camerota per sporgere denuncia contro ignoti''.

Sull'ultimo episodio di violenza verbale contro la comunita' omosessuale, a pochi giorni da un'altra aggressione ai danni di una coppia gay sempre in Cilento, I-Ken intende andare fino fondo ed ha gia' contattato l'assessore alle politiche sociali della Regione Campania Alfonsina De Felice per organizzare un tavolo contro l'omofobia. Inoltre, sulla vicenda sara' presentata un'interrogazione parlamentare attraverso Sergio Rovasio, segretario dell'Associazione Radicale 'Certi diritti'.

---

- MARINA DI CAMEROTA, 19 AGO - Tempi tecnici. Cosi' il tenente di vascello Vittorio Giovannone, comandante della Capitaneria di porto di Palinuro, risponde alle accuse di Carlo Cremona, presidente dell'associazione culturale omosessuale ''I-Ken'', che aveva denunciato ritardi nell'intervento a difesa delle coppie GAY insultate e minacciate sulla spiaggia del Troncone.

''Nessun ritardo - ha spiegato Giovannone - ma i necessari tempi tecnici, in coincidenza con il gran numero di controlli effettuati su un litorale lungo 70 chilometri gremito da migliaia di bagnanti e comunque pattugliato costantemente dal nostro personale.''. Giovannone ha anche aggiunto che, dopo l'arrivo sulla spiaggia del Troncone, il personale della Capitaneria ha elevato tre multe ad altrettante imbarcazioni per ormeggio sottocosta.
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MessaggioInviato: 22 Ago 2009 - 21:28 Rispondi citando Back to top

Roma: aggrediti due gay. Uno e' grave
22 Agosto 2009 19:26 CRONACHE

ROMA - Si stavano scambiando tenerezze i due ragazzi gay che sono stati aggrediti la scorsa notte a Roma all'uscita dal Gay Village. Una delle vittime e' grave ed e' stata accoltellata all'addome. Verra' sottoposta a intervento chirurgico all'ospedale Sant'Eugenia. L'altro ha avuto un prognosi di 7 giorni per una ferita causata da una bottigliata in testa. E' stato denunciato un uomo di 40 anni per tentato omicidio. (RCD)
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MessaggioInviato: 24 Ago 2009 - 11:55 Rispondi citando Back to top

RIMINI, PUGNI E SCHIAFFI AI VICINI DI CASA GAY: "SIETE ESSERI SCHIFOSI, DOVETE ANDARVENE"
Una banale discussione per un parcheggio si trasforma in una violenta aggressione omofoba Coinvolti il vicepresidente di GayLib, Daniele Priori e il suo compagno


lunedì 24 agosto 2009 , di Notiziegay.it







da: Notiziegay.it

Presi a pugni e schiaffi da un vicino di casa assieme a una sequela di insulti omofobi misti a minacce con evidenti riferimenti a sfondo sessuale. Si tratta dell’ultimo caso di omofobia violenta accaduto a Rimini, nel quartiere di Miramare durante il fine settimana appena trascorso.

Vittime dell’aggressione fisica e verbale sono stati Daniele Priori, 27 anni, giornalista, attivista politico di centrodestra, impegnato nella lotta per i diritti civili e il suo compagno, il cantautore Ciri Ceccarini, 29 anni, noto anch’egli in riviera, in particolare per il suo brano”Sono ciò che sono” presentato quest’anno al Pride nazionale di Genova.

La rissa è avvenuta per futili motivi, un parcheggio, nel cortile del condominio dove risiede Ceccarini in via Calzecchi 10.

La coppia, dopo l’intervento sul posto dei Carabinieri,si è recata presso il Pronto Soccorso di Rimini dove i medici hanno riscontrato un trauma contusivo al volto per Ciri Ceccarini, guaribile in cinque giorni, e un contraccolpo cervicale per Priori, guaribile in tre giorni.

“E’ semplicemente impensabile – dichiara Daniele Priori, vicepresidente nazionale dell’associazione GayLib e militante del Popolo della Libertà, cofondatore del gruppo Libertiamo con Benedetto Della Vedova – trovarsi in vacanza e essere presi a pugni in faccia per una evidente intolleranza che non esita a trasformarsi in violenza fisica. In realtà, in questa specifica situazione, ci troviamo di fronte a un caso di persecuzione che dura da anni. Basti pensare, tra gli altri episodi, che appena pochi giorni prima dell’aggressione hanno gettato delle uova sulla mia autovettura. Secondo questa gente – riferisce – io e il mio compagno non dobbiamo stare nella palazzina per non oltraggiarne la loro idea di decoro al punto che non si sono fatti problemi, pure di fronte all’intervento dei Carabinieri, a definire il mio compagno come un essere schifoso”.

L’isolato che fiancheggia la Statale Flaminia all’altezza di Miramare di Rimini non è peraltro nuovo a episodi di omofobia violenta. Cinque anni fa, infatti, nello stesso stabile di via Calzecchi un anziano omosessuale è stato ucciso da un rumeno dedito alla prostituzione, recentemente condannato dal Tribunale di Rimini.

Solidarietà e sconcerto sono stati manifestati dal presidente nazionale di GayLib, Enrico Oliari:”L’episodio di Rimini che ha visto coinvolto un nostro autorevole militante e il suo compagno, fortunatamente senza conseguenze fisiche gravi, giunge all’indomani della terribile notizia dell’accoltellamento di un ragazzo avvenuto a Roma. Ciò che rasserena di fronte a questo brutto clima di violenza che sta nuovamente e sempre più smaccatamente coinvolgendo la comunità omosessuale sono l’impegno e la sensibilità delle istituzioni che, a partire dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, attraverso il coraggioso esempio e la fermezza encomiabile dimostrata del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, fino ai numerosi interventi al nostro fianco di un amico di sempre della comunità gay, quale è il deputato PdL, Benedetto Della Vedova, fanno riscontrare una sempre maggiore decisione di fronte a quello che, purtroppo, e contrariamente a una presunta maturazione della società, sta divenendo un fenomeno sempre più dilagante che non permette a una tranquilla e comune coppia gay di abbracciarsi all’uscita di una discoteca a Roma, piuttosto che, addirittura, nel cortile della propria abitazione estiva nella riviera romagnola. Auspichiamo dunque – conclude Oliari – che il Parlamento, alla ripresa dei propri lavori, si occupi compiutamente e urgentemente della tutela dei diritti e della sicurezza delle persone e delle coppie omoaffettive e così contribuire, differentemente da quanto ancora accade, alla effettiva e reale normalizzazione della vita di questi cittadini nella società italiana. La nostra associazione discuterà con assoluta priorità dell’emergenza omofobia durante il suo congresso nazionale in programma il prossimo 10 ottobre a Milano”.
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MessaggioInviato: 25 Ago 2009 - 10:54 Rispondi citando Back to top

"ANCHE IO PESTATO A SCUOLA, NON L´AVEVO MAI DETTO"
Roma, l´intolleranza e le violenze tenute nascoste. "Non c´è più solidarietà"

martedì 25 agosto 2009 , di La Repubblica - Roma







di PAOLO G. BRERA

No, non ci sono solo i due ragazzi aggrediti davanti al Gay Village: «Frocio di merda», hanno urlato a Marco nel buio di un androne mentre rincasava, e giù botte finché il braccio e la gamba non hanno fatto "crac"; Riccardo invece l´hanno coperto di insulti e sfottò nei banchi del suo liceo di Roma Nord, finché lui ha detto addio alla speranza di diplomarsi. È un´alta marea di discriminazione e intolleranza quella che sta sommergendo Roma.

Se l´onda che frange è la discriminazione sessuale, la marea nera che la trascina non fa differenze tra gay e clandestini, tra poveri e disabili. Giovanna aveva le mani forti quando strofinava i pavimenti della scuola, ma i guai sono cominciati quando quelle mani si sono deformate per l´artrite reumatoide, e la sua quota di lavoro è transitata sulle colleghe: «Hanno iniziato a lamentarsi - racconta Salvatore Marra, responsabile dell´Ufficio nuovi diritti della Cgil romana - e sono passate rapidamente a insultarla: "Ci tocca fare gli straordinari per colpa tua". E peggio: "Senti, storpia, se non ce la fai a lavorare vai a casa una volta per tutte"».

Addio solidarietà, addio civiltà: «Il dipendente di un supermercato - racconta ancora Marra - ha scoperto di essere sieropositivo e ha dovuto chiedere permessi per poter effettuare i controlli di cui aveva bisogno. Tutto in regola, ma l´azienda si è insospettita e l´ha convocato chiedendogli la ragione di quelle assenze per malattia. Lui si è rifiutato, trincerandosi nel diritto alla privacy, ma un giorno si è confidato con un collega ed è iniziato il calvario. Anche se non aveva alcuna mansione a rischio, visto che doveva solo riporre scatolette sugli scaffali, ha cominciato a ricevere lettere di richiamo per scarsa produttività, e in poche settimane si è ritrovato fuori, a casa». Una condizione isolata? «Macché, riceviamo continue segnalazioni di questo genere dalle associazione di tutela dei sieropositivi», dice Marra.

La storia di Marco, lo studente universitario omosessuale massacrato di botte in un androne, la racconta invece il presidente dell´Arcigay romano, Fabrizio Marrazzo. «È una delle migliaia di denunce che riceviamo alla nostra help-line (800-713713), e che raramente finiscono poi in una denuncia formale alla magistratura, perché le vittime non se la sentono di esporsi. Neppure Marco (il nome, come tutti quelli delle vittime che citiamo in questo articolo, è necessariamente di fantasia) ce l´ha fatta ad andare fino in fondo: al pronto soccorso ha detto di essere precipitato dalle scale. E "Riccardo", lo studente del liceo di Roma Nord insultato a scuola dai compagni, quando ha provato a sfogarsi con i suoi genitori si è trovato anche loro contro, e ha cominciato a far finta di nulla e a bigiare scuola sistematicamente fino a perdere l´anno».

«Una volta - continua Marrazzo - la discriminazione si limitava quasi sempre agli insulti, ora arriva spesso alla violenza fisica. La nuova giunta ha sempre preso le distanze, tuttavia è evidente che alcuni si sentono le mani libere». E le alzano sempre più spesso, quelle mani. «Il ripetersi di episodi di violenza ai danni di deboli, diversi e indifesi - dice il segretario della Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino - è particolarmente preoccupante. Fa pensare ormai a una vera e propria caccia al diverso. A questo punto ci vuole una battaglia di civiltà: la crisi aumenta le forme di egoismo, ma i valori e le regole devono essere ripristinati. Le affermazioni di principio del sindaco Alemanno vanno bene, ma poi ci vogliono i comportamenti coerenti».

Intanto il malessere è sempre più profondo. Dai ragazzini di Tor Bella Monaca che spaccarono la faccia a un passante solo perché era cinese all´assalto squadrista al capodanno bengalese; dal bacio gay al Colosseo sanzionato due anni fa con una denuncia per atti osceni in luogo pubblico a quello di sabato all´Eur "punito" a coltellate, la discesa è ripida. «Il clima - dice ancora Marra - è cambiato in peggio: come potremmo giudicare l´azienda (distribuzione di energia) e gli stessi colleghi del transessuale costretto a licenziarsi per gli attacchi, gli insulti e le lettere ricevute nel suo percorso di transizione da uomo a donna?». «Non ci sono prospettive né certezze - dice Simona Panzino di Action - non c´è lavoro e i ragazzi non riescono neppure a sognare: l´intolleranza verso gay e immigrati è fortissima... Sono loro il capro espiatorio».


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MessaggioInviato: 26 Ago 2009 - 11:23 Rispondi citando Back to top

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cr ... 5774.shtml


PORTONACCIO
Tentato incendio discoteca Qube,
il circolo Mario Mieli: «Attacco omofobo»
E' il locale che ospita il venerdì sera l'evento Muccassassina dedicato alla cultura gay e lesbica

I danni alla discoteca Qube
Tentato incendio nella notte alla discoteca Qube, in zona Portonaccio, famosa per ospitare, ogni venerdì, l'evento Muccassassina serata dedicata alla cultura GLBT della Capitale. I vigili del fuoco hanno spento le fiamme e, dopo un breve sopralluogo, hanno trovato del liquido infiammabile proprio davanti all'ingresso del locale che non ha subito gravi danni.

ATTACCO OMOFOBO - «La discoteca Qube, in via di Portonaccio, sede storica della serata Muccassassina, la più importante festa gay, lesbica e transessuale della capitale, è stata presa di mira da persone ancora ignote, che hanno tentato di dare fuoco allo stabile. Solo il tempestivo intervento delle forze dell'ordine e dei pompieri ha scongiurato il peggio: nessuno era presente all'interno dello stabile (gli ultimi operai erano usciti da pochi minuti), che in questo periodo è ancora chiuso per ristrutturazione e preparazione della stagione invernale». Lo comunica, in una nota, il Circolo omossessuale Mario Mieli. «Questo episodio è gravissimo - commenta Andrea Berardicurti, segretario politico del circolo - Un atto intimidatorio che noi siamo certi abbia origine dalla cieca violenza verso la comunità gay, lesbica e transessuale che si registra anche negli ultimi fatti di cronaca. Facciamo appello al Prefetto, al Questore e alle forze dell'ordine di perseguire con tenacia e fermezza gli attori di questi atti vandalici alle cose e alle persone. Sempre di più è necessario lo sforzo di tutti per un radicale cambiamento culturale che passa anche attraverso l'approvazione di leggi a tutela di gay, lesbiche e transessuali, finora fatalmente ignorate ma ormai ineludibili e non più rinviabili».

APPUNTAMENTO IL 12 SETTEMBRE - I responsabili del circolo danno appuntamento alla città il l 12 settembre, durante la Notte Bianca in [per] Municipio, per una speciale serata Muccassassina alle Officine Marconi dal titolo «Muccassassina - White Party - Più cultura, meno paura». L'invito del Mario Mieli è di parteciparvi in massa: « gay, lesbiche, transessuali e tutte le persone libere che credono nel valore delle differenze e che non si lasciano intimidire dai vili attacchi di chi ci vorrebbe silenziosi, invisibili e impauriti».


26 agosto 2009

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MessaggioInviato: 28 Ago 2009 - 13:28 Rispondi citando Back to top

http://corrieredelmezzogiorno.corriere. ... 1768.shtml

napoli: l'episodio è avvenuto in piazza dante la sera del 26 agosto
Turisti gay aggrediti da branco di ragazzi:
insultati e picchiati in pieno centro storico

Due le vittime: il più giovane, armeno, è corso subito
in ospedale. Riscontrate contusioni e stato d'ansia

NAPOLI - Ancora un'aggressione ai danni di omossessuali a Napoli. Nella notte di mercoledì una coppia gay, presumibilmente turisti, è stata aggredita nei pressi di Piazza Dante. Le vittime dell’episodio di violenza a sfondo omofobo sono un armeno di 25 anni e uno svizzero di 47, che hanno denunciato tutto alla polizia.

«Al momento non siamo in contatto con i due aggrediti, speriamo che si facciano vivi per fornirgli assistenza - commenta Carlo Cremona, presidente dell'associazione gay «I Ken» - e la polizia ha già avviato un'indagine».

Secondo le prime ricostruzioni dei due, il branco di ragazzi, una quindicina di adolescenti, ha insultato la coppia e l'ha inseguita fino a via Toledo, dove i due stranieri avevano cercato riparo. Li hanno raggiunti e poi aggrediti. Il venticinquenne si è fatto medicare al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini, dove i medici hanno riscontrato delle contusioni, uno stato d’ansia ed è stato dimesso con una prognosi di 5 giorni. Il compagno, invece, non si è sottoposto ad alcun soccorso. Sul fatto indaga la polizia, che ha confermato la dinamica dell’episodio.

«È il quarto episodio di violenza in poco tempo. Anche io sono stato vittima di aggressioni - aggiunge Cremona - Chiediamo al Comune un passo in più: proporremo la creazione di uno sportello antiviolenza. Quella delle aggressioni contro i gay è un' emergenza sociale non solo napoletana, ma che riguarda tutta la regione. Bisogna garantire una rapida assistenza a chi è vittima di persecuzioni. Per iniziare abbiamo creato un indirizzo di posta elettronica per assistere chi è vittima di violenza: helpme@I-ken.org».

«Siamo di fronte, in tutta Italia, ad una vera escalation di violenza omofobica - commenta Giulio Riccio, assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli - Un escalation frutto del clima di paura che il governo alimenta nel paese. Nei prossimi giorni chiederò al movimento glbt e alle associazioni omosessuali un incontro, per valutare insieme i contenuti di una campagna contro la discriminazione, le violenze e l’omofobia. Ci aspettiamo dalle forze dell’ordine una risposta - conclude Riccio - adeguata alla richiesta di sicurezza che viene dalla comunità gay»

Chiara Quagliariello

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MessaggioInviato: 28 Ago 2009 - 16:34 Rispondi citando Back to top

http://roma.repubblica.it/dettaglio/Il- ... ?ref=rephp



Il circolo Mario Mieli denuncia: "Nella notte del 19 agosto picchiato un cantautore gay"
Inseguito e malmenato il cantautore Emilio Rez
Un altro atto di aggressione ai danni di un omosessuale nella capitale. Lo denuncia il circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli. I fatti si riferiscono a mercoledi' 19 agosto quando alla fine di una lunga giornata di lavoro Emilio Rez, gay e noto cantautore, piu' volte ospite del Maurizio Costanzo Show, viene fermato, mentre rientra a casa, da una persona che gli chiede indicazioni stradali.

Dopo avergliele date, raccontano dal circolo, Emilio continua per la sua strada ma poco dopo viene raggiunto di nuovo dalla stessa persona che inveisce contro di lui e lo minaccia prima verbalmente. Poi, nonostante Emilio si sia prontamente rifugiato in un laboratorio di dolciumi nei pressi di Piazza Re di Roma ed abbia chiamato al telefono in sua difesa gli amici che aveva lasciato qualche minuto prima, viene seguito all'interno del locale e pesantemente malmenato. Emilio, racconta il circolo Mario Mieli, viene ricoperto di frasi ingiuriose del mentre solo un ragazzo di colore interviene in difesa di Emilio.

Ad evita il peggio, il tempestivo intervento di due pattuglie della Guardia di Finanza parcheggiate proprio fuori dal laboratorio e di una volante della polizia accorsa sul posto, chiamata dagli amici di Emilio. L'aggressore scompare e a nulla valgono le ricerche delle tre macchine delle forze dell'ordine. Dopo varie peripezie Emilio Rez si reca al Pronto Soccorso dell'Ospedale San Giovanni dove gli viene rilasciato un referto con una prognosi di 5 giorni per traumi cranio- facciale, alla spalla sinistra, alla schiena e alla gamba sinistra ed una ipoacusia.

''Si tratta - commentano dal circolo - di un ulteriore gesto che si inserisce in questo gravissimo clima di continua intimidazione contro i gay, le lesbiche e le persone transessuali della capitale''. ''Le telecamere che sorvegliano i punti di aggregazione omosessuale rappresentano un piccolo e temporaneo deterrente ma risulta lampante che una risposta in termini esclusivamente securitari non offre garanzie di successo - concludono annunciando la presenza del Mario Mieli alla fiaccolata antiomofoba - ed e', invece, sempre piu' urgente ripensare una politica di intervento complessiva e a lungo termine''.

Questo il commento di Rez sull'accaduto: "Non è la prima volta che vengo aggredito, ma la quinta volta in quattro anni e mezzo che mi sono trasferito a Roma da Torre Annunziata". "Questa esperienza però non mi farà cambiare il mio modo di vivere o di vestire - ha aggiunto il cantautore - Certo la sera quando torno a casa ho paura, ma non ho alcuna intenzione di cambiare le mie abitudini: intendo difendere il mio modo di vivere anche per chi è più debole. In questi anni Roma è diventata meno sicura, è regredita". (28 agosto 2009)

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MessaggioInviato: 28 Ago 2009 - 16:52 Rispondi citando Back to top

CONDOMINO MINACCIA COPPIA GAY, FIRMEREMO PER MANDARVI VIA
DENUNCIATO PER INGIURIA NEL CASERTANO

venerdì 28 agosto 2009 , di ansa



NAPOLI, 28 AGO - Un mutuo e un trasloco appena concluso. Per una coppia gay, pero', l'arrivo nel nuovo appartamento viene guastato dagli insulti omofobi di un condomino del parco che li minaccia: ''Faremo una raccolta di firme per mandarvi via''. L'episodio e' accaduto a Santa Maria a Vico (in provincia di Caserta). A raccontarlo e' la stessa vittima, un trentunenne, che si e' rivolto ai carabinieri presentando una denuncia per ingiuria.

''Il mio compagno si era affacciato al balcone, in pantaloncini corti - spiega l'uomo, chiedendo di mantenere l'anonimato - io sono sceso a buttare la spazzatura. Un uomo sulla sessantina mi ha avvicinato urlando parolacce pesanti e irripetibili, con fare minaccioso, sollevando la mano come per colpirmi. Io ho chiuso il cancello''. '''Fra le frasi che mi ha gridato contro, ha detto fra l'altro: 'Di' al quel ricchione del tuo amico di uscire fuori in modo civile, la prossima volta'. E poi: 'Tornatevene nei bassi di Napoli, da dove venite! faremo una raccolta di firme per mandarvi via'''.

''Gli altri vicini ci sembrano persone gentili, ma se si ripeteranno episodi del genere ci trasferiremo: non si puo' vivere con quest'ansia''. La coppia si e' affidata al legale dell'associazione I Ken onlus per i diritti degli omosessuali.
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MessaggioInviato: 28 Ago 2009 - 19:13 Rispondi citando Back to top

28/8/2009 (13:18) - ANCORA VIOLENZE CONTRO GLI OMOSESSUALI

Coppia gay aggredita a Napoli.

Insultati e malmenati da un gruppo
di 15 adolescenti. La denuncia delle
associazioni: il clima è insostenibile

NAPOLI
Una coppia di turisti gay è stata inseguita aggredita a Napoli da un «branco» di 15 adolescenti, tutti tra i 15 e 18 anni secondo quanto riportato dalla denucia esposta. Il fatto si è appreso solamente oggi, ma si sarebbe verificato nella nottata tra mercoledì 26 ed giovedì 27 agosto nelle strade del centro del capoluogo partenopeo. Le due vittime, uno svizzero di 47 anni ed un armeno 25enne residente a Milano, sarebbero stati identificati dagli aggressori nei pressi di Piazza Dante e poi pedinarti verso Via Toledo, ricevendo ingiuriosi insulti che hanno preceduto la violenza fisica. La coppia malmenata brutalmente è stata soccorsa da una pattuglia della polizia che ha accompagnato il giovane presso l’ospedale Vecchio Pellegrini dove i medici hanno riscontrato alcune contusioni e uno stato d’ansia giudicati guaribili in cinque giorni. Per il compagno, invece, non è stato necessario l’intervento dei sanitari.

La notizia, trapelata all’associazione «I Ken», è stata confermata stamane dagli uffici della Questura di Napoli. Sono in corso indagini per identificare i colpevoli alla magistratura. «Ci sono ancora sconosciute le generalità delle vittime a cui va la nostra solidarieta - dichiara Carlo Cremona, presidente - il clima in Campania, come in tutta Italia, sta diventando insostenibile, occorre una risposta corale delle Istituzioni democratiche contro l’Omofobia nella nostra regione ed in città. Ora non sappiamo se v’è una strategia, ma sicuro v’è un comune modo di vedere di una parte di Italiani che "schifa i froci" al punto che pensa giusto e naturale la persecuzione. Questo rende indispensabile una legge contro l’omofobia e maggiori risorse locali e tempi celeri per avviare percorsi Istituzionali. Occorre che il Comune di Napoli passi dalla fase "esterna" del Tavolo Lgbt ad un servizio interno con numero verde e sportello anti violenza».

«Siamo di fronte in tutta Italia ad una vera escalation di violenza omofobica»: così Giulio Riccio, assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, commenta l’aggressione alla coppia gay verificatasi l’altra sera in città. L'ennesimo atto è «frutto del clima di paura che il governo alimenta nel paese. Oggi immigrati, omosessuali e chi esprime idee diverse da quelle maggioritarie sono oggetto di aggressioni. Questo fenomeno pericoloso e preoccupante non va sottovalutato, sono mesi che abbiamo lanciato l’allarme. Nei prossimi giorni chiederò al movimento Glbt e alle associazioni omosessuali un incontro, per valutare insieme i contenuti di una campagna contro la discriminazione e l’omofobia. Ci aspettiamo dalle forze dell’ordine una risposta - conclude Riccio - adeguata alla richiesta di sicurezza che viene dalla comunità gay».

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSez ... girata.asp
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MessaggioInviato: 28 Ago 2009 - 19:29 Rispondi citando Back to top

Napoli...ancora. Mi piange il cuore.

http://www.unita.it/news/italia/87733/n ... coppia_gay

Napoli: insultata coppia gay
Si prospetta una convivenza difficile quella tra una coppia gay - appena trasferitasi - e i nuovi vicini di casa. A turbare i primi giorni nella nuova casa sono stati infatti gli insulti omofobi di un condomino del palazzo che, dopo aver preso a male parole i due, ha minacciato persino di avviare una raccolta di firme per mandarli via. L'episodio è accaduto a Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta. A raccontarlo è la stessa vittima, un trentunenne, che si è rivolto ai carabinieri presentando una denuncia per ingiuria.

«Il mio compagno si era affacciato al balcone, in pantaloncini corti - spiega l'uomo, chiedendo di mantenere l'anonimato - io sono sceso a buttare la spazzatura. Un uomo sulla sessantina mi ha avvicinato urlando parolacce pesanti e irripetibili, con fare minaccioso, sollevando la mano come per colpirmi. Io ho chiuso il cancello». «'Fra le frasi che mi ha gridato contro, ha detto fra l'altro: 'Dì al quel ricchione del tuo amico di uscire fuori in modo civile, la prossima voltà. E poi: 'Tornatevene nei bassi di Napoli, da dove venite! faremo una raccolta di firme per mandarvi vià». Ma di andarsene, con un mutuo appena estinto, non se ne parla. Almeno per il momento. «Gli altri vicini ci sembrano persone gentili, ma se si ripeteranno episodi del genere ci trasferiremo: non si può vivere con quest'ansia».

La coppia si è affidata al legale dell'associazione I Ken onlus per i diritti degli omosessuali, Barbara Cremona. «Fortunatamente a nostro vantaggio - ha spiegato l'avvocato - ci sono norme che consentono di agire nei confronti dell'aggressore. Se le persecuzioni dovessero continuare, ci rivolgeremo all'autorità giudiziaria per il reato di stalking. Se, inoltre, la minacciata raccolta delle firme dovesse essere attuata, faremo riferimento anche all'autorità civile». Una tutela a 360 gradi, è quella che l'avvocato Cremona vuole garantire ai suoi due clienti vittime di un gesto «ingiustificabile, incomprensibile». «Il messaggio che vogliamo mandare - ha detto - è che ciascun individuo è libero. E le libertà vanno tutelate in tutte le sedi».
28 agosto 2009

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MessaggioInviato: 31 Ago 2009 - 01:02 Rispondi citando Back to top

Striscioni anti-Gay di Militia a Roma
Ingiurie anche contro Alemanno


ROMA (29 agosto) - Due striscioni a firma Militia recanti ingiurie nei confronti dei gay sono apparsi in serata a Roma, su un cavalcavia della tangenziale, all'altezza della Batteria Nomentana. In uno dei due teli è stato preso di mira anche il sindaco Gianni Alemanno.

I due striscioni sono stati rimossi dalla polizia intervenuta sul posto in seguito ad alcune segnalazioni di cittadini che hanno notato quattro-cinque giovani allontanarsi dal luogo in cui sono stati affissi. Sull'episodio indaga il commissariato di Porta Pia, ma è stata allertata anche la Digos.

Venerdì sera a Roma c'era stata una fiaccolata spontanea di protesta contro la serie di aggressioni omofobe degli ultimi giorni. L'ultima è stata ieri una segnalazione di una aggressione avvenuta a Roma il 19 agosto scorso a un cantautore gay, Emilio Rez, nel quartiere San Giovanni.

Nella notte di sabato scorso erano stati aggrediti due omosessuali all'uscita del Gay Village, nel quartiere Eur, mentre martedì c'era stato un attentato alla discoteca Qube, storico locale delle notti omosessuali di Muccassassina.

Infine nei giorni scorsi una coppia di stranieri è stata inseguita e picchiata a Napoli da un branco di ragazzini.

Zingaretti. «Noi dobbiamo garantire che qualsiasi cittadino romano a prescindere dalla sua appartenenza religiosa o dal suo orientamento sessuale possa uscire, andare al cinema o a mangiare una pizza in piena libertà e sicurezza», ha detto stasera il presidente dello provincia di Roma Nicola Zingaretti in visita al Gay Village in via delle Tre Fontane. Zingaretti ha espresso la sua solidarietà ai due giovani aggrediti la scorsa settimana e ha sottolineato: «vengo tutti gli anni al Gay Village, però quest'anno la mia presenza ha un valore diverso. Chi organizza questi eventi deve sentire vicine le istituzioni. C'è poi un tema culturale e politico - ha proseguito -: se noi accettassimo che anche una sola persona venga discriminata per quello che è il giorno dopo saremmo tutti discriminati».
pubblicato da Il messaggero
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php ... =HOME_ROMA

pubblicato anche da
http://notiziegayit.blogspot.com/2009/0 ... a-roma.htm

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MessaggioInviato: 02 Set 2009 - 11:08 Rispondi citando Back to top

BOMBE CARTA CONTRO LA GAY STREET
Quarto caso in poche settimane. Gli aggressori avevano teste rasate

mercoledì 02 settembre 2009 , di Repubblica.it


di PAOLO G. BRERA

ROMA - Due bombe carta, centinaia di ragazzi che fuggono urlando, un motorino a fuoco, il segno di un piccolo cratere nell'asfalto, una fioriera devastata e un ragazzo che si tiene le orecchie dal dolore: dieci minuti prima di mezzanotte, la comunità gay romana è sprofondata di nuovo in un incubo. Dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale, dopo le bombe incendiarie sul portoncino del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, stavolta nel mirino è la Gay Street della Capitale.



È una fortuna se nessuno s'è fatto male: l'unico ragazzo che era sembrato ferito al volto dalle schegge e dal rumore se l'è cavata con poco più che un grosso spavento. Secondo i rilievi dei carabinieri, a colpire sono stati due ragazzi a piedi. "Due teste rasate", raccontano i testimoni. Sono arrivati da via Ostilia, a cento metri dal Colosseo: è la prima strada che incrocia via di San Giovanni in Laterano, la Gay Street.



In mano hanno i due grossi petardi, ma nessuno li nota. La strada, molto frequentata a tarda sera e non solo dalla comunità omosessuale, è animata da centinaia di ragazzi che passeggiano, bevono un drink nei dehor dei locali o chiacchierano sul marciapiedi. È un attimo: i due giovani lanciano i due petardi "in mezzo alla folla", racconta il presidente dell'Arcigay romano, Fabrizio Marrazzo, che si trovava proprio nella Gay Street. In realtà, una delle "bombe carta" colpisce una fioriera, l'altra devasta un motorino e ne rovina un altro.



Il boato è enorme, nella strada lunga e stretta: è un fuggi fuggi. I due aggressori intanto scappano a piedi, favoriti dal panico. "I ragazzi volevano corrergli dietro - racconta Marrazzo - ma li ho implorati di fermarsi: cosa sarebbe successo se fossero stati armati di un coltello?". Stasera torneranno tutti nella Gay Street, alle 22, per manifestare contro il clima invivibile che sta perseguitando la comunità. "Abbiamo invitato il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che ci sarà, e anche il sindaco Alemanno che invece non potrà esserci perché è in viaggio a Lourdes".





"È un gesto terroristico e conferma l'emergenza omofobia", commenta il presidente di Gaynet, Franco Grillini, ex presidente dell'Arcigay. "Arriva dopo una lunga serie di atti di aggressione e conferma quanto andiamo sostenendo da tempo: è in atto una vera e propria aggressione di stampo politico verso la comunità lgbt italiana ad opera di fanatici e di gruppi neonazisti che si sentono più o meno legittimati dalla vittoria della destra alle ultime elezioni politiche".



La polizia sul luogo dell'attentato



ROMA - Un nuovo grave episodio di omofobia violenta scuote la Capitale. Nella notte tra martedì e mercoledì ignoti hanno lanciato quelle che sembravano due bombe carta tra la folla riunita all'aperto nella «gay street» romana alle spalle del Colosseo. Momenti di panico e molta paura, ma fortunatamente il bilancio è di un solo ferito lieve. Gli ordigni erano diretti contro un locale frequentato da omosessuali, il «Triclinium», all'incrocio tra via di San Giovanni in Laterano e via Ostilia.

Già in passato nella «gay street» si erano verificate altre aggressioni. L'attentato intimidatorio, poi, arriva al culmine di due settimane di tensione iniziate con l'aggressione di due gay all'Eur - uno colpito alla testa con una bottiglia, l'altro accoltellato - presi di mira perchè si baciavano in pubblico alle 4 del mattino.





Polizia e carabinieri sono subito intervenuti sul luogo dove, intorno alla mezzanotte, sono avvenute le due esplosioni. I rudimentali ordigni - non è ancora chiaro se si trattasse di bombe carta o di grossi petardi - sono stati lanciati da giovani a bordo di motorini contro uno dei locali frequentati da parte della comunità gay romana. Gli attentatori sono poi fuggiti. Il bar non ha subito alcun danno. Il ferito è una persona colpita all'orecchio dalla scheggia di una fioriera.
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MessaggioInviato: 02 Set 2009 - 12:47 Rispondi citando Back to top

BOTTE AL FIGLIO CHE GLI DICE <<SONO GAY>>
02/09/2009 - VIA MONTEROSA - I CARABINIERI SONO GIÀ INTERVENUTI DUE VOLTE PER CALMARE L’UOMO, UN MURATORE, CHE NON RIESCE AD ACCETTARE LA REALTÀ

mercoledì 2 settembre 2009, la Sampa.it

È l’unico cognome italiano sul citofono. Via Monterosa, vecchia casa di Barriera, odori che si mischiano: aglio, pesci fritti, menta. È l’ora di cena. Interno cortile. Le finestre sono spalancate sui fatti degli altri. Alle otto di lunedì sentono urlare dalla cucina degli italiani. Insulti al secondo piano. Un ragazzino, 16 anni, piange. Poi grida anche lui. Volano piatti. Minacce, botte. La situazione sta degenerando. Qualcuno chiama i carabinieri.

La prima segnalazione parla genericamente di una «lite animata in famiglia». Un intervento banale, ogni giorno ce ne sono tanti. Arriva un equipaggio del nucleo radiomobile. I militari salgono, vanno a vedere. La situazione in effetti è ancora molto tesa. Padre contro figlio. E viceversa. Ma dietro quella lite in famiglia, scoprono, dopo aver parlato con entrambi, c’è un motivo particolare. «Gli ho detto che sono omosessuale», ha spiegato il ragazzino. «Lui lo sa benissimo, ma non vuole accettarlo». Il padre conferma. La madre piange nell’angolo. I carabinieri fanno tornare la calma. Verificano che nessuno si sia ferito seriamente. Solo qualche livido, escoriazioni, rabbia viva. Non ci sono gli estremi per denunciare qualcuno. Spiegano che si può «procedere solo con una querela di parte».

Il giorno dopo il clima in via Monterosa è ancora teso. Un vicino racconta: «È la seconda volta in pochi giorni che devono intervenire le forze dell’ordine. Anche la polizia è stata al secondo piano. I rapporti con quel ragazzino sono molto tesi».
Il padre, origini pugliesi, faccia pallida da chi ha lavorato tutto agosto, è un uomo di cinquant’anni. Fa il muratore. Scende a parlare, molto provato: «Non è successo niente. Sono fatti nostri. Questa storia non deve uscire da qui». Il fratello maggiore, 19 anni, è sulla stessa lunghezza d’onda: «Non c’è niente da dire, nulla di nulla. Niente da spiegare. Cose nostre. Altrimenti finisce male».
Forse il ragazzino vorrebbe dire la sua. Ma non esce di casa per tutta la mattina. La madre chiude le persiane sul ballatoio: «Sono fatti di famiglia. È un brutto dolore, lasciateci stare».

Non è possibile conoscere dal diretto interessato questa storia. Anche il telefono di casa squilla a vuoto. Nessuno risponde.
«È un ragazzino basso di statura, timido, molto gentile - dice un vicino - va a scuola, studia, passa i pomeriggi ai giardinetti qui dietro». Non ieri. Non dopo le botte in casa. «Sono gay - ha detto - voglio soltanto essere accettato». Ma il padre si opponeva, prima a parole, poi come una furia, come se fosse una decisione negoziabile.

Ai giardini lo conoscono quasi tutti. Sulle panchine qualcuno ha fatto alcune scritte sul tema: «... è frocio». Ma anche qui non è facile trovare persone che abbiano voglia di parlare dell’argomento. «Il padre soffre tantissimo per questa storia, lasciatelo perdere. È una vera disgrazia».

Per fortuna nel palazzo abita Rachid, un ragazzo marocchino di 25 anni. Lui ha capito benissimo quello che sta succedendo, anche senza bisogno di spiegazioni. «L’altra sera ho sentito il litigio. Non è la prima volta che succede. Ma è stato particolarmente violento. Ce l’hanno con il figlio minorenne. Per me è un bravissimo ragazzino, un tipo a posto, simpatico, qui gli vogliamo tutti bene. Ma ho sentito troppa rabbia in quella casa, non è giusto. Il piccolo italiano non va lasciato solo».

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MessaggioInviato: 07 Set 2009 - 10:57 Rispondi citando Back to top

UDINE. MINACCE E INSULTI, STUDENTE GAY DEVE FUGGIRE
Giovane rincorso vicino all’università.

domenica 06 settembre 2009 , di Il Messaggero Veneto




Seguìto, rincorso e poi insultato e minacciato ripetutamente da due giovani perché gay. In pieno centro a Udine, in una via poco distante dall’università. E in pieno giorno, più precisamente giovedì pomeriggio, poco dopo le 17. È l’ennesimo episodio di intolleranza registrato quest’anno dall’Arcigay udinese. Vittima dell’aggressione, fortunatamente solo verbale, uno studente universitario. Che oggi ha paura.

Perché l’università la frequenta tutti i giorni. E il timore è quello che gli insulti possano ripetersi o addirittura che dalle minacce si passi alla violenza fisica. Un timore condiviso anche da tantissimi altri omosessuali che come lui in questi giorni hanno paura.

Dopo gli episodi di intolleranza registrati negli ultimi giorni in diverse città italiane, a incominciare da quelli di Roma che hanno portato all’arresto di due ragazzi, anche a Udine sembra stia emergendo un clima di crescente intolleranza. Tanto che Arcigay e Arcilesbica potrebbero organizzare la prima marcia/fiaccolata per difendere i diritti degli omosessuali. E i Comitati delle due associazioni hanno chiesto un incontro al sindaco, Furio Honsell.

Scopo della riunione in programma lunedì 14 settembre sarà proprio quello di stabilire una strategia per evitare che si verifichino altre aggressioni o comunque manifestazioni di scarsa tolleranza verso omosessuali in Friuli. «Udine è sempre stata un’isola felice – dice Alberto Baliello, l’unico friulano a far parte della segreteria nazionale dell’Arcigay –, ma purtroppo, soprattutto nell’ultimo periodo, c’è stata un’escalation di episodi di intolleranza. L’impressione è che alcuni fatti di cronaca provochino poi dei tentativi di emulazione. Certo, il fatto che uno studente sia stato insultato di giorno uscendo dall’università è molto grave. Due giovani lo hanno rincorso gridandogli insulti a chiaro sfondo sessuale, ma purtroppo non sono stati riconosciuti da nessuno, altrimenti avremmo presentato subito denuncia».

Lo studente per il momento non sembra infatti intenzionato a denunciare l’accaduto, ma l’Arcigay potrebbe comunque informare le forze dell’ordine. «Abbiamo sempre avuto un’ottima collaborazione con la questura, che ci aveva anche indicato un referente, e con tutte le altre forze dell’ordine – prosegue Baliello che in passato ha presieduto l’Arcigay udinese –, ma solo una minima parte di questi episodi si trasforma in una vera e propria denuncia. Per tanti ragazzi e ragazze infatti l’omosessualità non è dichiarata e viene vissuta in segreto. Così quando accadono questi fatti c’è la paura di uscire allo scoperto, il timore di dover dare spiegazioni in famiglia o sul lavoro. Così, di fatto, gli omosessuali vengono discriminati due volte».

Per questo motivo l’Arcigay sta portando avanti una battaglia anche a livello nazionale. «Oggi la legge Mancino che tutela tutte le minoranze non comprende gli omosessuali – dice Baliello – e quindi i reati commessi nei confronti di gay e lesbiche non vengono perseguiti d’ufficio, ma solo a fronte di una querela. Una legge che vogliamo cambiare proprio perché le denunce sono pochissime in relazione al numero di episodi di intolleranza che si verificano».

Cristian Rigo

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Raid punitivi e offese dalle auto al parco del Cormôr

Le provocazioni

Scritte sui muri di alcuni locali frequentati da omosessuali, ma anche veri e propri raid anti-gay con insulti gridati dalle automobili in corsa. E poi minacce e provocazioni. Che in alcuni casi sono diventate semplici spintoni, in altre anche piccole risse. Perché non tutti gli omosessuali evitano di rispondere alle provocazioni. Teatro di questi episodi, l’area che si sviluppa tra lo stadio e il parco del Cormor, dove tra le coppiette in cerca di privacy la sera ci sono anche omosessuali. E persone che invece vanno “a caccia di omosessuali” per insultarli e provocarli. Ecco perché secondo l’assessore comunale e fondatore dell’Arcigay, Enrico Pizza, quella omosessuale è una comunità sotto attacco. «Nel recente passato – ha ricordato Pizza nei giorni scorsi – non sono mancati neppure a Udine episodi vandalici di matrice omofoba, come le scritte “gay al rogo” comparse davanti a un noto bar della città frequentato da omosessuali, la devastazione di un banchetto dell’Arcilesbica e, ultimo in ordine di tempo, il crudele pestaggio avvenuto nel Pordenonese”. Un fatto che vede coinvolto direttamente anche l’Arcigay che si è presentato come parte civile al processo. “Ai primi di dicembre avremo la prima udienze –riferisce Alberto Baliello, referente della segreteria nazionale dell’associazione per tutte le questioni giuridiche – e vogliamo esserci perché in quel caso si è trattato di un gesto motivato proprio dall’odio nei confronti degli omosessuali. A volte chi si rende protagonista di episodi di intolleranza è a sua volta vittima di disagi sociali, ma non sempre è così. Spesso sono giovani che hanno studiato e questo è ancora più preoccupante”. (c.r.)
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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 08:16 Rispondi citando Back to top

Gay ancora nel mirino: altra aggressione notturna in un bar
giovedì 10 settembre 2009, 07:00
«A Roma comandiamo noi, napoletani di m..., c’hai pure le sopracciglia da fr...», insulto cui sono seguite le botte. L’aggressione è avvenuta all’alba di sabato scorso. A raccontare i fatti è G. B. studente di 25 anni. «Eravamo seduti al bar all’angolo tra via Giano Della Bella e via della Lega Lombarda, erano circa le 4 di mattina e mi trovavo con 3 amici e 4 amiche - racconta lo studente -. Stavamo parlando di calcio e io, tifoso del Napoli scherzando parlavo male della Roma. Dal tavolo vicino 7-8 ragazzi si sono rivolti minacciosi verso di noi, hanno rivolto contro di noi frasi ingiuriose e hanno cominciato a picchiarci». Il giovane, preso di mira perché ha le sopracciglia curate, ha poi raccontato di essere caduto a terra dopo aver ricevuto un pugno a un orecchio seguito da calci in faccia mentre i suoi amici venivano colpiti con le sedie e i tavolini del bar. «Subito dopo sono scappati - continua G. B. - abbiamo cercato di prendere i numeri delle targhe ma erano già state coperte. A quel punto abbiamo chiamato la polizia alla quale abbiamo consegnato un portafoglio perduto presumibilmente da uno degli aggressori. Quando il poliziotto ha letto il nome sulla carta di identità ha commentato: “sempre lo stesso”». Gli 8 aggrediti si sono poi recati al Policlinico Umberto I per farsi medicare. «Io sto ancora male - prosegue il giovane - ho il volto tumefatto e non riesco ancora ad aprire bene l’occhio. Non ho ancora sporto denuncia. Oggi parlerò con il mio legale e agirò di conseguenza». La notizia, riportata dal giornale on-line Dazebao, viene confermata dai carabinieri, i quali spiegano di essere intervenuti, nella notte tra venerdì e sabato, proprio in quella zona, in seguito ad una zuffa tra due gruppi. A oggi, gli aggrediti non hanno ancora sporto denuncia. L’aggressore che ha perso il portafogli, è personaggio noto nella zona. Le prognosi riscontrate agli otto aggrediti sono tutte inferiori ai sette giorni. Intanto ieri la giunta comunale ha approvato l’istituzione della zona a traffico limitato notturna in via San Giovanni in Laterano, nel tratto compreso tra via Ostilia e piazza del Colosseo, l’area dove nei giorni scorsi erano stati lanciati dei petardi contro un locale considerato ritrovo di molti gay romani. Il provvedimento prevede l’accesso alla ztl, dalle 21 alle 3, dal lunedì alla domenica, con unico varco di ingresso in via Ostilia.

da IlGiornale.it
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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 08:56 Rispondi citando Back to top

Killer ha scritto:
Gay ancora nel mirino: altra aggressione notturna in un bar
giovedì 10 settembre 2009, 07:00
«A Roma comandiamo noi, napoletani di m..., c’hai pure le sopracciglia da fr...», insulto cui sono seguite le botte. L’aggressione è avvenuta all’alba di sabato scorso. A raccontare i fatti è G. B. studente di 25 anni. «Eravamo seduti al bar all’angolo tra via Giano Della Bella e via della Lega Lombarda, erano circa le 4 di mattina e mi trovavo con 3 amici e 4 amiche - racconta lo studente -. Stavamo parlando di calcio e io, tifoso del Napoli scherzando parlavo male della Roma. Dal tavolo vicino 7-8 ragazzi si sono rivolti minacciosi verso di noi, hanno rivolto contro di noi frasi ingiuriose e hanno cominciato a picchiarci». Il giovane, preso di mira perché ha le sopracciglia curate, ha poi raccontato di essere caduto a terra dopo aver ricevuto un pugno a un orecchio seguito da calci in faccia mentre i suoi amici venivano colpiti con le sedie e i tavolini del bar. «Subito dopo sono scappati - continua G. B. - abbiamo cercato di prendere i numeri delle targhe ma erano già state coperte. A quel punto abbiamo chiamato la polizia alla quale abbiamo consegnato un portafoglio perduto presumibilmente da uno degli aggressori. Quando il poliziotto ha letto il nome sulla carta di identità ha commentato: “sempre lo stesso”». Gli 8 aggrediti si sono poi recati al Policlinico Umberto I per farsi medicare. «Io sto ancora male - prosegue il giovane - ho il volto tumefatto e non riesco ancora ad aprire bene l’occhio. Non ho ancora sporto denuncia. Oggi parlerò con il mio legale e agirò di conseguenza». La notizia, riportata dal giornale on-line Dazebao, viene confermata dai carabinieri, i quali spiegano di essere intervenuti, nella notte tra venerdì e sabato, proprio in quella zona, in seguito ad una zuffa tra due gruppi. A oggi, gli aggrediti non hanno ancora sporto denuncia. L’aggressore che ha perso il portafogli, è personaggio noto nella zona. Le prognosi riscontrate agli otto aggrediti sono tutte inferiori ai sette giorni. Intanto ieri la giunta comunale ha approvato l’istituzione della zona a traffico limitato notturna in via San Giovanni in Laterano, nel tratto compreso tra via Ostilia e piazza del Colosseo, l’area dove nei giorni scorsi erano stati lanciati dei petardi contro un locale considerato ritrovo di molti gay romani. Il provvedimento prevede l’accesso alla ztl, dalle 21 alle 3, dal lunedì alla domenica, con unico varco di ingresso in via Ostilia.

da IlGiornale.it


Rolling Eyes non voglio fare l'avvocato del diavolo, ma da quello che leggo è solo scappata la parola "frocio" in mezzo ad una rissa fra tifosi di calcio, da qui a farla diventare "l'ennesima aggressione ai gay" mi pare ce ne passi davvero moltissimo. se esageriamo con in vittimismo perdiamo in credibilità. Neutral

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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 11:23 Rispondi citando Back to top

Quindi se io ti dessi della "brutta terrona, ma tu guarda ci hai pure la postura da lesbica, per questo te le meriti anche di più!", saresti solo una che fa solo del vittimismo?

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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 11:45 Rispondi citando Back to top

tozeur ha scritto:
Quindi se io ti dessi della "brutta terrona, ma tu guarda ci hai pure la postura da lesbica, per questo te le meriti anche di più!", saresti solo una che fa solo del vittimismo?



...son proprio curiosa! Shocked
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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 14:00 Rispondi citando Back to top

tozeur ha scritto:
Quindi se io ti dessi della "brutta terrona, ma tu guarda ci hai pure la postura da lesbica, per questo te le meriti anche di più!", saresti solo una che fa solo del vittimismo?

tozeur ma dici a me?
nel caso dicessi a me, non ho capito la tua domanda.
ad ogni modo mi risulta che se un ragazzo viene aggredito PERCHE' E' (o appare) GAY allora si tratta di una aggressione GAY, se viene menato perché tifa il Napoli e ha la meravigliosa idea di parlare male della Roma stando seduto in un bar di Roma, mi pare si tratti di una rissa per idiote tifoserie calcistiche. Ricondurlo al discorso delle aggressioni GAY che dilagano in questo periodo mi pare faccia perdere credibilità al vero allarme.

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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 14:12 Rispondi citando Back to top

SunShineInTheSky ha scritto:
se un ragazzo viene aggredito PERCHE' E' (o appare) GAY allora si tratta di una aggressione GAY, se viene menato perché tifa il Napoli e ha la meravigliosa idea di parlare male della Roma stando seduto in un bar di Roma, mi pare si tratti di una rissa per idiote tifoserie calcistiche. Ricondurlo al discorso delle aggressioni GAY che dilagano in questo periodo mi pare faccia perdere credibilità al vero allarme.


E usare il termine "frocio" come offesa (come nel caso citato) non è discriminazione-omofobia? Secondo me rientra a pennello nella costante diffusione di una retorica omofoba.

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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 14:27 Rispondi citando Back to top

La cosa che mi fa davvero arrabbiare é questo atteggiamento da "però non passiamo troppo per vittime"!

Se uno mi insulta o malmena perchè non dico ciò che gli piace è aggressione, ma se a questo ci aggiungi che quello rincara la dose con epiteti e ulteriori botte "solo perché ho qualcosa che nel suo immaginario" richiama l'essere lesbica, e quindi meritevole di botte, questa io la chiamo aggravante omofobica!

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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 14:28 Rispondi citando Back to top

eugenia ha scritto:
SunShineInTheSky ha scritto:
se un ragazzo viene aggredito PERCHE' E' (o appare) GAY allora si tratta di una aggressione GAY, se viene menato perché tifa il Napoli e ha la meravigliosa idea di parlare male della Roma stando seduto in un bar di Roma, mi pare si tratti di una rissa per idiote tifoserie calcistiche. Ricondurlo al discorso delle aggressioni GAY che dilagano in questo periodo mi pare faccia perdere credibilità al vero allarme.


E usare il termine "frocio" come offesa (come nel caso citato) non è discriminazione-omofobia? Secondo me rientra a pennello nella costante diffusione di una retorica omofoba.

veramente posso dirti con estrema certezza che l'offesa "frocio" a Roma non rientra in nessuna diffusione recente perché è un insulto frequentissimo da tempi immemorabili.
ripeto, se aggrediscono un poveretto PERCHE' E' OMOSESSUALE vengo io stessa ad appendere i manifesti da tutte le parti per denunciare il fatto, se in una rissa di tifosi si danno del "frocio", a Roma, direi che è più che nella norma.
secondo me rischiamo di rendere vane e ridicole le battaglie contro l'omofobia con questi eccessi.

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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 14:40 Rispondi citando Back to top

Dunque se vado a Roma e mi dicono brutta lesbica, o al mio amico "frocio", e mi prendono a botte, o semplicemente alzano il braccio, non me la devo prendere perché a Roma é normale.

Dunque altrove è omofobia, a Roma è la norma!
E anzi se me la prendo faccio il gioco di una certa lobby gay che vuole solo detenere il potere?

E pertanto é normale che se vado da Firenze in su io non me la debba prendere se mi dicono "terrona", perchè è usuale che lì mi si appelli così, e sono io che non capisco!

Ed infine è normale che uno mi violenta perchè avevo un vestito troppo succinto: l'ho provocato!

Sto ovviamente estremizzando, ma ti inviterei a riflettere sull'uso delle parole, e su quello che noi ormai abbiamo interiorizzato come "ovvio" e "normale", portandoci a non pesare più determinati atteggiamenti o parole proferite, tanto da arrivare ad accettare cose o situazioni che a mio avviso devono essere combattute. E' nell'ovvietà che si celano il qualunquismo e l'ignoranza!

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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 14:53 Rispondi citando Back to top

E' vero che a Roma l'insulto Frocio è ormai usato come un qualsiasi Stronzo, Cretino, Brutto, Cornuto, Demente ma è anche vero che è un'offesa e un'offesa verso gli omosessuali e quindi, anche se è consuetudine e molto spesso chi lo dice non vuole nemmeno dire che la persona che stà offendendo è omosessuale (e ciò mi sembra ulteriormente grave), è comunque denigratorio verso una categoria di persone.
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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 14:54 Rispondi citando Back to top

tozeur ha scritto:
Dunque se vado a Roma e mi dicono brutta lesbica, o al mio amico "frocio", e mi prendono a botte, o semplicemente alzano il braccio, non me la devo prendere perché a Roma é normale.

Dunque altrove è omofobia, a Roma è la norma!
E anzi se me la prendo faccio il gioco di una certa lobby gay che vuole solo detenere il potere?

E pertanto é normale che se vado da Firenze in su io non me la debba prendere se mi dicono "terrona", perchè è usuale che lì mi si appelli così, e sono io che non capisco!

Ed infine è normale che uno mi violenta perchè avevo un vestito troppo succinto: l'ho provocato!

Sto ovviamente estremizzando, ma ti inviterei a riflettere sull'uso delle parole, e su quello che noi ormai abbiamo interiorizzato come "ovvio" e "normale", portandoci a non pesare più determinati atteggiamenti o parole proferite, tanto da arrivare ad accettare cose o situazioni che a mio avviso devono essere combattute. E' nell'ovvietà che si celano il qualunquismo e l'ignoranza!

Shocked sì, decisamente estremizzi, però il senso del mio intervento è più un discorso pratico che altro.
se vuoi continuare a scandalizzarti perché ancora chiamano "frocio" un omosessuale intendendo un'offesa, fallo pure liberamente, comprendo la tua sensibilità e quello che ci leggi dietro (che tra l'altro condivido), ma adesso c'è un momento di crisi a Roma dove le aggressioni fisiche a degli omosessuali si stanno moltiplicando a causa di una scellerata gestione dell'informazione e di un rigurgito neofascista che (grazie ad una giunta di destra) non viene controllato in modo adeguato.
ma in questo scenario di emergenza io sinceramente penso che dovrebbe essere gestita molto bene proprio l'informazione che in questo caso, sinceramente, mi pare sia solo sensazionalistica e mi pare che ci siate cascate dentro con tutte le scarpe.
un ragazzetto napoletano ha parlato male della Roma in un baretto di Roma e per questo è stato menato da dei tifosi della Roma. massima solidarietà per il ragazzetto napoletano e la sua orribile esperienza, per il gesto di violenza gratuita subito, per l'inciviltà e la stupidità che ha incontrato.
da qui a titolare "aggressione GAY" perché il burino di turno l'ha apostrofato con "frocio" mi pare ci sia lo zampino del giornalista a corto di notizie. Rolling Eyes

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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 15:06 Rispondi citando Back to top

Forse ho capito cosa vuoi dire. Ma il discorso informazione è a sé e diverso dal
problema di fondo, e cioè che non dovrebbe essere un "caderci con tutte le scarpe" leggere di un tizio che è stato malmenato perché tifoso napoletano che parlava male della Roma e per di più apostrofato come "gay" perchè aveva le sopracciglia curate!

Dovrebbe essere normale dire e pensare che quel violento è anche omofobo, e che non è assolutamente giustificabile che mi disprezzi per il solo fatto anche solo di sembrare lesbica. Ammesso che io lo sia o no, poiché non rientro nella sua idea di normalità subisco violenza (a parole o con le mani), e quindi il suo indicarmi come lesbica é per me un'aggravante per la violenza infertami!

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MessaggioInviato: 10 Set 2009 - 22:39 Rispondi citando Back to top

tozeur ha scritto:
Forse ho capito cosa vuoi dire. Ma il discorso informazione è a sé e diverso dal
problema di fondo, e cioè che non dovrebbe essere un "caderci con tutte le scarpe" leggere di un tizio che è stato malmenato perché tifoso napoletano che parlava male della Roma e per di più apostrofato come "gay" perchè aveva le sopracciglia curate!

Dovrebbe essere normale dire e pensare che quel violento è anche omofobo, e che non è assolutamente giustificabile che mi disprezzi per il solo fatto anche solo di sembrare lesbica. Ammesso che io lo sia o no, poiché non rientro nella sua idea di normalità subisco violenza (a parole o con le mani), e quindi il suo indicarmi come lesbica é per me un'aggravante per la violenza infertami!

Ti quoto, sono d'accordo al 1.000 per 1.000 sul discorso di fondo.
Sono d'accordo anche sul non abbassare la guardia affinché non diventi un'abitudine "sdoganata" il fatto di considerare ancora un'offesa attribuire una precisa scelta sessuale ad una persona, il senso comune è esattamente quello per cui stiamo combattendo.
Spero solo riusciremo a giocarci sempre bene le nostre carte nei momenti giusti e nei giusti contesti.

_________________
...voglio che sia così, un cercare di vedere dal punto di vista dell'altra, dopo aver pensato al proprio e averlo messo da parte.


R.



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MessaggioInviato: 12 Set 2009 - 06:46 Rispondi citando Back to top

Firenze, calci e pugni contro un gay
aggredito nel giorno anti-omofobia

FIRENZE - Era il giorno della manifestazione contro l'omofobia organizzata sull'Arno a Firenze. Nella notte, davanti ad un bar per gay, due giovani hanno pestato a sangue un omosessuale di 26 anni. "Brutto frocio - gli hanno gridato - prendi queste". E a suon di pugni, gli hanno fratturato entrambi gli zigomi e il naso.
E' accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì ma solo oggi l'Arcigay di Firenze ha reso pubblica la denuncia. "I genitori del ragazzo ferito non sapevano che il figlio era omosessuale. Ora però le cose sono chiare e abbiamo incaricato i nostri legali di presentare denuncia alla polizia". Ricoverato in ospedale, il giovane picchiato è stato operato mentre gli agenti hanno sequestrato i filmati ripresi dalle telecamere fisse vicino al locale in piazza Salvemini dove è avvenuta l'aggressione nella speranza di recuperare immagini utili per l'indagine.
"Quella sera - spiegano all'Arcigay Giglio Rosa - il nostro amico era in locale per omosessuali. Ha attaccato discorso con due giovani ma quelli l'hanno apostrofato con male parole. Brutto finocchio. Noi siamo etero, gli hanno detto. Il padrone del locale ha preferito buttare fuori quei due che però hanno giurato vendetta e all'uscita dal bar, alle tre di notte, hanno aggredito il nostro amico".
"Bisogna isolare le frange violente della città", dice l'Arcigay, e chiede "a tutta gli iscritti di non avere paura", ma gli omosessuali sono spaventati. Troppi episodi di intolleranza verso i gay in questi giorni per non credere in una recrudescenza omofoba. A Roma, dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale e le bombe incendiarie sul portone del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, nella Gay Street della Capitale una settimana fa sono state lanciate due bombe carta contro un bar gay.

(11 settembre 2009)
da repubblica.it
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Pestato a sangue perché gay
la notte della fiaccolata contro l'omofobia
E' successo mercoledì sera in piazza Salvemini, poche ore dopo il presidio-fiaccolata sui ponti fiorentini. Lo denuncia l'Arcigay Firenze «Il Giglio Rosa»
Ponte Vecchio il giorno della manifestazione

Ponte Vecchio il giorno della manifestazione

FIRENZE - Ancora un gay aggredito. E' successo in piazza Salvemini, dove la notte tra il 9 e il 10 settembre, un ragazzo di 26 anni, poche ore dopo il presidio-fiaccolata unitario sui ponti fiorentini contro l'omo/transfobia, è stato pestato a sangue da due italiani. Il ragazzo stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa in un locale gay fiorentino. Lo denuncia l'Arcigay Firenze «Il Giglio Rosa», in contatto diretto con il ragazzo e la famiglia: «Siamo vicinissimi al ragazzo e alla sua famiglia, e siamo scossi dal fatto che anche la città di Firenze sia protagonista di un episodio di inaudita violenza ai danni di una persona omosessuale, proprio a poche ore dalla grossa mobilitazione contro la violenza omofobica che aveva visto una straordinaria partecipazione della cittadinanza».

IL PESTAGGIO - «Il ragazzo - prosegue l'associazione - era stato avvicinato e minacciato da due uomini nel corso della serata di mercoledì all'interno di un locale gay del centro. I due erano stati allontanati dai gestori. Intorno alle 3 del mattino, il giovane sarebbe uscito dal locale e si sarebbe diretto a piedi verso Piazza Salvemini, dove i due uomini, di circa 35 e 40 anni, lo avrebbero aspettato e gli si sarebbero scagliati contro a mani nude. Il ventiseienne è stato trovato in un bagno di sangue da alcuni amici e accompagnato a casa in auto intorno alle 5».

IL RAGAZZO E' STATO RICOVERATO D'URGENZA - «Ieri mattina il ragazzo è stato portato al Pronto Soccorso e successivamente ricoverato d'urgenza. Gli sono state diagnosticate, oltre che contusioni e tumefazioni, molteplici fratture: agli zigomi, alla mandibola e al naso». Fa sapere Il Giglio Rosa: «Questo pomeriggio sarà operato. Al momento il giovane gay è ancora sotto choc. Chiediamo però la collaborazione di tutte e tutti affinchè possano essere individuati dagli inquirenti i due aggressori. Nel frattempo, oltre a fornire alla famiglia un primo aiuto psicologico, abbiamo dato mandato ai legali della nostra associazione, avvocati Alessandro Traversi e Paola Pasquinuzzi, di raccogliere la denuncia del ragazzo. Invitiamo autorità e istituzioni a non considerarlo come un episodio isolato e chiediamo agli inquirenti di indagare accuratamente affinchè gli aggressori possano essere identificati e fermati quanto prima. Chiediamo a tutta la comunità gay di non avere paura, ma soprattutto di rimanere compatta e continuare con coraggio e determinazione il percorso di sensibilizzazione e isolamento delle frange violente in città. Valuteremo assieme alle altre sigle e associazioni fiorentine e nazionali quale risposta dare all'ennesimo episodio di violenza ai danni della comunità gay che coinvolge il nostro paese


11 settembre 2009
Corriere fiorentino
http://corrierefiorentino.corriere.it/f ... 6740.shtml
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MessaggioInviato: 12 Set 2009 - 06:55 Rispondi citando Back to top

2009-09-11 11:15
Uova contro casa di gay nel Pavese
Presentata denuncia dopo ennesimo episodio omofobo
(ANSA) - PAVIA, 11 SET - Ennesimo episodio omofobo ai danni di una coppia gay nell'Oltrepo' Pavese: un gruppo di ragazzi ha lanciato delle uova contro la loro casa. Cosi' Fermo Lardini, 58 anni, collaboratore scolastico, e Luca Ceppi, di 48, in pensione per motivi di salute, hanno presentato una denuncia ai carabinieri. 'Se le angherie proseguiranno - raccontano sulla 'Provincia Pavese' - dovremo cambiare residenza'. Sdrammatizza il sindaco: 'La situazione non e' grave. Mornico Losana non e' un paese omofobo.'
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MessaggioInviato: 13 Set 2009 - 09:31 Rispondi citando Back to top

AGGREDITO RAGAZZO GAY A BOLOGNA
Il giovane aggredito ha riportato la frattura di un polso lividi ed escoriazioni. La polizia: Non rilevate motivazioni omofobiche

sabato 12 settembre 2009 , di AGI



Bologna, 12 sett. - Un ragazzo di 20 anni, Romeo, sarebbe stato picchiato ieri notte a Bologna al termine di una serata gay presso lo chalet dei giardini Margherita da un gruppo di quattro giovani che poco prima aveva infastidito un ragazzo omosessuale, suo amico, all'interno del locale. Il fatto e' stato denunciato dal comitato provinciale Arcigay "Il Cassero" che ha espresso vicinanza alla vittima dell'aggressione, denunciando che "anche Bologna ormai si inserisce nella spirale di violenza omofobica in cui e' precipitata tutta la nazione". Il ragazzo picchiato, secondo la versione del Cassero, sarebbe stato atteso dagli aggressori - che erano stati allontanati dal locale dalla sicurezzza - all'uscita dello chalet, mentre si avvicinava alla macchina, e anche una seconda volta quando era alla guida della vettura. Le urla di una ragazza presente sul posto avrebbero poi fatto fuggire gli aggressori. Il giovane aggredito ha riportato la frattura di un polso lividi ed escoriazioni. Anche il Cassero di Bologna partecipera' il prossimo 10 ottobre alla manifestazione di Roma contro "il razzismo omofobico".

Solidarieta' al giovane aggredito e' stata espressa anche dal gruppo "Bologna contro omofobia, lesbofobia e transfobia", nato su Facebook.

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AGGRESSIONE A GAY: SINDACO DELBONO CONDANNA, UN ATTO VILE





(V. 'GAY DENUNCIA, AGGREDITO DA QUATTRO...' DELLE 13.00 CIRCA) (ANSA) - BOLOGNA, 12 SET - ''A nome della citta' di Bologna condanno fermamente la grave aggressione avvenuta la notte scorsa ed esprimo la massima solidarieta' alla giovane vittima''. Sono le parole del sindaco Flavio Delbono sull'episodio della scorsa notte fuori lo chalet dei Giardini Margherita.

Per il primo cittadino si e' trattato ''di un atto vile che nulla ha a che vedere con la storia della nostra citta'. Bologna deve reagire confermando la propria tradizione di citta' in cui tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o dalla loro identita' di genere, possano vedere garantiti tutti i propri diritti civili''.

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AGGRESSIONE GAY: A POLIZIA MAI DETTO MOTIVAZIONI OMOFOBICHE

ANSA - BOLOGNA, 12 SET - E' stata una volante del 113 a intervenire la scorsa notte in via Santa Chiara, vicino ai Giardini Margherita di Bologna, quando un ragazzo di 19 anni aveva segnalato di essere stato aggredito da altri quattro ragazzi. Nella relazione di servizio non si fa riferimento a motivazioni omofobiche all'origine dell'alterco.

L'intervento, alle 4.39, e' stato originato dalla richiesta di intervento del diciannovenne bolognese. Ai poliziotti il giovane ha spiegato che, dopo essere uscito da un locale e mentre tornava verso la macchina, era stato aggredito senza motivo dai quattro che l'avevano strattonato e gli avevano strappato la t-shirt. Dinamica confermata dai due amici della vittima, un ragazzo e una ragazza che gli stavano accanto.

Neppure con gli agenti il giovane ha accennato a motivazioni omofobiche dietro il gesto.

Il ragazzo e' stato comunque invitato dai poliziotti a formalizzare la denuncia, cosa che nella prima mattinata non era ancora stata fatta (ma nulla esclude che la denuncia possa comunque venire formalizzata nelle prossime ore). Il ragazzo ha anche rifiutato le cure mediche sul posto. Sono ovviamente in corso accertamenti per individuare gli aggressori. Uno degli appartenenti al gruppo di persone che era andato in escandescenze dentro il locale, era comunque stato gia' identificato dalla vigilanza proprio perche' il gruppetto non aveva pagato il conto.
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MessaggioInviato: 19 Set 2009 - 10:09 Rispondi citando Back to top

ROMA - Nuovo attacco alla comunità gay romana. Stamani, poco prima delle sette, ignoti hanno lanciato, probabilmente a bordo di una motocicletta, una bomba molotov contro l’ingresso della discoteca Qube di Roma, in via di Portonaccio, già oggetto di intimidazioni lo scorso 25 agosto. L’ordigno, spiegano i militari, ha provocato un principio di incendio che però è stato domato subito. Il locale, in quel momento, era chiuso. L’allarme è stato dato al 112 da un cittadino. Sono in corso i rilievi da parte dei carabinieri.

MANIFESTAZIONE- L'episodio di questa mattina è solo l'ultimo di un escalation di violenze ed aggressioni che hanno colpito la comunità omosessuale della capitale nel corso dell'estate. Il presidente della Provincia Zingaretti in agosto ha lanciato la proposta di una manifestazione conro l'intolleranza e la prevaricazione che è prevista per il 24 settembre..

FIACCOLATA - E ieri sera si è tenuta una fiaccolata contro l'omofobia in piazza Montecitorio. Circa 200 le persone che hanno partecipato alla manifestazione autorizzata.


19 settembre 2009

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cr ... 9841.shtml
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MessaggioInviato: 21 Set 2009 - 11:27 Rispondi citando Back to top

PICCHIATO PERCHè SONO OMOSESSUALE”

“PICCHIATO PERCHè SONO OMOSESSUALE
L'episodio, durante una vacanza in Grecia

lunedì 21 settembre 2009 , di la Stampa



di CLAUDIO VIMERCATI

SAVONA - Aggredito e rapinato all’uscita di un disco pub, durante una vacanza nell’isola greca di Mykonos, una delle mete preferite dagli omosessuali. Francesco Zanardi, 39 anni, di Savona, fondatore del movimento «Gay italiani», non ha dubbi: «E’ stata un’aggressione per motivi omofobi. Sì mi hanno portato via il portafogli con i soldi, trecento euro, ma mi hanno lasciato l’orologio e il telefonino cellulare. Potevano prendersi anche quelli, ma non lo hanno fatto. E quindi sono convinto che mi abbiano picchiato perchè sono gay e poco prima mi avevano visto con il mio compagno».

L’aggressione è avvenuta nella notte di martedì scorso. Racconta ancora Francesco Zanardi: «Io e Manuel, il mio compagno, abbiamo passato la serata in un locale, un disco pub che si chiama, se non ricordo male, Scandinavian, o qualcosa del genere, e lì abbiamo conosciuto un gruppo di italiani. Al momento di tornare in albergo, si è messo a piovere. Manuel si è fatto dare un passaggio da quegli italiani ed è salito sulla loro auto, io invece sono andato a prendere lo scooter che avevamo noleggiato. Ed è stato in quel momento che mi hanno aggredito in due, probabilmente romeni o slavi, comunque gente dell’Est. Mi hanno preso a calci e pugni, ma per mia fortuna passavano di lì degli inglesi che hanno visto la scena, sono intervenuti e hanno costretto gli aggressori a scappare».

Per Francesco Zanardi, che ha riportato un trauma cranico, è iniziata però una seconda odissea. «L’ospedale di Mykonos - racconta - non è struttura idonea. Mi hanno fatto i raggi, ma io avevo bisogno di una Tac, di un eszame più approfondito. Sono rimasto 15 ore in un letto e alla fine, contro il parere degli stessi sanitari i quali non escludevano che potessi avere delle lesioni interne, ho firmato e mi sono fatto dimettere dall’osperdale». Il fondatore del movimento «Gay Italiani» a quel punto si è fatto ricoverare in una clinica. «Me le cure - racconta ancora - le ho dovute pagare io. La compagnia assicurativa, infatti, che mi ha completamente lasciato in balia di me stesso, dopo una serie di telefonate, mi ha mandato un fax con cui mi veniva comunicato che si sarebbe fatta carico soltanto delle spese di trasferimento dall’hotel alla clinica».

Le condizioni di Zanardi con il passare dei giorni sono comunque migliorate e oggi è previsto il suo rientro in Italia. «Spero - conclude - di trovare all’uscita dell’aeroporto un’ambulanza che mi riporti a casa, perché con collare e stampella mi è impossibile affrontare un viaggio in treno o in auto»
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MessaggioInviato: 21 Set 2009 - 14:30 Rispondi citando Back to top

voglio comentare quest'ultimo fatto. a me sembra che adesso si corra di fare dell'allarmismo ingiustificato. Se vado all'estero e mi rubano il portafogli e mi malmenano non è detto che lo facciano perchè sei gay. inoltre finora mi pare chea nessun malcapitato pestato apposta perchè gay abbiano mai rubato nulla.
chi delinque,ruba o scippa, spesso usa la violenza come "valore aggiunto" alla rapina, per intimidire o per impedire che tu reagisca o possa chiamare aiuto, perchè è nel loro comportamento. i violenti omofobi o comunque i violenti in genere, che intendono punirti non derubano la loro vittima.
aveva ragione chi, in precedenza in questo forum ammoniva contro il pericolo di scivolare nella isteria collettiva.
ci fa perdere credibilità

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MessaggioInviato: 21 Set 2009 - 14:33 Rispondi citando Back to top

ho fatto un sacco di errori di forma. chiedo scusa

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MessaggioInviato: 11 Ott 2009 - 18:09 Rispondi citando Back to top

A Roma ..

Coppia gay aggredita in centro «Presi a calci al grido di "camerati"»
Una coppia di ragazzi gay denuncia di essere stata aggredita questo pomeriggio nei pressi di via del Corso, mentre stava percorrendo a piedi via del Collegio Romano diretti al Pantheon. I ragazzi sarebbero stati avvicinati da 6 giovanissimi a bordo di 3 scooter. Il più giovane della coppia, Francesco, un venticinquenne, sarebbe stato aggredito con un colpo di casco sulla testa e un calcio all'inguine. A raccontare l'episodio è Massimo Fusillo, il compagno di Francesco e presidente di un'associazione di orientamento Gay "Leather Club Roma".
"Eravamo appena usciti da Palazzo Venezia - ha raccontato Massimo Fusillo - dopo aver visitato la mostra l'intenzione era quella di andare a pranzare in un ristorante al Pantheon. Ci siamo incamminati lungo via del Corso e abbiamo deciso di tagliare per una delle stradine laterali quando siamo stati avvicinati da 6 ragazzi in motorino: erano giovanissimi, forse dai 16 ai 18 anni".
La coppia, ancora scossa per quanto accaduto intono alle 14, al momento non ha sporto denuncia e sta valutando se rivolgersi alle forze dell'ordine. Secondo il racconto di Fusillo, probabilmente ad attirare l'attenzione degli aggressori è stato l'abbigliamento della coppia gay, che indossava capi in stile Skinhead sharp (l'acronimo di skinhead against racial prejudice, ovvero contro il pregiudizio razziale), tra cui anche i classici lacci delle scarpe gialli.
"Forse - ha spiegato - hanno visto il nostro modo di vestire come un affronto o forse hanno solo capito che siamo una coppia gay, anche se in quel momento non ci stavamo scambiando effusioni. Ci hanno avvicinato - ha continuato - erano alle nostre spalle, ci hanno fatto il saluto romano ma noi non abbiamo risposto, poi ci hanno più volte gridato 'camerati'.
Io ho cominciato a correre verso via del Corso pensando che anche il mio compagno lo stesse facendo ed invece è rimasto indietro. Il tempo di accorgermene e lo avevano già aggredito. 'Io non sono fascista' ha gridato Francesco mentre i suoi aggressori fuggivano in sella agli scooter diretti verso piazza Venezia. 'Appunto, lo siamo noi', hanno risposto.
Fisicamente Francesco sta abbastanza bene - ha detto Fusillo - a parte il dolore alla mano con cui ha cercato di proteggersi dal colpo alla testa. Psicologicamente è invece ancora molto scosso, alcuni mesi fa aveva subito un'altra aggressione, gli avevano puntato un coltello alla gola".
Secondo quanto riferito i due fidanzati sarebbero stati immediatamente soccorsi da alcuni turisti italiani per poi andare a raccontare il fatto ad una vicina auto della polizia municipale. "Ci hanno consigliato di prendere un taxi - ha concluso Fusillo - ma ci aspettavano di essere almeno accompagnati ed invece, sconvolti, ci siamo incamminati da soli a piedi verso piazza San Silvestro".

Repubblica.it (11 ottobre 2009)
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MessaggioInviato: 12 Ott 2009 - 07:02 Rispondi citando Back to top

Sempre da repubblica.it le reazioni sull'episodio di ieri a Roma:

Un episodio per il quale il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo ha espresso "sconcerto e rabbia: a colpirci è l'età dei giovanissimi aggressori, e anche il fatto che l'aggressione sia avvenuta a poche ore dalla manifestazione Uguali, che ieri ha portato a Roma migliaia di persone per rivendicare pari diritti per le persone lesbiche, gay e trans".
Ma solidarietà è giunta anche dal mondo della politica e delle istituzioni locali. Col Pd che ha accusato di "omissioni" il sindaco. Gianni Alemanno ha dichiarato infatti che "quello che è successo è inaccettabile e intollerabile, soprattutto per la giovanissima età degli aggressori". Provocando una dura replica del segretario Pd del Lazio, Roberto Morassut: "Episodio gravissimo, soprattutto se venisse confermata la matrice fascista degli aggressori. Ora Alemanno ci risparmi le solite generiche frasi sugli idioti e condanni fermamente non solo l'episodio, ma la sua matrice politica, perchè non può essere un caso che, da Svastichella in poi, certe violenze vedano coinvolti sempre personaggi vicini all'estrema destra".
Per il resto, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, ha definito quanto accaduto "un atto legato al fanatismo, di chi non capisce nulla della vita". E il governatore Piero Marrazzo ha sottolineato come l'episodio dia "il segno dell'enorme vuoto di prospettive che avvolge le giovani generazioni". Infine la Cgil, che attraverso il suo segretario di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino, ha proposto di "convocare gli stati generali contro l'omofobia".


L'articolo: http://www.repubblica.it/2009/08/sezion ... ne-rm.html
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MessaggioInviato: 14 Ott 2009 - 17:50 Rispondi citando Back to top

AGRIGENTO, COPPIA GAY AGGREDITA FUORI DA SCUOLA
Una coppia di minorenni

mercoledì 14 ottobre 2009 , di il Giornale



Due minorenni omosessuali sono stati aggrediti ieri all'uscita da un istituto scolastico nel centro di Canicattì, in provincia di Agrigento, lo denuncia l'Arcigay Sicilia

Agrigento - Il coordinamento regionale Arcigay Sicilia e il comitato di Agrigento denunciano che ieri due minori omosessuali sono stati oggetto di un'aggressione all’uscita della scuola a Canicattì in provincia di Agrigento. In una nota il coordinamento ricorda che a proprio la Camera dei deputati ha votato a favore di una pregiudiziale di costituzionalità che ha negato che l’espressione "orientamento sessuale" sia presente nella legislazione italiana.



La denuncia dell'Arcigay Il coordinamento regionale Arcigay esprime "amarezza, rabbia e sdegno" e chiede un intervento immediato delle istituzioni. "Denunciamo un clima di crescente e intollerabile omofobia e transfobia che trova slancio continuo nella costante negazione dei diritti e di un’autentica uguaglianza delle persone omosessuali, lesbiche e transessuali". "Confermiamo - dice Paolo Patanè, presidente regionale Arcigay Sicilia - che i due minori hanno denunciato l’aggressione alle forze dell’ordine".
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MessaggioInviato: 15 Ott 2009 - 19:29 Rispondi citando Back to top

ROMA (15 ottobre) - Una persona transgender è stata aggredita ieri sera all'Eur, a Roma. Mentre ieri sera a Napoli un docente gay è stato aggredito e minacciato con un coltello mentre aspettava la metropolitana.
(ilmessaggero.it)

L'articolo:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php ... E_INITALIA
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MessaggioInviato: 15 Ott 2009 - 19:35 Rispondi citando Back to top

MafaldaQ ha scritto:
ROMA (15 ottobre) - Una persona transgender è stata aggredita ieri sera all'Eur, a Roma. Mentre ieri sera a Napoli un docente gay è stato aggredito e minacciato con un coltello mentre aspettava la metropolitana.
(ilmessaggero.it)

L'articolo:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php ... E_INITALIA


ho sbagliato, la notizia andava separata. scusate
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MessaggioInviato: 15 Ott 2009 - 19:36 Rispondi citando Back to top

MafaldaQ ha scritto:
ho sbagliato, la notizia andava separata. scusate

Ma scusate de che?? L'importante è informare. Smile
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MessaggioInviato: 15 Ott 2009 - 19:53 Rispondi citando Back to top

Citazione:
NAPOLI - A Napoli è ancora violenza omofobica. Ieri sera intorno alle sei Mario (nome di fantasia), un giovane docente omosessuale napoletano, è stato aggredito da tre teste rasate nella stazione della metropolitana «Quattro Giornate». «Sei un ricchione di m..., sei un essere putrido» gli hanno gridato. Lo hanno costretto in un angolo, contro il muro, e gli hanno puntato un coltello sotto i genitali, minacciandolo: «Non urlare sennò sei morto». L’aggressione è avvenuta intorno alle 18 mentre il docente aspettava la metropolitana seduto sulla panchina della stazione, in quel momento deserta, per tornare a casa dopo il lavoro. «All’improvviso si sono avvicinati tre ragazzi tutti con le teste rasate e vestiti con un bomber verde. Uno aveva il cappuccio sulla testa ma non avevano i volti coperti» racconta Mario, che prosegue: «Non ho neanche avuto il tempo di capire cosa stesse succedendo che mi hanno preso per la gola mi hanno intimato "alzati" e poi mi hanno sbattuto contro il muro. Inizialmente credevo che si trattasse di una rapina».

L'INTIMIDAZIONE - Ma il giovane insegnante si è presto accorto che si trattava invece di un’aggressione a sfondo omofobo. «Essere putrido, fai schifo», inveivano gli aggressori. Hanno continuato a insultarlo e minacciarlo per qualche minuto, puntandogli un’arma bianca sotto i genitali e, dopo averlo terrorizzato, se ne sono andati. «Spero che le autorità facciano qualcosa - commenta il giovane docente, ancora sotto shock - Ho paura. La situazione a Napoli non è tranquilla per noi omosessuali».
Alfonso Bianchi
15 ottobre 2009
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2 009/15-ottobre-2009/omosessuale-aggredito-metropolitanami-hanno-puntat o-pugnale-testicoli-1601880729239.shtml
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MessaggioInviato: 17 Ott 2009 - 10:53 Rispondi citando Back to top

Da repubblica.it

"Colpiti con una mazza da baseball perché siamo gay"
Parla uno dei quattro ragazzi picchiati giovedì sera da «un eterosessuale di circa 40 anni» davanti alla storica discoteca "Alibi" a Testaccio
di Anna Maria Liguori
«È arrivato di colpo con la sua auto. Ha frenato, è sceso ed è corso verso di noi. Aveva una mazza di baseball. Ha colpito a raffica. Un colpo di taglio in testa al mio amico brasiliano, uno l´ho preso io sul braccio, una botta sulla spalla di un altro. Allora siamo scappati». Ha avuto paura il diciannovenne gay, uno dei quattro ragazzi picchiati giovedì sera da «un eterosessuale di circa 40 anni» davanti alla storica discoteca "Alibi" a Testaccio.

Perché credi vi abbia colpito?
«Ci ha colpiti con odio, è tutto quello che posso dire. Il giovedì sera all´Alibi c´è una serata che si chiama "Gloss", è un giorno misto, ci siamo noi gay ma anche tanti ragazzi etero. Alcuni di loro all´uscita ci hanno decisamente provocati. Noi abbiamo reagito ed è scoppiata una rissa. Sembrava tutto finito quando è arrivato quel tizio che non avevamo mai visto prima».

Forse un amico dei ragazzi che vi hanno provocato?
«Forse sì perché è venuto direttamente da noi. Io ero con due miei amici brasiliani, che fanno i ballerini, entrambi ventenni, ed un altro amico della mia età. Si vede chiaramente che siamo gay. Non credo che volesse picchiare qualcun altro».

Siete scappati subito?
«Un ballerino aveva già preso il taxi perché era molto spaventato dopo la rissa. Eravamo in tre quando è arrivato quel tizio. Io e un altro ci siamo rifugiati in un bar, l´altro ballerino aveva la testa che gli sanguinava ma abbiano visto subito che la ferita non era grave. Ma il tizio con la mazza ci ha inseguiti, solo che nel bar non l´hanno fatto entrare».

Vi ha aiutati qualcuno dunque...
«Proprio aiutati non direi. Soprattutto durante la rissa e dopo quando è arrivato quel pazzo nessuno ha mosso un dito. La cosa sconcertante è che sono rimasti fermi anche gli addetti alla sicurezza, mentre ci picchiava non sono intervenuti non dico per difenderci ma almeno per fermarlo».

Chi è stato ferito di più?
«Uno dei ballerini brasiliani, quello che ha avuto la botta in testa. Ma nessuno di noi è andato in ospedale, non stavamo malissimo fisicamente, ci è andata bene se ci dava un colpo alla tempia ci potevamo rimanere. Lo spavento è però stato grande». (17 ottobre 2009)
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MessaggioInviato: 17 Ott 2009 - 15:24 Rispondi citando Back to top

.... buono ... buono ... più ne succedono e prima ci svegliamo Evil or Very Mad

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MessaggioInviato: 17 Ott 2009 - 18:40 Rispondi citando Back to top

MINACCIATI DI MORTE GLI STUDENTI GAY "RITIRATE LA DENUNCIA O VI UCCIDIAMO"

Vincenzo, una delle vittime del pestaggio: "Adesso ho paura ad andare a scuola a Canicattì"

sabato 17 ottobre 2009 , di La Repubblica - Palermo



di CLAUDIA BRUNETTO

Vincenzo e Calogero sono due ragazzi agrigentini di sedici anni. Frequentano l´istituto superiore di moda di Canicattì. Loro, amici d´infanzia, sono gli unici ragazzi in una scuola tutta al femminile. Entrambi omosessuali. Una vita divisa fra famiglia, studio, amici e passioni artistiche. Fino a qualche giorno fa quando all´uscita dalla scuola, due coetanei li hanno aggrediti alle spalle, picchiati e derisi gridando a gran voce «brutti froci». Calogero è ancora ricoverato all´ospedale perché le percosse gli hanno procurato una lesione al timpano. Vincenzo, invece, porta il collarino rigido, ha una forte emicrania e deve stare a riposo. I due ragazzi hanno denunciato l´aggressione ai carabinieri. Ma fino a ieri sono stati minacciati: «Se non ritirate subito la denuncia – ha ripetuto più volte una voce anonima al telefono – la prossima volta che vi becchiamo a scuola vi lasciamo a terra morti».

Vincenzo, cosa significa vivere nella paura a sedici anni?

«Significa che una cosa sacra per me come la scuola è seriamente compromessa. Al pensiero di tornare in classe ho molta paura. Una volta sceso dal pullman che da Agrigento mi porta a Canicattì, infatti, devo percorrere un chilometro a piedi e non so cosa può succedermi intanto. Anche i miei genitori sono preoccupati. Se i carabinieri non fanno qualcosa per tutelarmi non so se continuerò ad andare in quella scuola. Al momento non mi sento protetto. La mentalità di Canicattì poi è molto provinciale, basta dire che nella scuola dove vado io, i maschi non si iscrivono, perché temono di essere considerati gay. Come fosse un´offesa appunto».

La cosa più importante è avere denunciato l´aggressione in un momento in cui si respira un pesante clima di omofobia in tutta Italia…

«Sì, anche se il rischio è di essere ancora di più nel mirino. Ma era nostro dovere farlo, sapevamo a cosa andavamo incontro. Il clima di ostilità verso gli omosessuali è palpabile, lo viviamo ogni giorno attorno a noi, anche se mi sono sempre fatto una grande risata di fronte alle battutine spiacevoli e alle derisioni della gente».

Dopo l´aggressione cosa è cambiato?

«Sono molto scosso e abbattuto psicologicamente. In famiglia per fortuna vivo serenamente. I miei hanno anche conosciuto il ragazzo con cui sto da qualche mese. E devo dire che a scuola sono benvoluto da compagni e professori. Questa cosa è stata un fulmine a ciel sereno che ha turbato la mia vita e ha iniziato a farmi vedere le cose con altri occhi. Il mio sogno è diventare uno stilista, anche se amo molto la danza moderna e contemporanea che studio da dodici anni. Spero che le cose saranno diverse per quel tempo. E che questa società smetta al più presto di considerare l´omosessualità come una malattia».
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MessaggioInviato: 18 Ott 2009 - 16:48 Rispondi citando Back to top

Lince ha scritto:
.... buono ... buono ... più ne succedono e prima ci svegliamo Evil or Very Mad


ma cosa dici!!?? non è buono per niente non è che per svegliarci abbiamo bisogno delle botte.delle risse delle provocazioni,
io in questi episodi non ci leggo nulla di buono nè di nuovo. perchè adesso l'attenzione maggiore è sui gay, ma a roma, per es, la gente pestava già da anni polacchi ebrei, rom e puttane,barboni e gay.
a bolzano i tedeschi e gli italiani se le davano di santa ragione e i settentrionali contro i "terroni". adesso tutti addosso al marocchino.
ma la vogliamo smettere, per favore.
la gentaglia che si scaglia addosso agli altri nei pressi dei locali è fatta e strafatta, di alcool, droga e quant'altro. ci si può fare anche di ideologia( sempre che si possa chiamare ideologia un accozzaglia di luoghi comuni )
io identifico le lotte per i miei diritti di lesbica come lotta per i diritti civili, voglio
che insieme a me si alzino in piedi i miei amici etero, voglio le discussioni
civili nelle sedi più disparate, ma confronti civili. è importante tenere alta la sorveglianza e segnalare le violenze ma non per riscaldare le arene dei sanguinari nè c'è bisogno di martiri.

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MessaggioInviato: 18 Ott 2009 - 20:32 Rispondi citando Back to top

TORINO. OMOFOBIA, AGGRESSIONE AL RISTORANTE
Una testata al collega gay: "Sei solo un frocio, qui l´unico uomo sono io"
domenica 18 ottobre 2009 , di La Repubblica - Torino



La denuncia pubblica nel corso del presidio di ieri pomeriggio in piazza Castello

Secondo Benedino, del Pd, l´episodio va collegato al voto che ha bocciato la legge Concia

di SARA STRIPPOLI

«Sei solo un frocio-finocchio». «Qui bisognerebbe lavorare, non come fa qualcuno qui dentro che si guadagna da vivere facendo la prostituta». «Avevo chiesto di poter stare in cucina senza donne, ma alla fine mi sono trovato con sole donne». Ieri, durante il corteo del Torino Pride convocato per protestare contro la bocciatura della legge contro l´omofobia, Alessandro, un ragazzo gay di 35 anni che sfoggiava un vistoso cerotto sul naso, ha preso il microfono e ha elencato tutti gli insulti ricevuti negli ultimi giorni. Ai partecipanti alla manifestazione ha raccontato che chi lo ha mobbizzato, apostrofandolo con ogni tipo di insulti, è il cuoco del ristorante dove lavora da agosto. Un crescendo di violenza verbale, cominciato per gradi, che è diventato più grave nell´ultima settimana ed è finito venerdì sera con un´aggressione fisica, una testata che gli ha procurato la frattura del naso e una prognosi di quindici giorni. Un´aggressione accompagnata da insulti: «Sei solo un frocio, queste questioni dovrebbero essere risolte fra uomini e qui di uomo ci sono solo io». E per i titolari del ristoranti un aut-aut: «Scegliete. O me, o lui».

Venerdì sera, di fronte a testimoni - i due titolari del ristorante e una collega che lavora con lui in cucina - la vittima ha chiamato i carabinieri prima di essere accompagnato dagli amici al pronto soccorso. Nei prossimi giorni presenterà una denuncia dopo aver consultato l´avvocato della rete Glbt, gay lesbian, bisexual e transgender. Racconta: «Questo collega è un personaggio senza dubbio difficile e problematico, che tende ad usare un linguaggio verbale discutibile con tutti. Nell´ultima settimana, però, la sua aggressività è diventata intollerabile e si è diretta in particolare contro di me e la mia omosessualità. Quando venerdì sera sono uscito dal ristorante per segnalare ai titolari che la situazione stava degenerando, si è precipitato fuori anche lui e ha cominciato a urlare contro tutti. Ha detto che i titolari avrebbero dovuto lasciarmi a casa e, di fronte alla calma con la quale l´ho affrontato, ricordandogli che non poteva essere lui a decidere, mi si è avvicinato e mi ha rotto l´osso nasale con una testata».

Un caso o un segnale che la discussione sulla legge contro l´omofobia sta rafforzando gli atteggiamenti di violenza? Andrea Benedino, del tavolo Glbt del Pd, è convinto che l´episodio che ha coinvolto Alessandro non sia un caso e debba essere contestualizzato in un clima sociale che fa seguito al voto del Parlamento dell´altro giorno: «Una legittimazione di fatto delle aggressioni, che puntualmente si sono verificate in questi ultimi giorni, in diverse città italiane».
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MessaggioInviato: 26 Ott 2009 - 14:03 Rispondi citando Back to top

Da repubblica.it:

Omofobia, "Picchiato e poi il saluto fascista"
"Frocio comunista" e poi botte. In tre lo hanno assalito alle spalle e lo hanno scaraventato per terra. Calci in faccia, sulla schiena fino a spaccargli il setto nasale e una costola. A salvargli la vita la vicinanza al commissariato di Ostia, la sua corsa disperata verso il posto di polizia

Ora sono in corso le indagini degli agenti della polizia del commissariato di Roma Ostia sull'aggressione subita da un ragazzo di 30 anni la notte tra venerdì e sabato scorsi.

Verso le 5 di mattina il giovane si è presentato al commissariato locale con il volto insanguinato, setto nasale e una costola rotta e ha denunciato di essere stato picchiato da tre persone. Il trentenne è stato accompagnato all'ospedale Grassi di Ostia ed è stato poi ascoltato dagli agenti.

"Quando mi hanno visto - ha raccontato il 30enne a 'Il Messaggero' - mi hanno fatto il saluto romano. Io ho fatto finta di niente e ho proseguito a camminare per la mia strada. Ma li ho sentiti che dicevano qualcosa ma non ho capito cosa". "Sono arrivati alle spalle mi hanno urlato frocio comunista e poi mi hanno massacrato di botte - ha continuato - Pensavo che mi avrebbero ammazzato".
(26 ottobre 2009)

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Ostia
Picchiato perché ritenuto gay. Alemanno: episodio allucinante

Trentenne aggredito venerdì notte da tre giovani che lo credevano omosessuale. Il ragazzo ha il naso e una costola rotta. Condanna bipartisan.

Ostia: massacrato di botte per i vestiti alternativi

«Bisogna dare una risposta repressiva ma anche insistere molto con il lavoro nelle periferie». È questa la reazione del sindaco Gianni Alemanno dal campo di concentramento di Auschwitz (dove si trova in visita con oltre 200 ragazzi per il «Viaggio della memoria») sull'aggressione contro un trentenne, ritenuto dagli aguzzini omosessuale, avvenuta venerdì notte a Ostia. «Ho sentito il questore che mi ha spiegato - ha detto il sindaco - la dinamica di questa aggressione che è stata molto violenta. Si tratta indubbiamente di una vicenda preoccupante, basata su fatti assolutamente allucinanti, come quello di identificare un modo di vestire con un comportamento. Purtroppo nelle nostre città e nelle nostre periferie - ha aggiunto Alemanno - esistono gruppetti di ragazzi emarginati che pensano di affermare se stessi in questa maniera». Il giovane è stato aggredito venerdì notte nei pressi della stazione Lido nord, tra via dei Romagnoli e via dei Promontori, da tre ragazzi, che, dopo avergli gridato «Frocio comunista», lo hanno preso alle spalle, scaraventandolo a terra e prendendolo a calci, fratturandogli il setto nasale e una costola. Il giovane - che non è affatto gay - ha denunciato l'accaduto agli agenti del Commissariato Lido e poi è stato portato all'ospedale Grassi. Sul fatto indaga la polizia.

L'ennesimo episodio di intolleranza ha suscitato sdegno bipartisan. Si tratta del settimo episodio di omofobia in due mesi. L'Arcigay va giù duro: «È orrendo. Un assurdo episodio di intolleranza. Un uomo, inseguito, quasi braccato e poi picchiato selvaggiamente nel cuore della notte. L'abbigliamento della vittima ha fatto pensare ai suoi aggressori che fosse gay e questo è bastato a scatenarli. Dobbiamo tutti domandarci come è stato possibile arrivare a questo punto. Roma non ne può più, servono iniziative educative e di formazione, a cominciare dalle scuole», ha commentato il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo. Il coordinatore nazionale della Fgci, Flavio Arzarello, ha chiesto invece a Maroni «una circolare ad hoc a tutte le strutture periferiche della polizia di Stato, impegnate all'ordine e alla sicurezza sul nostro territorio, per fare piena luce su questi episodi, impedire il ripetersi di tali reati e bloccare l'espandersi di questi atti di omofobia».

Condanna unanime dal Consiglio comunale. Il presidente dell'Aula Marco Pomarici ha asicurato: «Daremo voce all'aggredito. L'episodio di Ostia lascia interdetti per la brutalità e la gratuità della vergognosa aggressione. Le ultime generazioni di giovani e giovanissimi sono certamente tra le peggiori in quanto a comportamenti spesso delinquenziali ed è necessario intervenire con la massima durezza. La Presidenza del Consiglio Comunale, da circa un anno, promuove una campagna contro il bullismo che è entrata ed entrerà nelle scuole, avvalendosi di testimonial, psicoterapeuti, spot e materiale informativo, per instillare la cultura del rispetto e della tolleranza. Il prossimo 11, col sindaco Alemanno visiteremo la scuola ebraica parlando di razzismo, intolleranza e antisemitismo. Il ragazzo aggredito e qualunque altra vittima di violenza sarà il benvenuto». Per il consigliere Udc Alessandro Onorato «l'aggressione di Ostia è l'ennesima dimostrazione che sul tema della tolleranza e della convivenza civile stiamo tornando pericolosamente indietro. Roma sta vivendo un periodo di recrudescenza». Per l'assessore comunale alle Politiche Sociali Sveva Belviso si è invece trattato «di un atto di intolleranza e inciviltà, per la quale ci deve essere una condanna unanime».

Pietro Giovannini
27/10/2009

Fonte: Il Tempo - Roma 27/10/09
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MessaggioInviato: 27 Ott 2009 - 06:36 Rispondi citando Back to top

Riguardo l'episodio accaduto ieri ad Ostia, i giornali ci tengono a precisare che il ragazzo aggredito non era gay, ma a mio avviso sempre di caso di omofobia trattasi.
http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/cro ... refresh_ce
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MessaggioInviato: 27 Ott 2009 - 13:53 Rispondi citando Back to top

E certo!
E' stato aggredito e picchiato con l'epiteto "brutto f.rocio"!

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Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".
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MessaggioInviato: 28 Ott 2009 - 15:44 Rispondi citando Back to top

OMOFOBIA, DUE AGRESSIONI A MILANO
Arcigay Milano: Solidarietà alle vittime
martedì 27 ottobre 2009 , di La redazione



Apprendiamo oggi che nella serata di Giovedì 22 Ottobre Fabio (nome di fantasia), ragazzo omosessuale di Milano è stato aggredito con pietre e bastoni da due ragazzi. Dopo aver inveito contro di lui con inequivocabili frasi omofobiche i due gli si sono scagliati addosso procurandogli la rottura dei legamenti del ginocchio. Medicato al pronto soccorso Fabio è stato dimesso con una prognosi di 21 giorni.

Inoltre Sabato notte, attorno alle 4 del mattino una coppia di ragazzi, Carlo e Francesco (anche in questo caso i nomi sono di fantasia), sono stati aggrediti in corso Lodi, vicino a porta romana da 4 ragazzi italiani. Mentre stavano rientrando a casa, nei pressi del locale Moquette, si è accostata loro una macchina dalla quale sono partiti una serie di insulti di chiaro stampo omofobico. Avvertito il pericolo la coppia di ragazzi ha accelerato il passo ma è stata raggiunta e bloccata. Carlo è stato subito aggredito con calci e pugni, mentre Francesco, che era inizialmente riuscito a fuggire, è tornato indietro per difendere il compagno. Indispettiti dall’inaspettata reazione i quattro aggressori si sono accaniti su Francesco provocandogli tre fratture all’occhio sinistro, che con ogni probabilità dovranno essere ricomposte con una operazione. La coppia di ragazzi è stata dimessa dal pronto soccorso con una prognosi di 10 giorni per Carlo e di 30 giorni per Francesco”.



da Gay.tv

A Milano si risveglia l'omofobia sopita da questa estate.

“Queste brutali aggressioni - dichiara Paolo Ferigo, presidente del C.I.G. - segnalano il clima di violenza continua a cui è esposta la nostra comunità, che non risparmia nemmeno una città come Milano, tradizionalmente considerata più accogliente nei confronti delle persone omosessuali e trans. A Fabio, Carlo e Francesco la piena solidarietà e vicinanza da parte del C.I.G. Arcigay Milano. Come sempre, mettiamo a loro completa disposizione la nostra struttura e i nostri legali perché sia fatta piena luce sull’accaduto e si tuteli così la dignità personale delle vittime dell’omofobia”.



Luca Trentini, responsabile nazionale Diritti umani di Arcigay, ha commentato: “Da Gennaio 2009 ad oggi la cronaca ha registrato 8 omicidi, 70 violenze ed aggressioni, 8 estorsioni e 7 atti vandalici. Considerando il sommerso e il non denunciato la situazione è fuori controllo. In qualsiasi altro paese civile si sarebbe gridato all’emergenza. In Italia invece il parlamento rifiuta come incostituzionale la nostra tutela dando un ulteriore sfregio alle troppe vittime e legittimando le azioni di odio contro di noi”. Altre tre tacche sull'impugnatura.
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MessaggioInviato: 29 Ott 2009 - 15:06 Rispondi citando Back to top

Catanzaro 28 ottobre 2009 Omicidio per “avances omosessuali”

Un assassinio generato dalle insistenti avances omosessuali rivolte dalla vittima al suo carnefice. Dopo l’ampia confessione resa alla Polizia, e’ omicidio volontario aggravato dalle sevizie l’accusa che grava su Valdir Scalzo, 27 anni, nato in Brasile ma da sempre residente in Calabria, sottoposto a fermo di indiziato di delitto per l’uccisione di Francesco Pavone, catanzarese di 34 anni, strangolato domenica pomeriggio nella sua casa in localita’ Santa Domenica, a Catanzaro. Il ventisettenne e’ finito in manette nel giro di 24 ore dall’assassinio, a seguito delle indagini condotte dagli uomini della Sezione omicidi della Squadra mobile della questura catanzarese, coadiuvati dai colleghi della Sezione antidroga. E proprio negli ambienti della tossicodipendenza i poliziotti hanno trovato la pista che li ha condotti a Scalzo, ricostruendo poi, anche grazie alle sue ammissioni, la dinamica dei fatti, che oggi e’ stata illustrata nel corso di una conferenza stampa tenuta dal questore di Catanzaro, Arturo De Felice, dal dirigente della Squadra mobile, Francesco Ratta’, e dal suo vice, Angelo Paduano, alla presenza del procuratore aggiunto Salvatore Murone. Il presunto omicida, assuntore di droga e senza fissa dimora, ha incontrato Pavone sabato, dopo molti anni in cui non avevano avuto piu’ contatti. Era stata la stessa vittima a lasciare a Scalzo il proprio numero di telefono, invitandolo a chiamarlo se avesse avuto bisogno di aiuto.

PUBBLICATO DA: Notiziegay.it http://notiziegayit.blogspot.com/2009/1 ... ances.html

IL GIORNO 29/10/2009

ANCHE IN:
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/212697
http://www.gaynews.it/view.php?ID=83364
http://www.agi.it/catanzaro/notizie/200 ... brasiliano

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MessaggioInviato: 04 Nov 2009 - 18:38 Rispondi citando Back to top

SIETE GAY», INSULTI E MINACCE

La denuncia della coppia che aveva dovuto lasciare Montebello
mercoledì 04 novembre 2009 , di La Provincia Pavese


di PAOLO FIZZAROTTI

BRESSANA. Minacciati e insultati per una sola «colpa», quella di essere gay e di vivere insieme come una coppia. Dopo l’ennesimo episodio, hanno presentato una denuncia ai carabinieri.

Accade a Bressana dove, in una palazzina al civico 39 di via Dante Alighieri, dove abitano i due protagonisti del fatto: sono Stefano Gemelli, 35 anni, il suo compagno Simone De Vecchi, 31 anni.

A vedere la storia dall’esterno, come hanno raccontato nella denuncia presentata ai ai carabinieri, sembrerebbe una «normale» controversia tra persone che si conoscono di vista e fra cui non scorre buon sangue. «In realtà si tratta di un caso di omofobia, e cioè di odio nei confronti di chi è diverso - afferma Gemelli - Ci è già successa una cosa simile quando abitavamo a Montebello. Eravamo venuti via da lì proprio per questi problemi. Che si tratti di odio contro i gay è dimostrato dalle cose che hanno detto. Ci attaccano per il nostro stile di vita, perchè siamo una coppia che vive insieme. Abbiamo registrato tutte le frasi con un cellulare e abbiamo allegato il tutto alla denuncia che abbiamo presentato ai carabinieri di Bressana. Tra quest’estate e oggi ne abbiamo presentato tre, ma gli episodi di aggressione verbale sono stati molto più numerosi».

L’ultimo denunciato ai carabinieri si è verificato il 28 ottobre. «Erano passate da poco le 18 - racconta Gemelli - Io e il mio compagno stavamo smontando un attrezzo ginnico, posando le viti sul pavimento della camera da letto. Ad un tratto abbiamo sentito dei colpi venire e delle urla che ci dicevano di finirla. Poi dei colpi venire dalle tapparelle. Ho guardato tra le fessure e ho visto una persona che si aggirava sotto casa con fare minaccioso, impugnando il manico di un badile. Poco dopo abbiamo sentito dei passi sulla scala a chiocciola che porta al nostro balcone. Qualcuno deve aver scavalcato l’asse che avevo messo di traverso sull’ingresso del balcone, proprio per impedire visite indesiderate: poi ha iniziato a picchiare sulle tapparelle. Per fortuna che erano abbassate, altrimenti avrebbe rotto i vetri».

Le frasi pronunciate da quella persona sono riportate nella denuncia presentata ai carabinieri di Bressana. Frasi certamente insultanti e minacciose: «Non dovevate venire ad abitare qui»; «Dovete andare via da qui». Tante le ingiurie, pesanti e volgari. Spaventati, i due uomini hanno chiamato i carabinieri che sono intervenuti sul posto. I militari hanno trovato sul terrazzo gli oggetti che erano stati lanciati sul balcone dal cortile: alcune patate. In una denuncia del 29 giugno, Gemelli aveva segnato che qualcuno aveva tirato contro la casa dei pezzi di piastrella con del cemento attaccato. Le piastrelle avevano rotto la zanzariera, il vetro di una porta interna e un lettore di Dvd.

A
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MessaggioInviato: 09 Nov 2009 - 17:08 Rispondi citando Back to top

PALERMO. BACIO IN DISCOTECA, GAY CACCIATO
I gestori: "atteggiamenti eccessivi".
Arcigay: "Scuse dei gestori e intervenga la magistratura"
lunedì 09 novembre 2009 , di ADN KRONOS



Palermo, 9 nov.- (Adnkronos) - Da' un bacio gay all'amico in discoteca e viene buttato fuori dal locale. E' quanto denuncia un giovane di Palermo che si e' rivolto alla Questura e all'Arcigay. E' accaduto, come scrive oggi 'Il Giornale di Sicilia' sabato sera alla discoteca 'Birimbao' di via dei Leoni a Palermo.

Secondo quanto raccontato dal 21enne sarebbe stato colpito alle spalle da un buttafuori, minacciato, trascinato in cortile, sbattuto contro un muro e poi buttato fuori dal locale. "Trattato come un delinquente per un bacio come tanti, un bacio e basta, nessuna oscenita'", dice il ragazzo.



I gestori del locale si difendono e parlano di "atteggiamenti eccessivi" che avrebbero provocato le lamentele di alcuni clienti. I due, aggiungono, "sono stati richiamati un paio di volte e alla terza sono stati invitati a uscire. Ma non c'e' stata alcuna violenza. Nella confusione uno dei ragazzi ha fatto resistenza e il buttafuori lo ha preso per il braccio".



(AGI) - Roma, 9 nov. - "Un giovane gay di Palermo ha denunciato di esser stato gettato fuori con la forza da un pub perche' si e' scambiato un bacio nel locale. Proprio ieri a Palermo si e' tenuto il congresso di Arcigay che segna la rivitalizzazione di una nostra presenza nella citta', che negli anni '80 ha dato i natali di Arcigay. Quello che e' avvenuto nel pub, con una mezza ammissione da parte dei proprietari, al minimo si tratta di un abuso rispetto alle leggi che regolano i pubblici esercizi e, se la versione del giovane omosessuale sara' confermata allora si trattera' di una vera e propria violenta aggressione di cui chiediamo conto non solo ai gestori, ma anche alle autorita' preposte". Lo dice Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay, in merito all'episodio segnalato dal capoluogo siciliano. "In entrambe i casi sono necessarie - dice ancora Mancuso - le immediate scuse da parte dei proprietari del locale e l'intervento da parte della magistratura nel caso si ravvisassero reati. Se qualcuno pensa di poter ricacciare nella clandestinita' la nostra presenza sociale si sbaglia di grosso, e il coraggio di migliaia di giovani gay dimostra che la nostra azione culturale e politica di questi anni sta formando cittadine e cittadini omosessuali forti e consapevoli dei propri diritti".
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MessaggioInviato: 09 Nov 2009 - 17:15 Rispondi citando Back to top

MINACCIATI CON UN COLTELLO FUORI DA MUCCASSASSINA
Ennesimo attacco omofobo venerdì notte, a poche decine di metri dal Qube, con un gruppo di ragazzi gay minacciati con un coltello, al grido "froci di merda"...
lunedì 09 novembre 2009 , di Gay.it



di Federico Boni

Domenica 8 Novembre 2009

Ci risiamo.



Un altro triste episodio di violenza omofoba si aggiunge alla già lunghissima lista che da sei mesi a questa parte sta contribuendo a terrorizzare gli omosessuali della capitale.



A raccontarci l'incredibile nottata di venerdì 6 novembre un ragazzo, che ha vissuto in prima persona la scioccante aggressione, tanto da averci chiesto di mantenere l'anonimato.



Sono le 6 del mattino. La serata Muccassassina al Qube, in Via di Portonaccio, è da poco finita. Un gruppo di amici sta facendo colazione al Bar Anda, in Via Giuseppe Arimondi, a pochi metri dal locale.



Il clima è festoso, i ragazzi sono assonnati ma scherzano e ridono. Parlano di un certo Mario, lo fanno a voce alta. La discussione attorno a questo nome si infiamma, passa un uomo, uno dei ragazzi per scherzare lo saluta apostrofandolo proprio con quel nome: "ciao Mario".



Non l'avesse mai fatto. L'uomo si volta di scatto come una furia, avventandosi sui ragazzi ed aggredendoli verbalmente. "Froci di merda, dovete stare attenti, io vi ammazzo, io vi gonfio, vi spacco il [----] e senza vasellina! Già me so fatto due anni de galera, non me ne frega un [-----] de tornacce!".



Passata la sfuriata, l'uomo si incammina verso la propria macchina. Uno dei ragazzi, ancora sconvolto, lo segue per tentare di spiegarsi, per cercare di fargli capire che stavano scherzando e che non stavano parlando di lui, quando l'uomo, una volta aperto lo sportello, si rigira, con un coltello in mano, preso probabilmente dal cruscotto dell'auto.



Il terrore a questo punto si impossessa dei ragazzi, che entrano immediatamente all'interno del bar, in cerca di riparo. Qui, una volta chiamata la polizia, devono assistere allo show dell'uomo, rimasto fuori dal bar ad inveire, insultandoli e minacciandoli con il coltello. Informato dall'arrivo della polizia, l'uomo, insieme ad un amico arrivato in suo aiuto, fugge, lasciando alle sue spalle una notte di terrore.



Oltre un'ora dopo la richiesta di soccorso la polizia fa finalmente la sua comparsa, potendo a quel punto fare poco o nulla, vista la fuga dell'uomo. L'unica proposta fatta ai ragazzi è quella di seguirli in Questura, per una denuncia contro ignoti. Proposta rifiutata da tutti i protagonisti della triste vicenda, perchè stanchi, assonnati e semplicemente sconvolti da una serata iniziata bene e finita male, con strascichi di pura ed autentica follia.



Poteva finire come Svastichella. E' forse un miracolo se la triste storia non si sia ripetuta, ancora una volta.
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MessaggioInviato: 29 Nov 2009 - 22:44 Rispondi citando Back to top

Reggio Calabria 25 novembre 2009 Arcigay, a Polistena manifesti PDCI contro Consigliere omosessuale

A Polistena, nel reggino, ”la sezione Gramsci dei Comunisti Italiani ha ritenuto di tappezzare la cittadina con manifesti d’attacco a Massimo Frana, che ricopre da anni un incarico istituzionale all’interno dello stesso Comune e da anni sta promuovendo tutta una serie di battaglie che vanno nella direzione di favorire l’affermazione dei diritti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), in un territorio difficile come quello nel quale vive”. Lo rende noto il presidente di Arcigay Eos Calabria, Federico Cerminara, che definisce quanto accaduto ”un attacco estremamente volgare, che fa chiara allusione all’orientamento sessuale di Frana”.

Il presidente dell’Arcigay Calabria ”censura” l’episodio ”poiche’ e’ inconcepibile che la politica utilizzi la sfera privata di un cittadino per esprimere un eventuale dissenso nella sfera pubblica”. ”La politica, quella sana -aggiunge Cerminara- dovrebbe basare il confronto sui valori, sul confronto e sulla dialettica, soprattutto in questo periodo storico nel quale i valori cedono il posto ai personalismi”. Proprio il segretario della sezione locale dei Comunisti Italiani, racconta Cerminara, e’ uscito dichiaratamente dalla sala Consiliare quando e’ stato approvato il Regolamento contro le discriminazioni di genere (tra i primi in Italia e primo in assoluto in Calabria).

PUBBLICATO DA:

LiberoNews http://www.libero-news.it/adnkronos/view/231514

IL GIORNO: 25/11/2009

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MessaggioInviato: 01 Dic 2009 - 17:07 Rispondi citando Back to top

Milano 01 dicembre 2009 Gay aggredito da tre giovani in un fast food il pestaggio davanti a diversi testimoni

Inseguito, l’uomo si era nascosto in un Mc Donald’s ma era stato raggiunto, picchiato e insultato

Si è salvato riuscendo a rifugiarsi nell’ufficio del direttore

Si era fermato con la sua auto in una zona frequentata da uomini dediti alla prostituzione, per questo è stato picchiato a sangue da tre ragazzi, tutti italiani di circa 25 anni, vestiti di nero, che lo hanno seguito dentro un Mac Donald’s di via Rubicone, lungo la statale Milano-Meda. L’aggressione omofoba è avvenuta intorno alle 23 di ieri e la vittima, un italiano di 47 anni, ha raccontato alla polizia di aver notato, prima dell’aggressione, i tre ragazzi a bordo di una station-wagon mentre si trovava nel piazzale del cimitero di Bruzzano, dove ogni sera si prostituiscono uomini di ogni età.

Il gruppo aveva cercato di bloccare la sua auto, accendendo i fari abbaglianti. Spaventato, l’uomo si era quindi allontanato per poi rifugiarsi nel Mac Donald’s, dove era stato comunque raggiunto e picchiato. Tutto è avventuto davanti a diversi testimoni. I tre lo hanno buttato a terra per poi riempirlo di calci e pugni al volto, e gridando insulti pesanti ma l’uomo è riuscito a liberarsi entrando nell’ufficio del direttore del fast food. Gli agenti della Questura stanno cercando di risalire all’identità dei componenti della ’spedizione punitiva’ anche attraverso le telecamere a circuito chiuso di cui è dotato il locale.

PUBBLICATO DA:
La Repubblica http://www.repubblica.it/2009/10/sezion ... ilano.html

IL GIORNO: 01/12/2009

ANCHE IN:
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/ar ... 7475.shtml
http://www.leggo.it/articolo.php?id=36250
http://www.politicalive.com/milano-aggr ... -7652.html

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MessaggioInviato: 02 Dic 2009 - 15:28 Rispondi citando Back to top

PUGNI E CALCI AL RISTORANTE, MASSACRANO UN GAY
Raid di tre giovani a Milano. Gli avventori non reagiscono, la protesta delle associazioni
mercoledì 02 dicembre 2009 , di La Repubblica - Milano



Dall´inizio dell´anno già otto omicidi e 70 casi di violenze contro omosessuali

di SANDRO DE RICCARDIS

MILANO - Lo prendono di mira in strada puntandogli contro i fari dell´auto, lo inseguono in macchina lungo la statale che dall´estrema periferia nord di Milano porta nell´hinterland, poi lo aggrediscono a calci e pugni in un McDonald´s dove l´uomo aveva cercato rifugio. «Brutto frocio, frocio di merda» gli urlano mentre lo colpiscono davanti ai clienti del ristorante che assistono alle violenze senza intervenire.

«Erano a caccia, cercavano qualcuno da aggredire» dice la vittima, 47 anni, italiano, agli agenti dell´ufficio Prevenzione generale della questura, diretto dal vicequestore Ivo Morelli. L´uomo, martedì sera intorno poco dopo le 23, si aggira nello spiazzo del cimitero di Bruzzano, un luogo solitamente frequentato da ragazzi che si prostituiscono. Vede tre uomini, a bordo di una station wagon, che lo fissano e puntano contro di lui i fari dell´auto. «Erano molto giovani, più o meno venticinquenni, vestiti di scuro, almeno uno coi capelli cortissimi» ha raccontato la vittima.

L´uomo decide di non fermarsi. Va via, ma viene seguito. Così decide di entrare in un McDonald´s lungo la statale Milano-Meda, in via Rubicone, estrema periferia nord di Milano. La banda però non si arrende: dopo averlo visto entrare nel locale, i tre lo seguono, lo circondano e a calci e pugni lo buttano a terra e continuano a colpirlo. Comincia così la pioggia d´insulti davanti a molti clienti del ristorante che non intervengono. Solo il direttore del ristorante che lo fa entrare nel suo ufficio lo salva da un pestaggio ancora più pesante.

Ora gli investigatori della questura tenteranno di dare un nome e un volto agli autori della spedizione punitiva raccogliendo le testimonianze dei presenti e visionando i filmati delle telecamere in strada e di quelle interne al fast-food. «Nel giorno di entrata in vigore in Europa del Trattato di Lisbona che stabilisce il principio di non discriminazione anche per ragioni sessuali, apprendiamo con rabbia dell´ennesima aggressione ai danni di una persona omosessuale», commenta Marco Mori, presidente di Arcigay Milano, mentre il presidente nazionale dell´associazione, Aurelio Mancuso, bolla come «misure mediatiche» quelle adottate dal ministro Mara Carfagna e chiede «l´estensione della legge Mancino in materia di discriminazioni a questi episodi, perché si tratta di reati d´odio e come tali vanno puniti».

Dall´inizio dell´anno - è il bilancio stilato dalle associazioni di difesa degli omosessuali - ci sono stati otto omicidi, oltre 70 violenze e aggressioni, estorsioni e atti vandalici. «Senza contare il sommerso di chi ha paura a denunciare - dice il responsabile Lotta alla violenza di Arcigay, Luca Trentini - Una situazione ormai fuori controllo».
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MessaggioInviato: 26 Dic 2009 - 17:31 Rispondi citando Back to top

MILANO. AGGRESSIONE OMOFOBA
Giovane schiaffeggiato e insultato
giovedì 03 dicembre 2009 , di La redazione

di Mimmo Lombezzi da "Il Fatto", 1 dicembre

Sere fa mia figlia Giulia (21 anni) è andata a far due passi “in Colonne”, cioè alle Colonne di San Lorenzo, nel pieno centro di Milano, con un amico che conosco di anni. Lo chiameremo Ahmed (il nome è inventato). É italo-marocchino, si mantiene agli studi lavorando ed è un ottimo disegnatore.

É l’una di notte, Giulia e Ahmed stanno per rientrare e nella piazza, quasi deserta, ci sono solo tre ragazzi (uno di colore) seduti su una panchina.

Uno dei tre apostrofa Ahmed : “Ehi, quella lì è la tua ragazza?”. “No. É solo un’amica” risponde Ahmed che prosegue e raggiunge uno dei bagni chimici che si trovano sulla piazza. A quel punto il tizio si alza dalla panchina e tempesta di colpi la porta del bagno. Ahmed esce e gli chiede: “Che [-----] fai?”. Quello risponde : “Ho da spiegarti due cose”.

Poi – seguendo una tecnica già collaudata in altre aggressioni, come quella tragica di Verona – gli chiede una sigaretta. Ahmed risponde che non ne ha.

L’altro gli strappa quella che ha in mano, e visto che Ahmed non si scompone, gli dà uno schiaffo. Ahmed mantiene la calma e questo irrita i ragazzi. Giulia si interpone, cerca di trascinar via l’amico, dice ai ragazzi “siete matti?” e quelli rispondono: “vieni qui che ce n’è anche per te”.

Giulia e Ahmed si allontanano e in Corso di Porta Ticinese commentano ad alta voce quello che è accaduto: “Possibile” si chiede Ahmed “che uno venga schiaffeggiato solo perché è gay?”. Quattro adolescenti sdraiati su un prato gli urlano “ricchione!”. Ahmed risponde : “Cosa hai detto?”. Poi, nonostante la rabbia, decide di tornare a casa per non coinvolgere mia figlia in una rissa. Mi chiedo cosa sarebbe successo se Ahmed avesse accettato la provocazione.

L’altra mattina, davanti a un caffè, Giulia mi racconta un mondo che le sembra incredibile, che conosceva solo dai giornali o dai film, che non avrebbe mai immaginato di vedere dal vero. Milano diventerà come Roma? Anni di battute da “telecaserma” o da talk-shock hanno seminato il terreno: ciò che conta è trovare un “diverso” da pestare per passar la serata.



da Il Fatto Quotidiano dell'1 dicembre
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MessaggioInviato: 07 Gen 2010 - 08:29 Rispondi citando Back to top

Corrierefiorentino.it


Sei finocchio». Preso a calci e pugni
Un etiope e un egiziano, entrambi di 37 anni e da tempo residenti a Firenze, sono stati presi a calci e pugni in città la notte di San Silvestro da gruppi di giovani

FIRENZE - Un etiope e un egiziano, entrambi di 37 anni e da tempo residenti a Firenze, sono stati presi a calci e pugni in città la notte di San Silvestro da gruppi di giovani. Il primo scontro era stato reso noto dai carabinieri; oggi, sulle edizioni locali di alcuni quotidiani, la fidanzata di uno di loro parla di aggressione di stampo neofascista. Il secondo è stato denunciato, sugli stessi giornali, dalla vittima: «Mi gridavano finocchio, arabo e negro di m...».

IL PRIMO CASO - L’etiope, al quale i sanitari hanno riscontrato fratture guaribili in 30 giorni, è stato preso a calci e pugni perchè aveva protestato con alcuni ragazzi che lanciavano petardi vicino alla sua fidanzata: «Erano sui vent’anni - spiega la donna, che ieri ha presentato denuncia alla polizia - tutti con capelli corti e giubbotti: facevano il saluto romano e intonavano canzoni fasciste».

IL SECONDO CASO - Dinamica simile - e descrizione simile degli aggressori - per l’assalto raccontato dall’egiziano (anche per lui 30 giorni di prognosi): «Erano fermi vicino a un locale frequentato anche da gay - racconta - Sembravano cercassero un pretesto per attaccar briga. Io passavo per caso e loro mi hanno preso a calci e pugni, gridandomi di tutto: negro, arabo di m... finocchio. In ospedale ho spiegato ai sanitari cosa mi era successo. Appena posso farò denuncia, per adesso sto troppo male».

ARCIGAY - «Le descrizioni degli aggressori e la vicinanza di luogo e di tempo dei due fatti fanno pensare che si tratti di uno stesso gruppo di giovani, italiani e di estrema destra». Lo sostiene Matteo Pegoraro, presidente di Arcigay Firenze Il giglio rosa, in merito alla «brutale aggressione», la notte di San Silvestro a Firenze, di due extracomunitari. In una nota, Arcigay «si appella alle autorità per fermare gli aggressori». «Abbiamo fiducia - spiega la nota - nell’operato della questura che ha consentito l’arresto nei mesi scorsi dell’aggressore di un giovane gay pestato a sangue in Piazza Salvemini».


05 gennaio 2010(ultima modifica: 06 gennaio 2010)
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MessaggioInviato: 25 Gen 2010 - 16:52 Rispondi citando Back to top

«AGGREDITO SUL LUNGOLAGO PERCHé è OMOSSESSUALE»
DENUNCIA DI COMOGAYLESBICA
domenica 24 gennaio 2010 , di il Giorno


COMO AVREBBE una matrice omofobica la violenta aggressione consumatasi nei giorni scorsi sul Lungolago cittadino costata una prognosi di 40 giorni, in larga misura determinata dalla frattura di un braccio e da una serie di ferite in varie parti del corpo, a un quarantenne residente in città. A dichiararlo è l'associazione ComoGayLesbica onlus impegnata nella difesa dei diritti degli omosessuali, che esprime «la propria solidarietà all'uomo omosessuale aggredito nel pomeriggio del 19 gennaio scorso presso i giardini di Villa Geno», e non Villa Olmo come era sembrato in un primo momento. I responsabili della onlus spiegano che «l'aggredito ci ha contattato per denunciare di essere stato vittima di una violenza omofobica». ComoGayLesbica stigmatizza l'episodio e confida nel sostegno della città verso una maggiore sensibilizzazione e informazione contro questo e ogni altro genere di violenza e incoraggia chiunque a far emergere qualsiasi episodio di violenza omofobica nel nostro territorio». I MOTIVI del pestaggio non sono ancora chiari del tutto, anche se la denuncia presentata dall'uomo parlerebbe di un aggressione scattata quando il quarantenne avrebbe dichiarato la propria omosessualità alla persona che lo accompagnava sul Lungolago e con il qualche aveva scambiato qualche chiacchiera prima dell'aggressione. Sull'episodio indaga la squadra mobile della questura di Como.
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