MALAGONIA

 

civviè

Kosta è una tenace.

Kosta è una che sa che per creare una stanza,bisogna essere in due(o più): Ko-stanza.

Mi viene da pensare alla Fenice (un altro teatro salta fuori!), riemerge dalla cenere la voglia di Ko-stanziare nella hall.

 

La Ko-stanza (Malagonia)

Dapprincipio il Malasorte era un'unico, grande aglomerato di stanze indivise. Mano a mano che le ere si succedevano, dall'ammasso emergevano varie figure dal Big Bang di nome Carmilla. Note a poche, sono le vicende mitiche alla base: rapimenti, stupri, saghe, sfide di bellezza e persino accoppiamenti multipli: l'era d'oro delle donne. Molte invidie,molti amori e duelli dovrei narrarvi, per portarvi a ciò che prese nome di Malasorte. Dal tutto unico, vi basti, stanze e androni furon create: la materia si di-scinse. L'età delle donne-stanze, vuoti o pieni contenitori non sta a me giudicare, pare ormai al tramonto invero fu l'era dell'oro per gli uomini solo l'inizio.

"Mala Sorte a voi che varcate",fu l'epigrafe alla porta,qualcuno traduce: Molta Sorte.

E dunque sia: Molta Sorte attende colui che sfida l'apparente stasi.

(da Malagonia di Es-io-do)

 

klingsor

la kosta-nza di kosta può portare alla ko(an)-stanza, la meta-stanza, la stanza ridotta a tre versi particolarmente contradditori - la koanstanza della kostanza akkostata a kosta.

Si.

Però.

se devo farne mio domicilio e residenza vorrei - oltre l'accesso remoto, anche lo spazio per il giardino zen, dove io possa tirare il rastrello sulla struttura dell'iki.

Ah! ed invitare Murasaki perché mi spieghi com'era la tale bellezza che stordì il figlio di Gengij come un secchio di profumo gettato in faccia - a spese della gestione s'intende! che fare arrivare l'ospite dal medioevo giapponese costa parecchio ed io al momento sto disoccupata.

e poi si sa che questi musi gialli mangiano solo le loro robe, iperspace o meno.

2nd dissociation

dicano, dicano... che io riferisco. sono vanesio/a ma divento un'idea ego-riferita ogni volta che mi nominano, ego-centrata, con disturbi del narcisismo, però per il resto sono affidabile.

Molta Sorte, certo...

ormai l'epigrafe sul portone potrebbe essere "http".

Se Murasaki costa troppo (il Millenium Falcon costa troppo), lei ambirebbe scambiare due chiacchiere con Ella, scendere nell'Ade se necessario o telefonare al take away, non c'e' problema, ma chiedere com'era la Valle del La, con il Damavand di fronte, dove sta la tomba dello svizzero che la Svizzera_Icona_Triste ha descritto, non ha prezzo per me, per lei, per loro, per essi... al di là dei duelli che non voglio sapere! degli amori che non voglio conoscere! delle invidie che non voglio condividere!

nel mondo della formalità borghese

non ci si può permettere di essere se stessi

ci sono riusciti in pochi

e forse non sono stati neanche capiti

citazioni, metafore di altri

di altri.

1985

non c'e' stato giorno cui non ci abbia pensato

ciao C.

 

fanny

abbiamo la stanza di madonna fujitsubo, la stanza del tradimento consumato che ha reso la bellezza un frutto...

abbiamo sempre la stanza di madonna fujitsubo, ci sono pochi tatami molti sono stati spesi per nasconderla, la dama o la bellezza, io che sono solo la cameriera non mi ricordo, nascondere la dama o la bellezza del figlio del più grande seduttore che tutta l'asia abbia mai visto, oh forse era la signora-del-villaggio-dei-fiori-che-cadono, forse i tappeti erano fiori morti, fiori di ciliegio, forse mi sbaglio e nascondevano, la bellezza o la dama o la dimenticanza, non importa, i fiori di loto qui non li abbiamo carmilla mi ha impedito di piantarne altri fuori la sua stanza, il coniglio li avrebbe mangiati e chissà cosa sarebbe diventato, ancora, metamorfosi o trasfigurazione, chiedere le differenze, quando capita, dicevo della stanza di madonna fujitsubo la prenda, la prenda klingson nel vasto mondo non cercare una casa ma dove ti capita di trovare risposo dì che quella e la tua casa le cameriere hanno la memoria unta d'olio, si sa o io lo so e ve lo dico, c'è la stanza di madonna fujitsubo

chi

 

carmilla

Mal'agonia

c'era una volta una stanza, ma non fu sola.

e poi ve ne furono altre e Fanny, matematica agrimensice che dispensa fragili madonne, andò di corridoio in corridoio, con la meschina scusa di rifare le stanze e ce ne riportò una descrizione assolutamente impuntuale, come il coniglio.

O forse ne riportò il coniglio, ed io mi confondo, come spesso accade, con non so cos'altro.

Un tempo, -ma com'è tedioso raccontare del tempo che è passato (è passato, è passato, mi insegnava Diamanda, un tempo passato, passato, passato...) di stanze ve n'erano a bizzeffe e di donne pure, ed ora forse anche, ma quasi non vale la pena lasciarsi andare a questa imprudente esplorazione di corridoi, di femmine. Ecco perché parliamo di Un Tempo: quando passa il tempo tutto il resto resta oltre la frattura, quando esiste Un Tempo Il Tempo è spacciato.

Ma che volete che vi dica di sensato?

Un tempo. Forse due.

Tutte hanno da raccontare Un tempo, due tempi tre tempi e in quattro tempi; o valzer, mazurca, minuetto, polka, forse meglio: c'era chi si lasciava andare ad un tango appena accennato...

Ma non confondiamoci più del necessario: sul portone non c'è spazio per alcuna epigrafe: "Ognuna ha l'epigrafe che si merita." occupa infatti tutta la superficie utile e di superfici utili, credetemi, me ne intendo. Quindi non raccontatemi di nessun'altro epitaffio che aveste voluto vedere con l'ostinazione del vostro desiderio: non ho il tempo di credervi, è questa è la più seccante delle affermazioni, ma c'è ancora chi la snocciola.

Intanto io passo le mie notti di veglia e i miei giorni insonni nella più totale dimenticanza della mia Mala Sorte, e questo fa di me esattamente quella che sono, ma senza la mia ombra.

La costanza è la virtù dei forti, per chi ci vuole credere. Per me i forti sono la bicroma conseguenza dei piani, e dei deboli non ci si può fidare: Costanza è bionda e giunonica, abitava accanto alla chiesa, e non se ne sa più di tanto.

Oh: dal medioevo giapponese possiamo estrarre molto, ma è tutto di fragilissima materia, indissolubile come l'anima una volta che l'hai venduta; dalla manica della sua giacca di coniglio fanny può estrarre qualsiasi serie di madonne assortite e le spese di gestione sono poi detratte dal suo stipendio, a fine mese, quindi non è un problema insormontabile.

I fiori, non so perché ma il fiore del loto è molesto ai conigli, che già sono sbadati, svagati e irascibili di natura; fuori dalla mia stanza non voglio fiori, Fanny, e lo non li vorresti nemmeno tu, se dormissi in un sepolcro.

 

fanny

esercito il basso potere di cameriera ai piani facendo l'elenco... faccio sempre gli elenchi le donne le stanze i liquori gli scarti, elenco e prendo possesso degli elencati delle elencate mai ché lo sai bene ostessa che certe liste io le scrivo senza leggerle perché gli occhi sono i tuoi e i tuoi soltanto, ma va bene va bene lo stesso purché tu non mi detragga dallo stipendio a fine mese più di quanto già non faccia... anche perché le carote del coniglio le pago tutte io e tutte da sola... irascibile è pure madonna fujitsubo, pare che sia diventata cieca a forza di guardarsi chissà se è vero me lo ha detto il coniglio che è malevolo e frivolo in tutti i suoi commenti ma chissà... oh, io avrei voluto essere circondata di fiori ma quello che ci è rimasto qui sono i fiori di carta che ho fatto con la carta cresca multicolore delle piante che ci hanno regalato per l'inaugurazione sono belli ma non profumano solo il coniglio non se ne è accorto e infatti ci fa i suoi bisogni sopra, dovresti dirgli che nonostante quelle orecchie non è un cane. mah, che strane bizzarrie ci sono in questo posto certe volte penso che sia una lente ci deformiamo ci allunghiamo ci abbassiamo alle volte non ci vediamo e spesso ci sdoppiamo troppo amo e manca la seconda nota per farne qualcosa di completamente meraviglioso. ma va bene lo stesso ostessa mia lo sai che farei il prato a zero se mi dicessi che l'erba alta tre centimetri ti solletica troppo le piante dei piedi. forse per avere il mio stipendio. o forse no. e il primo forse è solo il forse del coniglio. maledetto lui. e me e la mala sorte che oggi è quasi terraferma. rifaccio i letti.

 

klingsor

where are the flowers gone?

 

scusate l'ASSENZA

 

c