RECEPTION

 

epson

Ma non c'è una reception in questo albergo?

 

carmilla

certo, madame, ma in questo momento la reception è terribilmente occupata in altre... come le possiamo definire: faccende?

 

pertanto si accomodi sul canapè, NO! non sul cOnIgLiO

...

sì: quello, vestito da canapè, è il cOnIgLiO; mentre quell'altro, quello vestito da cOnIgLiO è il canapè …è quello più in là

(perché qui le donne non distinguono più un cOnIgLiO da un canapè?)

...

ecco, bene, ora che si è sistemata, nell'attesa che la reception si liberi (fanny, vuoi darti una mossa che qui c'è una che aspetta da almeno mezz'oraaaaA!) vuole cortesemente dirmi per quale motivo ha deciso di prendere proprio una stanza qui?

...

a no?

...

lei non è qui per una stanza?

...

(diommio che gaffe mostruosa)

lei è il tecnico (o la tecnica, come si dice?) della lavatrice?

...

sì, quella che avevamo chiamato l'altra sera per quell'intervento... oserei dire urgente?

...

a beh, in tal caso: la lavatrice è nella mia stanza, mi segua.

 

 fanny

... ho capito, ho capito!!!

... tutto il devo fare... tutto io, adesso pure il coniglio devo fare... LaScIaMo PeRdErE...

ecco, ecco...

mi metto le ciglia che mi son cascate ai piedi...

benvenuta madamigella epson... benvenuta...

 

epson

E dopo tanto affanno e tanta attesa, dovrei entrare in scena in veste di semplice tecnico?

Dica alla sua lavatrice di attendere. O la faccia accorrere al mio cospetto. Veda Lei.

Io esigo una reception funzionante ed accogliente. 

 

diamanda

“entrare in scena”...

che parolone!

(io ho sempre avuto un debole per le tecniche delle lavatrici, tra l'altro)

ad ogni modo: vedo che l'ostessa in persona ti ha già accolta e che fanny ha perso le ciglia per l'occasione...io invece stavo cercando il coniglio. sai, sarebbe il mio aiutante al bar... un incauto acquisto, a volere usare un eufemismo.

 

scusami se non ti stringo la mano ma come vedi sto impicciata con lo shaker del cocktail...

qui dentro l'alcolismo è una buona via (per me, l'unica) per vedere le cose più lucidamente,

fai un salto all'ala 'manicomi&labirinti' e poi mi saprai dire... se avvisti il coniglio fai un fischio

che gli mando incontro il cammello

(credo di sbagliare il mio approccio con le donne, in qualche modo che al momento mi sfugge)

 

carmilla

"E dopo tanto affanno e tanta attesa, dovrei entrare in scena in veste di semplice tecnico?

Dica alla sua lavatrice di attendere. O la faccia accorrere al mio cospetto. Veda Lei.

Io esigo una reception funzionante ed accogliente."

 

Uffa, e va bene… fanny: fiato alle trombe!

Il tappeto rosso è rosso, poi: il comitato d’accoglienza è al completo, con tanto di cOnIgLiO e Cammello pettinati a dovere e coi denti lavati; anche il buffet è pronto (sì, diamanda, certo, occorrono anche i beveraggi, no, tu li servi alle altre, non a te, e smettila di provarci con tutte, almeno aspetta che io mi giri, no?).

[…]

Ho capito, non ti va di fare il tecnico della lavatrice, ma questo è perché ancora non hai visto la lavatrice. (e pensare che il cOnIgLiO, quel lascivo, si fa un programma completo a settimana).

 

Allora che ti va di fare? Guarda che qui di principesse e fatine ne abbiamo da vendere… comunque sono ancora libere delle camere (o le possiamo liberare in fretta). Magari ti va la Teotihuacan’s Last Bedroom, dai colori solari, ma dalla buia fine… o preferisci un suite più musicale? In tal caso sono libere, o è come lo fossero, Una Toccata e Una Fuga (quest’ultima è una singola che ti si addice, mi pare…)

Beh, fammi sapere… intanto vado a prendere della lenzuola pulite.

 

fanny

... qui c'è un provaci provaci generale, basta che ne entra una nuova...

comunque epson, anche io volevo fare l'autore di testi, poi la cantante di cabaret e invece adesso rifaccio le camere... capita... anzi caspita!!! non puoi immaginare quante cose si scoprono rifacendo i letti dormiti da altri... ma i segreti li prende tutti il coniglio che ha le orecchie lunghe e li ripete il cammello che ha la bocca grande e una intelligenza paziente, nonostante il nome, non lasciarti spaventare se non riesci a salire sul cammello, è un po’ claustrofobo e non vuole che nessuna gli stringa le gambe intorno... poi adesso ha cominciato a fare ginnastica ungherese, non so in cosa consista... ostessa, tu che puoi, potresti darmi La Stanza d'Angolo... ieri sera civviè... una signora tra l'altro, una signora... è inutile che io lo ripeta fino a convincerne financo il coniglio, una signora- dicevo civviè mi ha portato lì e sono stata davvero bene, ma quando è nata la stanza d'angolo, puzzava un po' di latte, ma forse era latte d'asina e forse Astrea doveva averci fatto un bel bagno dentro... chissà... comunque la vorrei se è mai possibile avere un desiderio esaudito tra queste quattro mura, desideri esauriti ce ne sono a iosa... ma tant'è... giochi di parole e giochi di luce... beh, comunque, diamanda, volevo dirti... ehm lo so sto un po' arrossendo... che io perdo sempre le ciglia quando ti intravedo... così... arrossisco un po'...

epson, seguimi, c'è una camera, scegli tra la rosa che t'ha porto l'ostessa... è inutile che ti avverta, può avere le spine... l'ostessa è fatta così... lei e il coniglio sono fatti così...

 

"... e sciogli il nodo dei tuoi fianchi la medicina è amara ma tu già lo sai che la berrà..."

un brindisi!!!

...

anche se adesso metto su tom waits...

 

carmilla

Oh fanny! Dare dell’asina ad astrea mi sembra quanto minimo imprudente… nel tuo caso, invece, direi controproducente…

 

Il pacchettino con la musica che hai trovato è perché tu possa tenere occupate le tue orecchie, e quelle del cOnIgLiO, in altro che non siano i segreti disfatti che trovi nei letti delle ospiti, al mattino.

In quanto alla boccaccia di Puro Teatro…

 

La Stanza d’Angolo, vediamo: tu cosa hai da dare in cambio per una Notte Sola nella Stanza d’Angolo? Quella che ha due finestre, una per ogni lato dell’angolo, che guardano la stessa veduta, ma con due occhi diversi?

Quando è nata nessuna s’è accorta che era una stanza strana, si sa: lo strabismo di venere incanta tutte… ora chi ne esce dopo avervi passato una notte non riesce più ad avere una precisa visione dei fatti, e si perde in monologhi assurdi, tra un lato ed un altro di qualsiasi cosa.

 

Una rosa no, non volevo dare ad epson, la Rosa Senza Spine, la camera delle menzogne d’amore… tutte vi abbiamo soggiornato qualche notte e prima di accorgerci d’aver dormito su un irrimediabile roveto è passata qualche ora felice e intensa.

Poi , dopo qualche notte, le Spine sono entrate senza bussare con la loro dimessa veste claustrale e il libro delle Pene del Cuore… no, non è una camera che le si addice, mi pare, o non sarò io ad assegnargliela. A dire il vero è una camera che lascio sempre sfitta, ma questo non ne impedisce l’accesso alle ospiti.

Che sia lei a scegliere, dunque, quale camera le sarà più utile, durante la sua permanenza… a noi il …piacere, lo stare a guardare.

 

fanny

...da quando così democratica ostessa?

ognuno scelga la camera che vuole, musica qui, conigli lì cammelli altrove... ma cos'è successo... hai forse trascorso qualche ora nell'Amore con la A maiuscola, la camera che Babele aveva collocato alla fine del corridoio del corteggiamento, per una notte sola nella stanza d'angolo posso darti... vediamo... posso darti una zampa di Ezra affinché ti porti fortuna, sarà piacere mio privarlo della sinistra che si sa non ce l'ha neppure dio... oppure posso darti... epson, vieni qui che ti presento l'ostessa... epson, epson, dove sei?

ostessa mica l'avrai già fatta sparire nella Presente per un soffio... è troppo ventosa, ho cercato di dirtelo, se le porta tutte via...

non darei mai dell'asina ad Astrea, lo sai, spero sempre che lei dia dell'asina a me, ma non succede questo neppure e così, che dobbiamo fare ci consoliamo o ci puniamo col latte... capita...

stiamo sempre a guardare comunque... delle vecchiacce sul patio sembriamo la sera, ci manca davvero solo una pipa o un narghilè (astrea come si scrive? tu che sai usarlo così bene?)... da giovani voyeuse a vecchiacce che commentano la vita nella palude paludosa...

e noi paludate nei nostri soprabiti di inverno che s'è appena affacciato...

comunque ho visto il coniglio in lavanderia... non so cosa ci facesse, aveva un'aria piuttosto sospetta, più del solito intendo, e aveva pure il fez di puro teatro se non ricordo male...

chissà cosa ricordo...

o se sono i ricordi che vivono me...

vado a rifare la Stanza Tua ostessa, spero non ci abbia lasciato Nulla dentro... non mi è poi così simpatica...

 

ezra

E No! lA zAmPa E’ mIa, aLmEnO fInChé è aTtAcCaTa a Me!

pReNdEtEvI lA gIaPpOnEsE, cHe fA tAnTo lA dIfFiCiLe.

tOrNo iN lAvAnDeRiA, hO uN aPpUnTaMeNtO, Io…

  

carmilla

Beh, fanny, tu chiamala democrazia, io la chiamo strategia.

Più del mio limitato dispotismo qui può la natura delle cose, o delle stanze, che è la stessa cosa. E’ un piacere vedere che chi si sceglie la propria stanza da sé oltre all’insoddisfazione per non aver ottenuto quanto desiderava si porta il peso di non poter scendere alla reception a lamentarsi.

 

Comunque la tua conoscenza della geografia di questo albergo mi lascia perplessa, fanny… sai che la Amore (dio che orrore solo scriverlo) Babele l’ha portata via con sé… e questo è il Mistero di Misteriosissima (eheheh) e al fondo del corridoio del corteggiamento, al mala Sorte, trovi unicamente i Magazzini dei Baci Troppo Presto Dati e il Cimitero delle Parole Sbagliate.

 

Tu e Astrea dovreste finirla di giocare alla cavallina, mi sembra di aver capito.

 

Quanto mi vuoi dare in cambio della Stanza dell’Angolo mi sembra non ti appartenga, perciò prenderò volentieri entrambe: la zampa del cOnIgLiO la userò per raspare alla tua porta, la notte, mentre di epson qualcosa ci farò, siamo a corto di personale da quando ti ho licenziata, non lo sapevi? (certo che quando epson verrà a sapere che l’hai venduta per una Sola Notte…)

 

Nemmeno tu sei molto simpatica a Nulla… ma che ci vuoi fare, ora lei rifà i letti al posto tuo….

 

Incantevole serata, non trovi?

 

epson

Sorvolando il disguido che mi ha portato ad essere identificata come il tecnico/a della lavatrice, e non potendo principessare causa sovraffollamento della specie, preferirei momentaneamente sorvolare su tutte le attribuzioni di ruolo in generale.

Ostessa, constato piacevolmente che Lei non svanisce poi così facilmente come minaccia invece nel suo esistere virtualnotturno (la camera beethoviana si addice più a Lei che a me, semmai!).

Sarà sempre per una questione di riflessi? Sarà anche questo albergo solo un riflesso, un mero gioco di specchi?

E' notorio che, negli alberghi, la verità si annidi in un canonico luogo; il bar. Troverò la strada, il cOnIgLiO/canapè sembra già suggerirmene una. Sarebbe più indicata l'indicazione del Cammello, ma non vedo gobbe (sempre ammesso che qui i cammelli tengano le gobbe).

Seguirò il tappeto rosso che è proprio rosso in mio onore (Ostessa devo a Lei tanta distinta accoglienza?) e cercherò, con l'aiuto dell'amico absinthium, la strada della verità di codesto luogo o di chiunque la detenga.

Suvvia, Diamanda, si prepari, a Lei tocca la vera accoglienza degli ospiti (la reception continua a deficitare). Lasci lo shaker per un momento, mi porti invece il più cristallino dei suoi cristalli: assenzio prego!

Solo dopo aver testato la sua arte nella somministrazione di spiriti, e solo in pace con me stessa, sceglierò una stanza, giammai la Rosa Senza Spine, son qua per riposare e non certo per contorcermi in giacigli di spine.

 

carmilla

-Ah, si mi scusi, sono letteralmente mortificata per l’equivoco, non ho parole… provvederemo immediatamente ad una consona sistemazione.

(Qui le donne non sanno più cosa inventare, pur di entrare gratis… una che si finge cammello l’altra che fa la parte del cOnIgLiO, e questa che fa la gnorri e si infila con la scusa di essere il tecnico della lavatrice…)

 

-No, io non svanisco, ma sa, la responsabilità di un’azienda di soggiorno come questa implica il mio correre da una camera ad un’altra..

(figuriamoci: ho già da stare dietro ai miei porci comodi)

 

-Beh, sa le clienti sono tutte molto esigenti, mi creda, e il personale non è più quello di una volta

(quello l’ho fatto fuori già da un pezzo…)

 

-Uh, mi perdoni, il telefono…      diamanda? sì, dimmi… no, non è la tecnica della lavatrice, però non è male, sì, diciamo che ha una… certa tecnica, se vuoi te la passo, no, non puoi…no, ho detto no! sì… tanto sta scendendo al bar, vedi di comportarti da signora, no, dai: il veleno lascia tracce. Beh, sì il cOnIgLiO…, va bene, sì, ti chiamo dopo… sì, cià, cià…

 

-No, mi scusi, ma qui alla reception il telefono squilla in continuazione, da quando fanny è rimasta chiusa accidentalmente (proprio…) nella ghiacciaia tocca fare tutto a me; vediamo… compili il modulo, poi le assegniamo noi una stanza, sì, certo, come la vuole lei…

(col cavolo che te la faccio scegliere… a te ti sistemo io: trattamento preferenziale...)

 

- e ha gradito l’omaggio del tappeto rosso? Sì, era per lei, certo… solo per lei…

(ci cascano sempre…)

 

-bene, vedo cha ha occhio per queste cose: sì: è un antico cimelio di famiglia, il colore è così intenso perché è stato tinto di recente

(magari il prossimo bagno di colore glielo faccio col tuo sangue, tesoro…)

 

-Sì, certo, una camera che possa garantirle un soggiorno rilassante, un po’ di riposo, la giusta quiete perché lei possa ritrovare se stessa…

(se solo mi ricordassi dove il cOnIgLiO sta facendo gli scavi per la metropolitana)

 

-ma certamente, lasci qui il bagaglio, provvediamo noi a portarlo in camera

“Peter Panic! Il bagaglio della signora!”

(lo so che hai capito, su, poi portami il ricavato, gobbo malefico).

 

-Intanto lei è nostra gradita ospite all’Americanbarr, credo la stiano aspettando per l’aperitivo, dovremo pur farci perdonare quello spiacevole disguido, no?

(e ora scendo in giardino, vado a ritirare le lenzuola che ho steso nel roseto…)

 

epson

Qualcuno mi chiami un taxi...

 

fanny

… oh, buongiorno, dov'è la reception?

Dliin, dliim, dliin, dliin, non c'è nessuno…

(ora so cosa si prova a passare dall'altra parte della barricata…)

dliin, dliin, dliiin, ostessa dove sei e con chi sei, sono qui, arrivata come nuova, arrivata d'improvviso a prendere una stanza se c'è o far si che un'altra se ne crei tutta nuova con odore di latte o di polvere, ostessa dove sei, non vuoi nemmeno più guardarmi...

(tanto più che con tutti gli arretrati che mi deve qui ci campo gratis e bene per almeno un quarto d'eternità, chissà se cambia la percezione del tempo a stare al di qua…)

dove poggio la mia valigia di CoNiGlIo??? che poi ci manca una maniglia ché l'ostessa aveva detto di non volerla la zampa ma poi… Un cappotto di cammello non potevo permetterlo ma la valigia di coniglio spaziosa capiente morbida, certo non tanto sicura… ma dopotutto cos'altro si può chiedere… beh anche se, qui non c'è nessuno a rispondere, potrei chiedere, chiedere per sempre… che costruzione del vano o costruzione vana…

vano abitabile, insomma… mi sento un'agente immobiliare, tant'è che sono qui ferma…

(tutto è così silenzioso, strano, che stiano a ancora dormendo… non un russare, non un sospiro un gemito o uno sbadiglio, nemmeno curtis che di solito qualcosa la dice in rima o no, astrea sarà strafatta da tutte quelle polverine nuove che aveva portato con se, Polverine tutte belle e colorate sinuose e insinuanti, io prendo Bianca… e diamanda, diamanda è mattutina credo… comincia a bere presto, perché sprecare ore di sonno quando si può bere, vado al bar lei ci sarà… la civetta è volata via bludevil è così blu che ha impregnato le pareti del locale e davvero non riesco a scorgerla… e epson… proviamo…)

epson, epson… dove sei, ma non ti avevano messo in reception… ecco qui, già l'andazzo ha contagiato lei pure…

oppure... mi pare che cerchi... taxiiiii, taxiiii...

 

fanny visibilmente seccata si avvia verso l'americanbar, qualcosa ci sarà da fare da bere da vedere, poi la locandina sulla porta di ingresso dava ad intendere che il cammello avesse intenzione di cominciare cabaret…

 

ezra

AlLloRa, Eh He Eh He… DuE SlIp UnO nErO e UnO bIaNcO… oVvIa… UnA cAnOtTiErA… aH, sIgArEtTe E mOzZiCoNi… Uh Hu Uh, EcCo DoVe ErA fInItA lA CeNeRiErA dEl CaMmElLo, E gUaRdA gUaRdA, lA cHiAvE dElLa StAnZa dI… eH He Eh… CoN qUeStA cHiAvE qUi Ci FaCcIo BeI sOlDi, PuRe SoLo A dIrE cHe L'hO tRoVaTa…

AdEsSo MeGliO cHe Mi ToLgA dI QuI…

OsTeSsA… sOnO sIcUrO cHe Se ViEnI uN aTtImO qUi… Mi ReStItUiScI lA zAmPa… 

 

carmilla

"Qualcuno mi chiami un taxi..."

prego, l'uscita è da questa parte...

 

epson

Il vero luogo di perdizione in questo albergo, è la reception, nel senso che ci entri e non ne esci più. Si rimane inchiodati in attesa che qualcuno si prenda cura di te.

Ostessa, che facciamo? Mi dona solo le spine, niente bocccciuolo di rosa? La gestione di un albergo non concede permalosità di sorta...

Io drinkeggerei ancora all'americanbarr, così giusto nell'attesa fra alba e tramonto, che un taxi poi non mi porti via.

Diamanda, il solito assenzio, prego.

 

carmilla

Da principio c’era il caos… è vero, ma non che poi dopo le cose siano migliorate, nemmeno alla nostra reception, ma “sempre non si può essere all’altezza delle nostre sensazioni non si può” parole e note non mie, mi sentirai cantare all’alba, prima di coricarmi nel mio gelido avello…

 

Qualcuna si prenderà cura di te, accadrà, e come se accadrà… troppo presto, troppo tardi, comunque troppo presto me lo verrai a raccontare.

 

Ospite inquieta, che facciamo lo domando anche io con le spine che sono inevitabili, come il necessario colore dell’alba che mi obbliga ad una diuturna sospensione tra non vita e non morte, di bocciolo di rosa ne posseggo uno solo, tra le mie labbra serrato a dovere e cui chiave non è un desiderio, ma parole, parole scivolate nella Silenzi Inspiegabili, una camera impercettibile, dove forse tu le andrai a cercare.

 

Quello che chiami con un nome sovente nella gestione di un albergo non è tale, ma mi piace continuare a ripetere al tuo orgoglio che ti inganni, e sempre ti sei piacevolmente ingannata…

 

Se tra l’alba e il tramonto tu fossi salita su quel taxi saresti arrivata prima di me ad un’ovvia conclusione, che dal Mala Sorte non si può uscire, nemmeno a bordo di un taxi, neppure se tu non fossi tu, e non fossi io a guidare.

 

Questa sera tocca a me versare da bere; allora assenzio: non il solito.

Buonanotte, non te ne andare.

 

epson

Restare per restare, non ha senso.

Continuare a vagare per questi corridoi, poi, mi fa penare.

Mai vorrei, dopo essere stata tecnico della lavatrice, essere anche fantasmagoricamente tacciata di sonnambulismo. Se qualcuna si prenderà cura di me, vorrei impiegare meglio le lenzuola...

Non so, se allora, Lei saprà già dell'accaduto. Dovrò ritrovare la parola o saremo già fin troppo consapevoli?

 

A proposito di lenzuola, ostessa, non se ne doveva occupare proprio Lei? Promesse e spine? Spine e promesse?

Continua a svanirmi così, molto più agilmente delle sbornie di Diamanda.

Spero terrai i bicchieri sempre pieni.

Buongiorno. Non scomparire.

 

carmilla

è l'alba... e io debbo tornare, l'avello è un padrone esigente...

al tramonto tornerò, è mia abitudine.

scopri il collo, e ti darò nuove lenzuola, Le Più Desiderate, quelle con un ricamo di Parole Introvabile... tu sceglierai poi la stanza, e la Donna.

I bicchieri sono a tua disposizione, nella Cre-Danza.

Mi concede il prossimo giro di valzer?

 

tecnica SpA

Toc toc

(Entro, e' aperto)

C'e' nessuno?

Sono la tecnica delle lavatrici, ho ricevuto una telefonata da un certo

Mr. Rabbit, dice che e' urgente, un lavoro di (p)recisione,

o qualcosa del genere, pare che si sia staccata una zampa alla lavatrice,

o cosi' mi ha detto...

 

cosa?

no grazie, non bevo quando sono in servizio...

 

tecnica SpA (Solo per Appuntamento)

 

epson

Il nostro ballo era il tango. Lei tanga è poi se ne dimentica. Il valzer sarò stato di qualcun'altra. Forse i bicchieri erano troppo pieni. Sarà meglio diminuire l'assenzio o invece aumentarlo fino alla perdizione totale. Forse, per sottrazione (delle restrizioni dovute alla coscienza) ritroverò la favella perduta.

Al momento mi basta trovare una stanza. Inutile rivolgersi alla Reception. Anche all'Americanbarr regna il vuoto assoluto. Rimangono solo spiriti e fumi. E donne che aspettano di essere risvegliate. Forse i muri ne sapranno di più. Di solito parlare al muro non serve granché, ma qua, non si sa mai. Proverò.

Aspetto il tramonto. E che l'alba non arrivi poi troppo in fretta.

 

epson

Suvvia, Le abbiamo offerto solo un Camparino!

Il lavoro sarà più difficile di quello che sembri...

 

tecnica SpA

se proprio devo bere preferirei qualcosa di più forte,

anche perché questo albergo mi rende

un po' nervosa.

Andiamo, mi mostri questa lavatrice... o almeno mi dica

dove posso trovare Mr Rabbit.

 

tecnica SpA (Solo per Appuntamento)

 

diamanda

"cosa?

no grazie, non bevo quando sono in servizio..”

 

COSA? lo dico io!

mia cara tecnica SpA

(mettendole un braccio intorno alle spalle)

come diceva mia nonna l'acqua arruginisce i ponti

e mi sembra che alla lunga nuoccia anche alle lavatrici,

con tutto quel calcare - che orrore!

Viceversa, l'alcool non ha mai fatto male

a una resistenza o a un cestello inox,

almeno a me non risulta... a te?

Possiamo studiare un cocktail insieme

(facendo strada e aprendo la porta verso

il corridoio che conduce all'Ammericanbar)

che ne dici?... vuoi vedere il mio bancone?

ho anche una lavastoviglie, al bar, non so se ti

può interessare...

 

ancora deve nascere la donna che rifiuta da bere da me!

 

tecnica SpA

Però c'e' gente simpatica qui...

forse la storia della lavatrice era uno scherzo,

ma ormai, dopo tutta la strada che ho fatto,

penso che mi fermerò un po' (anche perché con questo braccio

di donna che mi cinge le spalle la vedo difficile potersi allontanare).

Ma, mi permetta, le offrirò io qualcosa,

la vedo esperta di cestelli e resistenze

(potrei prenderla in società con me)

infatti porto sempre, tra i ferri del mestiere,

liquidi antiruggine di mia speciale fabbricazione,

di gusto palatabile, di colore chiaro e di sicuro effetto,

forza, prenda dei bicchieri!

 

tecnica SpA (Solo per Appuntamento)

 

diamanda

"forza, prenda dei bicchieri!”

 

Bene, ragazza...

vedo che cominci a ragionare!

(devo smetterla di parlare come Robert Mitchum, pur bevendo quanto lui)

 

Se potessi evitare di darmi del lei...

non sono COSI' vecchia, anche se a volte ho il vezzo di definirmi tale...

Questo liquido antiruggine non è male,

un po' leggerino ma non male...

vuoi vedere la mia collezione di zerbini? sono qui sotto al bancone...

 

epson

Ed ecco un nuovo cocktail...

 

tecnica SpA

Mi sembra giusto, entriamo in confidenza,

però non ti permetto di dire che i miei liquorosi liquidi

sono leggerini!

è solo che sono ad azione lenta, dopotutto

li ho inventati per togliere il calcare dalle lavatrici.

di collezioni di zerbini non avevo mai sentito parlare,

anche se a volte mi ci sono un po' sentita, trattata come, intendo,

ma mi sono sentita anche molte altre cose, e non ci faccio caso

più di tanto, piuttosto spero che siano morbidi, i tuoi zerbini,

questi intrugli mi stanno cominciando a dare alla testa...

tecnica SpA (Sempre più Alcolizzata)

 

fanny

"Bene, ragazza...

vedo che cominci a ragionare!

(devo smetterla di parlare come Robert Mitchum, pur bevendo quanto lui)"

 

... solo quanto lui?

eufemismo o modestia?

 

epson

Fanny, Lei sta per caso aggirandosi per l'albergo?

 

epson

Fannyyyyyyy!!!

Ma che è sto albergo, vige l'infrattamento anche da queste parti?

Nulla. Un buco nero. Neanche la tecnica della lavatrice si trova più!

Io e il muro ci siam già parlati abbastanza, e poi si sa, i muri sono buoni ascoltatori, ma non gran conversatori!

Anche del Cammello mi accontenterei! Anche del Coniglio (che sarà sicuramente bagnato).

Anche il bar è desolato! Diamanda, io mi servo da sola, ma com'è che qua, all'Amerricanbarr le bottiglie, quando le versi, si riempiono invece di svuotarsi?

Ezraaaaaaa?? Ezraaaaaaaaa???

 

Blu Blu Blu

oh... povera... sgomento, horror vacui...

e metafore sconce: ma per carità.

 

ezra

"Anche del Coniglio (che sarà sicuramente bagnato)."

iO uSo iL pHon!

eZrA

 

carmilla

Essendo che il Mala Sorte ha solo entrate per entrare e nessuna Uscita per Uscire, perché Babele Mismento non ha fornito ogni stanza di almeno un paracadute?!

 

Ad ogni pena la sua stanza… epson pensavo di consigliarti la Sovente Sogno di Volare… è un’esperienza piacevolissima, lasciare a terra la propria gravità, perdendo il fiato e la certezza di tornare… però forse, mi rendo conto che essendoti persa nell’Eterno Desiderio di Una Stanza (il nostro corridoio del terzo piano si chiama così) tu preferisca fermarti a guardare fuori dalla finestra…

 

Poi sulla Rue dell’Absinthe, numéro treize, una sera di nebbia potrai incontrare il mio piacere di perdermi un poco con te, e che le donne dormano, lasciamole sognare… o che parlino, lasciamole parlare, e il loro mormorio valga per noi la più vile moneta, il giorno può morire e poi risorgere ancora, ma quando il nostro breve giorno sarà terminato una notte infinita dormiremo…

In quanto ai muri so che è una tua abitudine lasciarli conversare con le tue nottambule interlocutrici (un harem, un intero harem di lavatrici, mi hanno detto) e loro si concedono in lunghe confessioni che per la discrezione dell’intonaco, o per puro caso, il tuo orecchio non coglie…

 

Tanto va la gatta al lardo…

La tecnica (SpA) ce l’hai, non c’è che dire; lo zampino non è quello del cOnIgLiO però…

La Lavatrice è indisposta, in questo momento, ma vedo che ti sai consolare e far consolare… Certo diamanda ha un fascino alcolico irresistibile (mi creda… e ricreda, anche io mi sono ricreduta, d’altronde…) anche in questo caso, noto la tua inconfondibile Tecnica (SpA) e la precisa seduzione ehm… discrezione con cui sai manovrare i ferri del mestiere, comunque se credi, la prossima volta vieni anche senza appuntamento.

 

Ah! non credo di aver dimenticato il tanga da nessuna parte, è un genere di abbigliamento piuttosto intimo, da lasciare in giro…. epson: se non riesci ad attribuire una proprietaria al tuo reperto chiedi a fanny, lei di solito prende nota di queste, e di altre cose…

 

Diamanda, tesoro, non è che la finiresti di appiccicarti addosso qualsiasi donna che sia in condizione di versarti da bere? e poi la collezione di zerbini, mio dio! ma a quante l’hai fatta vedere, sotto al bancone?

 

Qui mancano donne, mancano alcune donne all’appello! possibile che tutte abbiano una stanza che le soddisfi, e nessuna venga a lamentarsi alla reception?

fanny: che fine hai fatto? ora che non hai da spolverare stanze e donne a cosa pensi?

e ariel? e civvie? che fa la signora che stava davanti al juke box tubando con skye, che tuba un po’ per partito preso… e blu blu blu? sempre a far la difficile… eh?

Astrea, la penitente… ha preso i voti, mi dicono… li ha presi in chat, lo dico io, è una missionaria della perdizione virtuale (peccato).

 

Insomma: datevi da fare, perché qui tutte, bene o male, lo trovano qualcosa da fare.

 

Dimenticavo: fanny vorresti tornare a lavorare per me, a metà dello stipendio naturalmente: Nulla m’ha lasciata, come dire? con un pugno di mosche in mano.

 

Oh fanny, o come dicevan tutte, fannì (credetemi: un’amica…) perché quando ti hanno fatta avanzavano squame?

 

peter panic

"ma com'è che qua, all'Amerricanbarr le bottiglie, quando le versi, si riempono invece di svuotarsi?"

Intermezzo Ludico Idrostatico

 

IL PRINCIPIO DEI VASI COMUNICANTI

secondo Diamanda, Accademica della Bottiglia.

 

Siano dati due o più recipienti atti a contener liquidi alcolici, di cui molti abbiano nome di “bottiglia” e uno solo di “diamanda”; si sia in tarda sera e dietro al bancone dell’americanbarr.

 

Se da uno dei più recipienti di nome “bottiglia” si versa un liquido questo, soggetto alla sola azione della forza di necessità, e in condizione di precario equilibrio psico-fisico della barman, si disporrà in modo da raggiungere lo stesso livello in tutti gli altri recipienti presenti nell’americanbarr, ma principalmente in quelli che si trovano a portata di mano di “diamanda”.

 

Peter Panic, concierge al Mala Sorte.

 

Astrea

Credo di essere l'unica che, tra dovizia di liquori cristallozuccherini e potenti bourbon, all'Ammericanbarr si permette di ordinare solo un caffè d'orzo - tazza grande, per favore.

Per farlo, approfitto di uno dei rari momenti in cui la barista emerge da sotto il bancone, reduce dall'ennesima visita guidata alla celebre collezione di zerbini miniati - incunaboli in fibra di cocco.

Sarebbe il caso di installare un campanello, come al lavasecco, le clienti non amano aspettare, soprattutto da quando, in un momento di sbornia triste, la cara Diarmanda ha fatto cospargere la superficie del bancone di cocci di bottiglie e di cuori infranti. Era forse stufa della sfilata di generose scollature continuamente esibita da clienti di passaggio - si copra, alla sua età! - ?

Ma ora ci sono io, fresca dei recenti voti, rivelati dall'impudica concierge, nell'adempimento, appunto, dei suoi più tipici uffici.

Infervorata tutrice della morale pubblica, brucerò tutti gli zerbini nel corso di un autodafè nel primo Cortile Interno, sì, proprio quello su cui un tempo si affacciavano i balconi della Viandante Siderale.

 

Mi scusi, Madame Diamande, ma questo caffè d'orzo ha uno strano sapore, come di mandorla...

 

epson

 

Mai bere caffè (e mai bere caffè d'orzo in tazza grande in generale, ovunque, nel mondo) all'Amerriccannbarr!! Mai! Potrebbe nascondere fondi senza fine o essere il liquido per la lavatrice della fantomatica tecnica delle altrettanto fantomatiche lavatrici.

Tecnica, Lei non mi sembra molto affidabile. Non c'è da fidarsi per nulla. Entra ed esce dalle stanze senza pass, in cerca di facili lavaggi sempre a temperatura sbagliata. Lei millanta e seduce. Seduce e millanta. Millantata seduzione.

 

Ezra, le sue zampe possono maneggiare un phon? Credevo Lei si asciugasse con le correnti malsane ed acide di questi corridoi, laddove spira Blu Blu Blu...

Mi vorrebbe fare la santa cortesia, santo coniglio inumidito (e non in umido), di restituire il tanga a chi di dovere? Una volta si rubavano solo le bandiere, ma quello era un altro gioco e quelli erano altri tempi!

Il deliziossimo capo intimissimo era destinato alla lavanderia, ma il servizio è addirittura peggiore dell'accoglienza alla reception!

 

Ostessa, di rigirar mi son stufata. Incontro solo fantasmi e zerbini volanti! Son stanca di dover abbassare il capo.

Di volare? Con i tempi che corrono? Non se ne parla neanche per scherzo.

Si potrebbe invece avere una stanza dove non esistano patteggiamenti e dove le finestre si possano aprire con un soffio di parole? Una porta finestra sarebbe l'ideale...

Controlli le prenotazioni. In & Out...

 

fanny

… a metà stipendio??? Non se ne parla proprio ostessa, mi hai beffeggiato e ora, se mi va e tu ci tieni, faccio la preziosa… oppure no, oppure come al solito, ti dirò Aspettavi me, e tu, No aspettavo quella che doveva arrivare, e io Va beh, fa lo stesso… quella che doveva passare,…

… ezra mi ha detto che voleva farsi bidimensionale per cercare di entrare almeno nella tua buca delle lettere… se è lì da te, puoi chiedergli di restituirmi il tanga… ehm… non posso dire in questa sede di chi è ma fidati devo riaverlo, è una questione di onore… o è un onere chissà vedremo quando lo riavrò in mano… bene eccomi qui, eccomi alla reception… non c'è nessuno, prima io dall'altro lato ed ora io su questo lato, dal lato del bancone… nemmeno uno specchio per vedere che faccia ho… diamanda mi ha versato una grappa ed era così chiara… una grappa e una sigaretta col suo accendino color glicine che ha fiamme che bruciano come utensili scaldati sul fuoco, diamanda mi ha versato una grappa ed io ho pensato che era bello stare lì a bere una grappa distrattamente parlando del più e del meno o di qualcosa comunque o star zitte senza imbarazzo ad aspettare la prossima bottiglia… anche la mia grappa sapeva di mandorle amare, chissà con cosa lava i bicchieri la barista vero Astrea?… Astrea, dove sei? Non sarai trapassata un'altra volta? Arsenico, mi dicono, arsenico… ma sarà poi vero? Astrea, dove sei che fine hai fatto ti cerco per una Cosa Qualsiasi e non ti trovo mica, mi assento una giornata e leggo che hai preso i voti… e scrivi incunaboli che è parola ardita comunque… mi sembra che il coniglio che è un ladro senza essere un gentiluomo o un gentilconiglio ha trafugato due preziosissimi zerbini miniati, pare che su uno ci avesse passato la notte…

da dove viene questo maledetto vento… epson, cosa hai fatto con quel cestello della lavatrice??? Tu o la tecnica, chissà, e non mi importa, perché l'hai montato lì e lo lasci vorticare come se non ci fossero già abbastanza spifferi, ma è incredibile, è davvero incredibile… epson, epson… stai attenta ad uscire c'è curtis che potrebbe riprendersi dal suo torpore e cominciare a parlare in rima baciata o in baci soltanto e tutti sanno che porta gioia o tristezza secondo dei giorni e chissà in quale giorno si trova… forse facciamo così tutte ma proprio tutte, però curtis sta accampata lì e a fortiori tocca a lei prendersi questa mela e questo paride e inseguire elena se si trova a passare di qua, comunque se ti va una stanza è libera Dietro le Quinte, dicono sia una stanza in cui è piacevole stare, ci sono fili da tirare e tutti i costumi del coniglio strumenti musicali e bottiglie che non si svuotano mai perché sono attaccate a cannule che vengono direttamente dai pensieri di diamanda e li distillano… pare siano buoni… anzi, son buoni, son buoni, Dietro le Quinte è ampia ed è piena di sorprese, un momento sei sola e il momento dopo tutto un mondo a portata di mano…

Astrea, svegliati… Astrea… ma che hai fatto… Astrea, guarda che vengo lì e poi…

Ostessa, quando ti degnerai di venir a fare un giro alla reception… troppo occupata a… mica voglio essere licenziata un'altra volta… bah…

faccio un giro di trecentosessanta gradi e vedo cosa succede poi...

 

Astrea

Incunaboli - l'ho appurato - si può dire.

Un distillato dei pensieri di Diamanda...ne prenderei un bicchierino, sono stufa di quel che passa il convento, sempre e solo rosolio di mandarino dell'abbazia di Chiaravalle, c'è più alcol in una vinaigrette, mentre, mio Dio, di Mme Diamande il solo pensiero ci inebria....

 

carmilla

Ogni donna crede sempre di essere l’unica, o almeno glielo lasciamo credere, Astrea… che si tratti di ordinare un caffè d’orzo in tazza grande o di altro.

Ma tu hai ordinato o ti sei fatta ordinare? della due la seconda, mi sembra.

E che ci fai ancora in questo albergo di comune perdizione?

(la sventurata rispose).

E come ti dona l’abito monastico, Astrea; le cure del secolo di cui più non ti curi le hai dimenticate nella camera di Qualcun’Altra, ma tanto è che un abito non fa il monaco, dicevamo, figuriamoci la monaca… io l’ufficio lo recito tre volte al giorno, lo sai… infervorata e tutrice.

 

(tutto mi lascia pensare che i suoi voti saranno presto esauditi)

 

Incunabolo è parola ardita, ne convengo con la cameriera e i suoi piani, mentre la barista sta realizzando il record di apnea sotto al balcone, tanto da far dubitare di una respirazione bocca bocca terminale tra lei e il suo zerbino prediletto…

In quanto a me io ci tengo a precisare che difenderò a oltranza lo zerbino da mouse che disarmanda mi ha regalato, da qualsiasi genere di autodafè cui non sia io a deciderne l’argomento.

 

Allora abbassa il capo, epson, e che sia una sola volta e in segno di assenso.

Una Stanza dove non esistono patteggiamenti di alcuna sorta né condizioni di alcun tipo, Una Stanza dove le porte finestre alle volte sono porte, altre volte finestre, altre ancora portefinestre, in cui tutte guardano sempre nella stessa direzione che non è mai la stessa…

Una Stanza priva di condizioni, avulsa da aspettative, incosciente nel suo darsi senza nulla cui aggrapparsi, né una rete da materasso, né un’oscurità…

Una Stanza così, in cui quello che si deve dire può sempre essere detto e quello che va taciuto riesce a concludersi in tre puntini di sospensione…

Una Stanza così non l’abbiamo al Mala Sorte, oppure è solo che una stanza così non esiste e nemmeno Quella Stanza in cui hai già soggiornato esiste, quella con solo un divano, un bourbon e freschissimo silenzio, quella senza pavimento, senza pareti e in cui sembra di essere sempre nella stessa sera, dimenticata chissà dove.

Ma se desideri sinceramente Una Stanza: per accedervi ti sarà sufficiente una chiave di monosillabo dal suono sibillino, sussurrato silenziosamente sul far del giorno, né un secondo prima, né, assolutamente, un secondo dopo.

 

A metà della metà allora, fanny? torni a lavorare per me alla la metà di quello che ti spetta? o di metà in metà tu mi darai quello che spetta a me, ringraziandomi di alleggerirti del tuo carico di onestà e incolpevolezza… io aspetto, e quella che deve passare ora lo sa.

 

Ezra è arrivato questa mattina avviluppato in una carta giallina, indossava una cresta di gallo, le macchie nere disegnate a penna a biro, portava addosso alcuni commenti sul tanga, che ho letto, ma che non posso ripetere…

E il tanga! il tanga lo ha depositato nella cappella degli ex voto, e chi ha qualche scusa da indossare può scendere a riprenderselo.

 

Oh, fanny! tu apri stanze alle donne e donne alle stanze, con la destrezza di una licenziosa funambola, e l’innocenza di un coccodrillo nella stagione degli accoppiamenti… La Dietro le Quinte forse è una camera in cui nessuna vuole davvero soggiornare, perché nessuna, temo, voglia ritrovarsi a commentare

 

e con lui sparve il suo castello ad un’ora, ... / e furon di lor molte a chi ne dolse / che tal franchezza un gran piacer lor tolse.

 

su, fai un giro di duecentosettanta solamente e comincia a spazzare il retrobancone di tutte le camere desiderate che non si sono avverate… abbi cura di impacchettarne, qualora ce ne fossero ancora, i cuori infranti che dal bancone di disarmanda sono scivolati fino a te.

 

ezra

iO sOnO uN cOnIgLiO dAlL’aNiMo gEnTiLe, sOpRaTtUtTo a OrE pAsTi.

 

nOn hO dOrMiTo sUlLo zErBiNo cHe hO rUbAtO: iO dOrMo SoLo SuI cUsCiNi dI cHi Me Lo ChIeDe

(sUpPlEmEnTo cOnIgLiO: rIvOlGeRsI AlLa rEcEpTiOn)

 

iO mI aScIuGo cOn Un sOfFiO, pEr qUeStO pOi sOnO cOsÍ SoFfIcE!

cOn Il PhOn sOlO qUaNdO sOnO dI fReTtA

(qUaNdO sOnO In VeRsIoNe EzRa NeL pAeSe DeLlE mErAvIgLiE)

 

nOn InDoSsO iL tAnGa, È nOtOrIo, InFaTtI, cHe I cOnIgLi sOtTo aLlA pElLiCcIa… NiEnTe (mI dIsPiAcE ePsOn… EhEhEh!).

 

Astrea

Ci terrei a far presente che qui si è incorsi in un madornale equivoco di fondo. Un autodafè non è una raccolta di abiti usati della parrocchia, in cui una massaia può liberamente decidere quali maglioni dai gomiti lisi e quante camicie dalle irrimediabili patacche conferire; un autodafè non è roba per signorine, l'oggetto del rogo lo decido io e lo zerbino del mouse regalato da Diamanda, immagini erotiche miniate dall'equivalente femminile di Hokusai - lasciatemi sperare che esista - puzza di zolfo lontano un miglio e sarà il primo a consumarsi tra le fiamme.

Ignorerò pertanto il patetico tentativo di salvataggio di Carmilla; tra l'altro, la prima ad aver tutto da guadagnare da quest'opera di purificazione sarebbe proprio lei. Forse è ora che se ne renda conto. La invito pertanto a recarsi, munita del sopracitato zerbino, nella stanza denominata della Santa Inquisizione. Si fidi di me, ne uscirà più leggera, monda nella carne e nello spirito, fors'anche libera dalla forfora e bella nei capelli.

C'è un gran bisogno di pulizia: conigli che fanno commercio del proprio corpo, aiutati dai turpi uffizi di impudiche mediatrici; tanga conservati in sacrileghi ostensori nella cappella degli ex voto, ma quali voti, quali cappelle, quali tanga per quali conigli!

Nella stanza della Santa Inquisizione, tutte vi attende la sventurata che -ahilei - ha perso ormai da tempo la facoltà di rispondere...

 

carmilla

 

"la sventurata che -ahilei - ha perso ormai da tempo la facoltà di rispondere..."

 

non mi risulta.

 

carmilla

 

p.s. per i posteri: lo zerbino da mouse è assai più lascivo di quello che hai immaginato; non riporta nessuna immagine, ma è atto a riportarne: si adatta, quindi ad ogni genere di perversione, figurata e non...

 

fanny

vorrei solo dire che nemmeno gli occhi di dio riescono a rimanere aperti con tutto questo incenso che copre come coltre i corridoi e le nicchie del malasorte... quindi vediamo un po' di smetterla di fumare o di distribuire turiboli come fossero caramelle ad ogni incrocio di corridoi... i miei tavoli li ho puliti bene bene tanto che chi può certamente ci si specchierà dentro... magari attraverso chissà... di zerbini non so nulla, nego i tanga o qualsiasi altra cosa che abbia a che vedere con fenditure più o meno erotiche... perché qui si comincia a fare della castità il primo peccato... e dove ci porterà tale china? dove sono finite le perversioni di vecchio stampo? neanche sullo zerbino da mouse di diamanda mi pare... non c'era da sperarsi d'altronde...

scendo in cantina, il cammello urla di rifornire il bar...

adesso anche inserviente...

e pure a metà prezzo...

ho un chilo di cuori impacchettati in carta oleata affinché nulla trapeli o sgoccioli, il lavoro è pulito e per natale fanno la loro figura, chi ne vuole o chi ne rivuole, dovrà vedersela con l'ostessa, io ho legato i nastri ma con i conti se la vede lei...

Astrea... avvicinati un attimo, ma mi hanno detto che la chiave della Santa Inquisizione apre anche il lucchetto della Cintura di... eh?, è vero?

dimmelo, dimmelo...

 

Astrea

Bussate e non vi sarà aperto; chiedete e non vi sarà risposto, in particolar modo quando porrete questioni su argomenti che non è dato conoscere.

Il segreto della Santa Inquisizione non risiede nel forgiare un passepartout come quello ipotizzato - auspicato? - da Fanny...oh Fanny, magari fosse così semplice, magari una chiave aprisse tutte le porte o anche solo più d'una.

Però forse provare è lecito e aprirsi è cortesia, in questi tempi bigi bigi ove queste raffinatezze non hanno ragion d'essere.

 

Non era arsenico cara Fanny, come sospettavo, solo un liquorino fatto in casa, di quelli da tenere sotto il bancone, tra uno zerbino e l'altro, da somministrare previa strizzata d'occhio solo alle clienti abituali, versato dalla barista a mia insaputa per correggere il caffè d'orzo, grazie del pensiero ma la prossima volta lasci pure perdere, sto cercando di liberarmi dalle mie dipendenze.

 

Poi mi pare manchi una stanza molto importante, quella dello Statuto delle Lavoratrici, cameriera e barista e io - addetta alla pulizia morale, ci vogliamo pensare? Dobbiamo tutelarci da questa situazione di sfruttamento ove l'unica certezza è una paga bassa e il grande futuro una vaga promessa! Diciamolo: la sicurezza sui luoghi di lavoro qui non si sa neanche dove stia di casa...stanze senza uscita (di sicurezza e non), altre senza finestre, fiamme libere, materiali tossici, niente dispositivi di protezione individuale, l'unico proposto è la famosa Cintura e non si sa neanche chi abbia in mano le chiavi!

 

Un vago sospetto però io ce l'avrei...

 

epson

Una sola volta, un solo segno di assenso. Una sola volta, una volta di troppo.

La finestra si è aperta. Invece di entrare, la piacevolezza si è dissolta in un non capire.

Le note di un tango. E' già tutto nostalgia.

Le parole non sono più chiavi e le stanze non sono più luoghi impercettibili...

 

carmilla

Quasi una volta, quasi un segno di assenso. Quasi una volta, ma mai una volta di troppo.

La finestra si era quasi aperta. E nell’entrare, la piacevolezza quasi si è dissolta in un non capire.

Quasi come le note di un tango. E' tutto è quasi una nostalgia.

Le parole sono quasi chiavi e le stanze sono luoghi quasi impercettibili...