MANICOMI & LABIRINTI

 

Curtis jl

Non so per quale donna, o per quali sue manie, Ostessa, sia stato edificato questo albergo dalla natura di labirinto. Posso -forse- scorgerne l’inizio dove ora sosto.

Gli ingressi visibili sono tre: davanti ad ogni porta un oggetto diverso, una ciotola con acqua pura, un’ampolla di aria pesante, una busta trasparente con della polvere bianca.

Gli ingressi certi e visibili dicevo, gli inizi….

Di un labirinto la fine è nascosta, difficile. La ragione che guida la strada in questo labirinto non vale più dell’intuito o della follia.

Arrivo qui con la mia follia, la mia mania. Voglio curarmi ma so che la risposta alla tua domanda, risposta che attualmente non conosco, potrebbe precludermi la cura. Indizi, segnali… questo vado cercando.

Il tempo sospeso di questa struttura senza luogo preciso ove tutto ritorna a sé non fa invecchiare le sue ospiti: solo chi gli bada e lo teme si ricopre di pellicole squamate... ho avuto modo di vedere vecchie fotografie… (tra gli Inguani è d’uso per esempio sommamente contar tempo e danaro.. ma non solo).

L’ostessa avvertì “qui non si muore”... da crisalide in crisalide si avanza per tornare senza trovare alcunché…

E intanto il CoNiGliO raccoglie gli involucri abbandonati dalla muta e li concede in pasto al Cammello. Strano Cammello che non si ciba di carrube, non bisogna di sabbia calida e notti frigide.

I non/animali EzRa e Cammello conoscono temo la strada che porta all’uscita... si divertono a confondermi… il loro frusciare e calpestare si ode sempre più avanti, dietro, sopra... forse è solo la mia follia… che mi scherza come mi scherza il rumore di questo fiume sporco che ho dovuto superare a guado.

Immenso e lento come la melma che si trascina dietro… ma ora mi detergo.

Le mura sono solide... il castello di Atlante l’ho lasciato da tempo alle spalle... le sue trasparenze ingannevoli non hanno ormai più mistero e m’annoiava alquanto.

Carmilla tu che guidi EzRa e Cammello, tu che senti -mi è giunta l’eco qua fuori all’esterno della tua voce tintinnante di creatura infante ma ambigua- la presenza di una Phantasma, tu che con arguzia crudele e intelligenza di pochi affetti sostieni e -unica- consoli la struttura e le sue Abitanti, tu che dai e togli forma … io Ostessa credo di averti già incontrata nelle mie notti.

Ora scelgo l’acqua che sta nella ciotola. Mi avvicino.

 

diamanda

Non per fare la pignola, ma lo Strano Cammello è mio!

Per qualche misterioso motivo il caro PuroTeatro

(questo è il suo nome di battesimo... l'ho battezzato io)

è riuscito a risorgere dalle sue ceneri (masticate) di

pietanza principale del cenone dello scorso Capodanno

e a quanto pare è tornato ad allietare con la sua presenza le ospiti dell'albergo...

manco male, non fosse per il fatto che beve più di me e mi sta prosciugando le riserve del bar.

Per codesto motivo, cara Jamie Lee, ti sconsiglio di seguirlo nel suo peregrinare per il labirinto: credimi, la strada per l'uscita non la conosce affatto e se a volte la trova è per pura fortuna.

Comunque - anche quando la trova - io gli faccio un fischio e lo richiamo indietro (con l'ausilio di una bottiglia di Jack Daniel's a mo' di zuccherino). Non vedo perché IO devo rimanere nel labirinto e LUI andarsene!

(sono egoista?)

PS ma sei sicura di volere l'acqua nella ciotola?

Pensavo che ad Hollywood foste abituate a qualcosa di più forte!

 

Ariel

Curtis, hai scelto ovviamente il luogo più ovvio e adeguato per definire la tua perdita del centro, le strade mefitiche del tuo "cuore di tenebra".

Se Malasorte è un manicomio, le pazze circolano per le città e dentro sono rimaste le cosiddette "normali"... Perché normalità e follia non sono mica quelle.

Per te Curtis, che cerchi di curare la tua sete, ci vorrebbe una stanza di degenza con annesso teatro, in cui potessi rappresentare al nostro pubblico con mimica da rabdomante le fasi salienti dei tuoi recenti o lontani traumi, ivi compreso l'abbandono delle acque prenatali. Penso che infatti, in questo istituto da cui le matte sono fuggite per lasciar posto a lesbiche di belle speranze, sarebbe necessario dare il proprio modesto contributo all'arte ardua del passare il tempo.

Infatti, ecco che ritrovo i fantasmi letterari fuoriusciti dai corridoi mentali meno polverosi e ripuliti di fresco: storie del terrore, lenzuola fluttuanti, amplessi di mummie in bare di raso, tutto l'armamentario del romanzo gotico con l'aggiunta del sale dell'ironia di generazioni abituate ad arrangiarsi con la fantasia quando la realtà è invivibile.

Se davvero la tua paranoia-critica alla Dalì galoppa, allora vedrai nella tua ciotola un orologio astrale che piange e gocciola per dirti che è tempo di risvegli epocali.

Ariel

 

Curtis jl

non so Diamanda cara forse si tratta del Phantasma del Cammello

anche i cammelli forse non muoiono in questo ostello

sì per favore vorrei se possibile solo Carmilla e un po' di acqua della ciotola

Carmilla per consolarmi e l'acqua per curarmi

 

diamanda

Vabbe'... come vuoi...

OSTEEESSAAAAAAAAA!!!

qui al portone c'è n'altra matta che vorrebbe

tanto una parola di conforto da teeee! (figurati!)

...Ma non toccava a Fanny, oggi, l'incombenza di concierge?

...io torno al bar....

 

Curtis jl

Spero che la divina ostessa non sbraiti alla vista di un’altra matta ….. forse è riuscita già in passato ad addolcire le pene di chi sta fuori -appunto- accogliendo ognuna consolandola e accudendola a suo modo ed assegnando o facendo loro assegnare una stanza… non è stato appunto per consolar dalla sua noia una Donna originale che il malasorte nacque col suo labirinto intricato di corridoi e appartamenti?…. mi è difficile ora ricordare tutto ciò che ho letto sul malasorte… ho cercato di farlo durante il cammino e dunque perdonate dolci sue sorelle se qualche particolare mi sfugge … il plico più volte mi è scivolato di mano per la stanchezza o il vento ha girato le sue pagine in modo scomposto o il sole mi ha accecato e la notte ha inaridito la vista… chiudendomi le palpebre…

Ora mentre l’aspetto -anche se temo da come ne parlate e non so chi siete forse le sue ancelle o delle ospiti o dei suoi messaggeri o forse lei stessa sotto altre sembianze anche se temo dicevo che mi caccerà almeno da questo ingresso- ora mentre aspetto tornerò a leggere e poiché non posso ancora bere quell’acqua pura proverò a spremer delle bacche… il Cammello è stato richiamato dalla sua creatrice… ma era a quanto pare frutto di una mia allucinazione… mi sembra di sentire solo lo scorrere furtivo del CoNiGliO. ma ... allucinazione o Phantasma non ci farò più caso….

Ora il silenzio si è ristabilito davanti a questo ingresso.

Spero che Carmilla abbia avuto almeno questo mese -in anticipo- il suo stipendio… Anche se non credo o così mi è stato detto di lei e nonostante ciò che Ella ha scritto, si muova solo per denaro nemmeno quando le casse dell’albergo piangono e deve licenziare il cuoco avventizio fatto venire su dal villaggio... ponendosi ella stessa alla stufa…

Per quanto anche in questo frangente sia un’ottima architetta di vivande… Giunse col plico un ricettario vampirico e mi pare d’aver letto qualcosa persino in un antico testo delle sune.

 

Ariel

Curtis, ci sarebbe un piano per attirare Carmilla anche senza ricorrere alla colletta delle EX Ricoverate del Malasorte; del resto, l'Ostessa è una sorta di Mirandolina del terzo millennio: spregia il quattrino e agisce per cervello adamantino. Puoi però tentare di sedurla, gettando le tue carte sul consunto tappeto della nostra foresteria. Siamo al corrente di un segreto che potrebbe essere un valido ricatto per piegarla alle tue voglie.

Devi sapere che annesso all'ex Convento delle Invasate, che diventò poi il Malasorte del Mismento, c'è un cortiletto tutto invaso dalle piante e alquanto abbandonato. Se osservi con attenzione, però, quelle non sono semplici piante. La nostra infatti coltiva da secoli, con cura da monacella certosina, certe erbe medicamentose che nel '600 furono scambiate per erbe magiche. Se infatti ne vedi la forma a grappolo e le foglie trilobate riconoscerai in questa fioritura miracolosa l'erba che rende felici e folli le ospiti.

Se scopri per certa questa trasgressione, potrai o mettere l'ostessa in difficoltà con l'Ordine della Noia Universale o tentare la stessa con una confezione elegante e personale di suddetta Erba Magica. Se riuscirai ad attirarla con qualche trovata e invitarla a fumare con te di quell'Erba, riuscirai forse a convincerla che la terra è sempre a rovescio e i palazzi vanno costruiti all'incontrario, coi soffitti al posto dei pavimenti. Quello che Conigli e Cammelli hanno sempre sostenuto, del resto, andando d'amore e d'accordo.

Racconta il seguito, se ci sarà ancora il futuro prossimo.

 

carmilla

Chi disturba il mio sonno?

Uscire dalla palude a quest’ora di punta è davvero un’impresa… però: come si riposa bene sotto ad uno strato di due metri di fango sulfureo…

È ottimo per la pelle, una cura che consiglio anche a tutte quelle che squamano da un’identità in un’altra….

Da quando Laddor ha messo sul comodino una piccola Ambulanza giocattolo qui è tutto un bussare di sensualissime svitate.

Allora, cosa abbiamo oggi?

Diamanda (niente male il camice da crocerossina, quando è che noi due si gioca un po’ al dottore?) ha posato qui una nuova cartella clinica: “Paranoica visionaria con manie di persecuzione” c’è una nota scritta a mano: “non è nemmeno buona a svuotare un bicchiere, ah: è s’è pure fregata il mio cammello!”

Per la pazza c’è poco da fare, ma dovrò dire a Diamanda di tenere le sue note per sé.

Comunque il caso della pazza paranoica sembra molto interessante. Non ho capito, o non intendo capire, da quale male sia afflitta e comunque non è mia intenzione porvi rimedio. Non ho mai addolcito le pene di nessuna, salvo nel caso in cui ciò abbia decisamente contribuito ad allugargliele.

Sostiene di avermi già incontrata nelle sue notti: ricordarsi di chiedere a Fanny se tutte le pazze paranoiche che vedono fantasmi hanno pagato la stanza.

Al massimo posso consigliare un po’ di quelle erbe medicamentose che crescono nell’orto qua a fianco… Ariel, ti spiacerebbe scendere un attimo in cortile? Magari, se ti riesce: ‘sta un attimo con la bocca chiusa.

Per quanto riguarda quell’erba incriminata io non c’entro nulla: si sa che “l’Erba Voglio cresce nel giardino, da sé”

Fanny: se qualcuna mi insulta ancora con un’”ostessa divina” giuro che chiudo te e Ezra nella valigia di Astrea, quella in cui conserva gli avanzi dei suoi viaggi, o dei suoi amori…

(il coniglio si muove nelle mia ombra, in quella di Fanny, o nella nostra ombra comune?)

Ho un bel lamentarmi di quella strana coppia: sono due giorni che non li vedo; la reception è sguarnita e le avventrici trascurate: loro stanno dando la caccia al fantasma della Misteriosissima, Ezra con lo sturalavandini, Fanny con un paio di giarrettiere rosa.

E che è ‘sta roba? mmioddio il cammello è tornato, e si sente…! Diamandaaaaa!

 

fanny

"Sostiene di avermi già incontrata, nelle sue notti: ricordarsi di chiedere a Fanny se tutte le pazze paranoiche che vedono fantasmi hanno pagato la stanza."

vediamo... le pazze paranoiche che vedono fantasmi... una, si, due, si, tre, si, curtis jl, ehm... cuuuuuuuuuuuuuuurtis, cuuuuuuuuuuuuuurtis, qui manca l'anima, ci sono i vestiti, due dalì, un disco di bowie da quale mi pare abbiano tratto un film, e un gatto di pezza... mio Dio Ostessa (lo so... senza aggettivi, senza aggettivi, anche se a questo proposito io vorrei aprire una parentesi (non solo faccio di tutto per ricordare le tue ascendenze divine o infere ma non importa poi tu devi anche chiudermi nella valigia di Astrea che chissà cosa c'è dentro, col coniglio? a proposito, non sono riuscita a ricucirgli le orecchie, che ne dici di metterle in testa a Diamanda? così per fare un po' playgirl, sottotitolo donne e architettura, Babele approverebbe (?) in fondo ancora non abbiamo pensato ad una testata ufficiale del Mala Sorte... chiudo parentesi)) la nostra curtis che descrive l'albergo sapientemente osservando l'intrico dei suoi visceri non ha pagato, al bar ha preso due ciotole d'acqua pura, ma ve l'ho già scritto, e, tienilo a mente curtis, se te la serve Diamanda è alcool, davvero, un consiglio o un coniglio chissà, ...poi sta lì sullo zerbino da troppo tempo, Curtis lo so che è piacevole star lì, nell'Atrio del Forse, ma la reception è ampia e posso anche darti un paio di giarrettiere rosa... quanto all'erba magica Pura realtà mi sa che dovrai sgozzare PuroTeatro, anche se sgozzare un fantasma ubriaco... pare che Ariel ne abbia conservata un po' solo per lei, potresti provare a sedurre lei, pondera: sgozzo il cammello o seduco Ariel? amletico.

le bacche rosse che hai trovato lì per terra, attenta che EzRa potrebbe entrarci qualcosa

ecco, potrei star qui a spettegolare sulle ospiti invasate sugli eccessi di Babele, ma ho una stanza da trovare con un fantasma assiso in dolorosa concentrazione, a fortiori corro via, sta attenta al coniglio che ultimamente ha delle crisi di identità e potrebbe lui pure tentare di morderti sul collo... non è un bel momento...

"...Ma non toccava a Fanny, oggi, l'incombenza di concierge?

...io torno al bar...."

... ehm, lo farei anche, invece di star qui... ma le alte sfere mi hanno detto meglio per gli occhi e le orecchie (e non aggiungo altro...) di tutti che il primo impatto col MalaSorte sia Diamanda... poiché sono d'accordo io pure, me ne vado a cercare il Tempo...

al bar c'è il coniglio, lo sai, ti puoi fidare...

eH Eh eH Eh

 

Curtis jl

"Chi disturba il mio sonno?"

Buongiorno Ostessa o buonanotte… colei che chiamavano la divina è l’Orrenda Addormentata nell’Ostello…? e coloro che chiamavo “sue dolci sorelle” (troppe chiacchiere con Riff Raffa) sono solo le scherane alle quali ella ha affidato dei compiti e concesso parvenze di dominio…? No, non venivo fin qua per giacer con Carmilla né credo mi toccherà in sorte malevola o no (non so) di giacer con chicchessia… né per assaporare Erbe che già provai …venivo appunto al labirinto per fuggire il manicomio che mi sta alle spalle e dentro… Mi son bastate le tue parole che tra uno sbadiglio e l’altro hai pronunciato (non è la prima volta che -leggo nel plico- tu sbadigli… che fai t’annoi nel sacello racchiuso in questo Ostello?) …tra uno sbadiglio e l’altro ben nascosta hai pronunciato quella parola che mi ha aperto la terza porta …mi hai dato la chiave… ho bevuto l’acqua a dir il vero rattristata di non poter assaporare gli intrugli della Barista… Ma cara Diamanda, anche a questo la pazzia oscena mi obbliga… non so di vini e licori… né li amo…

Ma tu Barista e inventrice di Cammelli e di Teatri che dici? …dimentichi un particolare… proprio tu mi hai riconosciuta sei tu che mi nominasti quando ero ancora lontana e avvolta nel fumo della mia identità sconnessa e senza centro (sic) …mi ero svegliata da sotto il bombardamento intatta solo con una scottatura da vapor sulfureo su un dito di una mano e passò una cavaliera in fuga avvolta nel suo burka che urlava “Khurtys Neftar”…mi appropriai del suono “ Curtis”… perché non mi riconoscevo e mi bastava anche solo un suono per riprendere a vivere… ma tu mi hai concesso di sapere che il mio nome completo è Curtis J.l e che provengo da una terra oltreoceanica, da una collina imbevuta di Martini&Soda e che fui una Star…Non so, forse…. io so che quando rinvenni non mi riconoscevo... assolutamente disconnessa in quell’ospedale crollato e sventrato da quello che oggi chiamano “un epocale capovolgimento di prospettiva”… Appena sveglia ricordavo tutta la pazzia scatenata degli umani e ricordavo in ogni particolare come l’11 settembre un grande pazzo o savio trovò il coraggio o la follia di fare un grande salto: allora toccarono la terra capovolti quelli che prima leccavano il cielo, gli attici divennero cantine e garage a loro assimilati comprimendo nuova carne in scatola…per un supermercato/reparto macelleria ahimè inutilizzabile…

Spinta sin qua dalle urla di taleban/albigesi senza le gambe che cavalcavano stampelle (diretti a Kandhar/in fuga da Montsegur) inseguiti dai crociati dugenteschi di papa Innocenzo Colpevole Primo, li ho superati nascondendomi nella melma del largo puzzolente fiume indiano… ma ho dovuto… in questa geografia/storia sconnessa e senza tempo che è la Terra persa nel significato…

Non so, Orrida Carmilla cosa ci faccia l’ambulanza di Laddor (ah sì la conobbi al manicomio) sul tuo comodino (il sacello ha un comodo comodino)… ma so che dovresti essere generosa e spedire l’ambulanza al fronte… e tenerti appresso il tuo CoNiGlio 

 

 

BluDevil

Goffaggine seduttiva

Vagando per il Malasorte, nei sotterranei bui e maleodoranti, mi sono imbattuta in una porta, alla fine di un lungo e stretto corridoio. Una lucida targa d’ottone (che strano trovare qui qualcosa di così pulito) indica la presenza di una dottoressa. Ma che ci fa una dottoressa nel Malasorte, mi domando divertita e allarmata allo stesso tempo. Leggo meglio: “Dottoressa Manomorta. Specialista in sessuologia e terapie riabilitative”. Decido di entrare e farmi dare dei consigli. Mi sento depressa e ansiosa. Busso e senza aspettare risposta, varco la soglia della porta semiaperta. Una donna è seduta dietro una grande scrivania: suppongo sia Manomorta. Ha un aspetto piuttosto comune, niente di lei mi attrae in particolare, tranne gli occhi: questi sì che sono davvero magnetici. La stanza non ha molto l’aria di uno studio medico, quanto piuttosto quello di una garçonniere. Tende, dipinti, divanetti, fiori, qualche libro. Ma in che razza di situazione mi sto cacciando?

 

- Dottoressa, buongiorno. Sa, ho letto la targa sulla porta. Sono arrivata qui per caso.. passeggiavo.

- Prego, si accomodi. E mi dica. (Sbaglio o sta ammiccando?).

- Mi perdoni, è da un po’ di tempo che, non so, mi sento strana…

- Quali sintomi accusa, signorina? Si confidi con me… (E ora sorride).

- Sa, non mi sento più tanto sicura del mio “fascino… felino”, mi sento un po’ ridicola, impacciata come mai prima d’ora… le mie “prede” ridono di me o, peggio ancora, non si rendono neanche conto dei miei tentativi di circuirle.

(Arrossisco violentemente fino alla punta dei capelli, mentre lei sorride sorniona: mi sta prendendo un po’ in giro. Ma poi riacquista il suo piglio professionale, che tanto stona col resto della situazione).

- Capisco, sì, mi è tutto chiaro ora. Temo che lei, mia cara, soffra di “goffaggine seduttiva”: una sindrome psicosomatica che impedisce o limita il potere attrattivo delle donne. La sua è una forma leggera e se presa in tempo può essere del tutto eliminata ma, sarò franca con lei, lascia sempre delle tracce.

- La prego, dottoressa, mi dica: ci sono speranze per un recupero completo? Sa… io… non riesco a vivere senza… sedurre. Da seduttiva sto diventando sedativa, e l’organismo ne risente alquanto. Cosa posso fare?

- Abbia fiducia, signorina, si affidi completamente alle mie… esperte mani.

Dunque, vediamo… innanzitutto si spogli.

Devo avere un quadro clinico completo: Mh.. può tenere la lingerie, mia cara.

Si sdrai pure sul lettino. Inizieremo una terapia d’avanguardia: come saprà la NASA ha compiuto alcuni studi sulla permanenza delle lesbiche nello spazio per lunghi periodi e sulla soluzione dei loro problemi depressivi. Ma la avverto, dovrà essere costante per ottenere dei risultati.

- Deve visitarmi? E questa terapia, mi farà molto male?

- Vedrà che non sentirà alcun dolore, o al massimo del formicolio: scusi un attimo.

(Bisbigliando, ma non abbastanza perché non riesca a sentirla)…

Infermiera, mi raggiunga nello studio. E chiuda la porta a chiave: c’è un caso piuttosto grave di “goffaggine seduttiva”.

(Mio dio! Quando entra l’infermiera, mi sembra di essere catapultata in un film di Russ Meyer! A dir poco è “procace” e vestita in maniera decisamente succinta).

- Hm… sento un po’ freddo. Ma, dottoressa, perché mi sta legando al lettino?

- Signorina, non si preoccupi, è per poter osservare meglio il fenomeno e stabilire una diagnosi il più possibile precisa. Ecco, togliamo anche la biancheria.

- Sì, dottoressa, ma perché adesso si sta spogliando anche lei? E anche l’infermiera?

- Signorina, stia tranquilla: è per poter sentire meglio il danno a che punto è arrivato. Dobbiamo visitarla molto profondamente per estirpare alla radice il problema che la attanaglia. Divarichi meglio…

- Capisco, dottoressa, la ringrazio per la sua abnegazione. Ma, mi perdoni. Perché si sta strofinando contro di me ora?

- Dobbiamo testare la sua reattività, signorina… mhm…

(Sono immobilizzata e anche un po’ spaventata.. Oddio, cos’è quel coso dalla forma vagamente familiare?!).

- Questo è uno strumento realizzato con i materiali per costruire lo Shuttle, praticamente indistruttibile e incorruttibile. Prego, infermiera, lo introduca.

- Ma, dottoressa, temo che mi farà male! Mi liberi immediatamente: voglio andarmene.

- Stia zitta! Infermiera, la imbavagli. E procediamo rapidamente! Vedrà che cambierà subito idea, mia cara. Focalizzi l’attenzione sul suo problema, lo visualizzi: è un ostacolo, un grosso fastidiosissimo ostacolo; e lei vuole superare questo ostacolo, vero?

- Ghgh..gh…(non è poi così male…).

- Cosa dice? Non capisco. Ah, sì, il bavaglio. Mh, bene, non dica altro…

- gh..hghhghhhg… (la prego, continui…).

- Infermiera, procediamo.

Un’ora più tardi esco dallo studio-garçonniere. Ho uno strano sorriso compiaciuto stampato sulla faccia. Sono molto soddisfatta. La dottoressa mi ha detto che se continuo così i miei progressi saranno visibili al più presto. È una donna davvero illuminante. Mi ha consigliato di mettere in pratica alcuni dei suoi suggerimenti.

E domani ho il secondo appuntamento! Spero proprio di riuscire a superare questa stramaledetta “goffaggine seduttiva”!!!!

BluDevil

P.S. Il Malasorte non è poi così noioso quanto sembra.

 

 

Carmilla

Il caso della pazza paranoica che vede fantasmi si fa sempre più avvincente. Ora è in piena crisi di identità ed in preda ad un revisionismo storico… troppi film di guerra, o troppi telegiornali, che al momento è la stessa cosa. Continua a bere come un cammello (no, non come il cammello di diamanda, quello all’acqua è allergico…) però nel suo vaneggiare c’è qualcosa… dovrei ascoltarla con più attenzione. Fugge a sé stessa… bene, mi adopererò per farle perdere la strada. Ah, mi deve ancora una camera, chissà qual’era…

Oh! un’altra cartella clinica… quella della povera dottoressa Manomorta, il medico legale dell’albergo, che esercita ai piani bassi.

Esaurimento Nervoso. E ci credo io, dopo tutta questa processione di cadaveri disadattati nei suo laboratorio e con questo fantasma che gira impunito per il Mala Sorte. Sarà mica un sotterfugio per prendersi un po’ di vacanze? Mah… ha accennato d’aver subito molestie da uno dei cadaveri di sua competenza,  e io devo bermi pure questa storia!

NON SE NE PARLA PROPRIOOO! Fanny torna al tuo posto dietro al bancone!! Mi sembra proprio una bella operazione di marketing avere alla reception una che fino al mezzogiorno non distingue la propria mano destra dalla sinistra, e che appena ci riesce le adopera tutte e due per attaccarsi alla bottiglia del Martini! Sarà una “bellezza autoreggente”, ma non prima delle cinque del pomeriggio. Poi oltre alle orecchie mettiamole in testa anche le idee del coniglio… sì, e poi è certo che mi posso fidare del coniglio lasciato tutto da solo al bar… mi fido ciecamente nell’approssimarsi di qualche grave sciagura! Alle volte mi sembra che qui tutte quante pensino solo a come scansare il dovere ed aprire parentesi.

Beh, vedo che non c’è più nessuna ad ascoltarmi, com’è che siete tutte scese nei sotterranei? Scommetto che cercate il fantasma di Misteriossissima, vero?

Che noia in questo albergo, mi slogherò le mascelle a furia di sbadigliare. Torno nel mio avello, l’ambulanza è sul comodino…

 

ezra

iO rIvOgLiO sUbItO lE mIe oReCcHiE!!! sE sOnO mIe dEvOnO sTaRe aTtAcCaTe a Me!!!

l'oStEsSa hA tRoVaTo iL fAnTaSmA o Il fAnTaSma hA tRovAtO l'OsTeSsA fA lOsTeSsA... fAnNy hAi vInTo uNa rIcArIcAbIlE tEmPotel dA 50 sEcOndI... iL pReMiO dI cOnSoLaZiOnE...

bAcI a TuTtE, tRanNe cHe A uNa fIncHé nOn rIavRò lE mIe oReCcHiE!

eZrA

 

Curtis jl

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Curtis jl

"Torno nel mio avello, l’ambulanza è sul comodino"…

Barista Inventrice di teatri e cammelli defecanti e rigeneratesi, no non mi sto rifacendo il viso: non potrei almeno per il momento. Non posseggo infatti un volto, al suo posto ancora si erge una testa contenitore completamente liscia e nemmanco un capello. Non occhi non bocca né orecchie né naso… una manichino una lampadina un pomolo.

Laddor, signorina Wilmot, sì la conobbi quando stavamo al manicomio ed ella prese il suo cavallo d’ossa per fuggirsene fino alla Locanda All’Angolo prima e poi al vostro Malasorte.

Mi lasciò in dono un contrabbasso dopo che uscita da lì per un viaggio verso il Medio Oriente incappò nel fiume putente e melmoso e vi lasciò la ciccia cadente ridotta a falde gialline e incartapecorite.

Cadde nel fiume senza un lamento e nessuno agitò fazzoletti bianchi con malinconia né sì pensò all’ultima tazza prima dell’addio né tantomeno alcuno scrisse alcunché su alcuna lavagna anzi un respiro emanò da Malasorte direi di circostanza come succede quando qualcuno se ne va ma lo conosci poco e non lascia eredità d’affetti.

Solo un cadavere aveva lasciato infatti e per di più di una sconosciuta cieca muta sorda in vita e tanto più dopo.

No, io non ho mai suonato il contrabbasso, il suono stonato che sentivi era certo del contrabbasso ma non ero io ad usarlo, mi era stato sottratto senza motivo dopo che avevo sostato davanti alla terza porta del vostro Ostello.

Io posseggo e custodisco gelosamente in questa sacca che mi sta a tracolla un tamburello di origine tzigana che perse mentre danzava piroette un nomade crudele. Di mio ho però un putipù, un tricchetracche e uno scacciapensieri che utilizzo solo per esorcizzare stregoni draghi e pterodattili che han perso la strada del loro tempo.Che han perso tempo e il tempo o che mi fan perder tempo chissà.

Che meravigliosi canti di amor perduto si ergono dalle mura della Locanda o di amor novello? Certo mi confondo perché di così struggenti ne sentii solo quel giorno quando ferma dinanzi ad una nativa del Novissimo Mondo mi lasciavo trasportare dai segni serpentini dei suoi tracciati colorati di foglie e terre, dai suoi cibi ricchi di nutrimento per me che non ero mai stata imboccata, dalle sue mani che mi han guidata alla soglia del Nonsoché.

Ma appunto forse mi confondo.

 

fanny

curtis... cerco simiglianze che sussistono solo nella mia testa dove le voci si confondo e unico e irragiungibile resta il motivo di bach del pianoforte di julia craye... miss craye e la bellezza, cerco la bellezza, nel gesso e nel tempo e pure nel contrabbasso che pare quasi la moneta del sogno di questo strano scambio che passa da messaggio a messaggio senza che mai nessuna ma davvero nessuno si metta a sonarlo... miscelare te stessa de andrè e foscolo lascia negli occhi un passaggio di ere e di gusti che sono beh più di tre porta... trascinati dietro le tua meravigliosa testa pomolo che è tutto ed è solo un manichino appunto da vestire come più ti piace, plastilina nelle mani di un'anima caduta nel fango...

lasciare un cadavere è già abbastanza e forse anche mrs dalloway avrebbe detto è pure troppo, lasciare se stessi per prendere altre forme sarebbe disumano, al di là dell'umano a te curtis, dovunque tu sia dovunque tu vada memorare novissima.

il mio scacciapensieri stasera pare acchiapparli... dovevo aspettarmelo me lo ha venduto l'ostessa, mi ha detto, Ezra mi ha dato questo per te...

il fiore, il fiore, la finestra e la luce, perché miss craye conosce gli spilli di slater?

fanny, per un attimo, miss wilmot

 

Curtis jl

Wilmot!

No; un pianoforte a coda lungo, nero nel fiume gettai visto che il mare era lontano. Il contrabbasso è forse la eco di tutte le voci delle ospiti del vostro ostello ancora dentro o già fuggite? Wilmot quando mi hai parlato la scorsa notte eri ancora avvolta dai liquori delle libagioni precedenti il sonno che danno mollezza e lo preparano e accarezzata pure dai fumi pungenti in narice delle erbe di quel giardino.La mia faccia senza volto non mi permette quasi di respirare, a fatica di bere di vedere e sentire; sto immobile qui nel Facile Atrio anche se la terza porta è schiusa.

Wilmot!

Io non sento canti e suoni. Ogni tanto un animale mi sfiora sento l’odore del CoNiGliO e del Cammello, sento quando essi si allontanano, anche l’odore di una Donna.

Odore di pelle di capelli di seno di vagina sì vai avanti tu anche l’ironia e la battuta pesante mettici. Sento tutti i suoi odori di quelli che Donna Rigoberta descriverebbe dall’alto della sua maestria o Suskinda ma io temo di farlo oppure ho paura di perderli descrivendolo il loro afrore che mi sta qui appiccicato ancora addosso.

Fu quando ero l’altra che con un dolce pene femminile per la prima volta riuscii a carpirle questo odore che divenne il mio. Fu così forte che lo ripetemmo. E lei parlò, anzi gridò: “Puniscimi! Sono stata cattiva”

Wilmot fra un po’ ti guardo. Riuscirò a vederti. Un occhio mi si sta lentamente formando in questa faccia senza volto E si sta anche lentamente aprendo come una ferita o come la bocca di una lucertola. Sarà puntato si di te. Che fai qui ? Chi sei? Di che parli?

Vuoi aiutarmi a rubare alla melma del fiume il mio pianoforte?

 

BluDevil

"Wilmot fra un po’ ti guardo. Riuscirò a vederti. Un occhio mi si sta lentamente formando in questa faccia senza volto E si sta anche lentamente aprendo come una ferita o come la bocca di una lucertola."

Che Schifo.... Bleah.

Gente allegra, il ciel l'aiuta, eh?

 

Curtis jl

"Che Schifo.... Bleah.

Gente allegra, il ciel l'aiuta, eh?"

purtroppo no

il cielo(?) sembra star sempre dalla parte opposta

qui resta la ciotola di Alonsa

 

fanny

... il pianoforte nella melma...

quanto è andato giù il pianoforte curtis, possiamo immergere le mani ed arrivare a toccare la coda o dobbiamo aspettare la bella madre di Achille che tenga pure noi per il tallone... ne usciremmo immunizzate dalla musica... vita silenziosa sarebbe, vita auspicabile no di certo... e poi aspettare una freccia che ci colpisca e faccia calare il sipario... io ti vedo già col tuo occhio neonato polifemo asimmetrico che sta assiso sui gradini del portone di ingresso... un occhio non centrato... occhio a destra e sguardo sinistro... potrei aspettare che il tuo occhio acquisisca la vista sicché tu possa guardarmi... mi tolgo il grembiule resto in divisa da me, nemmeno un abito di mussolina ma solo jeans e maglietta a maniche lunghe che qui un po' di brezza tira... e c'è pure il vecchio marinaio che due occhi ce li ha ma non vede più tanto bene e dice che c'è ghiaccio da tutte le parti e un po' mi ha influenzato... poi la storia dei profumi... ce n'è una fila che viene qui a bussare, mendicanti di odori di ogni epoca, con le narici perennemente aperte a cercare il profumo, l'odore che domina il cuore degli uomini, e invece qui solo cuori di donna ci sono... curtis curtis, grenouille è già passato, e se n'è andato senza aver portato via un goccio di afrore, vaniglia ha preso solo vaniglia, poi des esseintes pure lui... odori sintetici per imitare odori reali, non si sono incontrati... che fortuna dunque essere qui e ora in contemporanea per un momento, col tuo occhio che nasce e i miei occhi incuriositi, col coniglio che pensa ad altro e l'ostessa che pensa a tutto, che fortuna col pianoforte inabissato e il contrabbasso perduto e il flauto di feu spezzato...

io qui non faccio altro che rifare le camere e rubare al mondo e ai libri le parole di altri

a te pure

se capita

 

Curtis jl

"... rubare al mondo e ai libri le parole di altri a te pure se capita"

meglio usare le parole altrui .... dovessero devastare ....

le mie resteranno innocenti

 

fanny

"meglio usare le parole altrui .... dovessero devastare ....

le mie resteranno innocenti"

... mi viene in mente una eccezione tipo yourcenar sulle mani di andre fraigneau... le tue parole, lontano da te ritorneranno innocenti....

 

BluDevil

"purtroppo no

il cielo(?) sembra star sempre dalla parte opposta"

Mi adeguo ai tempi che corrono. Curtis ha ragione da vendere.

Rinnovamento dopo ricorrenze nefaste. Commemorazione di persone che non ci sono più.

Non mi abituerò mai. Troppi lutti. Troppe perdite. L’irreversibilità: questo mi inchioda.

Ho fatto pulizia nei miei cassetti: ho gettato, grattato via, staccato a forza, a morsi, cose, oggetti, stracciato lettere insulse (che lette ora fanno quasi ridere, se solo fossi dell’umore adatto).

Ascoltando dolce musica, butto via anche ricordi: il respiro regolare, sommesso, ritmico di te che mi dormivi accanto (davvero il tuo respiro è stato e sarà uguale per tutte?).

Getto via la nostalgia del calore della TUA pelle, il tuo odore, il tuo sorriso, le tue stranezze, il severo piglio a tratti accondiscendente. Il tono di sfida perenne e di superficialità. La tua incapacità di lasciarti andare, l’orgoglio, l’incoerenza. I viaggi che abbiamo fatto, quelli che desideravamo fare, i progetti, le liti, gli affanni (quelli piacevoli e quelli dolenti), i drammi e i miei psicodrammi, le tante risate. Getto via le tue mani. Getto via gli occhi, quel certo modo di guardarmi: a volte riuscivo a sorprendere uno sguardo fisso su di me, amorevole e penetrante, e sconcertato. La tua incredulità. La tua difesa ad oltranza (quante energie sprecate). Getto via tutto l’amore che abbiamo fatto. E tutto l’odio che ci siamo date. Getto via la tua musica e le tue parole, quelle che sussurravi appena, di nascosto, lasciandone flebile traccia su un inviolato taccuino segreto. Eri un sottofondo musicale, onnipresente nella mia immaginazione.

L’inverno che si appresta renderà più facile questo strappo, questo passaggio. Disinganno e disincanto. E nuovamente assai doloroso. Perché tu eri “l’estate”.

Nel mare morto delle tue emozioni, ho rischiato di annegare. Commetterò ancora errori. Cercherò nuova vita, che sia vita questa volta: ne ho abbastanza di cadaveri, di codardie egoiste e sterili presunzioni.

Anche delle mie. Su, coraggio, su: esco finalmente; lascio la mia stanza al Malasorte.

 

Curtis jl

"ne ho abbastanza di cadaveri, di codardie egoiste e sterili presunzioni.

Anche delle mie. Su, coraggio, su: esco finalmente; lascio la mia stanza al Malasorte. Nel mare morto delle tue emozioni, ho rischiato di annegare. Commetterò ancora errori. Cercherò nuova vita, che sia vita questa volta: ne ho abbastanza di cadaveri, di codardie egoiste e sterili presunzioni.

Anche delle mie. Su, coraggio, su: esco finalmente; lascio la mia stanza al Malasorte.”

L’angoscia che tu hai forse ti tira fuor della tua mente sì che non par ch’i’ ti vedessi mai veramente

Devil blu

Ma dimmi chi tu se’ che in si’ dolente atrio se’ messa e hai sì dolente pena, che s’altra è maggio

Nulla è sì spiacente.

Il tuo affanno mi pesa sì c’ha lagrimar m’invita e li occhi aperti entrambi ormai nella mia testa liscia son del color de l’erba di Tuscanica

Quando nel tempo del principio del mattino monta il sole lassù con quelle stelle che son con esso se rugiada appare.

Ma so ch’a nulla domanda risposta sarà data. Vuolsi così colà dove si puote ciò che NON si vuole.

Quest’atrio, Wilmot, in cui risuonan sospiri pianti ed alti guai

Mostrasi sì davvero solo transire di cadaveri e fantasmi.

 

daimon

Chi dimora o staziona o transita non può sfuggirmi. Sono il vento gelido che si traveste da soffio, il ghigno nel sorriso di un bimbo inerme e ingenuo, il frutto marcio sulle vostre invitanti mense. Nessuna può sfuggirmi, sono la parola che s'inceppa, il gesto d'amore che si fa violenza, il caos nelle vostre menti tremule. Sono l'atomo e il mondo, il frammento e la globalità, il nulla travestito da tutto. Voi non mi vedete. Chi di voi mi scorge reca i segni del mio passaggio, la sua vita si sfa, s'avvita, si perde, s'annulla. Solo io posso dare nuova forma e materia, sempre maledette. Non temo, ignoro panico e terrori. Eppure, in me è il mio contrario. Il doppio che vi può salvare. In me il mio cupio dissolvi. Ma dovete osare. Accogliermi con la mia regale malvagità. Imbelvisco ai falsi inviti. Questo il segreto, il percorso impervio, il sentiero nel deserto delle anime di pietra. Altrimenti l'inganno vi travolgerà.

 

fanny

... se uno potesse costruire le persone oltre alle stanze tutto sarebbe più facile curtis... progettarle almeno, ecco se uno potesse progettare le donne insieme alle stanze sarebbe un delirante monologo di assoluta coerenza assoluta semplicità pure... oppure mi sbaglio e sarebbe proprio uguale ad adesso con le stesse tristezze gli stessi epici inciampi dei quali il mondo non vuol sapere perchè tutte ci portiamo dentro un mondo assai complesso no... o no? allora è tutto un viceversa... e se camminassimo come il titolo di un buon romanzo ci ha insegnato verrebbe da dire che le stanze prendono l'umore delle donne che vi transitano e oggi questo malasorte è tutto blu periodo picasso, dove le figure colano lunghe sul pavimento insieme alla cera lucida che il coniglio passa diligentemente sul pavimento affinchè tutte scivolino nella camera della sua padrona di sempre... anche a sua insaputa, ma il coniglio fa poche cose con questa assoluta abnegazione direi se conoscessi il suo contrario... allora è tutto blu e vado avanti e indietro ad aprire le finestre per far filtrare la luce del sole ma il sole non c'è e non solo piove sulle tamerici salmastre ed arse ma pure sulle stanze e nell'atrio che clessidra strozzata è, e del patio e oltre il giardino... e oggi questa pioggia non ci monda, ci tingesse almeno... una volta siamo state tinte tutte per uno scerzo e invece adesso siamo tutte tinte per tristezza che se Devil fosse la testa e io le mani me ne starei davvero conserta... compartecipazione spicciola pure io lo so, ma perchè non disegnamo algne e pesci sui muri come stessimo giocando al naif che c'è in noi e poi cominciamo a nuotare in quest'aria spessa spessa che a star così a trattenere il respiro... sbattiamo gambe e braccia ognuna nel suo stile e poi, piano piano, tutte a galla...

chi arriva ultima, stasera, niente alcolici...

ciaff, ciaff, ciaff, ciaff, ciaff...

glugluglugluglù

o curtis, che io sappia, i cadaveri e i fantasmi non hanno mai fatto male a nessuno, stanno lì... ma non è che io sappia tanto...

 

carmilla

Se si potessero progettare le donne come le stanza temo che non cambierei mestiere, e continuerei a noleggiare le stanze, che le donne, così progettate, sarebbero imbarazzanti da noleggiare.

Se camminassimo nel titolo di un buon romanzo il mio sarebbe un romanzo senza titolo, e tutte le pagine sarebbero scritte con un inchiostro verdino da una mano mancina… da sinistra a destra, e poi da destra a sinistra, in una progressione bustrofedica in cui perderei i miei passi ad ogni minimo accenno di punteggiatura… sì, anche qui sarebbe un tutto viceversa, ma non si vedrebbe la differenza.

Se le donne scivolano nella mia stanza, la colpa non è tua, ops…, non è del cOnIgLiO, fanny, è che la mia stanza è l’unica con cucina, e si sa bene cosa muove le donne… sai, poi la mia dieta per donne sole sta riscotendo un successo inaspettato.

La pioggia né ci monda né ci tinge, ché un nonnulla ci rattrista e un nonnulla ci consola… io non vedo più il blu da secoli, ma tutto è comunque slavato, fanny, forse perché lo sono anche io… qui fa un freddo impressionante, ed io sono ormai un tutt’uno con la tappezzeria a frattali della mia stanza.

Nell’atrio Clessidra giace strozzata, spero in un delitto passionale, almeno avremo qualcosa da raccontarci, portando via il cadavere.

Va bene, fanny, nuotiamo, e nuoteremo fino a dimenticare la ragione per cui abbiamo dimenticato a nuotare, è da troppo tempo che una donna non mi porta al mare, alla fine dei conti io chiedo poco, chiedo solo questo, un mare e il silenzio per immergermi… e che le stelle siano sufficientemente lontane; di trattenere il respiro non ne ho bisogno, l’ho perso molto tempo fa.

Buona notte, se accade.

 

Curtis jl

"Eppure, in me è il mio contrario. Il doppio che vi può salvare. In me il mio cupio dissolvi. Ma dovete osare travolgerà.”

Non ho paura dei fantasmi. Con loro il gioco dei sogni diventa fantasnma-gorico. I cadaveri son solo crisalidi abbandonate quasi gentili nella loro trasparenza, pasto alla terra per frutti futuri. Non io, ma Blu forse temeva.

La voce di daimon/ispiratrice ricorda i doppi i tripli gli infiniti.

Il suo cupio dissolvi in sè è la misura della felicità forse ed io non voglio perder di vista la sua lanterna.

Sento solo il suo soffio e vedo da lontano la sua fiammella alzata in questo labirinto di Echi. Prima del grande nuovo incendio insegnami?

 

Curtis jl

"... se uno potesse costruire le persone oltre alle stanze tutto sarebbe più facile curtis...”

I flebili suoni

la bocca risuona

È nata è nata ma ancora

Spostata

La luce che oscilla

Di luna la copre

Le labbra a fatica

Crespate di rovi

Si copron di

Molle

Saliva

Di uva

Si stende si allena

Tra lama

E

Sorriso

 

Sarà una vicenda

Di spade

E mantille

 

 

daimon

Di nascite discorrete e di ambizioni e di progetti di donne come stanze, e di Clessidre assassinate. Oh misere, che ritenete a voi possibile dissolvervi senza attraversare forme, fregiarvi di senza titoli, senza pronunciare verbo. Di sfuggire alla fine, vi illudete, senza dar corso a inizi. Il caos o l'attimo primigenio non sono dati. Vi dibattete senza lottare, vi perdete senza trovare. Vi rincorrete senza toccare. Delle infinite forme io posseggo il segreto. Delle finite forme conosco il limite, l'istante esatto dell'estinzione. Della perfetta e meravigliosa consunzione. Quell'istante che paventate. Levate lo sguardo nella notte, attraversatela, immergetevi in incubi, terrori, bagliori, delizie, deformità. Sognate l'alba, l'unica di quell'unico giorno, per morire il giorno dopo. Io detengo il mistero dell'infinito. La molteplicità del finito è l'unica mia concessione alle umane creature. Domino il non tempo e il non luogo. Impossibili le emulazioni. Dannate le finzioni. Chi non osa, verrà travolta. La luna appare e scompare. Il sorriso si fa ghigno.
Abbiate, almeno, poiché donne siete, il coraggio della Nascita.
Abbiate, almeno, poiché oggi vivete, il coraggio della Storia

 

civvie

Blu carissima,

se vuoi per compagnia,continua della Manomorta la terapia.

Ma se posso consigliarti,

il problema seduttivo è per pochi,

affar di timidezza!

E se son chiamata a dirti cosa penso,

il fascino,diavolino mio,

è cosa alquanto timida a mostrarsi.

Ferisce l'interesse,e sparisce.

"Goffaggine seduttiva?"

Amabile,tagliente, anomalia.

 

Curtis jl

che piacevole confusione hai combinato daim

fai il postino?

quello che suona tre volte?

ma cosa significa quando il postino suona tre volte?

 

carmilla

“Chi dimora o staziona o transita non può sfuggirmi.”

Chi dimora o staziona o transita alle volte non ha nemmeno desiderio di sfuggire, ma tu accomodati pure, daimon…

Purtroppo però al Mala Sorte, come avrai modo di assaggiare, ogni invito è rigorosamente falso, e non solo perché a consegnarli, di solito, è un coniglio folle che corre con le orecchie allacciate (scusami fanny, ma sai che ti rubo tutto).

Il tuo nulla travestito da tutto troverà una lieta sistemazione nella Camera dei Sette bardo, in cui le Divinità Pacifiche e Feroci hanno allestito – unicamente per chi non ci crede_ un Piccolo Teatro del Mondo, piuttosto impressionante…

Accomodatevi, tu te il tuo Doppio, ma non perdete tempo a salvare Nessuna… Nessuna si salverà da sé, così mi hanno detto le Stelle (le gemelle siamesi, le bionde incandescenti del primo piano) accomodatevi, le chiavi sono –come sempre- a portata di mano.

Ci vediamo più tardi, nel corridoio Il Bardo del Divenire, se ti pare…

 

Curtis jl

“la terapia.”

 

Filastrocca della sera sussurrata per distrazione in attesa (felice)

Del Nonsoché

Una volta c’era una Volta

Avvolta volutamente e voluttuosamente

Ad un’altra Volta

Avvinte e vinte

Le due Volte vincolate

Vicendevolmente

Vivacemente

Vociavano

Di contro alle colonne incolonnate

Collocate collettivamente

Di sotto alle avvicinate Volte

Vociavano vocali

Vocalizzavano voci

Convincentemente convinte

Di conversar contente

E convertivan invertendo

In conversazioni suoni

E convenivan su tutto

Il conveniente convenuto

E su gli inconvenienti non venuti

Ma venne non invitato un terremoto

E trascinò con sé Volte (avvolte)

e

Colonne (incolonnate)

Nel giro di un giroconto urgente

(da un giorno all’altro cioè)

Volte e Colonne volarono

Rivoltate in polvere di gesso

Svitate

 

Curtis jl

per oggi niente filastrocche

ma solo un drappo

BIANCO

sul muro esterno

 

Curtis jl

qualcuno di là nell'albergo parla di fetori e puzze e odori

anzi sento (con un orecchio solo a forma di cono, ma mi è spuntato così)

non parole ma urlacci

da ubriaco

cercano di sovrastare un nuovo canto d'amore

non credo ci riusciranno

sarebbe indelicato

 

Curtis jl

il cavaldossa di laddor persa la sua padrona

dopo lungo peregrinare è arrivato alle porte dell'albergo

tolgo il vessillo bianco

dalle mura esterne

salgo sul suo dorso

volgo le spalle al labirinto

e il volto al fuori

esco

 

daimon

Mia cara Curtis, se esci dal labirinto che ti sia di guida il fiuto, la rosa, il guanciale e il clangore ritmico della tua anima-ldossa

Lunga è stata la mia assenza ma peregrinavo per gli sconfinati terreni del mio mondo sapendo dei tremori, dei travagli, delle volte avvolte, dei terremoti e dei vulcani. Sono il vento che si fa tempesta e arrivo silenzioso annunciato dai giochi degli animali del mio reame che si perdono nell'innocenza di morsi e carezze e istinti e passioni. La luce è nella crudità, cara Curtis. Se tu esci da questo labirinto la forma che io ho preso qui per te si dissolverà. Svanirà con te, perché si è fatta verbo solo per annunciarsi a te e a chi ha avuto il coraggio di leggere la sfida. Inoltrando falsi inviti, come tutto qui, vero e falso. Ma troppo, già ve lo dissi. Di forme avete bisogno per superarvi. Il tutto e il nulla non sono alla vostra portata. Ora tu svanisci e non lasci orma, stai osando: nella dissolvenza la rinascita. Io ti seguirò come respiro e brezza lunare, lì dove le stelle ti sono più amiche, lì dove non avrai bisogno di strategia alcuna, se non quella eroica, materna, neonatale, dell'abbandono a nuova vita. Ti seguirò, vedrò se supererai le prove. Inizi il viaggio fuori dal labirinto, e ti aspettano le tre porte. Varcarle, Curtis, sarà il tuo rovello, vedrai il tuo demone, cara, e sarà brivido, vera follia, arco di luce pura nell'immensità dell'universo. Tu Curtis stai disegnando il tuo destino. Posso aiutarti, però, perché la genrosità non mi è aliena. Ti dirò della meta finale.

Se arriverai, Curtis, non ti aspettare paradisi, anche se so che non è da te.

Se arriverai, l'ineluttabile Condanna.

Ti condannerò, donna che non teme aurore e vagiti umani.

Ti condannerò alla vita eterna.

esco

 

Curtis jl

“Ti condannerò alla vita eterna.”

daimon....on........on....on...

ki.... ki...ki...ki...ki.....

sei... ei....ei.....ei...

 

fanny

se fosse Eco...

l'avresti di certo irretita...ita...ita...ita...

così pare... puntini come spilli...

me ne torno a metter virgole

 

Curtis jl

“se fosse Eco...”

Wilmot...ot...ot..

Blu ...u...u...

Daimon .... on .... on... on...