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| Alice (dal 5 luglio 2002) Cercando io vado... Inviato: 05 Lug 2002 Tiegel ...e casualmente eccomi capitata qui. Di fronte al Malasorte Hotel. Da fuori sembra un bel posto. Ordinato, pulito, riservato...il posto ideale per Alice. Potrei entrare a chiedere se l'hanno vista, se ha soggiornato qui oppure se si è fermata almeno a chiedere indicazioni - benedetta ragazza ... Tutt'al più potrei fermarmi a riposare qualche ora... vediamo se c'è una stanza per me. Tiegel Eccomi dentro al Malasorte che mi accoglie nella penombra con un fresco profumo di viole... ho lasciato il mio bagaglio in carrozza, troppo greve il fardello per spostarlo ogni volta. Vorrei parlare all'Ostessa ma non vedo nessuno dietro il bancone... laggiù c'è la porta che s'apre sulla veranda, chissà che non ci sia qualcuno a cui chiedere... Sto cercando Alice, magari s'è fermata qui per un bicchier d'acqua o per un pisolino... sapete, lei viaggia su di una nuvola e vaga nei cieli disegnado forme con il vapor acqueo... è partita tempo fa da casa nostra portando con sé poche cose, alcuni sogni, un presagio...ed il mio cuore. Ora, di sogni e di presagi nel baule a casa ne ho a bizzeffe, ma mi manca tanto il mio Amore... tra le pieghe della mia anima è rimasto il suo profumo e il suo dolce sguardo turba perennemente i miei sonni... amaranto Mi sorprende il fatto che tu non sappia che Alice non abita più qui. Tiegel Citazione: Mi sorprende il fatto che tu non sappia che Alice non abita più qui. ...stavo appunto per chiedere proprio questo... ma con chi ho l'onore di... ohibò cosa vedo...quale meraviglia! ... ... Perdona il mio stupore, Signora ma sono anni che non mi capita sotto gli occhi un'anima di coltal colore... un'anima "color-cangiante" come la Vostra...una vera rarità! I miei più sentiti omaggi, Signora...m'inchino a Voi... civviè Alice è andata. Seguiva molte cose. E' passata,è certo: lo dice che sei venuta a cercarla. Ma resta; qui si passa in molte, e di grazia questo posto ha davvero bisogno. C'è molto di comune,con qualcuno,in qualche o una qualsiasi stanza. Questo è il segreto del posto,porto di mare e landa desolata...a volte qualcosa passa,e non resta traccia. A volte qualcuno passa e resta l'impronta. Tiegel Citazione: " Ma resta; qui si passa in molte, e di grazia questo posto ha davvero bisogno". Si, potrei restare qualche giorno... il tempo necessario per riposare e per riordinare le idee. Voi, Gentile Signora, dite che Alice sapeva che sarei passata di qui? questo è sicuro! è Lei che traccia il mio cammino striando di viola le nuvole del tramonto, sparpagliando petali di rosa ai bivi delle strade e visitando i miei sogni quando sono stanca e demoralizzata... "con le mie lacrime annaffio i fiori orfani per la tua assenza... le mie rose mi graffiano tenendomi il broncio, credono che sia colpa mia il fatto che te ne sei andata... il nostro bel tiglio non fa più fiori, ed io ho quasi finito la tisana della buona notte. Ma quale buona notte senza il tuo caldo abbraccio e senza l'ultima favola della giornata?..." Mi chiedo se mai riuscirò a parlare con l'Ostessa e a convincerla a darmi una tanza...improvvisamente questo posto così silenzioso si è rianimato...che sia l'ora del thè? Voci, Suoni, Profumi e Anime si mescolano qui dentro... Storie sempre uguali e sempre diverse...Sogni e Desideri... m'incanto di questa Vita che prima d'incontrarti era anche la mia... Amore Mio, vorrei non averti mai perso oppure mai incontrato... civviè Sai, Alice continuo a esser certa che sia passata di qui.Leggi di Bluedavil e capirai...tante ne passano,e la differenza mi vorresti dire risiede nel non averla mai persa o mai incontrata? La mia Alice,anche lei passata ne sono certa,ha un segno sul mio corpo; l'ha fatto da tempo ed è fuggita mentre io mi aggiro fra le statue di pietra. Teneva gli occhi fissi alla fine,o li chiudeva, perchè di lì a poco sarebbe scappata lasciandomi indietro a seguirne le tracce. Non serve a molto dirti che è passata vero? No,non serve a molto neache a me. Eppure credimi,la vita ha di che meravigliarci persino in un hotel mentale,persino quando si seguono tracce di cose perdute ("io t'ho amato sempre/non t'ho amato mai/amore che fuggi,da me tornerai..."). Persino quando ci si dispone a chiedere se qualcuno l'ha vista passare e ci si dispera se ci danno una risposta. Frammento per volta,persino nei girdini di pietra,dove le schegge son l'ordine del giorno,si resta attoniti a sentire altri esseri in frantumi e persi su tracce che ormai non portano da nessuna parte. Rossana Tiegel 18.11.02 Stamattina mi sono svegliata con un velo di tristezza sul cuore. Piove fuori dal Malasorte. Ma quanto avrò dormito? Conto nuovi fili d'argento fra i miei capelli neri. Qualche anima gentile ha posto il mio cavallo al riparo e una coperta di sogni su di me. Ora guardandomi in giro non trovo nulla di cambiato qui, come se il tempo si fosse fermato al giorno del mio arrivo. Si, forse qualche ragnatela in più qua e là e un po' di polvere sui soprammobili che segna lo scorre del tempo. Ma dalla veranda non s'odono più le Voci ed i fiori con l'arrivo dell'autunno si sono appassiti. E' tempo di tornare a casa. L'illusione di ritrovare Alice è svanita e le mie rose reclamano la mia presenza. Non ho rancore né nostalgia per Alice, solo un po' di tristezza e ricordi sbiaditi. E' fuggita lontano, troppo lontano, inseguendo il Coniglio Bianco ed i suoi sogni. Forse anche lei sta rincorrendo la sua Alice…le auguro di trovarla prima o poi. Ma è ora di partire. Grazie per l'Ospitalità. Grazie per i Sogni. Grazie per le Illusioni. Devo prepararmi all'inverno. E' tempo di prendermi cura delle mie piante e di me stessa. Addio Alice. Addio MalaSorte. Tutto scorre... Giardino d'inverno, gioco di pietra … Inviato: 18 Lug 2002 Civvié Oh...erano anni che venivo qui e non ho mai fatto caso a questi vetri. Ma chi ha avuto l'idea di metterci il muschio? Mio dio,ho udito una danza d'amore dell'ostessa da qui...un posto privilegiato,e noto che la luce del tramonto batte in pieno... Avete presente Bomarzo e il suo giardino? Ecco,di pietra è tutto quello che la teca contiene. Alice che passa,e c'è chi la cerca.Figuriamoci se non è passata di qua. Ragazze,io sto facendo una passeggiata,attenzione al mio sguardo,perchè pietrifica al volo,sempre che qualcuna non mi confermi che non sono solo io a vedere questi fiori di pietra... Fanny cuore di pietra di chi non ti ha guardato... così m'ha detto la regina mentre giocava a regnare... ma la velocità è di pietra in questo posto, pesante e lenta... ... e credo che tu fossi passata di lì quando ha parlato ed io fossi passata di qui quando ho ascoltato... bizzarri scherzi del giardino di pietra con scoiattoli enormi come dinosauri che rosicchiano ghiande che sono il mondo che atlante teneva sulle spalle tutto grigio tutto crepato come se fosse la rappresentazione perfetta del mondo che deve sgretolarsi e con lui il malasorte pure... giardino grigio cecere con mcewan che dice che è cemento ma qui non lo ascolta nessuno infausta soste di chi ci cammina che abbia lo sguardo spento triste oppure allegro e attento che non so se riesce a ridare colore se non vita a tutto questo, almeno colore chissà vado io pure che i miei stivaletti di cemento mi fanno apparire la traditrice che non sono... solo che qui, per una cameriera come me, è difficile spolverare... Nella stanza olga "Di tutte le cose che col passare del tempo si irrigidiscono, e bisogna tenere in esercizio, Epstein aveva curato la precisione. Non la pignoleria, che è un restringimento del campo visivo né la perfezione che ne è l'allargamento illimitato, ma la precisione, come si allena un muscolo. Forse perché sentiva che la precisione conserva lo stupore e che invecchiare significa non tanto perdere la curiosità, quanto perdere la capacità di incanto e di stupore ragionevole. La sua precisione non era esclusiva, tollerava negli altri anche l'esagerazione e l'imprecisione, purché servissero ad afferrare qualcosa; solo la precisione era per lui il modo più naturale di avvicinarsi allo stupore, e di preservarlo....” Daniele Del Giudice Atlante occidentale ...ed ora apro la vista. Scendo come a scala quaranta. Parete e carta da parati. Fiori di solito, almeno questo mi aspetto. Ma una ruga tra i sopraccigli mi dice che già sono in cerca di un errore di stampa o un imprevisto animale esotico fuggito alla macchina offset - forse in umore un poco Citroen, forse un' ombra di Picasso. Ci fosse una consolle appoggerei il bicchiere. Ma intravedo un tavolo lalupaceltika “La Passione richiede Precisione, altrimenti è il Caos.” Jack Nicholson, Le streghe di Eastwitch. Ci sono agnelli che azzannano alla gola. Fidati dei lupi. fanny quando olga aprì la stanza del baro si trovò davanti ad una intuizione di quelle specifiche che ci visitano ogni tanto e non rimangono a lungo. vide un'ombra che, nonostante il sole fosse calato e il tramonto fosse solo stampigliato in malo modo su una carta da parati arancio e oro si allungava sul pavimento. olga non trasalì aveva in mano la carta che le aveva permesso di aprire la porta e ora di accendere le luci. sorrise a tal punto di se di non aver pensato alla luce della porta come faro per proiettare quel qualcosa che si allungava che singhiozzò. l'ombra smise di allungarsi e olga ne scrutò i contorni. con precisione attenzione spirito critico e un po' di quel sano voyeurismo che ci consente di vivere al riparo di qualche infezione passeggera. non capiva cos'era. infilò la carta nella fessura predisposta per accendere le luci ma non accadde proprio niente. né l'ombra riprese ad allungarsi né olga indietreggiò né qualcuno apparve per dare spiegazioni. neppure la cameriera ai piani. o quanto meno nessuno vide nessuno e oltre al buio sinistro la stanza divenne sola. poi ci fu un lampo l'ombra si spostò, rapì la carta dalle mani di olga la intascò e le fece arrivare ai piedi un asso di cuori. l'asso di cuori ferisce talvolta qualche volta accende la speranza e in questa stanza accende la luce. per far crescere i fiori e risistemare i quadri. senza ri-picche da parte di chi lo aveva fatto l'ultima volta. la luce si accese e olga udì solo qualcuno che sgranocchiava forse carote. aveva sentito del coniglio. ma pensava fosse una trovata pubblicitaria. le auguro un confortevole ed eccitante soggiorno non abbiamo le scenografie da balletti russi qui dentro ma se vuole può cominciare ad ispirarne qualcuno au revoir madame la-cameriera-ai-piani olga “-Favorisci del vino- la incoraggiò la Lepre Marzolina in tono invitante. Alice percorse tutto il tavolo con gli occhi, ma non vide altro che the. -Non vedo alcun vino- osservò. -Infatti non ce n'é- confermò la Lepre Marzolina. -In tal caso non é stato molto educato, da parte tua, offrirmelo- rispose Alice risentita. -Nemmeno da parte tua è stato molto educato sederti senza essere invitata- disse la Lepre Marzolina. -Non sapevo che la tavola fosse tutta vostra- disse Alice- è apparecchiata per molte più persone che tre. -Dovresti farti tagliare i capelli- disse il Cappellaio...” L. Carroll ....E la luce é
alogena, atonale. Anche se ho in mano un asso di cuori la stanza, fortuna
volle, è neutra. Nessun vincolo con il seme, con il significante:
né palpitanti esausti neon, né calde atmosfere da 25 watt.
Riconosco i miei colori, é un buon inizio. fanny eppure se non fosse stato per il maestro che inventava le storie margherita non si sarebbe mai trovata in quella stanza con un gatto dal vestito gessato e un uomo dalla vestaglia a brandelli che le chiedeva solo cosa volesse, cosa volesse per ripagarla di essere accorsa, margherita sapeva cosa voleva ma non sapeva affatto come chiederlo, non lo sapeva affatto, sospirò. o. ma sospirò. decise di aggiungere una avversativa a quel respiro un po' più forte. fortunatamente poteva anche chiedere un bicchiere di vino. ubriaca di desideri scelse l'alcol nemmeno ci fosse stata diamanda a fare pubblicità alle bevande. margherita sorrise un bicchiere di lugana io pure. e la stanza cambiò come le carte nelle mani di chi ne ha altre nelle maniche. la cameriera venne insieme al bicchiere e disse che doveva rifare la stanza. quale stanza? La stanza. Almeno beva un bicchiere con me, a cosa brindo da sola? Al fatto che avrebbe potuto chiedere altro e ha chiesto solo abbastanza. La cameriera non le piaceva affatto in quel suo buffo vestito macchiato di inchiostro rosso, poteva pure non essere inchiostro o solo altro vino o sangue, la cameriera poteva essere nata ieri e avere ancora il vestito sporco di sangue. Ho chiesto quello che mi è venuto. Anche io perciò le dico che avrebbe dovuto pensarci, mio dio, anche io ho chiesto di fare la cameriera e guardi ora a parlare qui con ogni visionario che non si ferma a pensare un attimo cosa vuole. Perché lei cosa avrebbe voluto fare. Oh, bere un bicchiere di vino. Olga, vieni anche tu, qui c'è una che cerca matriosche come fossero scatole cinesi. crede di trovarci sempre se stessa dentro. la cameriera urlò al coniglio qualcosa come, SEMPRE TU! il coniglio aveva bevuto tutto il vino nei bicchieri. maledetto coniglio. andiamo al bar. olga “-Gradisci dell'altro the o non ne vuoi più?- le chiese convinta, la Lepre Marzolina. - Ma se non ne ho preso affatto, finora- rispose Alice in tono offeso- come potrei non volerne più? -Non potresti volerne meno semmai- osservò il Cappellaio, -visto che é facilissimo volerne più che niente.” L.C. "Rifare la
stanza"... a volte a Olga capitava di inciampare nel senso delle
parole, "quale strana voglia di onnipotenza si cela fra le pieghe
di un grembiule da domestica... o cucù! ... forse c'é
solo un mancato Architetto, una arredatrice frustrata, una caparbia
correttrice di bozze... magari solo una collezionista d'acari o piuttosto
dello sporco degli altri.... capitamai che siano pure famosi... Magenta con il Maestro si scherzava parecchio anni fa - mi chiamava Margherita per sapendo che non e' propriamente il mio nome ufficiale (ma ho abdicato o rinnegato o ripudiato o dimenticato tutto quello che sapevo). Adesso da HTTP errore 404 - oh meraviglia. Forse il maggiordomo si e' offeso del fatto che lo accostino a Baricco in una libreria oscenamente volgare - specchio dei tempi. Il menu (a scomparsa) prevede anche Chatwin: sulle sue orme da tempo svolazza Klingsor che ha finito le Estati come i gatti le vite; allo stesso tempo, ma in epoche diverse, Ella Maillard, Peter Fleming, Lorenz Saladin, Lord Byron, ms Schwarzenbach ed i suoi diari e perché no! un fortunato fotografo americano si sono incontrati; tutti contemplavano la bellezza degli occhi di una profuga di 13 anni. Che cosa voleva questa donna? Che cosa voleva questa donna che aveva gli occhi sempre accesi di una fiamma indecifrabile? Bezdomnyj in persona ha provveduto a svendere il tutto. Il menu e' tutto compreso, bevande escluse (e qui vi voglio!) S>0 strettamente, però accetta la VISA a carnevale mi vesto da diavoletto di Maxwell era meglio Architettura lo scopriremo solo vivendo instrumental code fanny certe volte quando sentiva parlare olga, la cameriera si sentiva assolutamente definita dalle sua mancanze, come se olga stesse sbozzando un giudizio partendo da quello che le mancava, architetto mancato, arredatrice frustrata, e che altro che altro ricordava i nomi dei detersivi ma gli altri no, forse perché una volta il coniglio le aveva detto, usa questo usa questo e non avrai problemi, e così il detersivo le aveva cancellato dalla bocca un sacco di parole, era passato tanto tempo anche se mai abbastanza, la sua mente nera da incisore si ribellò, un incisore non è mica un architetto mancato e poi gli architetti mica rifanno i letti, la cameriera ai piani, io, io mi preoccupo solo di non lasciare che il corpo delle nostre ospiti non diventi tutt'uno con il letto, solo questo, solo questo, che l'intonaco non le parli quando entra e che le ante facciano il loro compito, ogni universo sarebbe stato entropico se non ci fosse stata una cameriera almeno a tentare di riordinare, ognuno riordina a modo suo certo ma qui, qui no, oppure si, insomma quasi quasi vado a rifare la mia di stanza e distanza che sono secolo che vi manco. magenta se ne stava sulla porta la apriva e la chiudeva ogni volta che qualcuno passava, ma non passava davvero nessuno, forse si esercitava a far passare pulci dalla camera a alla camera b, se il malasorte non ruotasse come un piatto al cinese sarebbe più facile, ma non sono affari miei, no, non lo sono, dovessero anche dirmi che sono un dirigente del traffico di particelle, particelle? e che significa particelle. la cameriera ai piani affrettò il passo nelle sue ciabatte rosa e decise di non preoccuparsi più per quel giorno delle cose da rimettere a posto. rassettare si disse non è dare un ordine al cosmo. ? ! Magenta !!!!!! fanny non si arrabbi, sono tempi difficili e si cerca di passarli al meglio pulci ed altri parassiti ben peggiori permettendo posso sorriderle? janet che fai magenta? ci hai lasciato sole me e columbia al castello di de gualle riffraff e eddy si sono innamorati e brad non esce più dalla camera di frank che fai lì torna tra noi? a baricco preferisco mieli vestito da donna e con la bandiera rossa in mano a de lauretis preferisco wittig e leduc sono centomila volte più chiare i loro libri stanno nel mio baule ma columbia non mi vuole dare una stanza al castello nemmeno una segreta meglio medicina di architettura così impari a sezionare col coltello affettaarrosto ladyjanet fanny non ero arrabbiata magenta... no, no... solo affannata, ma ha visto quante coperte e tende ci sono da stirare??? e il coniglio non mi da una mano questa volta perché non ce l'ha! sorrisi a lei pure Magenta oh! grazie... Janet, siamo in 13, io non sono superstiziosa ma dico! non si sa mai... Viollet-le-Duc l'architetto ti riferisci? ancoraaaaa!!! ‘sti architetti sempre meglio dei medici of course degli altri conosco solo Mieli (la bandiera rossa mi attira sempre) però mi informo fanny, ma faccia un po' stirare a tutte quelle scioperate che vagano perse per le stanze ed il bar con un perenne Martini, facendo a gara a chi fa meno rumore con il ghiaccio (come Cary Grant eheheheheh) notte olga “Pulire mi lascia un sacco di tempo per pensare, anche se non posso dire di riflettere sempre su questioni importanti. Un giorno ho passato le ore a valutare la quantità di monetine che finivano nel sacchetto dell'aspirapolvere in una giornata tipo. Un'altra ho azzardato delle ipotesi scientifiche (e poi preparato un esperimento crudele) nel tentativo di stabilire per quanto tempo una formica che si muoveva alla massima velocità poteva sfuggire a un aspirapolvere a bassa velocità.” L.R. "Forse sei entrata dalla finestra, sentenziò Alice -una volta mi é successo di restarci incastrata nella casa, la stanza mi era davvero troppo piccola; spedivo lettere ai miei piedi situati molto più in là del previsto, la finestra coincideva con la mia guancia destra…” Già forse Olga era precipitata fuori dalla finestra di Chagall, fuori dal piumone di Frau Holle e ora era di nuovo dentro ma si professava innocente. - Nessun reato di sottrazione... non ho rubato né spazio né forma alla cammerera... Sono per le variazioni e gli spunti, ho una tessera a punti per gli esuberi di visione... ogni dieci un bollino, in ottobre mi sono presa una batteria di pentole panciute e blu, non so dei nuovi regali, aspetto il catalogo. -Allora la mettiamo dentro per inquinamento da additivi... L'ispettore osservava tutta la schiuma che producevano i suoi pensieri e si sentì al Pub: una scura, una scura doppio malto. La gomitata di Alice la ridestò, il reale a volte ti scombussola le costole. “Era il Coniglio: -Perdinci che ci fai qui? Corri subito a casa e vammi a prendere un paio di guanti e un ventaglio! Svelta, subito! "Deve avermi scambiata per la sua cameriera" mormorò Alice mentre si affrettava "Come ci resterà quando scoprirà chi sono! Ma é meglio che gli porti il ventaglio e i guanti: sempre che riesca a trovarli s'intende...” janet non convenzionale magenta! no non mi riferisco all'architetto leduc ma alla scrittrice dal boa di struzzo rosso venga venga venga il castello l'attende janet Magenta http://www2.ac-toulouse.fr/eco-primaire-viollet-le-duc-toulouse/les_pages_web/sturctureViolletleduc.htm argh! http://www.librilesbici.it/default.asp?autrice=57 ma hanno lo stesso nome! (cognome????!!!!) - ne parla pure Simone de Beauvoir nella sua autobiografia... ma Janet! che sorpresa, questa proprio non la sapevo... per i miei scopi del momento però preferirei il goticheggiante eclettico francese ah ah ah... miao fanny era incontrovertibile qualcuno aveva messo gli specchi negli angoli e nei corridoi e tutto sembrava immensamente più ampio tutto più sporco e pure un po' pruriginoso, la cameriera se ne stava nelle sue stanze nelle quali era arrivata per miracolo e dopo aver creduto di evitare di sbattere agli specchi presunti ad ogni passo, o un passo si e un passo no, oppure ogni due passi, insomma ogni numero finito di passi aveva evitati di sbatterci contro. sembrava un algoritmo. numero finito di passi. la nuova inquilina nuoceva al coniglio. si era vestito di tutto punto e aveva cominciato a correre via credendo che il tempo gli corresse dietro nelle vesti di cose da compiere e invece non c'erano nemmeno più carote da pulire. e lei non riusciva nemmeno a stargli dietro. l'ostessa ci sarebbe voluta ma dopotutto non è che si possano disturbare i tenutari solo perché un coniglio a macchie nere ha cominciato a portare un orologio da taschino. ma era vero la stanza di olga da stanza bianca era diventata una stanza di schiuma sempre bianca ma così vaporosa che l'aria era necessario berla. chi ci era entrato quel pomeriggio era uscito assolutamente ubriaco. innegabilmente. poco male. l'alcol aveva smesso di sembrarle un problema. anche quando i suoi suffumigi le impedivano di pensare. per i pensieri spiccioli che una cameriera può fare. certo. fanny si mise a testa in giù. come faceva sempre. a testa in giù oltre l'orizzonte del letto. le colonne d'ercole del suo riposo erano facili da superare. non sempre piacevoli. ma facili. dopotutto le formiche andavano di certo più veloci dei suoi pensieri di adesso e l'aspirapolvere non riusciva certo a catturarli. strati di realtà. sospirò buffa quando il coniglio entrò senza peli sulle orecchie. chissà cosa aveva sentito giù da basso. janet pensate magenta (una volta ti do del lei una del tu una del voi) e se fossero la stessa persona ? Una scrittrice donna bruttissima ma affascinante e un/a architetto goticheggiante. avete mai provato voi magenta a cercare i vostri omonimi sparsi per il mondo? io sì ma non col nome janet ovvio. ho scoperto di essere nata e morta il secolo scorso negli stati uniti ad es. e di essere una pastora inglese ma anche una potente multinazionale della rete. la creatura senza di voi magenta non sa che dire al suo sposo e columbia si soffia il naso in continuazione. Magenta !!! fanny, dicono esista un algoritmo per cui si evita di farsi male ogni volta che le leve stampano un passo su questa cruda terra; dicono esista una regola pur se empirica, che avrebbe fatto si che il cane senza padrone evitasse di percorrere la Tuscolana come un pazzo; dicono esista anzichenò un crivello, un diagramma di forze per cui ci si può sentire altri che la madre e la sorella di tutti (in originale era il padre e fratello, so! ma adatto) - senza per questo far si che la famosa campana suoni per nessuno; Come Zarathustra, per tutti e per nessuno. La nuova inquilina si muove con troppa disinvoltura per essere nuova, vi provoco di nuovo a bella posta! - io che, stordita dalla mancanza di ossigeno o dal(la) famosa absinthe (la bottiglia di) - ancora non mi ci raccapezzo. e mi dichiaro sconfitta, schiacciata, contenta anzichenò (bis). I.ricordi.corrono.piu'.veloci.di.() La stanza riempita di una fisica diversa assume la geometria che qualcuno aveva previsto; le chiedo: che lavoro potrei fare qui? non so fare nulla di utile (e tanto meno socialmente utile) - ma se qui @ malasuerte hotel cambiano pure le convenzioni più bieche ed i ruoli più rigidi, magari potrei. I sali da bagno di Madame Mary Lou costano troppo per l'anziana signora; io vorrei contribuire, (sempre che non viga in questo non-luogo un'economia di tipo capitalist-liberale, nel qual caso lasci perdere la mia supplica) poiché Madame ha pagato sulla sua pelle il prezzo del peggiore degli orrori, e sulla sua pelle e' rimasto l'odore intollerabile di tutti i mali del mondo. la vigliaccheria.che.si.lascia.andare. Molti anni fa ha fatto un bagno nelle parole più sbagliate che hanno fatto milioni di morti; da allora vive con l'odore di tutti quei sbagli: perché io non dovrei permetterle un sollievo? La signora e' passata con il carico ed io sono troppo sentimentale per evitare il melodramma; so che la cameriera ai piani ha pensieri per la testa, ma so pure che avrà spazio pure per me che sono e resto un pensiero sognato da altri. A basso c'e' Janet che vuol dare inizio alle danze: JANEET!!!! ho un ginocchio quasi rotto e la febbre di nuovo; la febbre inesausta che brucia negli occhi. forse e' solo il laurethyl solphate della schiuma. forse manca veramente O2 forse manca. http://www.leemiller.co.uk/frames.html PS: la multinazionale e' SUN? let the sunshine in, Janet olga "Quello che vedo nello specchio sono proprio io. Ma sono convinto di essere io perché so che quello é uno specchio, di cui mi fido, o capisco che quello é uno specchio perché trovo sulla superficie qualcosa che senza dubbio sono io?” U.E. Così la cammerera
se ne é partita facendo slalom intorno a sé stessa, ad
ogni incontro una virata. fanny la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi... la vende ai turisti... chi vende cosa pensò la cameriera... tutte queste definizioni e un mercato al piano di sotto... c'era qualcosa di inquieto che si muoveva per le stanze e che pure le muoveva solo solo osservandole, la Parca Olga si chiese la cameriera la parca olga... se ci fosse un principio di identità per i nomi come per i polinomi Olga sarebbe stata Atropo, mancava atropo all'appello. atropo l'inesorabile. 1 2 3 5 8 13... i suoi passi parevano così scoordinati... la cameriera non ne capiva niente di passi non aveva nemmeno mai imparato un ballo qualsiasi, così per poter dire al coniglio andiamo a farci un giro e invece il giro era sempre quello dell'albergo che poi girava esso pure e allora dopo un giro intero se non stavi attento facevi come phileas fog e il tempo non passava mai potevi perderlo o guadagnarlo o certo anche incontrarlo nell'androne. il tempo ha disposizione tutti gli abiti che vuole disse alice che certo di cucito non si intendeva. storse il naso senza esserne troppo convinta. era tutto un quasi tra queste mura. la nettezza non esisteva e neanche era tutto troppo pulito. per quanto ci si affaccendasse e vi si spendesse in sapone e straccio il malasorte pareva sempre infestato da incrostazioni nomadi. sembrava di averle tolte dal bar e invece le ritrovavi in cucina. o nelle stanze al piano di sopra. o non le ritrovava affatto fanny e da un po' aveva cominciato a pesare che avesse dimenticato di guardare in qualche stanza o proprio avesse dimenticato le stanze. chissà. il vino le pareva magenta quella sera ma erano giochi di luce e di sonno e di sogni e di pregiudizi sul colore del vino. scrollo le spalle si guardò intorno e decise che un punto fermo bisognava pure mettersi a cercarlo, della parola algoritmo conosceva assai poco bene il significato e del problema della leva... la leva... un punto fisso su cui poggiare una leva per sollevare il mon... non erano affatto parole sue, perché le conosceva... un punto fisso l'ombelico del mondo appena fuori la caverna dell'oracolo a delfi oppure boh oppure boh... natura defecit fortuna mutatur omnia deus cernit così pare me ex machina cos' va meglio le nuove inquiline di oggi sono le vecchie inquiline di domani come la felicità di oggi e il dolore di domani birapporti strani magenta nomi e colori e luoghi fanny si svegliò come se avesse fatto un sogno Magenta Venezia e' un imbroglio, San Marco e' di certo anche il nome di una pizzeria e sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuoriporta! It's a dreaming, oh fantasy free me!! and nothing can never be the same e se non lo so io! che cosa e chi sia 1 imbroglio dove sia quel caffè storico dal nome storico dove e' sempre pronta una brocca d'acqua e di spremuta d'arancia per gli studenti squattrinati (specie in via d'estinzione), très romatique! très bohemienne! che li si mettono a studiare, oppure ad osservare i minuti che cadono sperando che Fibonacci non li perseguiti più! Comunque, sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori e dentro porta, il vinaccio e' sempre uguale tanto che, se si osserva il calice controluce, non si vede il proprio riflesso, orroooore! ma quello degli imbrogli, o della strada di Swann, perché no! o di chi non si può più aspettare, in un crescendo inebriante. A volte immagino che quel vinaccio abbia fatto solo parte di una scenografia studiata da una mente infernale, fermo restando che quando dio muore pure il diavolo ci lascia; il vino magenta 100% mi inquieta non poco, spero solo non sia frutto di deliri bio-ingenieristici (argh!) o -peggio! di aromi fragola-lampone-passion fruit molto yankee-style. La volta nubiana a mattoni crudi segue da secoli la curva catenaria sen-za sa-per-lo, quindi anche i tuoi passi così scoordinati magari hanno un senso nel commovente disordine di qualche spazio magari non ancora scoperto, anche se, sinceramente, qui ne hanno fin troppo, di senso. Sento che le mie rassicurazioni sono inutili. Sempre meglio che niente; mr Cacioppoli e la sua gallina al guinzaglio ancora tortura (giustamente) quegli studenti seduti al san Marco a sottolineare a matita i libri di testo; non sanno di essere a loro volta un riflesso nel calice di un bicchiere tenuto da altre mani - la decadenza dell'istituzione universitaria mi annichilisce. il Teorema Fondamentale di Nostos dice: "dimentica tutto ricorda solo i nomi" Il I Lemma così compendia: " così saprai dove cercare" buongiorno! janet allora magenta vi avvolgo nel mio mantello leggerissimo vi stringo e sostenendovi a me vi lascerete cullare apriamo le danze e dimentichiamo il malasorte esploso come nella scena finale del film o decollato verso dove......? Magenta la fedeltà è un arte cara Janet, oltre che un lusso intellettuale al quale mi e' difficile rinunciare. per questo resto at malasuerte. finché morte non ci separi janet provocandovi ho ottenuto l'insperato! il vostro ritorno nel mio castello prediletto vi prego di ricordare che io sono nata qui e da me lo affittaste io ne ero la proprietaria dopo averlo acquistato da de gaulle che suo quartier generale ne aveva fatto durante la seconda guerra. Io era la sua luogotenente Magenta Jaaaaaaaaaanet, chiuuuuunque tu sia!!! troppe poche indicazioni, non posso stare un giorno su Google... Torna all'inizio Magenta http://www.chaumont-hotel-france.com/fr/chaumont.htm non e' la stessa cosa ma posso accontentarmi, nevvero? quando si parte? janet gulp! come è cambiato il mio castello! bene partiamo io porterò mantello buster spaghi coloranti catene un cane e un gatto non amo la motocicletta neanche se è tre hp e tutta cromata preferisco il treno e due scompartimenti diversi e molto molto lento così scorrerà il film di una semivita in provenza sentiremo starnutire il gatto abbaiare il cane e nitrire i cavalli coglierò fiori e berrò acqua gelida del lago fluviale al castello strapperò l'edera per donarvela chiederemo non una ma due stanze collegate da una porta trompeoeil la cui serratura non riusciremo mai ad aprire ci parleremo dalla parete poggiando il bicchiere al lato meno spesso non dovremo farci riconoscere né far si che sappiano che ci conosciamo sarà tutto molto complicato come un gioco Magenta ci conosciamo gia' Janet o e' solo una mia perfida paranoica impressioneeee???!!!???!!! Porthos Janet è semplicemente un agente del S.I.M.!!! Magenta WoW! ma janet! e dirlo subito?? Ogni cosmoGirl che si rispetti e' sem-pre affascinata dalla figura romantica dell' agente segreto! di maniere rudi forgiate nell'Azione ma in fondo con un cuore romantico ed estremamente pro-tet-ti-vo! yeah! |