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Per contribuire nel modo migliore leggi prima qui accanto quello che ha scritto Ariel quia ccanto, ed anche:

una scheda esplicativa
un contributo teorico di Fanny
il comunicato del Mismento Proposal Inc. in occasione del concorso di Scrittura Mutante 2003
MalaSorte: circo-stanze virtuali

Raccontare è patrimonio dell'antica memoria delle civiltà matrilineari: il racconto, l'intreccio sembra essere la mappa sensibile del corpo della donna, la sua storia impressa nella carne del vissuto. Basti pensare al filo di Arianna, alla salvezza dal labirinto ottenuta a prezzo di un ritrovamento; alla tela di Penelope, al filo delle Parche. Le donne hanno da sempre una necessità di racconto, di rielaborazione mitica. Eppure sono state escluse dal racconto, almeno fino al 700. Anche se un autore inglese dell'Ottocento, Samuel Butler ha impiegato 300 pagine di un suo famoso libro per dimostrare che l'autrice dell'Odissea fosse stata una donna.

Oggi il mondo del web, ci offre la possibilità di trame complesse. La scrittura ipertestuale include un atteggiamento essenzialmente intuitivo, attento, fantasioso e sintetico. La nuova scienza tecnologica passa attraverso nuovi sviluppi sintattici, semantici, che fanno emergere altre narrazioni rispetto al discorso scientifico tradizionale, immettendo nuovi segni, sogni e figurazioni, fluidi immaginari. Non c'è via di uscita dalle storie, ma esse si possono cambiare e sono mappe e ritratti della vita stessa che dovrebbero stuzzicare il nostro desiderio per stanze fuori dalla logica, stanze ibride, transgeniche, isole dei nostri venturosi desideri, cellule lanciate nello spazio virtuale a seminarvi possibilità reali.

Nella "tela" le reti sono multiple e giocano tra loro senza che nessuna possa ricoprire le altre: il testo, anzi l'ipertesto, può essere una galassia di significanti: non ha inizio, non ha fine; vi si accede da più entrate e vi è un numero indefinito di stanze; i corridoi di connessione sono a perdita d'occhio e assomigliano all'infinità dei toni e dei linguaggi che in essi possono scorrere. Si possono percorrere differenti cammini e può voler entrare nel gioco proponendone uno suo: sollecitando l'inseguimento o facendo perdere le sue tracce. Ci possono essere incontri ipertestuali, in cui la lettrice può scegliere nel labirinto la direzione che desidera, per esempio un personaggio particolare che può essere anche un'autrice, un'immagine, un'azione e così via. Può diventare autrice, interferendo nella storia, introducendo nuovi elementi e strategie narrative, nuovi percorsi..si tratta in fondo di un collage, un puzzle, una storia costruita da uno spazio del possibile. Secondo le studiose americane,infatti,strutture narrative ipertestuali possono essere la nuova forma di scrittura delle "donne", una sorta di incarnazione elettronica di quella teorizzata da HéléneCixous in "Corps féminin-corps textuel", una ventina di anni fa. Noi potremo dunque diventare di fatto lettrici-autrici e contribuire a raccontare la storia che leggiamo. A parte che vi sappiamo immettere la nostra pragmatica. E addirittura attivare il passaggio dalla narrativa alla poesia, dato che la scrittura sintetica e intuitiva all'ipertesto è più congeniale.

Tutto questo è ancora un progetto e non è stato ancora realizzato con il nostro Malasorte. Il nostro esperimento di scrittura on-line è infatti ancora embrionale e non si può parlare propriamente di "costruzione ipertestuale", ma piuttosto di indefinito intrattenimento , di lettera polifonica e percorso dialogico, che esce dal privato per immettersi nell'ascolto e nella collaborazione aperta a tutte consentita dalla Rete.

Il Malasorte può essere pensato come un grappolo di storie in rete, umori e frammenti narrativi che ancora possono incarnare ipotesi sulla scrittura femminile, sulla cui specificità vera o supposta il dibattito è ancora aperto, come è in azione il suo montaggio.

Malasorte, dunque, ovverosia come cucire insieme la leggenda e il desiderio. Malasorte: brillante parabola delle avventure lesbiche nel virtuale; storia della fuga e inseguimento del fantasma femminile. Si potrebbe continuare a lavorare in questa direzione con l' evidenziare la struttura labirintica nelle giunture e connessioni, passaggi, trabocchetti, ingressi segreti. "L'amuleto di cui necessiti è un ago col filo" è stato detto. E "l'insonne Aracne non cuce nella notte la Fisiognomica dell' Immortalità"?.

Gli spazi sono dunque aperti al racconto e da esso malleabili, sull'esempio delle stanze delle 120 giornate di Sodoma, del Decamerone e delle Mille e una notte. L'approccio di lettura non può che essere erratico o ulisside: le protagoniste si identificano nei loro percorsi erratici.Le varie tessere del mosaico comunque conferiscono dunque unità al testo collettivo. Il MalaSorte è insomma fibra dei mondi immaginosi, tessuto di un pianeta solo nostro e procede per onde successive dell'immaginario. "Qualunque dolore può essere sopportato se lo si trasforma in una storia", secondo una grande narratrice di storie, Karen Blixen: solo nella "ripetizione" dell'immaginazione gli eventi possono diventare un conoscibile "destino".

Dietro questi "intrecci del destino" lesbico: ironica metafora di una "malasorte"che rovesciamo in benedizione, privilegio, eden!, ben sapendo di sprezzare la rivendicata "normalità"), possiamo raccogliere il filo mai perduto, quello che ci consente, dopo aver ucciso il Minotauro della colpa, di uscire dal labirinto corporeo o di rientravi , come ci piace, secondo il nostro talento e la libertà di immaginare e di incarnare l'immaginario.

Ariel, che al malasorte per errore diede inizio ma il destino vi giocò, perse le storie e ritrovò la Storia.


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