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AGOSTO-OTTOBRE 2000



di chi è la veste dimenticata nella mia bara?
carmilla

Senti un po' Fanny, va bene usare la mia bara gonfiabile per nasconderti quando Supersaffo passa a controllare il biglietto, ma ti prego di non portarci tutte le tue amanti, è una bara, non un'alcova.
Hai lasciato il frigo aperto, il letto disfatto, hai finito la carta igienica; ho trovato una veste con su dipinta una danza di fanciulli in blu e arancio...
Fa attenzione di non bucarmela con i tacchi a spillo!
tua, carmilla.
se questa bara potesse parlare!!!
fanny

…ehm, ehm… non so quante persone fossero passate prima di me nella tua bara, non so quante donne avessero approfittato delle morbide agrippine porpora ma ti assicuro che la carta igienica era finita, quanto al frigo aperto… beh, tra tanto sangue in vitro neanche una birra rossa, per una donna di gusti assai parchi come sono io… la veste verde e blu con i fanciulli arancio che danzano non è la mia… avevo indosso una sobria maglietta di cotone blu con un uomo nero che sembrava cadere in mezzo a stelle gialle e con un cerchio pieno e rosso nel petto… coincidenze, ma insomma allora di chi è quella veste???

P.S. Ringrazio con tutta l'acquiescenza di cui sono capace SuperSaffo (SS) per avermi permesso di scendere nelle viscere della bara di Carmilla… comunque il biglietto io lo avevo, in tasca… o quasi… io non porto spilli carmilla, né sotto i tacchi né fra le dita… tranne gli spilli di slater… che però come tutti sappiamo, sono spuntati…


Rooms to let?
Ariel

Non sono al corrente delle cacce notturne di Fanny ma sono propensa a credere che si svolgano per i sentieri impervi della matematica piuttosto che tra alcove arabe e paraventi cinesi.. mah! risponderà lei.
Mia cara sitibonda vampira, vorrei piuttosto chiederti se disponi di bara in affitto per il mese di settembre (prezzi di bassa stagione) che abbia l'air cond., una doccia funzionante e vista sulla rupe di Leucade, da dove io possa cacciare tutte coloro che trovo poco atletiche e indecorosamente smagrite e da cui non posso ricavare un'oncia di sangue buono.
Aspettando il plenilunio di settembre, lancio la proposta di una festa in spiaggia da me (in attesa di una migliore sistemazione nel tuo Hotel des vampires et lemures *****)
Baci color rubino
Ariel
Oppiano
fanny

"… quando diana correva nei boschi accanto alla sua cerva"… questo era prima quando le bestie erano dei… adesso c'è la matematica che mi consente di correre in posti inconsueti a misurare le aree e la consistenza di paraventi giapponesi o quasi… non altro… ma la matematica è esigente quindi… posso cacciare poco se di caccia si tratta… ma la conversazione ieri sera, e sempre quando incontro icaro involato nei panni di una lettrice attenta e appassionata, mi ha impedito di guardare oltre… ma se capiti nell'hotel di carmilla Ariel, porta con te una candida asciugamano perché le pareti sono striate di rosso rubino e quando si esce dalla bara gonfiabile ci si trova striati di rosso come alcuni personaggi di winterson… "picasso la mia amante sta attraversando il suo periodo blu"… e nonostante questo… eheheh… beh quando poi c'è carmilla in bara le strisce rosse sono rivoletti di sangue… dolci e salmastri… null'altro… in attesa di un plenilunio settembrino
e di una festa sulla spiaggia…
vacancy
carmilla

Ma chère,
la suite Incanto Mortale, al Mala Sorte è a disposizione delle tue passioni, da settembre al giorno dei morti. Non è provvista di aria condizionata, ma ci spira un gelido alito che incontrerà i tuoi favori.
Niente doccia, ma nella vasca dell'oblio potrai passare piacevoli momenti di perdizione.
Più che di una Rupe, è fornita di una palude, un pozzo senza fondo e di alcune segrete in cui custodisco gustosi spuntini, mia insaziabile amica...
Per quello che riguarda Fanny ti inganni, o meglio, lei ti inganna.
Non posso riferirti quello che ieri sera è successo nella mia bara (purtroppo in mia assenza), ti dico solo che SUPERSAFFO in persona mi ha fatto contravvenzione per atti osceni in loculo pubblico...
Dopo aver pubblicato il romanzo autobiografico "Comme je m'infratte beaucuop" mi risulta si stia accingendo ad una nuova opera letteraria, di taglio più manualistico, "Dieci modi di dire Gatto per attirarcelo nel sacco". Non per tutti la matematica è questione di numeri...
Aspettando il plenilunio una festa in spiaggia è un'idea troppo luminosa, perché non ci inviti nel tuo talamo a mezzanotte...

gentile collo, come congedarti senza posarti sopra l'incanto delle mie labbra?


Mala Sorte Hotel
carmilla

Gentile miss Fanny,
sono spiacente di comunicarti che non posso mettere a tua disposizione la suite che mi hai richiesto: la "Brivido Meccanico" é al momento occupata da Mister Hamilton ed i suoi tori.

L'annunciato arrivo di Ariel al Mala Sorte ha fatto registrare un incremento esponenziale delle presenze notturne.
L'unica camera disponibile è la Suite "Corto Circuito", unicamente per una notte, per cause naturali.

Oppure posso offrirti per lo stesso prezzo (la tua candida anima) un soggiorno nella depandance "Villa Matrioska", detta volgarmente "La Casa delle Impiccate".
Costruzione tardo settecentesca, su progetto della leggendaria Babele Mismento, Architetta dell'Assurdo, è realizzata interamente con un numero imprecisato di specchi;
mille si dice, ma nessuno è mai riuscito a venire a capo del loro numero.
Molte impavide si sono cimentate in tale definizione numerica, ma nessuna è riuscita a terminarla: man mano chi conta comincia ad autoreplicarsi, e non riesce più a confutare le proprie contraffazioni, che pretendono di vivere di vita propria e proseguire nella missione.
Chi conta diviene così più numerosa di quanto inizialmente c'è da contare, e il risultato sovente si appende al proprio personale infinito.

La villa dispone, inoltre, al piano superiore (al quale si accede tramite lo Scalone delle Incertezze) di un sistema autoreferenziale di sette camere cinesi, (riesci ad immaginarle?) una per ogni tua amante, collegate tra loro tramite un piccolo labirinto numerico, indispensabile per mantenere un certo livello di discrezione...
Eventualmente puoi disporre alcune trappole per segni per le amanti matematicamente più dotate.

L'ottava amante puoi riceverla nella splendida Citroniera, la cosiddetta Preludio di Misfatti,
evitando però di passare attraverso la Porta Senza Uscite.

A tua disposizione se preferisci una sistemazione nella mia di Suite (Bacio senza Ritorno),
tua, carmilla.


camere oscure
fanny

"Brivido meccanico", non è dunque a mia disposizione… non bisogna mai fidarsi di Hamilton e dei suoi tori multidimensionali… se già è difficile che una ciambella esca fuori col buco figuriamoci poi una ciambella multidimensionale… che ha poco a che fare con una morbida seducente galeotta poltrona; inflessibile e catechistica manterrò la mia prenotazione, nella speranza che Ariel disdica al Mala Sorte e che dunque le donne scemino, che fuggano nel seguirla nel suo vorticare assai poco ozioso… oppure che Ariel finga di disdire per poi tornare con altri nomi, per altri lidi per altri porti… se tutto ciò non dovesse accadere… se Ariel cioè dovesse rimanere salda al Mala Sorte nella sua stanza che dà sulla rupe di Leucade… spero sia ancora disponibile la "Suspiria de Profundis" dove il chiaroscuro perpetuo esclude la nozione dell'ora, nella quale le stanze nascono le une dalle altre e i calcoli che si sanno esatti conducono a proporzioni che si sanno sbagliati: ero convinta l'ultima volta di esserci andata con una sola compagna di viaggi ed invece… ma è un'altra storia come aggiungerebbe qualcuno… ti prego di fermarla- la stanza- per me, se ancora non è stata prenotata da qualche spirito malinconico per il quale il tempo si è fermato tanti minuti fa… ti ringrazio per la proposta di "la casa delle impiccate" ma l'ultima volta sono stata troppo presa dalla sua sistemazione e dal conteggio degli specchi per fare altro e sette delle otto donne della casa erano lì da chissà quanto… se le contraddizioni sembrano insolubili allora devono essere apparenti diceva qualche matematico tedesco ma dopo tutto che il labirinto fosse un gioco matematico si sapeva dai tempi d'Arianna… certo non è stato facile accedere alla Citroniera, non ero poi così abile con quel cubo magico che aveva per chiave, le buone vecchie successioni ad incastro da completare non andavano più bene, troppo poco erotiche vero… almeno il cubo colorato bisognava rigirarselo tra le dita… e così "euristicando" in un crescendo di autonegazione e di autosuperamento… aspetto conferma per le mie sognate prenotazioni… se non ci dovesse essere altro… alloggerò con sororale abnegazione in "bacio senza ritorno" ma ti prego… le lanterne rosse… lasciamo illudere i vicini!
Una curiosità chi ha prenotato "la stanza rossa", questa volta?
Il ventre dell'architetta
ariel

Gentile Architetta , i suoi progetti mi hanno fatto ricordare le città invisibili di Calvino con le loro utopistiche elevazioni in progressione geometrica o analogica, o i labirinti abissali di Borges o i percorsi enigmatici di Greeneway.. Complimenti per le buone letture.
Come potremmo mai, però, farvi ingresso, anche se Lei stessa, nel suo manto stellare più seducente, celata dalla maschera della Morte Rossa, ci aprisse la cigolante porta di tale dimora? Temo che la sua costruzione non si regga su alcunché di solido. E' forse tutta virtuale? Se lei mi concedesse la Stanza dal letto a baldacchino girevole, circondata
da quadri di nudi di Tamara e dagli amplessi delle donne baudelairiane (sed non satiatae), anche in quel caso, "forse" non verrei, timorosa che ogni passo nascondesse una trappola mortale e quel magico gioco di rifrazioni non fosse orrendamente allucinatorio e finisse per deturpare i volti delle fanciulle ospitate.
La segretezza è maestra d'amore. Le sue ospiti designate alla rigenerazione tramite il piacere dovranno essere piuttosto ricevute (con prenotazione tramite gioco combinatorio) in un luogo segreto, inaccessibile, onde nessuno - neanche le dee trine della notte-possano spiarne le amorose convulsioni.
Nel caso sia desiderosa di rapire davvero la sfuggente Fanny, La inviterei a praticare qualche segreta breccia nel muro, magari dietro la biblioteca, in modo che la colta scienziata, tra un libro di Wittgenstein e uno della Woolf scelga- non vista da alcuno- la Winterson e trovi così la molla della cella segreta dove possa trovarsi inaspettatamente al suo cospetto.
Ariel di Valmont-Valmar
"grandangolo" or the infinite complexities of...
fanny

Mi sembrava di aver udito le note di nyman che trillavano in una direzione che pensavo fosse qualsiasi ed invece era la sua, m.me Ariel de valmont-valmar, che il giardino stia diventando un guardaroba?? Dovrei cominciare a preoccuparmi se le pareti cominciano a richiudersi addosso a me e a chi ha la sventura di accompagnarmi… il Mala Sorte ha una strana malia, le successioni di corridoi non convergono ad alcun punti cieco e le stanze si snodano impietose come funzioni di peano, modulari en bref, non parliamo dell'ascensore, che io lo eviti per una latente ma accertata claustrofobia è noto, notorius azzarderei, ma il nastro di quella cella imbottita di purpurei cuscini altro non è che un nastro di moebius… stanze costruite su progetti di escher e porticati eretti come cubi di necker… non mi stupisco che neanche marina di malombra riesca ad affacciarsi a tali balaustrate e dire che il lago c'è… e l'atmosfera anche… seguo le note… adesso un occhio speciale per l'ottica… dio mmio gli angoli di incidenza e di rifrazione si intersecano tutti sul letto a baldacchino girevole, e le statue sono nude e il marmo e candido è tutto è di una quiete improbabile… giacché le statue sono mimi coperti di gesso e basta sfiorar loro le labbra
che possono seguirti… oppure portarti in una danse che percorre a rebours una spirale archimedea che ha centro nel Y di una sventurata, che certo a risposto a domande non indiscrete… "fama vero de bybliotheca illa Pharica, opulentissima et certe inter miracula mundi numeranda…" biblioteca è perfetta quasi una nuova meraviglia… un equilibrio di scaffali che sono vasi comunicanti, di scansie che sono fasci dai quali nessun novello Talete sarebbe in grado di ricavare proporzioni sui segmenti… quanto però alle brecce nel muro non saprei proprio cosa dire… comunque se Lei, m.me de valmont-valmar non avesse ancora visitato "la tomba dei viaggi" le consiglio di andare, giacché pare abbia un letto circolare circondato da un basso fossato dove scorre acqua verde… una sorta di "teatro marittimo" mi ha suggerito un'amica che ha alloggiato lì… nella speranza di incontrarla nella frazione di corridoio che ha una strozzatura, sfruttando le leggi di Venturi potremmo ritrovarci ad una distanza tale da permettere una discussione su Winterson (oh, mi creda, sugli altri, tutti, non mi permetterei mai… )
Tutto esaurito al Mala Sorte
carmilla

Al Mala Sorte non abbiamo più Camere-come-le-volete, non chiedetemene ancora, dovrei accontentarvi in altra maniera...
Sceglierete la vostra stanza, ma non la avrete, qui al Mala Sorte lo spazio è inversamente proporzionale al desiderio...

Ma intanto, cosa sta capitando?

Fanny ci inganna (come sempre).
Conta gli specchi, perde la veste e perde sette delle sue otto amanti(o è l'ottava che perde lei?).
Le prime sette non se ne sono accorte, poiché tra le mille sue immagini nessuna, ancora, sa distinguere quella vera.
Così mentre Fanny viene meno sull'immagine specchiante di una matematica precisione noi comprendiamo che a dire la verità non si tace la menzogna.
Gli infiniti si susseguono, un passo dietro l'altro e tra un suo passo e l'altro voragini di neonati infiniti la chiamano, assetati della sua penombra.

Ariel chiedeva se è un luogo reale o virtuale, questo mio Mala Sorte... io le chiedo se è un luogo questo stato così ferocemente inconsueto del suo essere.
Rapita nel suo turbine di demone alato, insistentemente domanda, nulla le risponde, ma non desiste e crea l'incanto, demiurga renitente della mia immonda anima: il Mala Sorte è l'incestuoso figlio di una sua distrazione... Architetta che disegna i suoi piani su tavoli di amare lenzuola, si sposa nella raffinata lussuria dell'anima, restando invincibilmente pura nel nostro orrore.

Silence non ha chiesto nessuna camera, ma ha le chiavi della suite L'Ultima Stanza, opera terminale di Babele Mismento, detta anche Il Capolavoro Sconosciuto.
Quando Babele ha posato l'ultimo cuscino sul letto, compiuta l'immirabile opera ha taciuto, e semplicemente chiuso la porta.
Non posso descrivervela poiché nessuno l'ha mai vista, ma nella suite Silence m'ha detto che vivrà la sua muta passione, che a noi non è dato conoscere.

Astrea/Biancaneve/Justine hanno chiesto di essere ospitate, chissà se per una notte sola, o accompagnata...
E' rimasta la Alienazione Con Brio, che somiglia tanto al suo ufficio... E' una camera del tutto ordinaria al primo sguardo, e anche al secondo, e a quelli successivi. Ossessionatamente la guardi con uno sguardo , che alla fine rimane anche egli lo stesso.
C'è un letto come un letto, una pendola come una pendola, una sedia come una sedia, persino due finestre che come finestre possono anche essere graziose.
Non è sottoposta a nessun particolare incantesimo, né è visitata da alcuno spirito maligno
(salvo in alcune notti di luna piena in cui la visita uno spiritello, che canta: là dove l'ape sugge suggo anch'io... in una primula è il letto mio...)
Probabilmente l'incanto lo porta Astrea, forse, oppure ne è portata: la vedi entrare, ma se apri la porta credendo di trovarla... la stanza appare vuota (ma se da fuori ascolti sentirai un lontano tango... e una leggera furia di passi sul pavimento...)
Chi può raccontarci il mistero di questa stanza?

Ma voi intanto desiderate , desiderate le stanze con i vostri più tenaci deliri, e la volontà vostra più pura; al risveglio io verrò a rassettarvi la stanza, e rifarvi il letto.
Ma attente, il mio conto, qui al Mala Sorte, lo calcolo con due calcolatrici: una per me e una per voi...
I vostri sogni di questa notte saranno le vostre stanze di domattina, o le stanze di stanotte saranno i desideri di domattina...tutto può essere, ma alcune cose con più probabilità,
carmilla...


cella con vista
ariel

Ariel desidera solo la finestrella sul baratro, in fondo al quale ribolle il mare.
Non risponderà più al richiamo delle sirene. Ma chiede volontariamente essere rinchiusa nella torre fin tanto che non abbia concluso l'Opera a cui si è accinta.
Ogni tanto potrà alimentarsi dell'infinito blu del lontano orizzonte.
Potrebbe scegliere le gentili guardiane della sua volontaria reclusione?
ariel-emily
tutto esaurito?? (il piano ausiliario)
fanny

Se le stanze al Mala Sorte sono molte è necessario che esse siano tante quante sono
e né di più né di meno. Ma se sono tante quante sono saranno limitate.
Se sono molte, le stanze al Mala Sorte sono infinite. Infatti tra l'una e l'altra di queste stanze ve ne saranno sempre altre e tra l'una e l'altra di queste ancora.
E così le stanze al Mala Sorte sono infinite.
… quindi confermo la "suspiria de profundis"… e aspetto che l'ultimo dei sette messaggeri mi consegni un vaucher qualsiasi per poi ritirare la mia prenotazione o la mia chiave… l'ottava amante mi ha perso ed io mi sono persa nei mille specchi e ho goduto d'una bidimensionalità senza fori nei quali far passare passione o dolore, o piacere qualsivoglia… la mia bidimensionalità è durata il tempo d'un soffio di Ariel che ha incrinato
gli specchi, increspato l'acqua nell'impluvio rubizzo… mi sono ritrovata a tutto tondo di nuovo con le mie luci e le mie ombre… io e la mia compagna delle due e "…l'avvenire si apre a precipizi davanti a noi.
Delle nostre epiche insonnie il mondo non vuol sapere".
E io non voglio sapere del mondo, perché in fondo è già difficile ingannare
un'attesa figuriamoci un mondo…

Ariel porta "ali domande amare lenzuola" Silence porta requie (così pare, sarà acqua chéta con o senza ponti), Astrea porta "l'incanto",
Carmilla, l'ostessa la divina affitta-camere che ha stanze come fossero promesse di ieri e servizi come desideri di domattina porta una scacchiera senza torri, (giacché le torri della sua scacchiera reggono il Mala Sorte)… un passe-partout… ed ha qualcosa di magico la donna col mantello (di rose rosse orlato) e il passe-partout… perché se alcune stanze non hanno chiave… e se le stanze poi sono in finite come provato in apice allora ahimè, le combinazioni sono infinite, e la probabilità è quella di un dio che gioca a dadi… e la necessità allora è la libertà niente di più niente di meno…

Oppure non è questo e il Mala Sorte è una stanza con un lucernario sulla cupola del soffitto che forse è un planetario con i draghi e lo zodiaco che danzano in tondo come persecuzioni figurate… e noi siamo una sola persona… solo una, e si sa, una stanza avanza per una persona… "un solitario istinto di piacere"


passione profonda
carmilla

Ariel sarà rinchiusa nel profondo doppio fondo del silenzioso sepolcro di carmilla, nessuna la disturberà, nemmeno i suoi stessi pensieri, prigioniera unicamente della sua passione, letteraria, in questo caso.
il mare, la ribellione...
ariel

Illustre Architetto del Nulla,
ho scelto cella non sepolcro. Ho bisogno di sole aria voci, e soprattutto della forma delicata e immensa, palpitante, del mare. Non voglio seppellirmi in un sepolcro anche se portasse l'aroma di un bel corpo sempre vivo.
Oltre la porta chiusa e il muro più alto, oltre le pareti e stanze ottiche con combinazioni logicomatematiche suggerite dalla nuova scienza pitagorico-ermetica di Fanny, sta tutto ciò che si vuole, la luce proibita, al di là di ogni regola, l'invito alla ribellione: "sei libera, perché perduta. La Legge della Mala Sorte, la sua condanna alla reiterata caduta è finita."
E come un castello di Atlante, i cavalieri e le dame stregati si trovarono fuori, nel più ameno paesaggio del mondo.
Castello incantato
carmilla

"sempre non si può essere all'altezza delle proprie sensazioni non si può
se l'allusione c'è inutile spiegarla a chi non la sa già" mi sentirai cantare su parole e note non mie, al mattino, mentre ti rifarò la stanza.
Al Mala Sorte non ci sono leggi né regole né nulla, solo una costrizione di spazio che cade nel desiderio. e nemmeno troverai un Ippogrifo con il quale fuggirmi, nel mio labirinto che è in te... arreda la stanza come vuoi, sposta mura e ferma il tempo... i desideri mutano le stanze, e tu sai bene come immaginarti, da sola.
Atlante di Carena (eheheh)
Nove chiavi nuove
Carmilla

Un cupo pizzicato di corde di chitarra ci introduce alla Madre delle Camere, detta anche Dellaluna.
A ciascun solstizio ed equinozio si consuma il mistero dei Chiari Infiniti: dalle plumbee falde dei suoi spioventi si pronuncia, prima come uno strano gonfiore, poi come un inequivocabile segno del compiuto peccato una enorme sfera di opulenta consistenza, ma di linea così pura, come solo Fanny può disegnare: un'astrazione di ventre di donna gravida.
Giunge all'albergo, allora, sotto un serico manto corvino di impalpabili speranze Artemide Falsa dalla Palla di Vetro, che vede la via per arrivare al nostro desiderio, imponendosi quindi al Mala Sorte come una necessità.
Al suo passare i muri si ritraggono, le porte si aprono, le amanti fuggono e le amate si destano... i corridoi si dilatano dando nuove prospettive ai sogni incatenati, incrociando i peccati abbandonati nei letti disfatti. Artemide Falsa dalla Palla di Vetro procede senza muovere passo, leggera come un'ipotesi, scorgendo i segni dei tempi sui volti delle ospiti,
e profeta nuovi natali di camere sempre nuove.
Giunge infine alla Madre Delle Camere, e vi trascorre tutta la notte, tra l'ululare della civetta e il sordo rancore dei cani randagi.
Al primo albeggiare si ritrae, sfiancata e pallida come dopo una notte d'amore, gli occhi chiusi e l'animo disteso.
Nelle nove notti seguenti il Mala Sorte, attraverso i gemiti di piacere delle pellegrine convenute ad altre stanze, va partorendo nuove camere (nei punti dell'infinito segnati con bianco gessetto dalla inflessibile e catechistica Fanny).
Al mattino del decimo giorno, là dove custodisco le chiavi di tutte le stanze,
appaiono nove piume nuove, ciascuna con segnato, ancora invisibile,
il nome della donna che mi domanderà la stanza.
Perché qui al Mala Sorte, come tutti sanno, sono le stanze a desiderare le donne, e mai il contrario.
Re: Nove chiavi nuove
oooooooo

dio, che palleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Inferno Svedese
carmilla

Al Mala Sorte non si scherza...
a te, miss ooooooo che ti lamenti senza stile, attende la Camera di Punizione: la suite " Inferno Svedese" una camera luminosa arredata in puro stile IKEA... dove i mobili hanno impronunziabili nomi dalle indubbie suggestioni: Skene, Vall, Benno e Billy attenderanno il tuo pentimento.
Sarai imprigionata in una prigione di colori sabbia e tinte pastello, di fantasie marine da fumetto, con l'unica concessione di verde acido e rosso corallo, tutto davvero in finto legno e vera plastica....naturalissima umana perversione.
Inutile dirti che per cena avrai Merendine Del Mulino Bianco, e che dormirai con la Signora In Giallo della Ferrero Roché... ma magari ti troverai a tuo agio.
Ogni sera il letto lo dovrai fare da te: spacchetterai i Pratici Pacchi Piatti e monterai un talamo usa e getta; dall'imballo, ovviamente, avrò tolto l'indispensabile brugola numero otto...
Buonanotte sul copriletto Alpnarv, perversione in puro cotone al 100%

Kagero Qwik amministratore delegato IKEA Italia
www.ikea.it


l'ostessa i suoi giochi e i fantasmi
fanny

Ieri notte la mia stanza mi ha desiderato, suspiria de profundis mi ha desiderato ed io ho sentito sulla mia pelle nella forma di lenzuola scure questo desiderio, me lo aveva dello l'ostessa prima di darmi la chiave, mi aveva avvertito, stai attenta miss fanny (inflessibile e catechistica) la stanza che hai preso è la stanza dove le sirene hanno partorito solo sangue, e il sangue puzzava di pesce e di alghe e ha impregnato tutto, ma non te ne accorgi, se non quando le lenzuola ti avvolgono come fossero i capelli di sierva maria vent'anni dopo che è morta, lunghissimi e stopposi, attenta miss fanny che non potrai fare altro che cedere… ed io le avevo risposto ridendo che le alghe allora sarebbero state un alibi per un sogno un desiderio un momento qualsiasi… l'ostessa non ha taciuto e ha riso anche lei, ha riso pure quel coniglio strano che si porta appresso impressionante e improbabile come un cane su una spalla o un falco a cuccia accanto alle pantofole… anche il coniglio ha riso… le linee pure non si possono disegnare… d'altronde chi di noi
desidera linee pure, desideriamo curve o altro certo ma linee pure senza incrinature e imperfezioni, no, quelle linee non le desideriamo affatto… ma l'ostessa mi ha detto che sono pure le linee legate agli archetipi, sono pure le linee legate alle potenze, ma una matita è atto, anche se è un atto che può scomparire e tornare da dove è venuto… il coniglio mi ha passato una boccetta di inchiostro che altro non era che una parte del sangue che avevo perso in una notte d'amore: le lenzuola erano
scure si, ma ruvide, come carta-vetra ed ora lo spessore del mio corpo è assai più vicino a quello della mia anima, qualcuno forse sarà pronto a dipingermi di nuovo… voglio il bianco, questa volta, pingetemi di bianco… il bianco è esaurito abbiamo il glicine, l'ostessa non si scompone, è verde acqua e sembra una sirena e forse lo è e sfuma al rosso perché desidera i piedi ora e per passare da uno stato all'altro deve nascere di nuovo, nascere da se stessa questa volta, e per nascere da se stessa deve perdere sangue e l'ostessa ora è in una pozza rossa, sorride, dopotutto non la disturba… i cigolii di donne e di molle intonano un piacevole gioco d'acqua nei corridoi del Mala sorte e la mia attenzione è continua quasi ovunque, vale a dire che la mia attenzione ignora un insieme di misura nulla di azioni ed intenzioni… ma non servono righelli, anche gli insiemi di misura nulla potrebbero essere infiniti, solo che sono infiniti che non si possono segnare perché nessuno li vede, anche se ci sono, anche se non si misurano che con il pensiero, ci sono, senza gessetti bianchi, ci sono… non morirò per mano d'uomo o per ventre di donna mi sogghigna l'ostessa che è così viscerale a partire dalle virgole che usa… l'ostessa inventa fantasmi per ogni sua cliente, fantasmi a misura di donna, singolari e precisi, montati come
meccanismi severi di bilancieri meccanici, anche io avrò il mio fantasma, che ha tutte le mie stesse manie, io potrò specchiarmici con facilità e piacevolezza, e tutto sarà un circo delle pulci, e l'amore mio per il fantasma disegnato dall'ostessa sarà solo belletto per queste pulci vanitose… poi ogni fantasma e l'ostessa, e si torna in camera, ognuno da solo, alle volte…
Mala Sorte
sfinge
La stanza che mi abita chiedo, per tre notti e spiccioli di numeri ancora sconosciuti.
Porto con me la mercuria e ne faccio dono all'amante della terza notte, quella che non mi guarda, e che custodisce il desiderio per sé, ed essendo nascosta non cessa di operare. Se ancora è libera Labastardanotte.
Magheia heimarmene.
Scantinati
carmilla

Scendendo poi dalla Scavezzacolli, una ripida scala secondaria, in timido marmo verdolino, perennemente unto, che al Mala Sorte congiunge sempre di notte
-La Tua Camera- con la -Destinazione Dei Tuoi Desideri Da Piano Inferiore- arrivi alla cucina degli Spuntini Ctonii in cui una menade camuffata da cuoca con una civetta tatuata su un polso ti prepara il misterioso sandwich "Voglio tutto da te", accompagnandolo con un bicchiere di squisito "Portami Via".
Nel caso tu resista alle tentazioni di gola, Myra, la suddetta menade, te ne farà provare di altro genere...

Su questa scala, dopo il Secondo Ruzzolone, (dicesi Ruzzolone gradino ostilmente inclinato)nelle notti più malandate puoi trovare una porticina tutta sgangherata, con la vernice così scrostata che ti sorge il dubbio che non ce l'abbiano mai data.
Ovviamente la porta è socchiusa, intravedi una luce peccaminosamente invitante e senti l'angelico riso di poco angeliche fanciulle.
La porta immette in un corridoio assai stretto nei giorni di sole (figuriamoci nelle notti di tregenda) seguendo il quale arrivi ad una seconda porta, sulla quale c'è scritto "Cantina", e le tue certezze terminano qui.

(I segnali di femmine-in-festa-senza-te si sono fatti più insistenti.)

Attraversando la porta ti ritrovi quindi in una angusta anticamera: l'aria è soffocante ci sono quattro sedie sui due lati lunghi ma non abbastanza, un tavolino col piano di vetro che accoglie generosamente le ditate di mezza umanità, e due portariviste con delle riviste così malmesse che rivedi le tue credenze in fatto di eutanasia.

Chiunque entra in questa stanza esclama: "Dio come somiglia all'anticamera del mio dentista!" al che le possibili conclusioni sono tre:
a) tutti i dentisti hanno gli stessi gusti in fatto d'arredamento
b) la stanza soggiace ad un incantesimo
c) è l'anticamera dell'inferno

C'è solo una donna che mima una statua di Kalì, e sta aggiustandosi gli occhiali sul suo Terzo Occhio. Non puoi chiederle dov'è l'uscita, quindi non ti resta che tornare sui tuoi passi, ma.. sortilegio, ora sulla medesima porta dalla quale sei entrata c'è un cartello con la scritta:
"Accomodatevi"
e in piccolo "Porta dell'Inferno".

(E qui debbo fare le pulci a quello stravagante poeta fiorentino, che vuole che su questa medesima porta ci siano scritte ogni sorta di terribili parole: figuriamoci! è anche comparso un delizioso zerbino con su scritto "Welcome").

Con un cigolio di letto avvezzo ai piaceri della carne si apre la porta che da sempre ha fustigato le tue curiosità e in un ambiente sobriamente elegante...

... e quindi tornammo a rivedere le stelle.


Mala Sorte, io pure!
diamanda

A 'sto punto anch'io voglio una stanza...
è disponibile la ZitellaAcida? che io adoro trovarmi in albergo come a casa e non posso rinunciare alle mie comodità.
Vicina, mi raccomando, alle stanze più gioiosamente rumorose e con annessa mazzetta da 5 Kg da sbattere al muro, per lamentarmi meglio.
La bottiglia di gin dev'essere abilmente "nascosta" sotto al cuscino, così mi ci posso attaccare furtivamente ma comodamente.
Per la carta da parati... spero sia di un delizioso color verde muco che ben si intona con il mio umore nei giorni migliori...
diamanda

PS ma è possibile che quella svergognata alla reception indossi (si fa per dire) sempre degli abitini così succinti?
E' uno scandalo.


Re: scantinati
sfinge

Allora scenderò i 15 gradini e al 5 di Wirth farò una sosta. Se non sei nella doppia spirale mi lascerai proseguire? L'ultima certezza perderò nel buon vino e a mo' del fiorentino
" Sol con mia Donna in più alta salute". Grata per l'asilo sfoglierò le malmesse e attenderò il dentista e nel frattempo mi farò crescere in bocca il piacere.
Il mio arrivo al Mala Sorte...
Third-eye

La stanchezza ormai affievolisce i miei sensi mentre salgo i gradoni in pietra del Mala Sorte. L'ambiente dai colori caldi e l'accoglienza ammiccante della locandiera mi infastidiscono. La donna mi saluta ed io accenno un mezzo sorriso di circostanza: "La chiave della stanza del Clima Interno, grazie.
" Prenotata dal destino, la mia Guida Spirituale, la stanza è già mia.
Non ho bisogno di presentazioni, voglio solo raggiungere la camera.
La locandiera mi dà la chiave guardandomi stranita. Non devo avere una bella cera. Le volto le spalle e salgo.
Salgo e salgo ancora. Presto giungo nel luogo che cercavo, tuttavia ignorando dove fosse e mi trovo di fronte la porta della mia camera.
La chiave che mi ha dato la locandiera non entra.
Distrattamente infilo la mano sinistra in tasca e ne tiro fuori una vecchia chiave arrugginita e pesante, come materializzatasi sul momento, invece lì da sempre. Per me. Lo scatto della serratura mi allieta.

Una stanza nel quale il Silenzio è l'unico suono udibile, cullato dall'Om ancestrale a risvegliare l'Anima confusa e perduta nelle illusioni di infante.
Nessun orologio, qui il tempo rimane un balocco per il bimbo che ha fretta.
Ed il bimbo che ha fretta, qui, perde il suo prezioso tempo.
Una stanza priva di specchi, futile riflettere di mille false Verità effimere e crudeli.
La stanza dello Spazio Mentale.
Nessun mobilio. Una coperta ed una candela bianche sono l'unico arredo a consolazione del bambino che vi entra spaurito. E' tutto l'arredo possibile ed è anche superfluo: Caldo, Freddo, Luce, Oscurità, nulla ha più senso d'essere nella stanza della Fantasia.
Serrata la porta, questa scompare, i muri svaniscono; è luogo informe di Sogni e Sofferenze, qui tutto muta giocando con i Climi dell'Anima.
La stanza del Mutamento.
La stanza senza risposte. Poiché "una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre".
La stanza delle domande.
La stanza del Suicida. Dove tutte le certezze si sgretolano come colonne di sabbia. Il distruggersi senza requie dei cinque sensi nutre la sete di Percezione del Terzo Occhio.
La stanza dell'Energia.
La stanza senza nome e senza volto. La mia.
Buona notte a tutti gli inquilini del Mala Sorte.
Mi corico per terra, sulla coperta, chiudo i miei due occhi stanchi. E si apre il terzo...
3rd


Re: Mala Sorte, io pure!
Sfinge
Uno scandalo davvero, avrei preferito che tu fossi la sola in abiti succinti, se troverai la stanza chissà che tu non sia vicina alla CANTINA.
Col favore della notte (mentre qualcuna è fuori a riveder le stelle) mi aiuteresti a trovare la terza che non mi guarda? Non intralcio il sonno a chi vuol riposare.
se proprio ci tieni
diamanda

Sei impavida, a chiedere la compagnia di una VERA zitella acida, alcolizzata e per giunta fornita di mazzetta da 5 Kg.
...ma quando troveremo la famosa terza che non ti guarda, la mazzetta te la dovrò
prestare? me ne separo sempre un po' a malincuore...
Re: scantinati di se'
myra

Carissima locandiera,
con piacere noto la lunga lista delle 'alberganti' al Mala Sorte.
Sapevo vi fossero segrete e bui passaggi per arrivare agli scantinati, maquello che non sapevo, e' che in ogni stanza c'è un accesso privato all'Inferno Svedese sottostante.
Ogni camera ha il suo accesso privato; e non sa che gioia guardare un po' tutte scendere presso le mie camere.
Lode al Mala Sorte.
Lode alla cuoca tatuata, menade di se stessa...e questo sarebbe svergognarmi?
Cosi' non resta che comunicarle la mia duratura permanenza, e il mio invito,quantunque abbia finito il suo lavoro all'ingresso, di una sana discesa ai suoi personali vizi.
Quanto a me, nessuno dei sette può essere attribuito...molte volte col serpente ragionammo se la comune mela fosse adatta da frutto proibito.
Più tardi il serpente stesso vi scrisse sopra: "alla più bella".
Ma di questo potrà parlarvi la gentile e m(a)on(i)acale Ariel.
Lode alla creatività!
Lode all'Inferno, pratica di ognuna per arrivare a se stessa.
Le porte dell'Inferno. (Carmilla)
Myra

Cara Carmilla,
volevo ricordarti che l'entrata è da me sorvegliata, Occhietto può entrare, ma ti prego di ritornare ai tuoi spazi soprastanti le stanze svedesi.
Ti faccio presente che, novella seguace di Proserpina, mi arrogo il piacere di abitare non solo ai piedi dell'antro cumano, ma anche a due passi dall'Averno...
Lo splendido lago napoletano confina col Malasorte.
Non e' mica poi cosi' facile entrare all'Inferno!!
Stanza 240499 al Malasorte
Last Hope

Credo di essermi perduta, in qualche luogo al di fuori del Tempo.
Ho terminato il mio viaggio alla soglia del Malasorte. I miei bagagli li ho perduti, le scarpe consumate… alzo il braccio stanco per bussare alla porta e domandare per un ultimo alloggio.
È sempre pieno qui al Malasorte ma poi chissà perché non si vede mai nessuno in giro.
La mia stanza è la 240499 ironico gioco di numeri taglienti la mia memoria.
Senso di ansia, di paura e di vuoto al di fuori di quella porta...esito, riscendo giù, esco nel giardino alle spalle dell'hotel. Un labirinto senza luce mi conduce lungo il letto di un fiume, "che strano", pensai, "non ci sono sentieri come se dovessimo perderci o come se non potessimo affatto farlo". Mi sdraiai, una notte piena di stelle, sembrava potessi prenderle allungando la mano. Mi addormentai, credo per un paio d'ore o forse per qualche minuto. Poi vidi il fiume, pieno, risplendeva di riflessi argentei.
E all'altra sponda, c'era Lei… Stupenda , splendeva più delle stelle, e mi guardava, sorrideva, mi chiamava…
Ricordai tutto in quell'istante, ricordai il punto da dove iniziai il mio viaggio, ricordai la
speranza, i sogni, l'Amore… tutto in quegli occhi che il Tempo aveva sbiadito, che la Paura aveva cercato di cancellare dal mio cuore.
Avevo vagato per un'eternità per fuggire da quegli occhi e alla fine del cammino li avevo ritrovati.
Tutta la strada fatta aveva in un secondo perduto d'importanza, tutta sabbia usata per ricoprire i ricordi, i Suoi ricordi, venne portata via dal vento.. dal vento che soffia sempre sul Malasorte.
Luce improvvisa nel giardino, sentii il bisogno di raggiungere la mia stanza…
Innanzi alla porta mi sentii strana… il cuore mi batteva forte…
Stanza 240499… entrai…
Sorrisi, mi ritrovai nella mia città il 24 Aprile 1999… quello era l'inizio, quello era il mio universo, la mia verità, la mia stanza… e non avrei più sbagliato, lo sapevo… avrei preso la strada giusta questa volta, una strada che non mi avrebbe più condotto al Malasorte, ma dritto alle porte del Suo cuore.
Corsi da Lei, questa volta la Paura non si fece viva… lasciai a lei le chiavi…io, non ne avevo più bisogno.
Re: Stanza 240499 al Malasorte
myra

Sempre che tu voglia tornare, la stanza dell'inferno svedese ti aspetta...ah...l'Inferno
non e' poi cosi' male come si dice!
Re: Le porte dell'Inferno. (Carmilla)
carmilla

Il problema è uscire dall'inferno, non entrarci, Myra... soprattutto quando si presenta in lenzuola croccanti di peccato, e poggia la feroce testa su un cuscino di mielosi sospiri...
carmilla dal profondo della sua consumazione, al bar Estate Corrotta,
piano terra, Mala Sorte.
Astrea, tu uccidi un vampiro morto.
carmilla

Diva Astrea,
il mio immondo sangue ti porgo nella preziosa coppa della vergogna...
L'altra notte ero al Mala Sorte, prigioniera della Malefica Inganno che ci rende cieche al nostro parlare, e porge su velenosi vassoi di scortesia le intenzioni nostre...
Uno specchio deformante è meno crudele di questa stanza dell'essere, che sorprende la minima ombra della nostra follia nel bramare l'impossibile e la restituisce terribilmente amplificata e lurida della più orrenda offesa.
Quindi ti chiedo di bere abbondantemente al calice amaro del mio pentimento, ti porgerò il mio destino alla Locanda della Leonessa, a te la scelta di spiccare il mio orgoglioso capo dal voluttuoso mio corpo, o di impormi una perenne reclusione nell'inappagabile mio desiderio...
Vestendo il saio delle carmilliane scalze
il più infelice dei vampiri.
c'è ancora un posticino al malasorte?
?

Toc toc. E c'è ancora posto per me? Quella del Malasorte è l'ultima porta a cui mi resta
da bussare....ho bussato a porte di anime....ho bussato a porte di cuori...con guanti felpati e nessuno ha sentito...io l'ho aperto, l'ho aperto il mio cuore quando ho sentito bussare, ma non c'era nessuno sull'uscio spalancato...solo una scala, una scala a chiocciola che scendeva in basso, sino al nero dell'anima, sino al punto dell'anima che geme e duole...ed ho fatto un passo credendo di abbracciare qualcuno, ma lei era un fantasma, o forse lo ero io, e nello slancio sono caduta qui...nel punto più acuto dell'anima, stretto e asfissiante...mai aprire la porta del cuore...ed ora...mia cara ostessa...busso alle porte del Malasorte....con pieno diritto ma senza pretese....
è tutto occupato...ma mi accontento...certo ho delle condizioni...chiare e precise....
che non ci siano porte, nella mia stanza, o siano murate, che non ci siano finestre, né libri, né immagini, né suoni, né odori....che la porta una volta chiusa non possa aprirsi né dall'esterno né dall'interno....perché lei non tornerà....perché ci sono luoghi da cui non si ritorna mai....profondità di altri occhi...in cui ci si perde per sempre, dove forse sei sempre stata....i luoghi della tua unica e preziosa felicità, dove non entrerei nemmeno se potessi, neanche con un sorriso, non più....in cui i tuoi occhi brillano sino a commuoversi....ci sono luoghi senza ritorno....è questo che scava sotto il mio sterno...che morde a bocconi la mia anima....Chi tornerà, tornerà nei suoi occhi per sempre....e la dimora della sua anima mi farà male....come ora....senza che tu lo sappia mai....negherò, negherò contro ogni evidenza....non voglio vedere né sentire la tua anima irraggiungibile...per sempre lontana....quando fingerai di tornare....la tua anima trasfigurata....non riuscirò più a fingere di essere felice.....io mi accontento di un armadio, persino di una credenza....la cui chiave sia fusa o gettata in mare....ma che non ci siano vesti profumate....cibi e spezie....lo troverete un posto per me, troppo ubriaca per andare in giro stasera....e quando l'avrete trovato, che nessuno bussi più alla porta del mio cuore....se qualcuno bussasse non aprirei......... tranne che se fossi tu, a costo di ogni dolore.........
verso il plenilunio di settembre
ariel

Carmilla è stata avvistata all'ora cosmogonica (quella cruciale tra la notte e l'alba) aggirantesi intorno all'Albergo della Mala Sorte, Sua Mala Proprietà.. Infelice! Non si conosce il perché della sua irrequietezza: suppongo però che le Ospiti tutte del Mala Sorte, mostrandole ognuna una seduzione diversa (chi ostentando una principesca solitudine chi l'anca levigata chi la chioma fiammante chi la gemma al dito chi il compasso del cuore chi lo sguardo lubrico e sfuggente chi il seno stesso della notte lunare) abbiano ridotto la sua fertile mente in stato confusionale, così che non sappia più a chi consegnare le chiavi della camera nuziale, in fondo al nero viale ombreggiato di cipressi.
Carmilla, abbandona quelle lemuri al loro occulto amplesso e cerca chi vinca il potere delle tenebre senza rinunciare, per amore, a se stesso.
Vedi, immagini allo specchio possono dare illusione di oggettività.
E mentre parlano di fedeltà all'orecchio a te incantata, qualcosa in tuo possesso sparirà.
Poi ti svegli e ti accorgi che non era una fata, ma una ladra assatanata della tua libertà.

C'era una volta una chat dai destini incrociati...


No more Mala Sorte
carmilla

Ospite mia Incantevole,
attorno al Mala Sorte non muovo più i miei passi, da quando la sfuggevole Fanny gli ha preferito una notte all'Astoria... invano hanno atteso tutta una notte le sette sue amanti, che nella hall "Benvenuta Mia Tristezza" si sono amate senza lei.
Al Mala Sorte non ci sono Camere Nuziali, forse qualche Camera Segreta, e lungo il viale ombreggiato uso accompagnare tutte le donne che mi chiedono una stanza, non concedendomi mai, nel mio concedermi a tutte...
Le immagini allo specchio sono le uniche che mi incantano, di Morgana saranno i miei occhi, alle Sirene farò dono del mio orecchio, le mie mani le serbo per l'impalpabile vento del desiderio che una volta fu di una sconosciuta; e i miei passi sono usi inseguire un treno che non si fermerà alla mia stazione...
Da quando mi sono votata al culto di Ecate, la bionda e feroce Ecate delle mie notti, nulla voglio tenere per me, nessuna potrà dirmi "mi hai amata", poiché il cuore, se mai ne ho posseduto uno, devo averlo gettato dall'alto di una rupe, nel ventre di una donna che per me s'è fatta mare...
A loro posso donare tutto, che non ho più nulla da donare, e la mia stessa inutile libertà e passeggiare nel giardino della mia giovinezza è solo un inganno, e nulla mi servirà a niente.
La mia feconda mente quanto il mio fecondo corpo cedo alla Terra e alle sue Amanti: dalle mie labbra possa ancora spuntare il gentile sambuco, dalle cui bacche tu, unica fra le uniche, possa trarre un filtro amaro per trattenermi ancora, nel nostro reciproco piacere.
donne senz'ombra
Ecate (Ariel)

Le moltiplicazioni nascondono la densità dell'uno. Nell'abisso che dici, tra fauci di mare,
non puoi che trovare un'altra te stessa eppure non riconoscerti. Di questa ricerca è materiato
il tuo cammino. ritrovarti. Soltanto di ciò hai bisogno. Ma sei tanto ricca.. che ti serve avere
un'identità che respiri? Hai gettato dalla rupe ciò che non perderai mai.
L'attrazione erotica è artificiale, virtuale.. ma non fa tanto male.
L'inferno non appartiene a noi così come il paradiso; tutto perduto in cambio di un eterno presente. L'impegno, la lucidità finalmente conquistata a prezzo della perdita dell'ombra? di un'ombra d'amore riconosciuto dal passo del cuore? Questa orrida rima è separata dalla differenza. Possiamo farne senza.
nodo gordiano (la locandiera e altro...)
fanny

E i destini si annodano e poi si snodano, oppure ci annodano e ci si ritrova ad avere fotografie di posti che non esistono più e questo è triste,… carmilla si aggira con fare intrigante con le mani nelle tasche e sandali aperti e quasi provocanti ed è come se tutto fosse di gomma, il mondo morbido ed i semafori che arrossiscono, le strisce pedonali che diventano carrabili e tutto si chiude come un cerchio strano… un cerchio che è il solito nastro che rincorre se stesso…
carmillia si aggira con fare tranquillo e parla di strade e di nomi e di geografie che potrebbero essere carte fatate per giungere dove non tutti gli occhi arrivano… dove gli occhi sfuggono, gli occhi degli altri, a certe quote e certe temperature vede solo carmilla, o le cose hanno una visibilità per lei sola… potrebbe essere anche questo un gioco e sarebbe allora facile intuire che il segreto di carmilla è quello di non aver segreti… ma li ha e chi di noi li vede??
Oppure è lei stessa che mette in giro voci e scarpe rosse per il gusto puro di controbattere…
La bionda e feroce Ecate delle sue notti non mi ha parlato, Morgana poi m'ha dato da bere
una strana mistura di caffè e amaretto, (le sirene, poi, hanno rapito i riccioli che c'erano in giro), ma non era caffè e non era amaretto, ma questi sono i nomi che hanno usato… ma forse io non conoscevo la lingua in cui interpretarli… bevo! C'era una volta la chat dai destini incrociati… solo che il destino incrociato qualcuno aveva detto era in realtà un carattere incrociato e la principessa con i capelli corti aveva annodato il suo destino ad un laccio scuro… e il suo destino era un beffardo sole d'argento… carmilla si aggira senza occhiali scuri e le parole che scrive, e i posti dove si aggira non possono esserne che rinnovati… così mi sembrava…
sexing the rooms (news from malasorte)
fanny

Il Mala Sorte apre una nuova stanza… ristrutturata, non in tempi brevi, dall'architetto Mismento (Babele contattata personalmente da Carmilla, la divina ostessa…"la vergine nuda che cavalca la belva dell'incubo")… è pronta "la stanza vuota", per tutte coloro che per riuscire a guardare una donna devono avere l'alibi del vuoto intorno, eccola qui, vi prego soffermatevi, l'ultima delle stanza aperte… un'amica che prova le stanze mi ha detto che è irresistibile, assolutamente, non si può fare altro in questa stanza che concentrarsi in un letto, su un letto, che non cigola qualsiasi sia il movimento… non ci sono libri, solo mensole, non c'è acqua, solo bicchieri, non c'è neanche la stanza in verità e la porta che si apre è una porta che non ha cardini… un gioco anche questo… un vuoto anche questo… non è da tutti, bisogna essere sufficientemente distratti da tutto per accedervi …bisogna essere sufficientemente distratti dal corpo… insomma una stanza per parolai, per tutti coloro che hanno chiesto e chiedono ai libri e al cinema la vita che non possono fare, per ogni strana ed estrema perversione qui al Mala Sorte non solo c'è un posto, c'è addirittura una stanza…"la stanza vuota" in controtendenza è forzatamente minimalista ma i materiali di costruzione e di arredo sono assai pregiati, i mattoni rossi sono stati coperti da un intonaco chiaro che non attira l'attenzione le lenzuola sfumano sul rosa e tutto sembra assai riposante e impedisce qualsiasi commento, i mattoni rossi sono stati coperti anche perché Babele sosteneva che i manicomi né le alcove vanno costruite con i mattoni perché il mattone trattiene follie e sospiri e poi li caccia fuori nelle notti di luna… sembrano macchie d'umido e invece… solo la camera della locandiera è fatta a mattoni, ma lo
sanno in poche, me lo ha confidato Ezra in una delle sue incursioni notturne nei settimini
traboccanti di biancheria di tutte le ospiti del Mala Sorte… mi hanno detto però, perché io non racconterò della stanza vuota, che l'ostessa aveva lasciato fiori gialli e porporini su un telo blu… Babele è stata costretta a eliminarli, la donna che prova le stanze aveva azzardato un aggettivo non banale per loro… manieristi… colori manieristi… ma io non l'ho udita e lei non ha ripetuto… così pare…
Mala Sorte Express
carmilla

"In carrozzaaa!"

Il Mala Sorte ha messo le ruote, e non ho potuto fare altro che saltarci sopra all'ultimo momento.
Tutto il decadente edificio, passaggi segreti e spifferi compresi, corrono ora leggeri come un rimpianto nel mare delle lontananze.
Ed io che volevo davvero smettere con queste notti perdute dietro a me...

Ogni stanza è divenuta carrozza, s'è allungata e ristretta, l'arredo s'è adattato, ma non tutte le ospiti se ne sono accorte e quando si risveglieranno dai loro incubi piacere, aprendo la porta della Camera Numero Me, cadranno nella folle corsa delle vetture sulla strada ferrata; si salveranno solo le poche che poseranno avvedutamente il piede sulla predella del desiderio...

Donne, anche su rotaia il vetusto Mala Sorte non può fare a meno delle donne, che qui hanno perduto antichi timori e appetiti, e ha formato loro un'anima, poiché tutte ne nasciamo prive, in cambio dell'intima essenza dei loro sospiri.
Ma voi... forse non volevate nulla.

Ci sono carrozze nuove e vecchie conoscenze, e le amanti si incontrano nuovamente, o non si incontreranno mai più...
Tutte poi temiamo gli Scambi Ferroviari, quelli in cui una carrozzasi divide dalle altre, inspiegabilmente, e la tua amante è proprio su quella, se ne sta andando e tu non sai che fare: non puoi scendere, poiché il Mala Sorte Express non fa fermate intermedie, tra te e il tuo destino.

Intermezzo Ludico Matematico:
"Il Teorema degli Scambi Ferroviari"
Siano dati due binari, a e b, ciascuno in direzione di due opposti desideri; ammettendo che tali desideri contrastanti (per l'ipotesi del Caso Immaginario) possano essere gli unici
che ti sono rimasti, ne consegue che la carrozza sulla quale siedi non può che prendere una terza direzione, imprevedibile e mai annunciatasi prima.

Arrivata poi con il Primo Treno, è Fanny, la visitatrice con le lenti scure che conosce la rabbia del desidero, o il desiderio della rabbia, ma lo ha dimenticato, e chiede le camere come fossero farfalle, e lei fiore ingannatore.
Un'anima piena di incantevoli Questioni da Porre, peccato davvero non sia scesa al mio Mala Sorte: avrebbe trovato un intero guardaroba di Altre Domande Ancora.
Fanny imprigiona il respiro in finte reti di verità, e nasconde tutto quello che con una debole maschera non può nascondere.
Puoi trapassarla, ma non afferrare il segreto dei suoi segreti, che non è non avere segreti, ma averli e fare come se non li conoscesse.
Nella sua carrozza, l'ultima che ha abitato, la carrozza Lasciata Vuota, in un cassetto senza cassettiera custodisce le parole che non ci diremo mai, e sorseggiando qualcosa
sul terrazzino in corsa della sua nuova carrozza ci confida che si batterà per una strana causa, sul divano della Camera Di Un'Altra, o si dibatterà in altri letti, per altri luoghi più comuni, perdendo e ritrovando musiche e argomenti...
Qualche notte di stelle distratte l'impeccabile matematica siede in locomotiva, e con la soddisfazione della premeditazione, manovra gli scambi (con catechistica ed inflessibile determinazione, ad occhi chiusi, però).

Ad una Qualsiasi Fermata nella notte è salita Sfinge, che tre notti e tre amanti ha chiesto, credendo che qui, sul Mala Sorte Express i conti possano tornare, ma i suoi spiccioli di numeri ancora sconosciuti l'hanno tradita: le tre amanti erano una e le notti si sono moltiplicate, come una genesi cellulare: da una notte eccone due, e poi da quelle due altre due così il tempo della sua condanna si fa infinito, per la grazia inquietante del sorriso di Fanny, e la carrozza che abita Sfinge, che ormai non ha nessun mistero sufficiente a nessuna Edipa, si è ingrandita a dismisura, devastandola nella carne e nel desiderio...
Il piacere continua a crescere, ma lei non ha più bocca per contenerlo.

Alla Città di Diamanda è salita una Donna, che ha chiesto una carrozza di comune perdizione, la Zitella Acida, ma questa, perversa come la sorte che ci attende, o come gli dei che non si sono mai bendati, l'ha voluta vergine e dalle pure passioni, cosicché la Donna ha dovuto vivere nell'orrore quotidiano che si era creato comodo, come un abito sformato dal nostro uso, o come un'amante abituale, ma con un altro sentire, terribilmente fuori luogo.

Alla Pune Central Sation Third Eye sale in vettura, chiedendo dell'unica carrozza che non ha mai desiderato donna, dove chiuderà i suoi due occhi, per aprire il terzo... una carrozza che ha una sola porta, dalla quale si entra nel circolo delle infinite reincarnazioni, fino a che non si sventa il terribile gioco dell'essere.

Myra sa che, a saper aspettare, da ogni punto del Mala Sorte Express può aprirsi una porta che conduce al nostro personale inferno, ma se cerchi qualcuna sul Mala Sorte questa diventa irraggiungibile.
Il serpente scrisse sulla mela tutt'altro che "alla più bella", anche se questo è ciò che credettero le altre due, e il loro volto impallidiva dall'invidia, mentre alla predestinata s'arrossava, ma non per pudore.

Last hope, non è mai l'ultima speranza, purtroppo.
Non si può dire nessuna strada mi condurrà mai più al Mala Sorte, se non quando ci siamo definitivamente stabilite nel suo ventre.
E se entrando vi sembra vuoto, non temete, siete con la peggiore delle compagnie, voi stesse.

E questo è tutto, fino alla prossima stazione, che dall'odore
salmastro dei miei desideri temo sia su un mare di passaggio...


Thalassa, thalassa!
astrea

Il Mala Sorte nella notte ha messo ruote che stridono sui binari in una marcia pentatonica.
Ho chiesto al capotreno di farmi avere un vaso di fiori d'ibisco.
Si va verso est. Presto vedremo il ponte di Galata.
Nel mio scompartimento già brucia incenso, sprigionando volute cremose di fumo.
Tiro le spesse cortine di velluto liso cremisi e gli specchi bruniti non riflettono più nulla.
Solo un bagliore fioco si intravede: la gemma che ho al dito è pietra di luna e per sua natura cattura la luce.
Chiamatemi all'arrivo... sul molo avverrà un'altra metamorfosi, lo sento.
Nel frattempo
DO
NOT
DISTURB.
un treno chiamato desiderio...
fanny

Il Mala Sorte mi è passato davanti poderoso e barocco sui binari, come un treno, una lamentazione funebre, non c'è stato bisogno di Simonide per inventarlo… Carmilla ha spostato tutto per tutte ed è saltata su all'ultimo istante, io l'ho vista, ero a terra… cercavo Ezra e ho perso il treno, capita… lo prenderò alla prossima stazione certo, ma ora che tutto è prenotato (giacché il Mala Sorte è sempre pieno anche se poi nessuno incontra nessuno…) mi toccherà fare il viaggio incontro al destino in piedi, e già so che avrò le caviglie gonfie e nessuna donna sarà disponibile a massaggiarmi le estremità… le donne del Mala Sorte sono tutte occupate, da altre o da se stesse, non c'è nessuna che
sia libera di quella libertà che o è tutta o è ipocrisia, le donne del Mala Sorte sono maschere di cera, me lo ha sussurrato l'ostessa quando mi ha condotto nella Camera degli Specchi… che poi era piena di vapore e le lastre argentate erano ammantate d'umido come trasudassero desiderio, in mezzo alle carte francesi impolverate di belletto e agli scacchi fuori dalla scacchiera e allo stemma di cartone del voivodato di Varsavia baluginava la Donna del Giorno Prima, con i suoi riccioli rossi intricati come rovi e la sua pelle colore del bronzo inebriante come un satiro, è corsa via sola col suo flauto e il suo sorriso… il posto accanto al suo era prenotato e dalle porte scorrevoli del vagone ristorante, la camera d'ambrosia e fiele, non riuscivo a vedere altri che la locandiera pensierosa come una bevitrice d'assenzio… i gomiti e le braccia come fossero di plastilina… ma il vetro deformava e il movimento del treno poteva disturbare la vista… beccheggianti ci si ritrova finalmente nella stanza prescelta, oppure è la stanza che trova noi giacché non si riesce a capire (e non c'è nessun esperimento fisico che ci possa rassicurare) se è il Mala Sorte Express che scorre intorno a noi, o siamo noi a camminare tra le cabine, da una cabina all'altra… siamo sistemi in moto traslatorio uniforme l'uno rispetto all'altra ed Ezra, che in questi giorni ha imparato a volare facendo turbinare le orecchie, si diverte a guardare le donne che si muovono come pupi liberi dai fili… su uno scenario mobile… o viceversa… Ezra è possibilista… la stanza di third-eye ha una sola fila di ruote, è una "carrozza in linea", ma forse non è la carrozza di third… forse è una cabina a rotelle e basta… come si stabiliscono le proprietà e le predilezioni qui al Mala Sorte?? La stanza di Ariel non si vede, è l'ultima carrozza, l'unica che ha una vista chiara su quello che si lascia è proprio Ariel, La carrozza del Riso e dell'Oblio ha il profumo delle sigarette senza filtro adagiate in scatole di cartone rigido… e la levità dell'acqua piena di bollicine, non so se qualcuno qui sia mai riuscito a mantenere acqua più o meno frizzante in bocca… beh fanciulle… stupite, vi vedo stupite… il treno ha fischiato… se riuscite a trovare Matisse, liberatela dalle note di madame Landowska, la clavicembalista… la vuole tutta per lei… la Stanza con Trentadue Variazioni, non è altro che un turbine di melodia…
In Carrozza!!!!
Anna Karenina...si salva!
ariel
Anna camminava rabbrividendo nella neve alta: aveva preso la sua decisione. La luce dei lampioni tagliava la strada fino ai binari, ai lugubri rumori di partenza. Tutto grigio e vuoto, intorno. La sua vita spezzata. "Vronskij, hai preso tutto di me, anche la mia anima e la mia dignità di donna...Io che avevo tutto e la società ai miei piedi e ho peccato solo di avidità nei miei deboli sensi. Vronskij non avrai la mia resa; mi sono riservata la vendetta..".
Il mostro che conduce all'Acheronte si avvicina in un infernale cigolio: Anna è pronta, determinata, raggelata nella sua consapevolezza di morte.
Eccolo...Anna dilata il suo sguardo, pronta allo slancio finale, tra i binari, la sua bellezza stritolata..
STOP
Arriva sbuffando, lieve e melodioso, Il Mala Sorte Express.. e si ferma proprio davanti a lei. Miracolo!
Spuntano volti di belle donne dal finestrino.. "Che accade? Perché diavolo si è fermato?"
Poi esclamazioni e fischi.. "Niente male, un bel tipo di donna.. mica russa?..." "Su, salta su- le dice la macchinista con una fascia intorno alla fronte alta sudata e i capelli tagliati corti corti... "Assomiglia a Vronskji.. pensa lei, stupefatta, poi salta, lesta, tirandosi su la gonna e mostrando le gambe poderose.
"Eccomi, ragazze"..
Stasera, gran ballo al Mala Sorte Express, in onore della bella ospite, presto conquistata a
causa lesbica.
"Io mi sono riservato la vendetta, disse il Signore" (Tolstoj)
La Karenina ringrazia per Anna...
carmilla

La Karenina ringrazia la fedele e pronta aiuto macchinista, per aver salvato la passata Anna, e averla portata alla causa... del Mala Sorte.
L'invenzione letteraria ci consola dalla realtà, che non è mai misera, ma alla volte crudele,
come una donna che ho amato e che è dovuta scendere dal mio treno.
carmilla Karenina
la "buona novella" del Mala Sorte
fanny

(Due domande ad Ezra, il coniglio bianco su fondo nero che accompagna la divina ostessa, da "Lesbismo e ironia- una fratellanza inquieta" per i tipi, "le dita e le stelle")
"Come mi piaceva quella riga di pianto sulla faccia che ne pativa! E lo sbattito delle palpebre, nello spavento del bacio!"

(La hall è poco e male illuminata, il fragore delle onde copre il ticchettio di una pendola
svizzera F.W inguainata in un tailleur rosa confetto con occhiali svolazzanti sorride agli
occhietti magnetici di Ezra, Ezra ha il pelo tagliato cortissimo, dice di esserselo fatto da solo e non solo… he's a self-made rabbit… se lo sapesse l'ostessa… ma è da qualche parte con il suo doppio…)

F.W. (si passa la lingua sui denti… "bene, sono lisci!") Buongiorno Ezra, ti ringrazio di averci concesso, in questo momento di fortuna del Mala Sorte… oh meritata, certo meritata, un goccio del tuo tempo colato sulle maioliche liberty… sono un po' nervosa
dopotutto il nostro primo incontro è stato, oh, oh, permettimi, così poco canonico… nella doccia del mio appartamento spoglio, già, si, eri una saponetta pelosa, ma lasciamo andare, lasciamo andare (F.W, "catechistica" arrossisce fissando una fila di scarabei che percorrono una croce egizia… mah…) dimmi piuttosto,… concedi(ti) a me e alle lettrici una confidenza… come è cominciato tutto questo? in principio cosa c'era… il verbo??
(con enfasi) Ed il verbo era… amare??

E. (visibilmente seccato, si chiede perché non hanno mandato Ariel Astrea Jin Matisse Myra o la owner o "un'altra donna"… ma Ezra immediatamente ricorda di aver visto le suddette dividersi le camere libere… ridacchia beffardo…) Il VeRbO nOn ErA aMaRe… Ma NoN iMpOrTa… OgNuNo QuI uSa E pEnSa QuElLo ChE vUoLe…
VeDi FaNnY, iN vErItA' (chi di dovere mi perdoni l'apostrofo al posto dell'accento…)
iO nOn EsIsTo E tU nOn EsIsTi… E pEr FoRtUnA nOn EsIsTe NePpUrE qUeL mAlEdEtTo
CoMpLeTo RoSa…

F.W. (civettuola, anche se si chiede come mai Carmilla non sia venuta di persona e ora le tocca parlare col coniglio… quasi fosse E. Valiant) Oh Ezra sei sempre così franco… che fortuna! ("e dov'è l'ipocrisia come inalterabile belletto!")… oh, no, no grazie, non-bevo-non-fumo-non… ehm… dicevo non avrete avuto così tanto successo perché sapete tutto delle donne sulle donne?? Insomma qual è il vostro segreto cosa ha fatto sostare qui donne come la Karenina e la Mismento (fautrice della meraviglia tra l'altro…)??
Scorre nelle tubature una strana ambrosia che seduce dall'alluce all'ultimo neurone… svela(ti)!

E. (assume un'aria da rotocalco e strabuzza gli occhietti rosei) VeDi FaNnY iO sOnO uN gRaNdE aMaToRe (luuunga pausa, Ezra si specchia, sconcio, nelle lenti scure di F.W) La MiA fAnTaSiA e La MiA lAsCiViA sOnO nOtE e CeLeBrAtE dA LeSbO aLlE cOlOnNe D'eRcOlE… pOi Le StAnZe PrEnDoNo La FoRmA dElLe DoNnE e Le StAnZe RiCoRdAnO, cOsI' (chi di dovere mi perdoni l'apostrofo al posto dell'accento…) lA PaSsIoNe DeL cOrPo ImPrEgNa Le MuRa E lE LeNzUoLa E cI sI sEnTe AcCeSe Da MiLle FuOcHi…

F.W (scruta Ezra a fondo, ricorda di aver letto che un coniglio non dovrebbe mai essere
giudicato dalla sua pelliccia… non le sembra altro che un coniglio… anche se un coniglio
di solito non vola… non è facile seguire Ezra le sue parole sono frammentate e continue
come le onde del mare…) ti ringrazio Ezra, il nostro spazio web era solo i due domande,
sono convinta che avresti molto altro da dirci, ma purtroppo… un'ultima cosa… ma se la
camera si paga con l'anima e abbiamo una sola anima, come possiamo tornare, una volta
uscite???

E. (lascia cadere a terra una trina nera, si volta di spalle e saltellando da una mattonella
ad un cuscino risponde alla sventurata…) Eh Eh, Il BeLlO è ChE dAl MaLaSoRtE NoN
sI eScE sE nOn In OrIzZoNtAlE… cOmE fArEbBe QuEsTa ToRrE a SfIdArE lA gRaViTà
Se NoN cI fOsSeRo MoLtE aNiMe A sOsTeNeRlO?? ChIeDi PiUtToStO aLlE lEtTrIcI
(piccole medie superiori) dOvE hAnNo LaScIaTo La lOrO… sO iO dOvE è La TuA fAnNy…
Eh Eh Eh…

F.W. (tace, ancora "catechistica", ancora nel sul completo rosa confetto)

… e RiCoRdAtE…
Continuano le interviste dal "Mala Sorte" nel prossimo numero cercheremo di intervistare
le ospiti- almeno qualcuna- di questo luogo mutevole e chimerico… bisogna essere attente
a prenderle nel passaggio da una stanza all'altra… nelle alcove non devono esserci parole… assolutamente, o solo parole che un-diario-di-board-chiamatemi-Ismaele che si rispetti possa riportare… eh no, no, no!! Intanto fiori di Ibisco per tutte…


Mala Sorte d'Autunno
fanny

Grace salì con passo svelto le scale del Mala Sorte che pareva disabitato, non un filo di fumo aveva scorto dai comignoli di eternit ("niente mattoni, vi prego…") dal viale d'accesso, con la sua borsa di pelle, la sua borsa piena di libri; aveva chiamato a lungo la locandiera ma nessuno era uscito, solo un gatto rosso l'aveva accolta con un miagolio stentato, preludio ad una corsa folle verso un punto indefinito del vasto giardino… indefinito, era così miope. Dunque era entrata.
Il grembo umido e scuro dell'albergo, gravido o solo gonfio d'incensi, l'aveva accolta con sinistri silenzi, non era questo che s'aspettava, non ora… affacciandosi ai davanzali di legno scuro appena coperti di polvere, sorridendo, aveva pensato che dopotutto, non si era mai mossa dal Maine, la spiaggia che si arcuava in mare, l'estate indiana che, con i suoi colori, lussureggiava, il profumo di Grete nell'aria, un profumo ricercato, raro, il profumo di una donna di altri tempi, le parole nella testa e nelle lettere da bruciare… cercò con gli occhi e con la sua aria da giovane sibilla un camino acceso… dove non c'è fumo non c'è fuoco, era meglio tagliare a strisce quelle lettere e farne un'insalata al chinino… così in qualche modo quelle parole sarebbero uscite da lei… mangiarle non sarebbe stato un problema,… già le aveva dentro, le parole,… che pensiero prosaico, un pensiero è meglio di niente… il crocchiare ritmico di, di… nacchere! la distolse… "Meu Deus, que calor!"… non era sicura di avere inteso, non sentiva caldo… una donna coi capelli
corvini e l'aria estenuata era apparsa sulla soglia, le aveva detto di accomodarsi in poltrona, aveva esitato, Grace così sicura, le poltrone erano allineate ai vizi di chi ci si era adagiata sopra, preferì allineare l'aria… ai propri vizi, una poltrona è per chi non soffre di claustrofobia…
"L'ostessa è a combattere con l'acqua, troppa acqua intorno, acqua dal cielo e anche sul lungofiume, e io che 'ne posso fa'? il resto di niente"… non era sicura di avere inteso, ma aveva capito che Carmilla non c'era… rubata dall'acqua e forse da una donna la locandiera aveva lasciato vuota la locanda… vuota no, c'era questa strana portoghese che le si rivolgeva in uno strano italiano… guardò la poltroncina ocra di Astrea ("deve averla presa da una sala cinematografica"… quanti gradi di realtà?) l'a(A)grippina di Ariel (l'una più conciliante dell'altra), il divano di Matisse (lungo e discreto, pieno di libri disponibili come concubine), la seggiola dura e senza pregio di Fanny (che sembrava uscita da un disegno a carboncino di un liceale senza talento, "per chi si distrae troppo e troppo spesso"), lo sgabello di JazzLady senza una chitarra appoggiata ("deve averla portata con sé"), il cuscino arabo di Jin ("beh, deve essere un buon pensatore…")… scelse il dondolo Grace.
"Ma il dondolo è di Carmilla, ci si sarebbe aspettati una sedia gestatoria e invece…"
l'avvertì la donna col sole negli occhi, "non importa, il dondolo non ricorda il moto delle gambe che l'anno smosso"… si tranquillizzo… ahimè, l'ostessa stava tornando ebbra di pioggia, il coniglio portava le pinne…
Grace chiese dell'acqua!
Equinozio
carmilla
Mie infedeli creature di ombra e sospiro,
in queste notti il Mala Sorte è sparito in una plumbea nube...
Le passeggere escono dai loro scomparti e arrivano a me, attraversando corridoi che con le loro finestre si affacciano su paesaggi dell'anima, certo, ma tutti paesaggi d'acqua,
tanto che tra una carrozza e un'altra occorre uscire, ed attraversare instabili ponti tra il qui e il più in là...
Quando le passeggere, infine, giungono alla mia cabina con le vesti inzuppate di acqua e desiderio mi chiedono dove è diretto questo maledetto Treno, come se io potessi loro
rispondere, dicendo la verità...
Non ci siamo più fermate in nessuna stazione, è vero, ma le loro brame non
sono ancora state placate, il loro sentire è ancora più forte di quando hanno messo piede sul predellino e chiedono e vogliono sapere... "Ci stiamo dirigendo verso l'Equinozio d'Autunno" dovrei dire loro? "con ogni foglia gialla cadrà una voglia..." ma chi può parlare di una tale stagione, quando la terra è scura e fredda, come una donna
che dorme nel nostro letto sognando un'altra, o come un desiderio che ci ha abbandonate...
Allora alle passeggere stremate, non so se per il viaggio e l'acqua o per loro stesse, così nude in questo viaggiare, offro un bicchiere di Qualcosa, un tiepido e morbido Qualcosa, da bere guardando dal finestrino la pioggia correre accanto a noi e dico smettetela di chiedere quello che non c'è ancora, sento già dal rantolo fischio della locomotiva l'arrivo della prossima stazione, e gli scambi sono impietosi e le rotaie ci tradiscono; la notte è breve e il giorno tremendo poiché vostra è la consapevolezza che il mattino verrà dopo ogni notte...

Zingari su barchette come foglioline... stiamo arrivando a Varna in mezzo al vento,
dal mare arriviamo questa volta, e toccheremo terra, molto presto, troppo presto...



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