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Ritorno al Mala Sorte 1
(22 giugno 2002 - dicembre 2002)
Ritorno al Malasorte
Inviato: 22 Giu 2002
civviè
Mi ero dimenticata delle estati al Malasorte.Della compagnia rapida delle parole
e delle riflessioni.Avevo scordato questi gradini e la penombra.
Quante stanze e corridoi,vi ricordate la Stanza 35 dell'Assenza?
Ebbene,credo di aver dimenticato come arrivarci.
Eppure il gioco continua,nuove ospiti e vecchie amiche di sempre.
Fanny,il mio letto l'hai rifatto davvero per bene,l'hai tenuto sempre così?
E l'ostessa?
E pensare che voglio solo riposare,un lungo cammino e tanta polvere mi hanno
stancata.
Cambio stanza: esco dall'Assenza definitivamente,chiudetela pure,entro in una
più soffice decantazione di pensieri e sentimenti.
Entro stanca,spero in un cuscino di parole.
fanny
i letti senza donne sono facili da tenere, quasi letti dimenticati, bianchi
talvolta, letti che riacquistano una verginità con la stessa facilità con cui
prendono polvere, sarà da battere il tuo letto civviè, potresti alzarti tutta
sporca di polvere da lì, se aspetti un attimo che il coniglio o io o
qualcuno, perchè qualcuno a darmi una mano deve pure esserci, il tuo letto
profumerà di lavanda, ti alzeresti dal letto impolverata come se avessi
condotto uno scavo e ne fossi uscita con la polvere di secoli e lo starnuto
della conoscenza, aspetta un attimo... intanto lascia le chiavi della stanza
dell'assenza 35 in reception c'è qualcuno che potrebbe decidere di mangiarle
oppure scioglierle nell'acido, deve esserci sia una bocca sia dell'acido
nella madia in cucina lasciale in reception e in qualche modo pure
scompariranno, l'ostessa fa quello che una desiderabile ostessa deve fare si
fa attendere e talvolta nell'attesa desiderare o viceversa che chi può dire
come vanno i sentimenti delle persone si fa desiderare e qualche volta
attendere... non sento odore di rossa passione e coniglio stufato dunque lei
non dovrebbe proprio esserci ma chissà io ho solo quattro occhi due sopra gli
altri e l'ostessa potrei non vederla comunque, chissà... bentornata civviè,
mentre arrivi in reception apri le tende che fortunatamente il sole che c'è
qui possiamo godercelo tutto scalda senza soffocare e : idea: poi così a
qualcuna verrà la tentazione di girare svestita, non si sa mai...
amaranto
Entri stanca, speri in un cuscino di parole: parole morbide, compiacenti,
leggere, sottili, levigate, che volteggino nell'aria lasciando poche tracce.
Che permettano di essere dimenticate. Che non siano scritte lì per sempre.
Non siano esortazioni, non diano avvertimenti, né ammaestramenti.
Che dipingano un sorriso vago sul tuo volto. Parole che non impongano fretta,
ma premurosa sollecitudine d'affetti. Parole tenere. Parole avvolgenti.
Parole dal calore tenue, appena accennato. Parole solamente sussurrate,
bisbigliate, mormorate. Nella mente, un'eco a tal punto dolce ed eterea.
Benvenuta, civviè, bentornata.
civviè
Si,mia cara Amaranto,sono queste le parole di cui necessito.
Son queste le attenzioni che mi aspetto in questo posto...parole leggere da
sostegno,ma anche un'eternità fatta di questo.
Sono contenta che il mio appello non cada nel vuoto,e che all'eco delle
parole faccia seguito la realtà,del resto io non sono mai stata diversa da me
stessa nemmeno al Malasorte.
Reception
Inviato: 07 Lug 2002
Laplume
Chi fa il prossimo turno?Qui ci sono delle turiste giapponesi e una coppia di
cinesine...
mi sa che s'accoppano sul tappeto dell'entrata perchè sono due nazionalità avverse.
fermatele!!
Bisous
laplume
Remota Fonte
Inviato: 13 Lug 2002
Janis
..la remota fonte intermittente si avvicina lentamente, pulsa coi suoi
segnali ..bussa..cerca la sua matrice, il suo senso..
Che albergo e' senza la carta da lettera?
Inviato: 22 Lug 2002
Bludevil
In questo momento mi sto dedicando ad una delle mie usuali occupazioni nella
vuota solitudine camerale. Vuota? Solitudine?
Mi accingo alla toletta dei piedi. Come Don Rigoberto praticava la pulizia
delle sue estremità inferiori ogni martedì, così io oggi mi dedico
completamente ai miei piedi, alle "unghie saracene, (…) di conformazione
selenita a quarto calante". Una meravigliosa routine, appagante e,
vivaddio (mi piace "vivaddio") solitaria. Bisogna prestare
attenzione ai piedi affinché godano di perenne salute: essi ci trasportano
ovunque, ci danno gioie e dolori, ma non ci mentono mai...
Di recente è stato messo l'accento sul potere dei piedi come zona erogena (Di
recente? E prima di questo "recente"? Ché forse i piedi non si usavano
mentre si faceva l'amore?).
E che soddisfazione: tagliare bene le unghie, di modo che non ci siano mai
possibilità di averne di incarnite; togliere tutte le pellicine, le cuticole,
limare un po' i calli, se si hanno (io ne ho uno piccolino sul dito mignolo
del piede: insomma sì, quello piccolino. È nota la querelle sul nome delle
dita dei piedi: chi li chiama primo, secondo, ecc. escludendo gli alluci che
sono gli unici con un vero e proprio nome, e chi ha trovato nomignoli più
divertenti: alluce o I° dito, illice, trillice, pondolo, minolo o mellino.
Quindi, il mio calletto sarebbe sul mellino o minolo...).
Finito tutto ciò si procede con le abluzioni: acqua tiepida, mai troppo
calda, sapone profumato, preferibilmente una saponetta, che al contatto
produca una morbida schiuma densa e bianca; si lavano bene i talloni, un
piede alla volta.
Inizio quasi sempre da quello destro (sarebbe stato troppo facile dire che
cominciavo dal mio piede sinistro…), poi le dita ad una ad una incominciando
dagli alluci. Mi hanno detto che ho il piede egizio, che significa che
l'alluce è più lungo rispetto alle altre dita. Chi ha alluce della stessa
lunghezza della altre dita avrebbe il piede greco.
Dunque, si lavano bene le dita, tutte le falangi, una ad una, gli spazi
interstiziali tra un dito e l'altro, dove si accumula di solito un po' di
polvere e sudore. Poi si risciacqua il tutto, con acqua tepida, mai troppo
calda. Si asciugano bene con una salvietta morbida, avvolgendoli bene nella
spugna e togliendo tutte le umidità.
Poi si mette un po' di crema, alle alghe marine e all'edera (alga rossa
dell'oceano pacifico… che crema esotica!). Oppure una leggera spolverata di
talco profumato: questa seconda opzione la preferisco in inverno, devo dire,
mi fa sentire infante e vezzeggiata, assolutamente incolpevole, pronta a
sognare sogni d'oro e d'argento.
Ecco fatto, ho finito. Sono compiaciuta adesso.
Bludevil
Ebbene, allora intanto ti invito io:
Vieni a prendere un tè
al "Caffè de la Paix"?
su vieni con me.
La mamma col cagnolino la faranno entrare?
Guest
Inviato : 26 Lug 2002
k@therine
una stanza senza spazio per una donna fluida. sparsa. una donna a gocce. ha
abitato stanze solide, le ha avvolte, inumidite, ma è rimasta la stessa
donna. senza peso. una stanza al primo piano, vicino all'uscita di sicurezza.
adora l'omino bianco su sfondo verde in fuga. non ha bagagli, solo vestiti
leggeri, estivi in una piccola borsa. non la disferà, non è casa sua. è di
passaggio. questo è l'unico hotel aperto in una città invisibile,o forse è
l'unico hotel e basta. chi si contenta gode. e hanno goduto molti corpi su
questo letto consunto, duro, indifferente. come i sedili dei treni. tanti
passeggeri, tanti possessori, nessun proprietario. cerca di rimbalzarci sopra
per saggiare le molle come farebbe un bimbo. la lavatrice ha sciacquato ogni
odore dalle lenzuola. come in ogni hotel il copriletto ha motivi opprimenti.
li scorre con le dita. dalle tende un forte odore di nicotina. si sparge
stanca sul letto. una donna postmoderna. per questa stanza non si può certo
pagare...
carmilla
Ah le Donne Postmoderne!
Raramente saldano i conti tanto meno quelli con la loro postmodernità! E
pensare che è un bene di consumo, la postmodernità, come un supplemento
intercity, e le postmoderne non lo pagano mai.
Qualunque scusa è buona, poi, per non pagare nemmeno il conto della stanza
che stanno occupando...
Una stanza senza spazio? è come dire una donna senza tempo; ma a lei non
interessa, l'importante è richiedere qualcosa di cui poi ci si possa pentire.
E come se fosse facile, poi, oggigiorno, trovare dei copriletto con motivi
opprimenti! tutto è così leggero, tanto più i tessuti d'arredo. Ah! non ci
sono più le perversioni di una volta, tutto è così facile, adesso.
Almeno apprezzare la fatica che impiega Fanny Miss Wilmot per lavare odori e
umori da lenzuola e conigli.
È passato molto tempo da quando c'erano donne che mi chiedevano "Una
Stanza da Letto Indifferente, ma mi raccomando: che le lenzuola portino
l'odore di chi ci ha goduto, e l'umore di chi ci ha dormito" Ora al Mala
Sorte propendiamo per l'anonimato di odori, amori e lenzuola.
Sarà difficile togliere anche il suo odore da queste lenzuola?
Questa Donna Fluida sarà come i sedili dei treni, che viaggiano in una vita
tra stazioni, e come meta hanno il prossimo viaggio; tante passeggere e
nessuna proprietaria. Oggi le donne non appartengono più a nessuno, o
vorrebbero fosse così, e dicono di non appartenere nemmeno a loro stesse,
quando devono scappare via come l'omino bianco su fondo verde.
Non sarò certo io a scagliare la prima pietra, io che trascorro ogni notte in
una stanza diversa; ogni notte come fosse un'idea balzana, ma le idee balzane
rimbalzano qui, le parole anche... e questo rumore di molle? anche la Donna
Postmoderna rimbalza sul letto.. beh, credevo fosse sola, dovrò dire a Fanny
di aggiungere al conto della Donna Sparsa (da chi?) l'uso doppio di una
stanza singola, se esce sempre come la Stessa Donna, domattina, dalla stanza
del primo piano, il Primo Piano dei Mutamenti; spero non evapori via, la
Donna a Gocce, qui fa caldo, e i conti sono perennemente in rosso. Sangue.
brrrrrr!
Inviato: 06 Ago 2002
Laplume
ma che diamine!
perchè mi avete tolto l'acqua calda dalla doccia?
Saremo per caso in Scozia?
Che albergo scabegio :-)
Bisou, laplume
Uh, che notte uggiosa!
Inviato: Ven, 09 Ago 2002
Carmilla
Uh, che notte uggiosa!
Se una notte che non si conclude è insopportabile che dire di una notte che
nemmeno principia a decollare?
Sono tutte uscite, le ospiti del Mala Sorte. Ci deve essere una festa da
qualche parte, là fuori, ed io sono qui sola con me stessa -e non c'è
peggiore compagnia, non finirò mai di ripeterlo.
Potrei uscire anche io, uscire da me stessa intendo, ma con la pioggia che
sta venendo giù non ne ho nessuna voglia.
L'unica che pare contenta (o mi sbaglio?) è La Plume che ho chiuso fuori
sotto al diluvio: si lamentava per la poca acqua, ora spero non si lamenti
più.
Per sempre.
Non c'è nemmeno Fanny, con cui divertirmi un poco.E'andata al raduno annuale
delle cameriere al piano. Spero non torni con delle idee strane per la testa.
Sindacato, Retribuzione, Diritti del Lavoratore: è sempre la solita cameriera
demodé: i tempi cambiano, e noi mai. Per il cOnIgLIo non c'è nessun rischio:
di strano in testa può avere solo i pidocchi, di strano più di lui,
s'intende.
Ed io sono qui, senza nemmeno il conforto delle pozioni magiche di Diamanda,
che è partita per il Mar dei Sospiri con bar al seguito. Persino lo Zerbino
s'è fregata, dice che senza Puro Teatro non riesce a dormire. Sarà...
Così vago in giro per le stanze come un'anima in pena, se le anime avessero
pena. O se a pena avessi un'anima.
Comunque ho già frugato in tutti gli armadi per vedere se qualcuna ha
dimenticato un cadavere. Niente da fare. Non posso nemmeno giocare al poker
con il morto. E io mi accontento di poco, anche un morto di giornata.
Ma tanta è la noia che persino ho cambiato d'abito: l'abito non fa il monaco,
ma quelli di Astrea sono deliziosi: monaca degenere dei secoli passati! le
sue braghe sono splendide, però non stanno su, o meglio: si abbassano, che è
un'altra cosa.
Qualcuna ha dimenticato su questa poltrona -rossa, neanche a dirlo- il suo
cuore, ma era di zucchero colorato, indigesto e fuori misura. L'ho portato
all'Agenzia Per Cuori Infranti di Fanny, sperando nel trasporto. E cosa ho
trovato? gli utensili da giardino di Civviè: una piccozza, uno scalpello e
uno schiacciasassi (oltre all'eterno aspirapolvere). Ognuna ha le sue
perversioni, per fortuna, ed io mi ci imbatto sempre.
In camera di Ariel c'è la solita tormenta: fogli sparsi che volano in ogni
direzione (ma mai quella giusta!) inutile tentare di afferrarne qualcuno al
volo per leggere qualcosa. Sulle pagine ci sono storie che o cominciano tutte
o finiscono tutte; mai che una sia la continuazione dell'altra. Per questo
occorrerebbe la presenza di Ariel, ma è più disponibile a offrire la sua
assenza, ultimamente.
Come è difficile essere l'ostessa di me stessa! qui mi annoio e non trovo
niente da mangiare: in cucina c'è giusto Eco: dentro il frigo dorme un cane
(color cioccolata) che scodinzola tutte le volte che ne apri la porta. Prende
in custodia le provviste, dice lui, è un maiale vestito e calzato, sostiene
il cOnIgLio.
Comunque sia è una notte da dimenticare, e purtroppo proprio le notti come
questa non vogliono mai farsi dimenticare. Di sicuro non prima di finire.
Salirò giù, nella mia stanza Alta ai Piani Inferiori, darò un'occhiata alle
notizie di ieri -quelle di domani saranno così noiose- e aspetterò l'Alba che
torni dal fare la spesa con il suo corteo di Ore Assassine, magari ci sarà
qualcosa da mangiare.
Buonanotte a voi, se vi riesce.
Civvié
Si è fatta mattina,gentile ostessa.
Rimetta a posto quel cuore di zucchero e fuori misura. E i miei attrezzi. Lo
schiacciasassi speravo non si sentisse,del resto mi preoccupavo di più
dell'aspirapolvere,con diverse casalinghe fra noi,lei capisce..
Comunque, se lei avesse guardato con la voglia di guardare ,avrebbe notato
che non era la sola a vagare.Non l'ho chiamata,l'ho vista dinanzi alle
finestre del ballatoio,e mi scusi,ma lei pretende di dormire con tutta quella
luce?
E' arrivata la mattina,ci sono più di un paio di occhiaie in giro.
Io e il mio Cuore, stanotte
Inviato: 26 Lug 2002
Sekhmet
Stanotte, dopo aver vagabondato a lungo, sono giunta davanti al Malasorte.
Il luogo dove ognuno vede e incontra ciò che vuole.
Cosa vedo io..?
Mah, per ora entro...ah, ecco: mi siedo in quella poltrona rossa, sì, quella
nell'angolo...
Ho sempre adorato gli angoli, dove posso sedermi ad osservare, in silenzio.
Osservare tutto, anche i particolari, le sfumature. Gli spigoli.
Avrei voluto portare il mio gatto, e lasciarlo a guardarsi intorno coi suoi
occhi diretti e un po' inquietanti...ma è troppo nero per portarlo fuori di
notte, e troppo irrequieto per questa bella poltrona.
Sono qui col mio cuore, anche lui un po' agitato.
Mi viene in mente Carmilla... ho sempre sperato d'incontrarla, fin da quando
ho letto la sua storia, tanti anni fa...e magari un giorno la incontrerò
davvero, da qualche parte...e forse non la riconoscerò neanche, perché
l'immagine che mi sono fatta di lei non corrisponde a quella da lei creata.
E' probabile che sia così.
Intanto resto seduta qui, a far vorticare i pensieri, come le palle di un
giocoliere distratto.
Ripenso alle sue mani... le sue mani precise e veloci quando lavora... ;le
sue mani che compiono gesti, movimenti, carezze...che io non posso cogliere,
afferrare, gustare. Le sue mani che sono ancora troppo distanti dalle mie.
Chissà che effetto mi farebbe vederla entrare qui...!
Di certo il cuore trasalirebbe facendo un gran fracasso...e la lingua si
attaccherebbe al palato, irrimediabilmente incollata...e gli occhi
correrebbero su di lei, per percorrerla tutta. In modo evidente, troppo.
Potrei parlarle, certo, con parole tangibili (non con quelle effimere che
abbiamo usato finora) e dirle ciò che sento, come ho immaginato di fare...ma
è ancora presto per le mie parole troppo sincere. Non è il momento.
"Bisogna adeguarsi al momento", ha detto una mia amica. Ne ho
parlato con il mio cuore e abbiamo deciso che è giusto.
Adesso però siamo stanchi entrambi. Ci costa fatica disciplinarci, ci costa
fatica perché lei ci ha stregati subito, dal primo istante.
Ma è bello sprofondare, stanotte, in questa poltrona rosso sangue, mentre la
testa mi scivola pian piano verso la spalla destra.
Da domani il mio cuore sarà più discreto, sarà un modello di discrezione!
Tirerà avanti, senza osservarla troppo a lungo, senza pronunciare il suo
nome. Le darà tutto il tempo di cui ha bisogno per abituarsi a guardare le
cose da una nuova prospettiva, da quella prospettiva che l'attrae e la
spaventa. Quella da cui ha visto me. Saprà rispettare i suoi tempi, me l'ha
promesso. E so che quando promette lo fa seriamente, con impegno.
Un giorno la porterò al Malasorte, per mostrarle la poltrona su cui mi sono
seduta stanotte, insieme al mio cuore, mentre la pensavamo, stanchi dalla
giornata e dall'attesa di lei.
Un giorno rideremo dei dubbi e delle distanze, che sembrano sempre
voragini... e invece non sono altro che lame di coltello.
Per ora attendo, insieme al mio cuore.
Ecco, ora si è quietato...sta scivolando nel sonno, lo sento...non posso
svegliarlo; lo lascerò riposare qui fino a domattina.
Tanto ormai è tranquillo, silente. Rannicchiato nel suo angolino, non darà
fastidio.
civviè
Benvenuta Sekhmet,
quella poltrona rossa ha una storia,e ora un'altra si è aggiunta.
All'inizio nessuno voleva metterla,ma poi l'Ostessa deve aver suggerito che
all'entrata avrebbe fatto la sua figura,invitante di riposo.
Dev'essere un momento d'accoglienza generale,in fondo il Mala era nato per
questo,qualcuna diceva che era morto...per me erano le persone che lo
frequentavano ad essere stanche,ma nessuna,o meglio poche, erano restate a
curare l'entrata.Anche io son andata via per un pò.
Ora sono al piano di sotto,se ti va passa.C'è il giardino con le sue pietre,
me le son scavate con tanto di parco dei mostri e giardino dalle mille e una
notte...
C'è qualcuna che cerca Alice,e le tracce che furono...tu stai sulla
poltrona,l'aperitivo te l'ho portato.
Benvenuta,
col tuo cuore appoggiato sulla spalla e su questa poltrona.
Sekhmet
Grazie Civviè...la tua accoglienza ci fa un enorme piacere. E l'aperitivo era
ottimo! E te lo dice una che beve quasi soltanto acqua, quindi... ;-)
Sono tornata a recuperare il mio cuore...era lì con l'aria un po' ironica,
perché ci ho messo troppo a tornare. Ma dice che qui si è trovato benissimo,
per cui non era affatto arrabbiato.
Sarei dovuta tornare prima, ma parecchie cose mi hanno tenuta lontana da
questi luoghi.
Sono andata da lei in punta di piedi, so di aver rotto la sua corazza, con un
po' troppa energia, forse. Me ne sono dispiaciuta, per questo mi sono tenuta
alla larga. Ma lei mi ha chiamata, ed io sono corsa, piano piano e senza il
mio cuore, proprio per non fare troppo rumore.
Lui, però, ha sentito comunque...ho udito da lontano un sobbalzo, una specie
di singhiozzo soffocato, la gioia di percepire ancora la sua presenza nella
mia, nella nostra vita.
Ed ora...eccomi di nuovo qui, su questa splendida poltrona.
Impossibile non ripensare a come eravamo vicine...ma ora devo distogliere i
pensieri, devo distrarre il mio cuore perché l'attesa non diventi troppo
pesante.
Lo porterò a fare un giro, in questa giornata libera, tutta per me. Gli
lascerò scegliere la destinazione; oggi mi va bene qualunque cosa.
Ma prima scendo al piano di sotto...vediamo chi incontro in giardino...
civviè
ma guarda!...la poltrona è vuota...ora che sono salita io dal giardino , tu
mi dici con questo biglietto che sei scesa...è proprio una questione di tempi
a volte!!
Come hai fatto ad andare senza cuore?Come hai fatto quello che ho fatto?
No,lo credo non sia arrabbiato,visto che deve essersi tolto di mezzo prima
ancora che tu glielo chiedessi...ma non è senza conseguenze questo distacco
tra il cuore e la volontà...è restare centrati su una poltrona rossa ad
aspettare che qualcunA si ricordi di chiamare ANCHE il nostro cuore. E'
rinunciare a mettere il tutto di noi solo perchè qualcunA non ce lo
chiede...eppure è quello che volevamo: d'esser desiderati con il tutto di noi
appresso...
Ma ti lascio questo bicchiere d'acqua sul tavolinetto marrone accanto: l'hai
vista la RIVISTA?Lo so si farà calda prima che tu risalga,ma accetta il gesto
da chi è immerso a scavare giardini di meraviglia personale nella polvere
rovente...
Ieri ero salita un attimo perchè sulla poltrona rossa comunque m'era parso di
vedere un segno rosso,ma di una tinta più scura... e m'era parsa la solita
macchia di sangue(sai con tutte le donne che girano qua dentro).
in effetti non m'ero sbagliata di molto...
Sekhmet
Ciao Civviè...è bello tornare al Malasorte e trovare un tuo messaggio...un
messaggio per questa donna che, se necessario, esce di casa senza il suo
cuore, lasciandolo da solo a sospirare su una poltrona rossa...
Hai ragione, non è senza conseguenze questo distacco autoimposto, ma ci sono
persone che si creano intorno una corazza perché hanno troppa paura di essere
ferite...ci sono persone che sono dei piccoli istrici, con gli aculei
appuntiti che possono anche farti male, se guardi la cosa fine a se stessa.
Ma io ho capito che queste persone lo fanno solo per difendersi, che questo è
un moto iniziale...poi, però, si sciolgono. E, sotto gli aculei e l'aria
brusca e difensiva, hanno un cuore morbido e pronto ad accoglierti.
Tutto sta a far loro capire che non hanno nulla da temere, a far breccia
nella corazza.
Ed è ciò che sto cercando di fare.
Sembra costoso, all'inizio...e difficile...perché, come giustamente hai detto
tu, vogliamo essere desiderati con tutto ciò che ci appartiene, dentro e
fuori...ma, in alcuni casi e con alcune persone, bisogna avvicinarsi pian
piano. Poi le cose vanno da sé.
Io voglio darle tempo, sento di non sbagliare. So che lei è la persona che
stavo cercando...l'ho saputo subito, all'istante. E so anche che non voglio
perderla.
Per questo lascio qui il mio cuore, di tanto in tanto. In fondo gli fa bene
l'aria del Malasorte, ti pare? ;-)
Grazie per il bicchiere d'acqua...che resta, comunque, la mia bevanda
preferita! :D E grazie per essere passata a dare un'occhiata al mio cuoricino
romantico (e paziente)...
Riuscirò a scovarti in giardino, prima o poi..! :D
civviè
Ho smesso di cercare storie troppo complicate.
Cavalieri e dame,donne angelicate e demoni...hanno sapori così spessi,così
vischiosi...ma non temere,con un nick simile,dovresti aver poco paura...una
leonessa,una dea...
Ma è vero: capisco bene.Valere la PENA...
Guarda,sono giù a spazzare le schegge impazzite che furono di me e della mia
angelicata,quand'ella nel salutare altrui non fu gentile,nè onesta.
E la cosa venuta,dal cielo in terra,non fu un miracolo,nè mostrò nulla.
Eppure,capisco ancora.
Sekhmet
Veramente questa non l'ho cercata...è semplicemente piombata nella mia vita
come un fulmine!
Sì, hai ragione, il "mio" nome è un vero scudo, di questi tempi...e
funziona anche bene! Il che non è poco.
Sapevo che avresti capito quel "valere la pena", nonostante le schegge.
Passando in giardino mi sono punta, ed ecco svelato l'arcano. Te la lascio
qui, sulla poltrona, quest'ultima scheggia che hai dimenticato di spazzare
via.
Poi deciderai tu cosa farne; mi sembrava giusto così, piuttosto che lasciarla
dov'era.
Ora devo andare, ma ti lascio anche un abbraccio, impigliato nella stoffa
della poltrona.
Spero di poter incrociare un tuo sorriso, presto. Magari inaspettatamente,
mentre ti prendi cura del giardino...
civviè
Ma si,ancora capisco...anche se per quel che mi riguarda ora la tattica è la
fuga!Tristezza mi faccio da sola.Eppure non so fare altrimenti,e sono
dell'idea che aspettare un poco,nel principio zen della non azione,non faccia
solo tendenza,ma evita anche di stare peggio.
E che gentile sei stata a riporre un pezzo di me: in genere pur non essendo
portata,le pulizie radicali mi piacciono.Nell'epurarmi stavolta ho fatto
fatica, ecco; ho ripreso anche questa selce...ma è mai possibile che nel fare
su e gìù non si riesca a incontrarsi mai?
Guarda,nel frigo ho messo un'intera cassa d'acqua,per te e anche per me.
Mi spiace e seduce la goccia di sangue che ho trovato stamane là nel
giardino: non si era raggrumata,era impastata con la terra; ho capito che era
di qualcuna di noi,dei cavalier nell'arme e negli amori e perciò, mi sono
intenerita.
Sekhmet
Citazione:
E che gentile sei stata a riporre un pezzo di me: in genere pur non essendo
portata,le pulizie radicali mi piacciono.Nell'epurarmi stavolta ho fatto
fatica, ecco; ho ripreso anche questa selce...ma è mai possibile che nel fare
su e gìù non si riesca a incontrarsi mai?
Guarda,nel frigo ho messo un'intera cassa d'acqua,per te e anche per me.
Mi spiace e seduce la goccia di sangue che ho trovato stamane là nel
giardino: non si era raggrumata,era impastata con la terra; ho capito che era
di qualcuna di noi,dei cavalier nell'arme e negli amori e perciò, mi sono
intenerita.
Mi aggiro di nuovo da queste parti, silenziosa come un'ombra e forse ancora
più discreta.
Di certo non potevo lasciare a se stessa la tua scheggia impazzita, lì,
abbandonata fra le foglie...ho preferito fartela avere.
Anche a me piacciono le pulizie radicali, forse anche la fatica che si fa per
compierle mi piace: è liberatoria.
E già...continuiamo a fare su e giù senza incontrarci! Che ironia!
Intanto stanotte sono qui, incapace di dormire, e mi bevo l'acqua fresca che
hai lasciato nel frigo, donna d'altri tempi... ;-)
La mia goccia di sangue ormai sarà tornata alla Terra, com'era giusto...e i
miei pensieri scorrono lenti e tranquilli, come un fiume...mi godo questa
notte, quest'acqua fresca, questo silenzio in cui sono immersa...mi godo le
stelle che vedo dalla finestra aperta...
...e spero ancora d'incontrarti, in giardino o per le scale...prima o poi
civviè
...solo pochi di me,sanno d'altri tempi...ma io son lieta di leggere che tu
intuisca;)
Sicuramente prima o poi ci si incontrerà davvero,in sù o in giù.
Bene fai a goderti una nottata: prima ancora che di stelle o acqua,di te
stessa.La mia pulizia è arrivata quasi al termine,in questo giardino delle
meraviglie o dei mostri di pietra(guarda un pò tu la differenza se ci
riesci,perchè io non la vedo e rido);ora è quasi tutto a posto,pronto ad
accogliere visitatori iroici e ancora,gentili corti intere di sogni... e
perchè no,fra tante schegge,ben arrivato chiunque porti morbidezza...
Sekhmet
Sì, intuisco, mia cara Civviè...intuire è una delle cose che mi riescono
meglio. ;-)
Ti stupirò con effetti speciali, un giorno o l'altro... :-)
Speriamo d'incontrarci SU...mi piace di più, anche come stato d'animo.
Sai, è piacevole sentire che la tua pulizia sta giungendo al termine...e sono
pronta a meravigliarmi del tuo giardino.
Verrò certamente a vedere la tua Stonehenge, ironica e con le braccia cariche
di sogni da piantare qua e là, nella terra, tra una statua e l'altra,
ammirando ciò che hai saputo fare con la pietra.
Poi tornerò per coltivarli, quei sogni.
Quindi è probabile che mi vedrai in giardino, mentre investo le mie energie,
divertendomi.
E se mi riconosci, vieni a farmi un saluto, mi raccomando.
civviè
Io invece quanto a intuizione...ci si potrebbe quasi conoscere...
Comunque anche se non fosse,passerei a salutarti nel giardino se riuscissimo
a intravvederci: ormai ci scende solo chi ha il lasciapassare A38,e fra le
pietre ho capito che è di pochi il coraggio di guardare e resistere...a
proposito,il tuo cuore come sta nel frattempo di queste ns chiacchierate
seduttive e veloci?
HO visto qualche bottiglia di acqua vuota in giro e m'è venuto da
pensarti,spero che tu non sia ancora assetata.
Io finisco questo mucchio,e credo d'aver pronto tutto...e pensare che nel
frattempo queste schegge non si sono appuntite,ma ancora pù fragili sono .
Sekhmet
No, non ci conosciamo...ma è lo stesso, se mi vedessi all'opera in giardino
capiresti subito che sono io!
Il coraggio di guardare fra le pietre non mi manca...ma il coraggio di
lasciar parlare il mio cuore, quello sì!
E questa potrebbe essere una possibile risposta alla tua domanda...adesso lo
porto sempre con me e cerco di guardarla dritta negli occhi per essere il più
eloquente possibile, ma i nostri incontri sono sempre più fugaci...e il tempo
stringe...e l'adrenalina sale...e la paura di perderla anche...
Lo so, non sono stata chiara, perché sto inseguendo il filo di un discorso
noto soltanto a me...ma che vuoi farci? I miei neuroni sono un po'
sovraccarichi in questi ultimi giorni... :-|
Ora scendo in giardino a fare due passi e a guardare le tue schegge...ancora
più fragili, ne sei sicura?
Sekhmet
Stanotte sono passata in giardino, mi sono sdraiata a guardare il cielo...da
qui si vedono benissimo le costellazioni...
Sarò assente per qualche giorno, ma prima di andare volevo salire per
lasciarti questo biglietto.
Giusto poche parole, per ringraziarti di questo giardino di cui ti prendi
cura, che mi piace e mi rilassa, che mi aiuta a lasciar scorrere i pensieri,
senza trattenerli.
Giusto un saluto, prima di andare.
Ma tornerò presto...ormai queste pietre mi sono così familiari...e, credo, di
star diventando anch'io familiare, per loro.
Sekhmet [innamorata della Notte]
civviè
...sono stata di recente a Volterra (una delle mie amate città), ho passato
una splendida mattinata a parlare con un'alabastraio di 75anni,stava finendo
una gufo;l'avevo notata passeggiando per la via che va verso l'antica porta
etrusca.Le sue mani erano piene di polvere bianca;il bancone ingombro di
sgorbie,scalpelli,lime.Parlava delle botteghe di tanto tempo fa: quella era
la via degli alabastrai,e raccontava della polvere per le strade,ora gli alabastrai
usano le macchine per scolpire.
Mi ha parlato delle pietre che aveva scelto dalla cava o per caso:che
contenevano di loro già una forma.Ci lamentavamo del turismo,e il gufo
prendeva vita intanto,l'ho lasciato lì,tra le sue mani...una fedele copia è nel
giardino.Lui aveva lasciato le superfici grezze,appena abbozzate,e
all'apparenza taglienti...
Gurda questo biglietto...si è andato a ficcare tra le fotografie di un
viaggio recente: io,in una bottega di Volterra a chiacchierare dell'arte
delle pietre.
Stanza n. 325
Inviato: 30 Lug 2002
So
fucking special
Mi trascino fuori dal locale...
O forse vengo sbattuta fuori, di fianco un energumeno di colore.. ho il vago
ricordo che si trattasse di un transessuale stra maggiorato.. Non so dove
sono, ma non perché ho bevuto troppo, o perché ho esagerato con la coca...
Semplicemente mi trovo fuori da un locale, forse un night club dove devo aver
passato la notte... Attorno delle luci che illuminano male dei vicoli
sconnessi...
Pioviggina, e la mia testa è completamente ovattata.. cerco di riprendere a
pieno la lucidità e il controllo del mio corpo.. Non ce la faccio... ho
ancora una piccola percentuale di me che mi guida, o perlomeno fa sì che non
collassi al suolo.. mi appoggio alle mura degli edifici fatiscenti di una
città che mi ricorda tanto la Grande Mela...
La mano di Dio mi prende e fa appoggiare il mio corpo stanco, sporco e
provato sullo schienale di un taxi giallo... Guidato da un uomo di colore...
Perlomeno è questo che mi diranno dopo...
Non so quantificare la durata del viaggio, due ore o due rughe in più... Non
ricordo cosa sia successo durante il viaggio su quel taxi, sentivo voci,
vedevo colori sgargianti offuscati da pallini neri e indefiniti..
Mi ricordo sensazioni di nausea alternata a notevole appetito... Sensazioni
di movimenti coordinati con perdite di equilibrio... A volte sudavo, mi
mancava il fiato, poi tremavo dal freddo... Devo aver visto un cortometraggio
che assomigliava alla mia vita, ma era sempre interrotto da ciò che mi
appariva solo un messaggio promozionale... Non so dire quando e come venni a
conoscenza di tutto ciò.
Il taxista che mi dissero poi essere un predicatore jamaicano mi ha raccolto
accovacciata sul marciapiede sotto la pioggia, tremavo.. Forse mi ha anche
salvato da qualche delinquente che volevo aproffittare della situazione o
forse qualcuno gli ha detto dove portarmi, pagando anche il taxi... Non avevo
più soldi.
Dalla tasca del mio cappotto spuntava il biglietto del Malasorte Hotel. Non
riesco a ricordare nulla.. non so chi mia abbia dato quel biglietto.. So solo
che mi sono svegliata lì, in un letto caldo, ma non troppo... Qualcuno doveva
avermi spogliata e messa a letto.. i miei vestiti erano stati lavati, stirati
e inamidati... Ed erano ora appoggiati su una poltrona in fondo al letto...
Qualcuno deve avermi preparato la colazione... vicino alla finestra c'è un
vassoio, Non è una colazione da grand hotel, niente di particolarmente
ricercato, anzi c'è l'essenziale... Latte, caffè, dei biscotti secchi, succo
di mela...
Qualcuno deve aver messo anche dei fiori, ma mi accorgo poi che è prerogativa
dello staff del Malasorte far dono alle proprie clienti dei loro fiori
preferiti... I miei ricordi sono così confusi, questa stanza è fuori dal tempo...
. Nel frattempo cerco di rimettere insieme il mosaico dell'altra notte e
della mia vita... Voglio alzarmi dal letto, ma le lenzuola mi avvolgono al
materasso... Iniziano a riaffiorarmi i momenti in cui ero bambina.. Gli odori
e i sapori percepiti nella casa dei miei nonni... Voglio chiamare la
reception, ma il malasorte non è dotato di telefono in camera, lo leggo su di
un foglio manoscritto sulla porta della stanza ed io non mi ricordo più se ho
mai posseduto un cellulare... Non riesco a ricordare il mio nome.
Allora mi reco in reception cercando di dare un nome all'ospite della stanza
n. 325... Mentre cerco di raggiungere la reception rivedo nuovamente tutta la
mia vita che però appare un pò diversa da quella che avevo guardato dal
sedile di un taxi.. Due vite parallele e complementari... Raggiunta la
reception mi dicono che la stanza n. 325 è stata prenotata per una decina di
giorni, ma al Malasorte Hotel corre voce che le giornate e il tempo stesso
siano spesso 'dilatate'... Non so se è la stessa percezione temporale che vi
è al di fuori... Quindi non so quanto tempo mi fermerò... Chiederò solo fiori
freschi ogni giorno, mi hanno detto che è possibile.
Ma non mi hanno detto chi è l'ospite della stanza n. 325. Apro i cassetti del
comodino in arte povera che è a destra del letto, trovo un diario "..chi
c'è stato prima di me?";
S.F.S.
Solange
anche io ho riletto il tuo racconto...e mi appare sempre più
inquietante...spalancato sul presente...trattenuto dal passato...un passato
che forse si vorrebbe rivivesse...ti ringrazio della pvt appena
intrattenuta...se solo abitassi un po' più vicina.... :-)
spero di leggere ancora tuoi racconti....
c'è un qualcosa di autobiografico in essi...? ho come la sensazione di sì...
A risentirci. CIAO:D
civviè
Una volta,esisteva la stanza 35,o stanza dell'assenza.Molte donne ci finivano
a passare i giorni...chissà qualcuna avrà avuto l'abitudine di tenerne un
diario.
Sono passate in molte,e a tutte è stata offerta la colazione,credo che sia
l'ostessa a provvedere,o qualcuna per lei; io ultiomamente mi occupo di
ascoltare chi arriva,vagabondo per i corridoi.
Si sentono strane cose o vecchie come la vita, dipende...a passare di
qua...si sentono molte voci che vogliono farsi sentire.
Se resti,fatti un giro al piano del giardino di pietra: essendo un'ospite
fissa, non ho diritto a fiori freschi,ma me li sono scolpiti uno per ogni
giorno,e se li annuso hanno odore...una ortensia,ti porto un'ortensia...
alex74
Il tuo racconto è "particolare" mi ha fatto venire i brividi...un
po' "lynch"
Le stanze scomparse
Inviato: 22 Ago 2002
Bludevil
Lupaceltika scriveva: "LA STANZA DELLA PATONZA Consiglio a tutte le
ospiti della stanza della stronza di trasferirsi qui. Ci sono luci soffuse ed
incenso, bocchini e calze a rete, sul palco languori, penombre accattivanti,
e fra i tavolini pupille dilatate, sorrisi ammiccanti e battiti di ciglia,
Chanel numero cinque, poltrone damascate, e un sax che sospira tra fumi
azzurri e rosa, e calici pieni, e seni rigogliosi, capezzoli, pizzi di
floride guepiere, e al centro un menhir a forma di patonza che ha sempre la
potenza di rilassar la stronza."
Lupaceltika, il tuo consiglio è caduto nel vuoto a quanto vedo
("vuoto" nel vero senso della parola, visto che anche la stanza
della stronza non esiste più - e per fortuna, aggiungo io - ). Per la stanza
di cui tu auspicavi la creazione (quella della patonza), ebbene sì, un po' mi
dispiace. La sua apparizione è stata davvero fugace, ma ha lasciato in me una
sensazione così vivida… La mannaia della censura ha colpito duramente il tuo
scenario postribolare, che faceva tanto "dissolutezza primi anni del
'900", vagamente viscontiano, direi. Un'atmosfera rarefatta e
ammiccante, odorosa di profumi costosi, di preziosi incensi, di spirali di
fumo dalle sigarette rigorosamente straniere, e di effluvi naturali ben più
aromatici; atmosfera nella quale spiccano, per contrasto coi pizzi e le
guepiere, le carni sode e pallide, e copiose, mostrate con superbia e
malizia. Le pulsazioni del cuore sarebbero andate all'unisono coi battiti
delle ciglia, ciglia lunghissime sulle quali scivolare dolcemente verso la
totale perdizione. La musica calda del sax avrebbe sciolto le tensioni e
invitato al piacere. Le bevande pregiate avrebbero cancellato qualsiasi
indugio.
Ma… C'è un ma. Le stronze devono stare tutte in giro a fare danni, me
compresa ovvio. Quindi, tutto il tuo splendido apparato scenico si perde in
una nuvola di nebbia, mia cara Lupa. Che peccato!
P.S. Ma il menhir a forma di patonza non sarebbe un po' troppo… instabile??
Bludevil
lalupaceltika
La creazione della stanza della patonza si basava sulla teoria che la
stronza, dietro l'apparente tortuosità di pensiero, nasconda una natura
semplice, sensibile a quei bisogni primari che i gaudenti localini di Pigalle
possono ampiamente soddisfare: mangiare, bere, ciulare. Purtroppo il mio
apparato scenico con animazione da bordello Primo Novecento è vissuto nello
spazio temporale di un battito di ciglia. Le cose belle durano poco: come le
farfalle e i barattoli di Nutella. Almeno tu, cara Bludevil, hai assaporato
qualche attimo di beata dissolutezza nella Stanza della Patonza, prima che il
fuoco biblico la riducesse in un cumulo di cenere come Sodoma e Gomorra.
P.S. Il menhir patonzomorfo sfida le leggi della fisica perchè è magico, e la
magia non si cura dei baricentri. Tu adoralo come una devota adepta:
prostrati, genuflettiti, recagli in dono le tue bianche carni... e la Stanza
della Patonza risorgerà...
Bludevil
Hihihihi
Quela
Inviato: 26 Ago 2002
civviè
Ah,la censura è davvero triste a volte. Ho sempre tifato: per il serpente,per
le statue di sale,per i pederasti e gli incestiuosi consensienti...e tante
altre cose sconce che vi evito ma che vi avrei potuto dire nella stanza della
patonza e che tanto vi dico lo stesso... Così ora mi son fatta anche io un
bel simulacro monolitico di Quela(io e le pietre...),e mi genufletto senza
remora e senza timore nella fede.
Ho trovato in Quela,nella patonza,il mio centro di gravità permanente.
Perchè "la risposta è dentro di noi,e però è sbajata".
capuzzella
e dove si trova sto Quela?
lettera dallo sgabuzzino delle scope
Inviato: Mer, 24 Lug 2002
Lalupaceltika
Ho trovato le scorte di carta igienica e il Baygon per uccidere le blatte
degli Antichi Amori.
C'è anche una trappola per tope e una Macho Vileda che assomiglia a una mia
ex.
Oddio... si sta muovendo... viene verso di me caracollando e schizzando acqua
schiumosa di Lysoform...
oddioooo... aiutooooooooooo!!!
Spegnete quello stramaledetto stereooooo!!!!
Ma ki kazzo ha messo il cd dell'Apprendista Stregone???
Bludevil
LupaCeltika, sei ancora viva? O il Macho Vileda con le sembianze della tua ex
(sic!) ti ha uccisa e tumulata nello sgabuzzino?
Ecco cos'era tutto quel rumore nello scantinato...
Blu
lalupaceltika
Cara Bludevil, non si preoccupi. Dopo cruenta battaglia sconfissi la Macho
Vileda. Ora però sto fissando affascinata l'Anitra WC scoprendo inquietanti
somiglianze con un'altra mia ex, quella del '96 (io uso datare le amanti come
fossero vini, il '96 fu una pessima annata). E anche l'aspirapolvere ha
un'aria minacciosa: mi ricorda la ex del '94, quella che mi succhiò DI TUTTO
e poi mi lasciò lì, fredda e pulita come un pavimento. Meglio scappare di
qui: ho un peso sullo stomaco e l'Idraulica Liquida mi sta sorridendo...
lalupaceltika
Lascio a Voi le ex voto e le ex cathedra, cara Preghiera.
Io che ho un nome decisamente pagano mi accontento delle extispìcio, le
esplorazioni delle viscere dopo i riti sacrificali. Lo sbudellamento
reciproco è inevitabile in ogni relazione visceral-passionale, mia dogmatica
interlocutrice, e al di là di ogni orgiastica gioiosa vendemmia e di qual si
voglia bevuta precoce, l'ubriacatura si consuma sempre nel sangue.
il Mio
il Vostro
il Loro.
PROSIT!
kaver
una ex diventa ex quando mi stanco di lei questo succede nel momento in cui
mi soffoca con le sue troppe catene ora mi sono appena s/catenata e non sono
mai stata così leggera
Bludevil
Citazione: " una ex diventa ex quando mi stanco di lei questo succede
nel momento in cui mi soffoca con le sue troppe catene"
evidentemente non stringe abbastanza...
lalupaceltika
Citazione: " una ex diventa ex quando mi stanco di lei questo succede
nel momento in cui mi soffoca con le sue troppe catene"
e poi bisogna vedere se le catene sono reali o immaginarie.
a volte basta dire incautamente "tesoro" "amore" o
"pucci-pucci" durante l'estasi della pulsazione orgasmica e subito
si sentono garrotate da collari fantasmi.
E' buona norma sostituire i termini sopra citati con "maialona mia"
e "bel truiùn!", sono più rassicuranti.
Evasputalamela
io dico...deliri da Lysoforum..
lupa c'hai una penna che ti sfumacchia da tutte le parti..
lalupaceltika
Eva non sputare la mela... gustala!
PS: e facciamoci 'sta sniffata di Lysoforum!!!
Evasputalamela
ma chere si sputa solo la mela primigena..quella del terrestre paradiso che
tanto amara ha reso la vita....ma tutte le altre...quelle piene di nettari
profumati sapori inebrianti e aromi della terra...si gustano...eccome;)!
snif snif....c'è di meglio
ddd
snif... c'è di meglio?
già una volta sputatalamela e una volta exateleex e una volta con capatosta
cercato di riaprire i battenti della locanda sarebbe il caso di aprire una
sniffeuse magari ai piani a lti così gli effluvi si perdono nel ciel che hai
capito o tu solito fantasma che non si dà pace si tratterebbe della stanza
lacrimatoria forse le lacrime poi raccolte potrebbero servire agli africani
Annemarie Schwarzenbach al Malasorte in compagnia di Margot
Inviato: 01 Set 2002
Ariel
UN INEDITO DI ANNEMARIE RIVELA CHE IL MALASORTE ESISTE ALMENO DAL 1940.
1 settembre
Dopo aver lasciato Carson(1) in lacrime, prendo Margot(2) e ci dirigiamo
verso il Malasorte. Sento come mai prima che la pace dell'anima è costruita
su granelli di sabbia. Come se il mare fosse lì vicino, al nostro ingresso in
questo grande e misterioso albergo davvero scricchiola sabbia, penso portata
dal vento sahariano che tormenta le colline piemontesi.
Chissà se in altri paesi c'è la guerra. Qui un gruppo scelto di donne
soggiorna e riflette sull'esperienza vissuta. Qui dimenticano che la terra è
in perpetuo movimento, che il mondo sta per saltare in aria, che
l'ingiustizia e la corruzione sfrontate governano stati che si definiscono
democratrici.
Ho avuto contatti con Miss Carmilla, la proprietaria e con alcune gradite
ospiti, tra cui Fanny Wilmot e Giorgia O'Connoll. Le ho invitate a fare una
gita nelle montagne svizzere. Visto che allevano conigli e galline.
Che emozione essere qui al Malasorte, tra questa accolita di donne segnate
dal destino. Sono nel cuore del territorio proibito.
Dormo in una calda camerata, insieme a due o tre di loro, tra cui due floride
bergamasche. Sono affascinate da Schiller che recito loro in costume da
paggio del Veronese.
La notte scende sullo splendido e mutevole interno del Malasorte, dove, sui
tappeti armeni e cabiri, si è distesa la moltitudine delle donne tristi....
(continua)
1. Carson Mc Cullers, scrittrice americana che, com'è noto, si innamorò
dell'A.
2. Margot von Opel, amante della A.
Margot
Caro diario,
non ne posso più di quella pazza di Annemarie!!! anche questa volta non mi ha
dato nemmeno il tempo di fare con calma le valige. <<Su su, che si va a
fare una gita...>> Già, ma con una delle sue gite ti ritrovi a passare
il fine settimana a Kabul o a Ulan Bator come meno te lo aspetti...
E poi non ci vedo chiaro in tutta questa fretta di partire; deve fare un
reportage, ha detto. Sarà. Comunque sono riuscita a non farle prendere
"Peppina", la vecchia Ford alla quale è rimasta bizzarramente
affezionata e alla quale insiste ancora adesso a mandare sms prima di
addormentarsi. Per fortuna nell'altra macchina le biciclette non ci stavano -
sai bene quanto sia contraria a queste sue fissazioni salutistiche...
Il viaggio è stato abbastanza piacevole: abbiamo cantato tutto il tempo
"Elvezia il tuo governo" e quel delizioso yodler che fa "Geben
Sie mir drei Wörter, Sonne, Herd, Liebeeeee" grazie anche all'aiuto di
qualche bottiglia di vino bianco ghiacciato preventivamente e previdentemente
stivato nel bagagliaio insieme ai biscottini per Hussar(1). Certo che non
potevo lasciarlo a casa, povero piccolo... così mi sono imposta:
<<Dobbiamo trovare un posto dog-friendly>> ho detto, altrimenti
niente.
E così è venuta fuori questa storia del Malasorte Hotel; ma io ho come un
presentimento e in albergo non mi andava proprio di andare. Ma lei fissata
con questo hotel che pare abbia più stellette di tutti i Logis de Mitilene,
catena Best &Lesben e hotel Sapphitel messi insieme... Insomma alla fine
arriviamo... A te solo, caro diario, confesso che più della prospettiva di
evitarmi una delle solite scenate della cara piccina, sono state l'avvenenza
del personale di servizio e il fascino di alcune ospiti appena intraviste, a farmi
decidere e ad accettare prontamente l'alloggio. Ho solo chiesto una camera al
pianterreno, per via delle vertigini che mi martirizzano tu sai quando...
Per adesso un unico neo: non accettano l'American Express! Ma si può?
----
(1) Hussar of Chungking, il suo chow-chow rosso
Ariel
Questo articolo per la "National-Zeitung" proprio non viene fuori.
Stranamente Il Malasorte sembra avere il potere di addormentare la mia
coscienza, invece di svegliarla, ancor più delle tisane speziate di Teheran.
Trovo qui dei personaggi incantevoli! Credo che manderò due o tre schizzi che
spero non mi definiranno espressionisti allo Pfeffermuhle di Erika, così ne
fa uno spettacolino coi fiocchi. Basta solo che non intervenga la polizia di
Zurigo.
Devo dire che Margot, malgrado tutto il suo fascino animalesco che provoca
isterie tormentose , mi ringhia dietro in continuazione per via della gelosia
che l'affligge più delle precoci vene varicose. E' vero che sono ammaliata
dalle graziose ospiti dell'Hotel, ma non per questo lei deve pensare che io
sia disponibile per infilarmi nel letto di questa o quella..non sia mai
detto!
Vuole far passare per follia,stravaganza aristocratica, quel che è solo il
mio modo totale, appassionato di vivere le esperienze.
Stamattina ho chiacchierato per un'ora con la deliziosa ostessa sugli
esperimenti della Bauhaus, di cui lei vorrebbe edificare una piccola
succursale qui al Malasorte, attribuendo alle architette una sorta di
funzione sacerdotale. Le architette, come le api regine, progetterebbero un
albergo perfettamente idoneo a tutte le ospiti, ma avrebbero anche la
funzione direttiva. Qui si potrebbe esperimentare la fotografia mossa degli
interni da letto o i nudi che scendono le scale e si potrebbero riavviare
studi sulla linea,mai del tutto finiti da Kandinskji, iniziando intensive
cure dimagranti che comprendono anche la ginnastica del ventre e dei glutei.
Questi argomenti mi dilettavano molto e stavo per proporre all'ostessa una
mia conferenza dal titolo:"L'estetica dei tetti svizzeri", quando
la Margot arriva infuriata col suo abominevole cane e invita la mia amica
albergatrice a ritirarsi nell'androne della portineria.
Stasera ho avuto la mia nemesi, ho ottenuto un appuntamento alla pallida luce
della luna con una certa Miss..Miss..di cui non ricordo il caldo nome
meridionale, ma che mi ha lasciato l'impressione di un davanzale fiorito e
profumato ed è arrossita davanti a me con un effetto di Alpe al tramonto.
Non vedo l'ora di continuare a odorare la sua odorosa aiuoletta (e guai se
l'orribile mostro di Margot viene ancora con la sua zampetta a sporcarmi il
prato).
Vostra Annemarie
Margot
Caro diario,
ho avuto un orrendo dubbio. L'altra sera, mentre ero nel nel foyer del
Malasorte a bere il mio solito tamarindo-vodka e ne approfittavo per
familiarizzarmi con l'ambiente (cet-a-dire dedicando gran parte della mia
attenzione alla cara barista, un aristocratica romana très très blasè...), ho
inavvertitamente ascoltato la conversazione che si svolgeva lì accanto.
La mia adorata Marì era impegnata con Miss Wilmot, un'inglesina piuttosto
graziosa, e con Frau Karmilla, la proprietaria dell'Hotel (a proposito, devo
dirle che dalla "Stanza delle Perdite", proprio sopra la mia - quel
dommage! - gocciola uno strano liquido...)
Damen und Frauleinen discorrevano dei soliti argomenti: del tempo, della
servitù, e della prova ontologica di sant'Anselma che dimostrerebbe in modo
inconfutabile l'esistenza del Primo Movens, altrimenti detto Principessa
Azzurra o Fidanzata Ideale. A questo proposito qualcuna ha aggiunto che
poichè inconoscibili, esse - le Principesse Azzurre - si farebbero precedere
da una lunga serie di Messaggere Divine in forma di semplici fidanzate. Una
teoria interessante e molto innovativa, non trovi? Ma per farla breve, frammisto
all'usuale e femminineo chiacchiericcio, sento il mio tesorino d'oro che
rivolgendosi alla sua amabile vicina pronuncia chiaramente le parole:
"...quell'orribile bestia di Margot..."
Ed ecco che torno alla mia domanda: secondo te Marì stava parlando del mio
pelosoHund Hussar o... di.... me?????
lalupaceltika
Miss Margot,
so ke siete affezionata a quel delizioso mostricciattolo peloso, ma una Lupa
al guinzaglio accompagnerebbe più degnamente il Vostro incedere fiero ed
elegante.
E tutte le ospiti del Malasorte Vi domanderebbero eccitate: "per mezzo
di quali oscuri poteri siete riuscita a domare quella creatura
selvaggia?..."
Pensateci, miss Margot.
Pensateci.
Ariel
CONTINUO A TRASMETTERVI LE CARTE SPARSE DI ANNEMARIE COSI' COME CI SONO
PERVENUTE
7 settembre
Oggi abbiamo fatto una gita nei dintorni del Malasorte. Ho cominciato infatti
a sentire un certo qual disagio e mi è sorto il dubbio che questo Hotel sia
un incrocio inquietante tra il sanatorio di Davon e il manicomio di Leonora
Carrington. Fatto sta che sono almeno riuscita a seminare la mia aguzzina,
grazie alla presenza dell'amabile cagnolino che attira a lei tutte le
nevrotiche e le zoofile, in altre parole, le zitelle baciose e bisognose di
scacazzanti cagnolini.
Io invece, dopo essermi bevuta una spremuta di lampone con Miss Wilmot che mi
ha insegnato cose fondamentali sui numeri infiniti e la progressione
algebrica del piacere femminile, ho accettato l'invito del gruppo delle
parruchiere ed estetiste iscritte al C.A.I. e sono andata a farmi un giro in
montagna.
Ma proprio mentre mi stavo rilassando e Clotilde mi vellucava con un suo
dildone-spazzola comprato a New York, mi arriva un sms disperato di
Erika:"Il Cavaliere ha sospeso le repliche de "Il cantante delle
banane" con la motivazione che oltraggia il regime e la Sua persona.
Devi scrivere al più presto uno spettacolo alternativo tipo: "Quel
mazzolin di fiori-Come portare soldi in Svizzera" che aveva riscosso
tanto successo a Montecarlo.
Ti prego, fà qualcosa! Raggiungimi al più presto e porta erba dei pascoli
locali!"
Ed io, che farò, a questo punto?
Stanotte, dopo aver gustato le carni della giovane artigiana di Biella, dovrò
forse preparare la valigia. Mi sa che, prima dell'alba, scappo e lasciò qui
Margot e la sua cosa pelosa.
Margot
Caro diario,
sono eccitatissima e non so da che parte cominciare per raccontarti tutto
quello che mi sta succedendo...
Prima di tutto Marì che, tra la costernazione generale, si è messa
improvvisamente a fare il girotondo intorno al Malasorte! Un *girotondo*
intorno all'albergo, da non credere... Non è colpa sua, lo so, è quella roba
che adopra il suo dentista per sistemarle quei due brutti incisivi, che la
manda fuori di testa...
Ma adesso la notizia principale: si sussurra infatti che la "GRANDE
FESTA IN MASCHERA" verrà organizzata proprio al Malasorte, e tra pochi
giorni! Pensa che fortuna essere qui! Capisci bene quanto sia emozionata...
avere l'occasione di partecipare a questo evento che richiama da ogni dove
splendide fanciulle e le signore più charmantes del globo... Non è veramente
Wunderbar???? Non vorrei mancare a questo avvenimento per tutto l'oro del
mondo (anche perchè in gran parte è già mio... eh, eh...); magari quella
fissata di Marì potrà distrarsi un po' scrivendo i bigliettini di invito...
A proposito di bigliettini, ben celato nel mio beauty ho trovato un foglietto
nel quale un'anonima mano mi implorava ad una più intima conoscenza... Sarà
di M.me X??? La schiva ammiratrice non ha lasciato il numero di cellulare...
P.S. Anche Hussar non sfugge all'atmosfera di attesa e trepidazione, ed è
tornato da una sua scorribanda con un KelticWulfe di incerta genealogia (non
credo sia iscritto al LOI*), felice come una pasqua e con un coniglio bianco
sanguinolento tra i denti...
-----
*LOI=Lesbiche e Omosessuali Internazionali, non Libro Origini Italiano
(registro canino) nè la legge francese
Ariel
8 settembre
Non avendo trovato neppure una bagnarola con 4 ruote, perchè Margot per
sequestrarmi qua ha buttato le chiavi della Ford nel cesso della portineria,
ho rubato una bicicletta e me ne andrò quanto prima. Mi sono presa le mie
soddisfazioni e ho finalmente finito l'articolo sulla "Architettura
alberghiera cisalpina". Ho fatto molte foto. Nell'ordine 1) Miss Wilmot
con in mano la copia del suo primo romanzo con sullo sfondo i tre sentieri
per il lago 2) Carmilla con il suo storico mantello da vampira che ha
indossato solo per noi per l'ultima volta e in previsione di una festa in
maschera che sembra prossima 3) il magazzino delle scope che è una buona foto
neorealista che denuncia lo stato in cui sono costrette a vivere le
domestiche e il demi monde del "Malasorte" 4) la reception con il
grande quadro di Tamara mai visto nelle esposizioni ma ceduto da Ida
Rubinstein amica di D'Annunzio e Tamara dal titolo: "Le guerriere del
Malasorte"(pare sia un ritratto della fondatrice e della sua cugina
incestuosa, tale contessina Mizzi) 5) il mostriciattolo abominevole di Margot
che ingroppa un suo compagno di sventura e bastardo in un accoppiamento gay
canino 6) finalmente una veduta complessiva dell'Hotel prima che gli sia
appiccato il fuoco da me stessa acceso a uno stoppino collegato a una bomba
(la verità è che lo trovavo stilisticamente orribile, un misto tra Coppedé e
il Duomo di Milano, una vera torta..)
Ora me ne vado, col lavoro fatto, verso i successi teatrali che mi aspettano.
Ma vedo là qualcuno che mi fa cenni, al lato della strada...
COSA??? NOOO!!
LA MAMMAAAAAAAAAA.....
.....................
Margot
Caro diario,
mi domando quante delle donne che sono passate dal Malasorte vi abbiano
trovato anche la suocera!!!
Ebbene sì, è qui anche Renée... Non che la cosa mi spiaccia, in fondo ho
sempre apprezzato molto la sicura competenza con cui intona l'alpenstock alla
cravatta, ma trovo la sua presenza un po' imbarazzante, specie quando punisce
Marì per le sue innocue fissazioni e la manda a letto senza cena...
By the way, io approfitterò della serata libera andando al cinema con Mme X.
Sono incerta tra Fantasia, Rebecca la prima moglie o La donna invisibile;
questo ultimo pare sia stato ultimamente oggetto di vivace dibattito tra le
bas-bleu del Malasorte cine-forum...
Ermes
[ oggi è il 10 settembre ... per piacere aggiornamenti ... ]
Ding dong
Inviato: Lun, 07 Ott 2002
Femmena
c'è nessuno alla reception? Ho bisogno di un stanza. Spero che accettiate
animali, sono qui con il mio cane.
Bludevil
Coff coff… buongiorno… Signora…
(Femmena, tu si 'na malafemmena…)
Mi dispiace ma l'albergo è al completo.
Bhè, se lei non vede nessuno non significa che non ci sia nessuno, non crede?
(Quest'uocchie hai fatto chiagnere…)
Uhm, vediamo un po' come posso accontentarla. Non c'è nessun problema per il
cane. Per te sì, seccatrice. Niente niente, parlavo da sola.
Ho trovato.
C'è un'ultima stanza libera. Dotata di tutti i confort.
Letto matrimoniale, aria condizionata, riscaldamento centralizzato. Coff
coff… Una vera reggia. E pasti caldi serviti una volta al giorno: alla
mattina, ché di notte deve restare sveglia! Il bagno è in comune però… sì, ma
c'è solo questa disponibile: prendere o lasciare.
(Lacrime e'nfamità…)
Ah, il collare è un optional, quindi lo paga a parte! Quello per lei, non per
il cane.
Allora, la prende?
Pagamento anticipato: quindici giorni.
Ce li ha i soldi? Coff coff… Odio la gente che mi fa perdere tempo: sarà per
questo che l'ostessa non sta più alla reception! Niente niente, parlavo da
sola.
Firmi qua e venga con me…
Prego mi segua. La valigia la porta da sola, sì. Come dice? Fuori? Sì, certo.
È fuori in cortile. La cuccia doppia! E non faccia la difficile: vedrà che si
troverà benissimo.
Buon soggiorno ad entrambi. Coff coff…
Ma guarda questa: per quattro soldi voleva pure la suite imperiale! Sono
stata anche troppo gentile. Stavolta non possono accusarmi di fare la burbera
con le clienti: se scappano non è mica colpa mia!
Blu
Femmena
Fatti una "carmilla", valà
Bludevil
femmena, accettiamo animali, accettiamo...
Per me, niente "camomille": mi rendono ancora più acida...
P.S. Il collare è di tuo gradimento?
fanny
non che non c'è nessuno...
non lo vedi femmena che siamo tutte occupate a far crollare il malasorte...
mi sembro mio nonno mi sembro, che era capomastro e che quando non poteva più
parlare perchè stava per passare al mondo della verità guardava tutti i
palazzi che aveva costruito quasi con odio, credo che se avesse potuto
demolirne almeno uno, uno per tutti lo avrebbe fatto, così per una
soddisfazione, chi si toglie un sassolino dalle scarpe e chi invece toglie un
palazzo dall'orizzonte. casi precedenti.
scusa femmena scusa le cameriere appena attaccano un bottone potrebbero
rimetterti tutti i bottoni d'osso nuovi a quel cappotto che ti ritrovi,
lascialo qui e te lo sistemo io resta pure tu che ci metto meno, cucio e
parlo, parlo e taglio, chiasma linguistico e verità pure. parlo e taglio.
siamo tutte occupate, il coniglio pure, il coniglio è occupato. qui a far
crollare il malasorte, come mio nonno. sembriamo tutte mio nonno il
capomastro. che dietro casa impastava la calce. pure il coniglio è occupato e
l'ostessa una volta che c'ha messo l'anima cosa altro ci deve lasciare per
manifestare la sua presenza. una ce la doveva lasciare l'anima. io le avevo
detto di non passare la notte vicino al fuoco. ma la sua ombra si è
proiettata sul muro e adesso la sua anima regge le fondamenta. o quella del
coniglio. chi lo sa. chi c'era. io no. ero a rifare una stanza. quella col
letto matrimoniale che prendi tu stasera. se ti va. la stanza del presagio. si
proprio quella. e l'anima dell'ostessa regge le fondamenta e noi siamo tutte
occupate. tutte. a buttare giù il malasorte. chi lo sa. la colazione è dalle
sette a mai più. non passare pel bar. è stato chiuso.
tutte bevemmo ognuno da sola.
Bludevil
Non mi piacciono granchè i cani e nemmeno gli uomini.
Preferisco le donne e i gatti.
E non necessariamente in quest'ordine.
Salumi
anch'io preferisco le Donne e i Gatti.
ma in quest'ordine.
Le parole per dirlo
Inviato: 19 Lug 2002
txs1280
Lei ti ama. Tanto. Mostruosamente. Infinitamente. Per anni. Ti fa le corna,
però ti ama. Ah, se ti ama. Tanto ma tanto. Tanto quanto le corna che ti fa.
Però ti ama. Ah se ti ama. Alla fine, nonostante lei ti ami così tanto, tu
stronza te ne vai. Stronza. Ma lei continua ad amarti. Tanto che dopo 5
minuti che tu te ne sei andata sta con un'altra. Però ti ama. Tanto.
Mostruosamente. Infinitamente. Ancora, anni dopo. Stando con l'altra.
Come fare a dirle... serenamente... ma definitivamente... VAFFANCULO?
Sekhmet
Lei ti ama, sì, a parole. Certo.
In fondo i fatti cosa contano quando si vive di sole parole?
Lei ti pensa, ti pensa sempre...anche quando si dimentica di chiamarti, anche
quando si sta beatamente facendo i cazzi suoi.
Lei vorrebbe (non è che non vorrebbe) darti più attenzioni, dimostrarti
quanto, quanto ti ama...quanto, quanto sei importante per lei...ma, sai
com'è, il concerto...gli amici (conosciuti ieri sera)...varie altre
priorità...eh, ma insomma! Che altro vuoi?? Se ti dico che ti amo, ti amo, no??
Lei vorrebbe cambiare, tu neanche puoi capire quanto vorrebbe...è solo che
non ce la fa, sai, è impulsiva, non si sa controllare...e poi che vuoi??
Allora mi vuoi diversa, non mi accetti per quella che sono, pretendi di
cambiarmi!!?!!
Eh già, per la serie "vorrei-tanto-ma-non-posso"...
Come si fa a mandarle affanculo? Semplicissimo (anche se non sembra): quando
senti che ti hanno logorata abbastanza, ti siedi un attimo, ti calmi e guardi
la situazione dall'esterno.
Vuoi continuare a farti trattare in questo modo? Vuoi continuare a mancare di
rispetto a te stessa? Vuoi logorarti ancora in una storia-vicolo-cieco?
Quando rispondi NO a tutte le domande di questo tipo che ti vengono in mente,
allora sei pronta a voltarti e mandarla serenamente, definitivamente ed
elegantemente affanculo.
laprima
Allora mi vuoi diversa, non mi accetti per quella che sono, pretendi di
cambiarmi!!?!!
Che frase del cazzo!Ma allora la dicono tutte!
Quando ti manca il coraggio per dirle"Stronza, ma vaffanculo!"
pensa che se non la batti sul tempo, lo dirà lei a te e col ghigno beota
nascosto.
E poi, lei non ti ama...E' solo una stronza. E da quando le stronze sanno
cos'è l'amore?
...Scusate lo scurrile lessico usato, "MA QUANDO CI VUOLE,CI
VUOLE!"
Ariel
Io credo nell'Amore Unico, Onnipotente, Monogamico, Assoluto.
Credo che non ci sia alcun amore fuori di me. Che l'amore sia il puntello
della mia insicurezza, dei miei complessi, del mio bisogno di gratificazione.
Credo che le donne libere siano come la peste, perché non ti aspettano con la
scodellina pronta e hanno sospette impronte di rossetto.
Credo che l'amore lesbico sia un contratto di schiavitù, basato su un
principio: Ama solo me! O vattene, immonda donnaccia!
Chi ha detto che "l'amore restituisce al mondo?". L'amore è una
cella a due, un 'aiuoletta ben custodita, la chiave di una vita, l'anello
nuziale.
Ti chiudo dentro e getto via la chiave!
Non farmi sprecare tempo a capirti, ad amarti per come sei: A me interessa
solo che ami me. Da questo capisco come sei.
Di più: meglio male accompagnata che sola!
diamanda
Io sono una città da cui molte sono partite... (come canta qualcuno)
Perché ero troppo grande, ero troppo piccola,
ero troppo fredda, ero troppo calda,
ero poco ospitale, ero eccessivamente ospitale,
ero faticosa, ero facile, ero bella, ero brutta, ero banale,
avevo troppi segnali, avevo pochi cartelli,
avevo vicoli bui, avevo boulevard à la page,
sicuramente avevo ed ho una stazione
con più di un binario e diverse panchine
su cui salire per sventolare fazzoletti e lanciare saluti
" a presto! " " a mai più! "
se alzo gli occhi vedo il pannello Partenze
e - a fianco - il pannello Arrivi.
Entrambi illuminati.
Giorgia
Questa deve essere una piccola depandans (scusate il francese!) del Malasorte
...
Citazione: "Io credo nell'Amore Unico, Onnipotente, Monogamico,
Assoluto".
Credo che l'amore lesbico sia un contratto di schiavitù, basato su un
principio: Ama solo me! O vattene, immonda donnaccia!
L'amore non ha regole, stati, modi di esere, convinzioni, non ha neppure
fedeltà, non ha forma, non ha buio ne luce, ne freddo ne caldo, ne bene ne
male.
L'amore Lesbico è tutto, tranne ciò che scrivi.
L'amore è e quando è, è.
E' tutto di se.
Giorgia
L'amore Lesbico è tutto, tranne ciò che scrivi
L'amore Lesbico è tutto, e anche ciò che scrivi
Ariel
Cara Giorgia, per questo ogni dichiarazione aprioristica e definitoria è o
volutamente umoristica o tristemente presuntuosa.
Penso solo che sarebbe ora di differenziare l'amore dal possesso.
Giorgia
eh che le donne sono complicate e mi confondono ...
e se le ami sbagli ...
e se non le ami sbagli ...
e se lo dici sbagli ...
e se non lo dici sbagli ...
e la madonna ... sbagli,
sbagli ...!
Ariel
Stare male, stare bene
nel sadismo casuale della vita, le regole di giustizia sono spesso invertite.
Che l'amore sia l'evento che oltrepassa la misura, il merito, le qualità.
Dato non da ciò che si vede o da ciò che si sa. Un cuore senza enigma. Un
oggetto di dono. Che il soggetto scompaia, per un pò, dietro al suo stupore.
Giorgia
Mi permetto di postarti una frase che di certo conosci di Marguerite
Yourcenar che invece io sto scoprendo da poco ...
"Amare a occhi chiusi significa amare come un cieco.
amare a occhi aperti significa amare come un folle:
accettare a fondo perduto. Io ti amo come una folle."
La considerazione empirica è che poi ad amare come folli ci si trova ad
aprire la mano e a trovarci dentro ... niente!
delfino
L'amore...perchè non possiamo definirlo? e non dico noi in questo forum, non
dico noi donne ma Noi esseri umani.
Noi persone presenti, passate...di quelle che verranno non si sa niente, si
può solo immaginare.
Noi, che proviamo a rendere la nostra vita esemplare ricercandone
costantemente il senso, opponendoci all'ingiustizia, osteggiando il male col
nostro carico di bene.
Portando un peso sempre presente non si sa bene se dentro o fuori, sulle
nostre spalle che sono sempre più robuste eppure sempre più stanche.
Noi, nella nostra virtuale prima linea ossessionati da quelle domande che
attendono risposte perse dentro i labirinti del nostro stesso pensiero.
Noi e la consapevolezza.
Noi e il sentire.
Noi e gli altri da proteggere, da cui proteggersi.
Noi e il nostro desiderio mostruoso e irreversibile di amare e essere amati.
"...l'amore non muta di fronte a un mutamento..."
Noi e l'Amore assoluto, unico, immortale; noi e il cambiamento.
Si Cambiamento.
Noi e l'amore che muta e ci sconvolge,non come una tempesta ma come un grillo
che vicino alla nostra finestra cessa il suo"canto" .
Noi e l'abbandono che modifica la nostra tensione verso la luce aprendoci un
buco nero nell'anima, come un abissoche ci minaccia e alprimopasso falso ci
inghiotte.
Noi e la privazione
Noi e l'abbondanza
Noi e l'amore, come l'amore che è strumento di mutevoli forme e colori.
Puo far salire tutte le "cose", può far scendere tutte le
"cose" .
Noi e il potere supremo di poter rivoluzionare tutto in un attimo basta
averlo.
Noi che dobbiamo trovare l'arma per osteggiare il dolore e indebolirlo fino
ad esserne padroni e non più schiavi.
Noi e il coraggio che dobbiamo inventare ogni giorno per sopravvivere e
sperare prima o poi di imparare a vivere e soprattutto ad Amare!
random eye movement
Ariel...capisco quello che dici, e perche'...
ma se davvero e' come dici...non ho dubbi...meglio sola.
random eye movement
Ti poni la possibilita' che "l'amore lesbico" possa invece
spingerci ad aprirci, anche verso gli altri, che la felicita' (oltre a
esistere e a starsene li', come una pietra...) possa spingerci a rendere
migliori noi stessi e quanto ci circonda?
Ho detto la 'possibilita'...provarci...FARLO il tentativo, almeno...perche'
le aiuole sono un po' limitanti, come affermi tu stessa...
random eye movement
la porta e' spalancata
la chiave non serve piu'...
o forse, in un posto come il malasorte, non e' mai servita: al check-in non
viene mai consegnata all'ospite...
scai
non si può dire "la porta è spalancata, la chiave non serve più"
...
le porte sono porte, aperte, chiuse, sbattute ... .
L'amore dovrebbe essere definito ma la definizione cambiare ogni secondo,
perchè cambiamo noi, perchè chi incontriamo ci cambia ...
non siamo muri anche se a volte qualcuno ci immagina e tratta così per sua
comodità ... e se nella mano poi non ci rimane nulla, si chiude a pugno
sperando che il dolore passi col tempo e si va avanti
siamo donne, no?
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
e ti senti il biancore di un cavallo
sfiancato
in un letto straniero ti senti gelato
solitario ma in fondo in pace col mondo
e ti senti tradito dagli anni perduti
allora tu col tempo sai non ami più ...
vola vola vola l'ape maia ...
non ne potevo più di ste tristezze ...
artis
Scai.. ti rispndo solo con un sorriso, virtuale, ma E' pur sempre un
sorriso:-), spero tu possa capire........
Ariel
No, random, non meglio sola. Meglio amare chi sa stare sola.
random eye movement
e allora scai, se la definizione dovesse cambiare ogni secondo...forse e' la
prova che definire l'amore non serve a niente...
domattina andro' in spiaggia con il mio setaccino...ecco forse e' una cosa
simile...
non ti volevamo rattristare: si fa cosi', per parlare
scai
REM io sono d'accordo con te, si può amare veramente in mille modi
e cmq non essere mai capite.
Non mi avete per nulla intristito, sono solo preoccupata per un'amica che
solitamente quando scrive (mi) trasmette energia.
Notte ...
random eye movement
la solitudine e' sopravvalutata
e allora perche' certe volte ne sento tanto il bisogno?
e no, non e' per scappare a qualcosa, ne' per reazione a qualcosa
e' solo bella, cosi'
forse anche piu' facile, almeno per me, a volte
random eye movement
no, non e' per niente piu' facile, per niente
ma necessaria
Qualcosa...
Inviato: 29 Ott 2002
EPSON
...Qualcosa qui non comincia
alla sua solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c'era qualcuno, c'era,
e poi d'un tratto è scomparso,
e si ostina a non essserci...
(W.Szymborska)
che peccato..
Inviato: Mer, 30 Ott 2002
kosta
... un vero peccato lasciare andare nella fatiscenza questo edificio.
Che poi si sa che succede: arriva la solita agenzia immobiliare di squali e
ne fa miniappartamenti.
magari uso ufficio.
nooooo ....
Bang
Se l'edificio va in malora è colpa delle gestrici. Troppo esclusive ed
'elitarie'. La prossima volta se vogliono farsi un loro orticello è meglio
che lo esplicitino sin dall'inizio, si eviteranno così spiacevoli
fraintendimenti ed invasioni inopportune e non gradite di proprietà esclusive
e private. :D
Bang
diamanda
Non è così, non è vero.
Il fatto è che per giocare ci vogliono garbo e fantasia, che sono doti poco
coltivate.
Rimane il fatto che chi critica e critica e poi - tanto per cambiare -
critica
non è in grado di costruire e coltivare alcunchè, che sia effimero o
duraturo, elitario o popolare.
kosta
Citazione:
Se l'edificio va in malora è colpa delle gestrici. Troppo esclusive ed
'elitarie'.
i sentieri si biforcano, gli edifici degradano, ma io mica mi offendo se non
sono all'altezza del gioco proposto...
Eppoi magari le gestrici hanno altro da fare... tante sono le spiegazioni.
peace&love
diamanda
le mie parole erano rivolte a bang,
non so mai quanti fraintendimenti riesco a creare con questo mezzo...
e sì, le spiegazioni possono essere molte
e no, non credo si tratti di essere o meno all'altezza del gioco
quanto dell'aver voglia di giocare e giocare bene...
Bludevil
Citazione: " .. un vero peccato lasciare andare nella fatiscenza questo
edificio".
E' un vero peccato non farlo.
Per questo poi si manifestano strane e repellenti creature: esse vengono
fuori strisciando da recessi fatiscenti e purulenti, reclamando cose
immominabili, biascicando insulti e sputando veleni.
Le invasioni inopportune diventano non gradite, almeno per quanto mi riguarda
Bang, quando oltrepassano la maleducazione.
E i limiti imposti dalla decenza, ahimè qui come altrove, non sono davvero
sopravvissuti.
Ma tant'è: la sgarbataggine arrogante sembra sia di gran moda, di questi tempi.
Bang
Ognitanto i dinosauri vengono fuori con i loro nick.
Ci sono tante forme di maleducazione, ed in questo luogo ne sono state
perpetrate di molteplici.
Non voglio aggiungere altro.
kosta
tutto questo casino per cosa??????
ho letto i file di testo del Malasorte, mi piace l'idea, ho passato il WE a
pensarne una versione web in 3D...
il resto ...? cazzate???
buongiorno (si fa per dire)
kosta
ecco, bel colpo.
approvo in pieno il [cut]
rilancio.
che il Malasorte sia vivo o meno, da rianimare o da lasciare crepare, nessun*
si accoda per una fantasmagorica versione web?
grazie
distinti saluti
c
ginkgo
Citazione:
nessun* si accoda per una fantasmagorica versione web?
a grandi linee...cosa potrebbe comportare "l'accodamento"?
cioè secondo te CHI...o meglio QUALI capacità/conoscenze potrebbero servire
oltre a quelle che hai tu?
ciao Special-K,
I miei Omaggi...
Gink!
kosta
http://www.architecture.it/hp/copertina/03/default.htm
l'edificio che respira...
Citazione: " secondo te CHI...o meglio QUALI capacità/conoscenze"
in primis: le autrici
ultime ruote del carro: chi conosce java decentemente e STUDIO3D oppure
AUTOCAD e formati di scambio.
poi si discute e si va a bere un bianco (alla volta...)
Citazione: "Special-K", un supereroe della Marvel?
c
ginkgo
Allora ricapitolando...
Special-K ha scritto:
1) in primis: le autrici
2) ultime ruote del carro: chi conosce java decentemente e STUDIO3D oppure
AUTOCAD e formati di scambio.
3) poi si discute e si va a bere un bianco (alla volta...)
visto che le mie attitudini/capacità non sono conformi al profilo
ricercato...a parte IL bianco del punto 3...il mio aiuto in pratica termina
qui e mi spiace tantissimo, credimi.
Spero che qualcun* si faccia avanti visto che adesso si sa CHI e/o COSA si
sta cercando per costruire "Il Malasorte Hotel - Vacancy all
season".
Special-K ha scritto:
Special-K...un supereroe della Marvel?
no, i cereali per fare colazione :D
Saluti...
M.
kosta
..un'email please??
ginkgo
Citazione:
..un'email please??
per IL bianco?...arriva...
dei passaggi segreti
Inviato: 20 Set 2002
k@therine
sarà la sorte. ma sei di nuovo finita in questo delirio di stanze. ti guardi
attorno curiosa per segnare i confini con lo sguardo. è una stanza nuova.
nessuno l' ha mai abitata prima. non ci sono vecchi manifesti da staccare. è
tutto inedito. è tutto intatto. mettiti obliqua. albergala pure. sai già che
le pareti sono solo nei tuoi occhi. sai che il muro si sfalderà quando ti
avvicinerai. i libri resteranno sospesi. la musica avrà una sola nota. la
stessa. incomprensibile. ma non devi capire. il senso, se viene, viene dopo.
perfetta nel sonno. proprietaria fiera di ore impenetrabili. dormi. avvolta
nelle righe di un pigiama imperfetto
Janis
Al momento rifuggo le pareti.
Mi godo, in terrazzo, le fonti intermittenti..
Bella
cammino in mezzo al corridoio
come una barca
schizzo lo sguardo in ogni porta aperta
prima o poi arrivo
fanny
Citazione:
il senso, se viene, viene dopo.
avevo creduto io pure a gertrude, lo giuro su tutta la calce che sto passando
su questi muri per cancellare le ombre. e per intrappolarne. qualcuna. le
avevo creduto l'avevo condotta tra le mie righe quelle con l'inchiostro e gli
spazi bianchi di senso e le ho chiesto E il senso? Viene dopo.
l'interpretazione. non crderere a gertrude, mente e si crede e ti fa credere
il senso. già.
quanto Kosta?
Inviato: Lun, 25 Nov 2002
fanny
il punto sono le spese di gestione...
ecco non si riesce neppure più a fare una lista della spesa di sopravvivenza
urbana con quello che ne è rimasto, sarà che io in ragioneria non sono mai
stata brava, eh no, nemmeno a fare le somme ma pensavo che quelcuno almeno
comprasse una calcolatrice. anche perchè ho studiato da cameriera ai piani. i
prezzi delle intelligenze creative salgono ogni giorno di più, non so da che
possa dipendere, forse i giagimenti minerari conosciuti sono esauriti o gli
alieni la rubabo, ma salgono e non se ne può comprare e per aprire le stanze
ci vuole intelligenza creativa. la fantasia è come l'acqua che esce dai
rubnetti, è possibile che te la portino a casa in tubi avventurosi ma poi vai
a prenderla e senti il sapore di cloro e devi comprarla in bottiglia. la
fantasia in bottiglia la trovi effervescente, naturale, dolce, leggera e anche
fantasia per bamini ricca di risorse che te lo dice l'etichetta, ma ne serve
tanta e per comprarla avevo scelto la strada.
si proprio la strada. che trasformare il malasorte in una casa chiusa dopo
che sta diventando un albergo chiuso. no. ragioniera no ma maitresse proprio
no. tra gestire i numeri e gestire le donne scorre presenza di spirito e
avvenenza. non so nemmeno dove comprarle. figuriamoci.
poi l'iniziativa, dio mio l'iniziativa. quella che ti appaga e che riesce
pure a compiacere-il-gusto-degli-altri. è rarissima si estrae in miniere nel
ventre della terra. chi la conosce dice che è come il carbone solo più dura e
brillante. ecco qui abbiamo un sacco di carbone. due, tre forse cinque sacchi
di carbone. ma tutta l'iniziativa che c'era il coniglio l'ha venduta per
avere le carote della strega del mare. che trasformano le sirene in
principesse e i conigli pure in principesse. senza voce. ma questa sarebbe
stata una bella soddisfazione. no? mi ha detto che si è rotto le orecchie di
essere Il coniglio ed ha voglia di diventare una signorina a tutti gli
effetti. lo sappiamo tutte come sono le streghe del mare, opulente e furbe. e
così adesso è sempre un coniglio con qualche macchia in meno. poi guardati
intorno kosta il malasorte sta cambiando forma, si evolve, si invole. si
chiude forse come una perla dentro un'ostrica. perchè una perla lo è. brilla
tra le maglie della rete.
io una proposta ce l'ho. anche se non è possibile accettare proposte da una
cameriera che nemmeno riesce a far quadrare i conti della spesa. prendiamo
tutto quello che ci serve dalla terra sulla quale il malasorte è stato
costruito, prendiamone un po' alla volta in modo che le spinte e i pesi si
bilancino (ehi diamanda, vai a farti un giro al bar quando faccio
l'avventuriera delle spinte e dei pesi senza sapere niente di strutture e
stabilità ehm... no, no, non preoccuparti chiamaremo uno specialista... no,
no, non io e nemmeno il coniglio, ehm...) e lascino in piedi tutto. ma
proprio tutto. e anche quello che viene dopo.
poi l'alcol. diamanda ce ne ha fornito casse e casse senza chiederci il
conto. ma prima o poi anche il conto bisognerà pagarlo e con cosa? questo è
quanto. o almeno mi sembra.
grazie kosta. :-)
fanny wilmot,
cameriera ai piani, capo-ufficio gestione risorse
kosta
il punto sono le spese di gestione... sono kosta, risolvo i problemi.
gent. Fanny Wilmot <capo ufficio gestione>
Il pacchetto da noi proposto in seguito Vs cortese richiesta non prevede
costi, se non in termini di tempo e preziose cellule epatiche degeneranti in
cirrosi - e badi bene che non sto cercando di incastrarla in un vortice di
marketing multilevel o peggio! di venderle l'Enciclopedia della Donna
riveduta e corretta. Siamo un'azienda giovane (si spalanca la voragine),
viviamo la performace anche in quei giorni, il nostro personale e' altamente
qualificato anche se spesso si litiga il possesso dei giocattoli nella Ludic
Area (non facciamo mistero di adottare il modello americano nel mettere a
loro bell'agio le meglio menti del panorama utopico mondiale) - e quindi
siamo ridotti a mandarli dietro la Lavagna Virtuale, ma i nostri prodotti
sono altamente competitivi.
Noi creiamo MONDI. MONDI accessibili e non accessibili; MONDI in cui ci si
muove
volando (1),
camminando (2),
guardando (3),
esaminando (4),
puntando (5),
senza nessuna fatica e con la possibilita' di azzerare le principali costanti
della fisica.
Nei nostri MONDI - voglia credermi - non esiste problema statico, abbiamo
abolito la Scienza delle Costruzioni anche perche' riduce in pappa anche i
neuroni piu' resistenti;
(voglia credermi, e' comunque uno spreco spappolarsi il cervello per rendersi
conto che si tratta di sistemi approssimati, vogliamo l'assoluto e come
sempre - lo vogliamo subito)
nei nostri MONDI si potra' permettere anche la poltrona Wassily e tutto il
Bauhaus a
costo ZERO!
E sono solo esempi. Se l'offerta risulta di Suo interesse, non esiti a
contattarci; un nostro esperto verra' al suo esclusivo domicilio c/o
Malasorte Hotel ad illustrarle i nostri esclusivi modelli di MONDI, a totale
costo zero se non fosse...
[ora scatta la postilla scritta in corpo infinitesimale]
per una piccola ricompensa che riteniamo meritare, per i nostri sforzi
continui di aggiornamento software (l'hardaware lo sa bene, e' in dotazione e
comodato gratuito non sostituibile), le chiediamo solo una copia su floppy
dell'inutile cartella anima.sys, inutile e ridondante, che avremo la massima
cura di custodire in ampolle stoccate sulla Luna; se non le sembra sfacciata,
se non le sembra troppo ingenuamente umanista la nostra richiesta, se non le
sembra zolfo la fragranza che emana lo schermo, se non ritiene superiore un
qualunque vino rosso su tutta la categoria di bianchi mondiali (a parte
quello chardonnay cileno di qualche mese fa, forse). Abbia pazienza con chi
ha stretto amicizia con le Cariatidi all'Acropoli e tuttora latita: se fosse
o meno a conoscenza del fatto che sono delle Copie, non ha importanza. E' pur
sempre - l'amicizia con le Copie, una metafora dell'Esistenza.
la saluto cordialmente
kosta
web master uthopic // nothing can't never be the same // in another
dimension...
(1)(fly: sposta il proprio corpo come se il mouse fosse la cloche di un
aereo, quindi
tenendo premuto il tasto sinistro avanza, portando il mouse verso l'alto si
abbassa il
punto di vista e viceversa)
(2)(Walk: permette di camminare (in avanti, indietro, destra e sinistra)
all'interno del
mondo utilizzando il movimento del mouse -spesso tenendo premuto il tasto
sinistro)
(3)(Look: permette di cambiare il punto di vista, mantenendo la posizione
originaria è
possibile sempre guardare in alto, in basso, a destra e a sinistra sempre
muovendo il
mouse)
(4)(Examine: è un movimento particolare permesso solo se il mondo e' composto
da un
oggetto singolo che potrà essere esaminato da tutte le angolazioni muovendo
il mouse (un
po' come se avessimo l'oggetto in questione in mano))
(5) (Point: puntando e clickando in ogni parte del mondo questa viene
raggiunta (sempre
mostrando il motion) seguendo la più breve traiettoria)
fanny
...forse è normale...
sentire odore di zolfo...
sarà la pozza di acqua sulfurea nel quale l'ostessa si faceva il bagno e che
prima sapeva solo di stagno sarà qualcuno che per scattare foto non usa il
lampo di magnesio ma lo zolfo... perchè le foto vengono meglio e si
impressiona l'anima pure... sarai tu kosta con le tue proposte di
abbattimento di barriere architettoniche e di strutture pure... ma qui si
sente odore di zolfo... e sto sulle mie. righe. sui puntini pure. tutti al
bagno con seurat. sui puntino è meglio. tratteggio.
dove si firma?
fanny wilmot
la-cameriera-ai-piani
unastrananelbosco
eeeeeeee
eeeeeeee
eeeeeeee
etciiiiiiiiii
sono allergica allo zolfo
....come mi trovo qui?
chi mi ha messo per sbaglio nella sua valigia?
eeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeetttciiii
klingsor
gent Fanny Wilmot -Cameriera ai piani-
ma ...! lei ha gia' firmato! ci sorprende questa sua affermazione, forse il
troppo lavoro per la ristrutturazione (nuova tettoia con lucernari a V
rovescio! ma dico io! le avevo detto che non era piu' indispensabile f2 =
{(P(h^3))/6EJ}{(2h+l)/2h} la ricerca del nuovo indispensabile impianto stereo
! I Suite di Bach per violoncello solo; si capisco, ma...)
e non ha firmato - inutile cerchi nella memoria gloriosi atti di perdizione
che non siano il barattolone da 3 kg di Nutella - con il sangue, vede, ma con
la Fanta. Appena saputo della sua volonta' di recesso del contratto, lo vede,
ho scavalcato il muro, oh si, yes before si perche' posseggo le scarpette
adatte di mescola speciale e sagoma opportuna pur se esagerata per le mie
possibilita' ma vede! ho scavalcato il muro della villa grazie alla mia
discussa abilita' di climber e incantatrice di serpenti ma volevo solo
rassicurarla che nel mio essere illegale e sopraffatta dal rimorso di questa
mia azione furtiva derivato da antiche discendenze millantate austroungariche
io ho scavalcato il muro e giuro che non lo rifaro' ma poiche' lei e' a
tuttoggi la nostra sola ed unica cliente io non posso stare ferma con le mani
nelle mani e permettere che la diffamazione calpesti anni di fama del tutto
usurpata e permettere che il mondo che abbiamo in mente se ne vada con i
ricordi di tempi migliori in cui si era poveri ma felici come dicono i ricchi
siamo aridi materialisti che la materia riduce in polvere e poi ci vogliono
tempi che appaiono millenari e che sono millenari per riprendere forma grazie
a cicli orogenetici o solo a lunghe session stratigrafiche questo siamo Fanny
serie stratigrafiche serie di minerali indice e soprattutto di fossili guida
non tema il lampo di zolfo abbiamo pellicole speciali non piu' pancromatiche
ne giammai ortocromatiche ma insensibili al tutto visibile anche fosse un
riflesso conservato dagli oggetti che abbiamo osservato o degli occhi che
abbiamo fissato sperando Fanny mi creda non tema tremava anche Billie ma poi
ha capito che erano solo strani frutti quelli che pendevano dai rami degli
alberi e saranno sempre strani frutti a cadere irriverenti dai rami degli
alberi non piu' mele a suggerire visioni del mondo perche' il mondo noi lo
creiamo Fanny ci resta solo di renderlo vivo mi ascolti che gia' sento i cani
arrivare ho scavalcato il muro ricorda? Fanny mi creda Seurat ci ha seguiti
Edgard ci ritrasse a turno poiche' non ne avessimo a male ma la bottiglia
d'absinthe era la stessa il mondo era lo stesso era solo il tempo a cambiare
e quel lusso non ci e' permesso poiche' nulla ci e' stato promesso e nulla
possiamo reclamare e anche se fosse non cambierebbe nulla mi creda il dolore
del morso del cane e' nullo il dolore della caduta e' nullo il dolore del
ricordo e' nostalgia ed e' nullo rispetto al dolore di chi scappa ed e' solo
libero di dover andarsene Fanny mi cerchi nei pressi di Parsifal e chieda del
mago oppure sul lago vada domandando del pazzo pittore l'amico di Luis il
crudele partito in bici e mai piu' tornato e mi sappia dire che erano solo
illusioni e che io non ci credero poiche' potrei cadere nell'errore di
dimenticare ed io non ho mai dimenticato
si voglio, si
fanny
quante volte ho urlato al vento e mi creda klingsor il vento avrebbe dovuto
portartele almeno le mie urla, quante volte ho urlato che non c'è nessun
muro. nessun muro. almtrimenti il malasorte sarebbe anche un labirinto. ma
non è così. non ci siamo perse. no?
ecco adesso sei nel malasorte e non nel giardino non accanto alla pozza. non
nel patio. quando scavalchi il muro sei nel malasorte. le stanze sono così
alte che non a tutte siamo riuscite a fare il tetto e adesso sei nell'albergo
ma dove ma dove. c'è chi si smaterializza ci sono quelle di cui rimangono le
parole altre di cui rimane una impronta impudente di rossetto sull'orlo di un
bicchiere e lei dov'è, mi dica dove posso trovarla che vengo a prenderla. non
ci sono cani e il morso del cane duole dunque è meglio che non ci siano cani.
ma c'è qualcuno. altrimenti sarebbe silenzio. e scricchiolii.
una volta un cane mi ha morso un grosso cane che pareva presagio di sventura
mi ha morso mi ha stampato i suoi denti sul braccio destro e una dottoressa
col camice bianco che ha confuso yourcenar con duras dopo avermi fatto
abbassare la pressione fino a quaranta e dico quaranta mi ha chiuso con abili
punti di sutura la ferita. ma il morso del cane duole e porta germi. ma io
non lo sapevo. la avverto. attenta ai cani. sono tornata di corsa in albergo
che allora c'era da aspettare ogni giorno una donna nuova che pretendeva una
stanza e ogni giorno una stanza da rifare per una nuova donna e in questo
albergo succedono cose strane. anche ai morsi dei cani. il morso del cane
duole. e porta germi. e i germi la vita. dicono. il mio braccio lievitava
come la pasta di una torta. cresceva. e nel braccio sentivo muovere. i punti
si tendevano. e sentivo muovere nel braccio. dopo due mesi mi sono svegliata
. come ogni mattina ma era una mattina di due mesi dopo. e la ferita era
aperta e ai miei piedi c'era l'idea del cane. quello che mi aveva morso.
quando mi aveva morso. o mio dio.
qui dentro i morsi dei cani dolgono più che altrove. e ti resta anche l'idea
del cane che ti ha morso. era un coniglio. ho urlato. ho urlato e il vento ha
portato le mie parole all'ostessa che ne ha fatto quello che ne ha fatto.
stia attenta klingsor è il coniglio che abbaia nelle notti che sanno di zolfo
nelle stanze che per tetto hanno la luna. lo ha educato l'ostessa. lei sola
può richiamarlo. ed ora non c'è. il coniglio abbaia e non morde. ma se riesce
ti avvolge con tutte le orecchie che gli sono rimaste. il coniglio è lascivo.
e latra. già. il mago mi ha detto che c'è un cerchio di gesso intorno a lei,
klingsor. il mago mi ha dato un gessetto per allargarlo. in cambio ha voluto
solo dei colori ad olio. bizzarre magie. ma si parlava di pellicole
pancromatiche. se vuole. il mago non mi ha detto il suo nome. per quello
avrebbe voluto un permesso che io non potevo dargli. ma lei sa il mio. mi
chiami. lei sa il mio nome io ho il suo gessetto. mi viene in mente.
mi viene in mente solo holbein, venga con me nella stanza di holbein, che le
dico una cosa. nella stanza di holbein c'è una barca e un'isola poco
distante. la stanza di holbein è un molo. e un molo diceva il portoghese è
una nostalgia di pietra. venga nella stanza di holbein. andiamo sull'isola.
c'è una stele sulla dimenticanza. mi dicono. che chi torna non se la ricorda
più. io ci sono andata e posso dire di aver dimenticato qualcosa. al
malasorte c'è pure questo. ora che è dentro tanto vale vederla. la
dimenticanza. no?
carmilla
Kosta se tu sapessi quante anime abbiamo ipotecato per far la spesa questa
settimana.
Oramai con un'anima ci comperi sì e no mezzo chilo di Frutta dell'albero
della Conoscenza, sempre a trovare un'onesta Serpente (che si sa era femmina)
e Fanny ha firmato cambiali come fossero autografi, sorridendo placide a
compiaciuta come una Bette Davies dei tempi andati, per cui la sua firma oggi
vale quello che vi potete immaginare. Continuo a ripetere -allo sfinimento-
che l'anima è genere assai più deperibile del corpo e ancor più difficile da
conservare; chi può sbarazzarsene lo faccia senza esitare. A lato della porta
di Ingresso (ma non d'Uscita) troverete il cassonetto per i Rifiuti
Immateriali. La raccolta differenziata è una questione di civiltà.
Donne da comprare e da vendere non se ne trova più, è vero Fanny. Non è solo
questione di case -o alberghi- chiusi: è che il concetto di donna come bene
di consumo è piuttosto obsoleto: oggi si è entrate nell'ottica dei
"servizi alla persona" e il comodato d'uso libera entrambe le
contraenti da tutta una serie di spiacevoli incombenze. Checché ne dica la
Zitella Acida, vero Diamanda?
Il cOnIgLiO vuole fare la principessa, non sul pisello (non tutte lo
troverebbero politically correct) ma sulla carota, La PrInCiPeSsA sUlLa
CaRoTa, elegantemente vestito di rosa confetto, che sbatte le orecchie come
fossero ciglia tutte le volte che vuole qualcosa. Non so chi possa esaudire i
desideri di Ezra, ma di certo non credo che la Strega del mare (certo che
dare della strega ad Ariel, Fanny!) abbia intenzioni di entrare in commercio
col cOnIgLiO.
E la cameriera fa proposte inaccettabili che qualche cliente accetta.
"Gli straordinari" si giustifica lei, come se ci fosse qualcosa da
giustificare qui al Mala Sorte. Di giustificabile non c'è ombra, mentre le
ombre delle avventrici scivolano senza resa in angoli oscuri e poi non c'è
resa: vuoto a perdere, come l'anima. É vero che Diamanda ci ha fornito molte
casse di cui parecchie ad alto contenuto alcolico, ma il conto poi lo ha presentato.
Solo che dice, ma non sostiene fermamente, non può accettare la nostra valuta
per il suo compenso, Fanny, mi pare.
Kosta vende o compra porta a porta non so se anime o volumi della
"Enciclopedia della Donna Riveduta e Corrotta" e di Mondi si parla
questa sera, di Mondi Possibili e Non Possibili, e di Mele Irriverenti che
caddero Sul naso si Newton, cantava Garcia Lorca, E perché la mela e non
l'arancia o la poliedrica melagrana? Perché fu rivelatore questo frutto
casto, questo pomo dolce e mite?
Continuo a sostenere che non c'è nulla di peggio della castità, per
corrompere un'anima. Che dice a proposito la tua Enciclopedia, Kosta?
Ma da lontano Mondi e Mele tutti si somigliano e Fanny sa bene che tra un
mondo e l'altro ce ne possono essere in ragione di infinito meno uno, ovvero
quello di Klingsor, che se n'è andato con il ricordo di tempi migliori. E
certo Kosta ha ragione: tutte le donne vogliono l'assoluto e come sempre lo
vogliono subito, salvo poi accontentarsi di assolutamente sempre meno. Dalle
ampolle stoccate sulla Luna Nessuna volerà lassù a bordo dell'Ipogrifo,
Nessuna riporterà il senno del cOnIgLiO tra le tante le cose che stanno
lassù, ed è bene che sia così. Sarò anche io un'arida materialista, ma
intanto a me riduce in polvere la luce del sole e non certo la materia, che è
un fatto che mi riguarda più o meno da lontano e la distanza dipende dal
punto in cui si osserva, se da prima o dopo che qualcuno ha detto qualcosa in
materia, o sulla materia per l'appunto.
Gli oggetti che abbiamo osservato o quelli che hanno osservato noi...
facendosi beffa del nostro desiderio così umanista d'essere al centro
dell'universo, almeno di quello da noi percepito. I bagni di Zolfo sono un
toccasana, e li consiglio a tutte; io li prendo proprio per le mie
intolleranze, e mi dispiace tu ne sia allergica, unastrananelbosco. Magari
una scorsatina alle pagine dell'Enciclopedia, o quattro chiacchiere con Ariel
possono fare qualcosa per te.
Hai scavalcato il muro, Klingsor, e ci giuro anche io (se mai valesse qualcosa...)
che non lo rifarai più e prima o poi conoscerai il perché, o forse lo sapevi
già. Il muro c'è e solo Fanny dice il contrario, ma intanto ogni notte esce
con la cazzuola in mano e l'anima in spalla e si dice che metta il tetto alle
stanze che non lo possono avere, ma qui piove a dirotto e i muri si alzano
come a Babele, ai tempi della Mismento, quando per il Tempo c'era ancora
tempo e quando mentre le torri si lanciavano verso l'alto, le loro fondamenta
affondavano vertiginosamente verso il basso e si apriva un canale, Il Canale
Centrale, navigabile unicamente senza barca e senza navigatore... simile allo
stelo del Loto, rosso all'interno e blu all'esterno, da sotto a sopra o da
sopra a sotto e lì sì che il biglietto era l'anima, allora valeva qualcosa.
Ma è inutile piangere sul latte versato, continua a sostenere il mio gatto,
morto da tempo, ed è inutile dirvi che fine hanno fatto i mattoni della
Torre, inutile dirvi dei suoi capitelli e pulvini: ma osservate, guardatevi
intorno, non c'è bisogno di Civvie per datare pietre, e cuori. È il coniglio
che latra alla Luna nelle notti che sanno un po' di tutto, mica solo di
zolfo. Il coniglio abbaia e ulula -se gli riesce.
Certo che in confronto al cane che ha morso Fanny Cerbero era un dilettante.
Concepire un coniglio dall'innocenza così diabolica. L'Ezragonia che ci hai
raccontato è una storia suggestiva quanto menzognera, ma tutto torna nei tuoi
piani, cameriera.
Comunque io non l'ho educato, il merito non è mio, lasciatemelo dire.
D'altronde se c'è qualcuno a cui somiglia, non sono io, e Diamanda lo sa
bene, lei che vede nei fondi di bottiglia come se fossero specchi: Fanny e il
Coniglio... Attenta Klingsor: con le orecchie che gli sono rimaste, e gliene
sono rimaste due, il cOnIgLio avvolge come una piovra. Il cerchio di gesso ho
provato ad usarlo anche io, ma non ricordo se va bene per i punti neri o per
le zampe di gallina.
Intanto Fanny invita tutte nella stanza di Holbein, una stanza la trova
sempre, sempre vuota all'occorrenza; e se nella stanza c'è un'isola Fanny
prende il largo e..., ma a me viene in mente solo l'Isola di Böcklin, quella
dei Morti, cui ho approdato quest'estate nel Mar di Basilea con una donna che
era sin dal principio... una donna e magari una stele; ma quest'estate pioveva,
pioveva ed io mi concedo le dimenticanze come fossero un lusso.
fanny
c'è una luce nuova stamattina... ma cosa? tra holbein col suo osso cavo e
böcklin e la sua isola dei morti c'è sempre chi fa il navigatore in poppa e
indica una rotta... già...
c'è una luce nuova stamattina... ma da dove? una volta ostessa mi hai detto
che la vita è tutta una questione di illuminazione, dimmi ti riferivi solo
alle vetrate multicolore che avevano appena montato della sala da bar? e se è
così stamattina perchè è tutto rossorubino qui intorno senza che letteratura
di genere a bassocosto ci ritorni alla mente alcunchè.
c'è una luce diversa stamattina carmilla, devi essere tu. o il coniglio sulla
carota, su una piantagione di carote, giacchè stamane, con una luce diversa,
non posso mangiarne neanche una.
carmilla
C'è una luce nuova stamattina, non guardate a me. Il rossorubino è colato dal
Rubedo Horror Festival, consumatosi nella notte nei locali messi gentilmente
a disposizione dalla direzione del Mala Sorte Hotel (dietro lauta ricompensa)
sotto l'alto patrocinio della Provincia dell'Inferno, Comune di Perdizione,
Regione delle Dannate. Le iniziative culturali si sprecano qua sotto,
considerando soprattutto il ritorno in immagine -e in denaro. Per questa
ragione, Fanny, dovremmo procedere con un taglio alle spese, cominciando dal
tuo stipendio. In effetti dovrei pulire gli avanzi, oh: a quest'ora sono
sazia e stremata come una farfalla novembrina e la luce è diversa -la luce mi
importuna- ma chiudete le persiane ed io verrò a suggere tutto il rosso dal
buio, ma non dalla luce.
Tutto è questione di illuminazione: è la luce che fa lo spazio, mai il
contrario. Questo lo ripeto sovente. Ma è poi l'ombra che fa la luce e questo
lo dico solo qualche volta, altrimenti tutte si terrebbero strette alla
propria ombra appassionandosene e il Mondo, e l'Oltre Mondano, non sarebbero
più gli stessi. Non so per le Mele.
Il cOnIgLiO sUlLa CaRoTa propende per l'arancione, ma può darsi sia stato lui
a cambiare la luce, tingendo tutte le lampadine di rosso come i suoi occhi,
così, per fare uno sChErZo, o forse sei stata tu, Fanny: oggi c'è una luce
diversa perché non c'è più la luce di prima: hai venduto lampadari e
abatjour, appliques e paralumi per comprarti un vestito nuovo, un Vestito Rosa,
come quelli del cOnIgLiO, o un Vestito Rosso, come quelli di Matisse... mai
nessuna che indossi un Vestito Bianco.
hamiltoniana
telnet VRML.Malasorte.cos
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connect to Carmilla
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M malasorte F fanny C carmilla D diamanda
D directory N new mail B bar O other...Q quit
F
... please wait
Fanny_
certo che avete un sistema di accesso remoto da morire dal ridere, ah ah!!!
Care Voi, e kosta, quella vecchia pazza! ne e' passata di acqua sotto i ponti
(e il buongiorno si cede dal mattino) ma mai quanto cabernet franc nelle
feste di quei poveri provinciali. Inutile piangere sul refosco versato!
Adesso tocca a me, guardate con che facilita' entro nel vostronostroloro
Malasorte, senza falsa modestia veroooo!!!
Cosa pretende Fanny da quell'arruffata orsa, cosa vuole pretendere? che
ascolti le urla facendo finta di nulla? dovremmo reclamare il silenzio
perche' non si senta il silenzio dell'imputato di turno, altro che! dovremmo
reclamare che il giardino venga riconvertito a campo di fragole per sempre,
cosi ognuno potra' cantarne la splendosita' o accompagnarci qualcuno senza
poi essere accusato di illusione! ma lei insiste a rivolgersi a kosta, ma
dico? che generazione sara' mai la sua? la stessa dell'enciclopedia della
donna? andiamo bene! pieni anni 60, piena era del boom (ed infatti avete
tutte fatto boom! ah ah), componentistica alla vai cosi' che va bene, tarocca
e senza garanzie come tutte le cose fatte con l'entusiasmo e l'ottimismo
bleah!
guardi pure klingsor, pura idea risvegliata ogni volta che la pazza la
nomina...a certi spiriti amanti del mistero piace pensare che gli oggetti
conservino qualcosa degli occhi che li hanno osservati, e cosi' e' per i nomi
e le pagine di libri che parlano spesso piu' delle persone. Klingsor,
poi...vanesio com'e'! la pazza l'aveva abbandonato alla fine della sua ultima
estate e lui ancora!non si da pace, pur avento ben altri estimatori e/o
amanti ah ah ah! very nice... Non si illuda, Fanny, non verra' mai con lei
sull'isola a contemplare quella stele, gia' la vedo poverina saltare sulla
sedia e rovesciare impedita tutto l'agghiacciante casino che ha sul tavolo
implorando di partire, ma ha paura dell'acqua, non salira'mai su quella barca
- ama il mare come le cose che non si conoscono ma e' legata al calcare con
le catene che mettono le cose conosciute.
La dimentichi finche' e' in tempo.
quit
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menu
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M malasorte F fanny C carmilla D diamanda
D directory N new mail B bar O other...Q quitC
... please wait
Carmilla_
Le anime non valgono nulla nemmeno al mercato nero, lei si che ha capito - e
nel contempo inquinano peggio di Gasparri (che un giorno starnutendo ha fatto
i colpi di sole a tutti nel raggio di 300m...), sono difficilissime da
smaltire ed hanno un tempo di dimezzamento pari solo a quello del plutonio.
Io proporrei di spedirle nello spazio. inquinare lo spazio. lo
spazio_pattume. lanciarle nel sole; qui ci vuole un'astrofisica senza
scrupoli, e so dove trovarla - (e' in questa mia casa a sospirare di
nostalgia per le stelle guardando Operazione Trionfo). Solo che ancora non sono
state comprese, sono piu' difficili da modellare secondo sistemi matematici
della teorie unificatrice delle 4 forze, per quello kosta ne chiede una copia
ogni tanto, sa? ambisce a mapparne il genoma, poverina...
La mela, poi era tale in un sistema antiquo eheheheheh - quella di antico ha
solo il barolo del 74 in cantina e certuni vizi inteLetuali, fanny non so -
nel mio sistema diventa un'anguria da 15 kg, provi ad immaginarne l'effetto
sul cranio di un mortale... nessuno infatti ha ancora ridotto il mio mondo ad
un blocco di testo come vorrebbe la pazza del NE, perche'se non e'
un'anguria, e' un ananas acerbo, una noce di cocco in ghisa o acciaio
chirurgico, una tempesta di noci calibro 5 in granito della Val Masino,
nessuno sopravvive!
Avrei tante cose da dirle ancora Carmila ma il sole e' gia' alto ed immagino
che lei gia' stia riposando, ed ha pure spento il cellulare per cui...
quit
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menu
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M malasorte F fanny C carmilla D diamanda
D directory N new mail B bar O other...Q quit
Q
are you sure? y n
y
lontanodalcuore
finalmente un po' di sana demenza! Tutto e' cosi' finto qui.
Ma come si scrive l'hamiltoniana di questo board?
L'hamiltoniana
ha un modo cruento di misurare l'energia: L'operatore H, misura l'energia
così.
Uno alla volta uccide tutti i bosoni, prende il loro quanto di energia e poi,
prima di uccidere il prossimo ricrea il bosone appena ucciso. Indi fa la
stessa cosa con i fermioni. L'unica differenza é che in ogni camera
fermionica trova o nessuno od un solo fermione.
http://www.to.infn.it/~fre/COLLOQ/sld041.htm
l'hamiltoniana dipende dal grado di liberta' del sistema, oh meraviglia! oh
metafora dell'esistenza rinnovata! oh meraviglia di grandi e piccini! il calcolo
per il Malasorte potrebbe essere impossibile (n gradi di liberta') oppure
banale (0 gradi di liberta'), che importa? provaci tu se riesci a catturare
un CoNiGlIo o qualsivoglia animale in fuga - che a differenza della cosidetta
razza umana, non hanno coscienza di se'. dubbio. e' sempre vero? se non hanno
coscienza di se' non possono elaborare sentimenti come la speranza; che si
apra il bar al piu' presto...
fanny
pare che il cOnIgLiO abbia trovato uno stralcio di uno straccio di tesi che
contiene spunti metamatematici delle hamiltoniane... non che io ne capisca
niente per me tutto è incongruo tutto è ostico tutto è troppo difficile pure
solo a pensarlo dio mio... ma la domanda credo sia, credo sia... dove sono le
equazioni degli sviluppi del malasorte in forma chiusa. senza soluzione.
senza soluzione. io lavo i pavimenti e mi perdo nelle fughe delle maioliche.
vero ostessa me lo hai detto tu. perditi nelle fughe e non rispondere alle
vecchie nonne che ti invitano a casa sulla loro mattonella per prendere il te
e nemmeno dei lupi che si mettono a parlare di sana demenza. come se fosse
facile trovarne nel sottobosco. niente lupi e troppi vizi. ah. aspetta
ostessa che salgo a fare la tua camera.
Citazione: "Nota breve sul teorema di Noether. La teoria dei gruppi di
Lie rappresenta un importante strumento per la fisica, in quanto permette di
esprimere in modo compatto e fecondo le proprietà di simmetria e di
invarianza di un sistema fisico particolare o di una teoria fisica generale.
In particolare Il Teorema di Noether costituisce una delle basi di
connessione tra la fisica e la teoria dei gruppi. In meccanica quantistica
non relativistica si usa prevalentemente il formalismo hamiltoniano, nel
quale il teorema di Noether assume la formula: se l'hamiltoniana è invariante
rispetto ad una o più trasformazioni continue, allora le grandezze fisiche
associate ai generatori di queste trasformazioni sono costanti del moto, cioè
commutano con l'operatore hamiltoniano H; ne segue che l'insieme costruito a
partire dai generatori applicando sistematicamente il prodotto di Lie
(commutatore), costituisce l'algebra di Lie del gruppo di invarianza del
sistema fisico (tale algebra potrebbe essere costituita da infiniti
elementi)".
Klingsor
fanny, the dream is over, gran bella canzone - non kosta nulla tra l'altro...
eZrA
iO hO cOsCiEnZa dI mE dA CoLaZiOnE iN pOi
E sPeRo dI rIcOrDaRmElO aNcHe dOpO
sOnO uN cOnIgliO sAnO nEl pIeNo pOsSeSsO dElLe sUe fAcOlTà tRaNnE qUaNdO mI
fA cOmOdO sOsTeNeRe Il cOnTrArIo
bUoNa nOtTe
civviè
Non vorrei che
fosse,tra Intelligenza e Iniziativa,un altro modo di appiopparci le tre I...
Fanny,oh Fanny,che bello ritrovare un pezzo del Malasorte al San Carlo,ho
pensato: ci siamo trasferite tutte?e che tenerezza Kosta,questo bambino che
rianimiamo con Iniezioni di Intelligenza e Iniziativa. Il bambino è morto?
klingsor
io sono una forza del Passato... bzzzz... (oscuro rumore bianco della
portante)
kosta, by the way of klingsy
<aldo dice ventisei per uno, aldo dice ventisei per uno, cambio>
<kosta dice che non sa nulla, non sa nemmeno che tramezzini preparare,
figurarsi il resto.
Giacca e' partito per le colline di Porzus, mi preoccupa quel Giacca troppo
impulsivo troppo nervoso troppo fedele alla linea, ma Ivo dice che e' bravo -
Ivo ha 17 anni che ne sa - me lo dice pure Gianna che poi non cambiera' piu'
il nome, lo so, dopo la guerra. Ecco: sono rimasta sola! Per il vino non c'e'
problema, poi se passano per Bosco Romagno come dicono possono aggiungere
qualcosa, e' il resto del menu che mi mette in imbarazzo, non conosco
nessuno, non conosco i gusti. Che so? cinese? indiano? una pizza e via?
cucina mediterranea? internazionale? indonesiana? (dove lo trovo uno zenzero
decente in questa stagione per il Bakmi Goreng? mi farete diventare matta), croata?
...ah no, croati NON SE NE PARLA, loro ed i loro ustascia che avranno il
coraggio di riabilitare (sempre dopo la guerra).
Si perche' da noi no, non riabiliteranno i repubblichini, no! non ci sara' la
riconciliazione nazionale con i fascisti, sara' una repubbica, LO SENTO!
sara' Repubblica nata dalla Resistenza (anche se temo che potrebbe essere una
scusa per evitare i processi per i crimini di guerra in Grecia, Albania e
Bosnia... ma no! non ci voglio nemmeno pensare...), non ci sara' il riciclo dei
fascisti in qualche partito, che a sua volta si riciclera' in un altro,
NOOOOOOOOOO!!!!!!!! quando mai... sweet dream are made of things, il bambino
nascera' e sara' una bambina che chiamero' Malasorte (o Cassandra, o
Antigone, o Samantha) - vedra' nel futuro solo le disgrazie sapra' pensare
con la sua coscienza innocente e non attraverso lo specchio di una vita
preconfezionata e leggera' CIOE' e le dispense del ministero dell'istruzione
(rigorosamente in minuscolo) che le spiegheranno come evitare AIDS e
gravidanze indesiderate, ovvero con la castita' e la ricerca del Vero Amore
... ue'! adesso sono io la Cassandra... no no, non sara' un incubo del
genere, lo so.
Sono rimasta sola. Non faccio nulla di male se attacco un Merlot di Cividale,
ne abbiamo una cassa. Non so che fare. C'e ancora Malbeck, Marzemino, una
paio di Cabernet barrique di Spessa, e poi Muller Turgau di Novacella portato
in cambio di un cesto di funghi chiodini (Armillarella Mellea);
quell'impronunciabile vino sardo simile al porto (eccezionale!); il pusher mi
procura anche la williams di fosso e lo slivovitz del IX Corpus, non manca
nulla. Pero' io sono rimasta sola. E non so che fare.>
<aldo dice ventisei per uno, aldo dice ventisei per uno, cambio>
Kosta-nza,una Malagonia.
Inviato: 10 Dic 2002
Civviè
Kosta è una tenace. Kosta è una che sa che per creare una stanza,bisogna
essere in due(o più): Ko-stanza. Mi viene da pensare alla Fenice(un altro
teatro salta fuori!),riemerge dalla cenere la voglia di Ko-stanziare nella
hall.
La Ko-stanza (Malagonia)
Dapprincipio il Malasorte era un'unico,grande agllomerato di stanze
indivise.Mano a mano che le ere si succedevano,dall'ammasso emergevano varie
figure dal Big Bang di nome Carmilla.Note a poche,sono le vicende mitiche
alla base: rapimenti,stupri,saghe,sfide di bellezza e persino accoppiamenti
multipli: l'era d'oro delle donne.Molte invidie,molti amori e duelli dovrei
narrarvi,per portarvi a ciò che prese nome di Malasorte.Dal tutto unico,vi
basti,stanze e androni furon create: la materia si di-scinse.L'età delle
donne-stanze,vuoti o pieni contenitori non sta a me giudicare,pare ormai al
tramonto invero fu l'era dell'oro per gli uomini solo l'inizio.
"Mala Sorte a voi che varcate", fu l'epigrafe alla porta,qualcuno
traduce: Molta Sorte.
E dunque sia: Molta Sorte attende colui che sfida l'apparente stasi.
(da Malagonia di Es-io-do)
klingsor
la kosta-nza di kosta puo' portare alla ko(an)-stanza, la meta-stanza, la
stanza ridotta a tre versi particolarmente contradditori - la koanstanza
della kostanza akkostata a kosta. Si. Pero'.
se devo farne mio domicilio e residenza vorrei - oltre l'accesso remoto,
anche lo spazio per il giardino zen, dove io possa tirare il rastrello sulla
struttura dell'iki.
Ah! ed invitare Murasaki perche' mi spieghi com'era la tale bellezza che
stordi'il figlio di Gengij come un secchio di profumo gettato in faccia - a
spese della gestione s'intende! che fare arrivare l'ospite dal medioevo
giapponese costa parecchio ed io al momento sto disoccupata. e poi si sa che
questi musi gialli mangiano solo le loro robe, iperspace o meno.
2nd dissociation
dicano, dicano... che io riferisco. sono vanesio/a ma divento un'idea
ego-riferita ogni volta che mi nominano, ego-centrata, con disturbi del
narcisismo, pero' per il resto sono affidabile. Molta Sorte, certo...
ormai l'epigrafe sul portone potrebbe essere "http". Se Murasaki
costa troppo (il Millenium Falcon costa troppo), lei ambirebbe scambiare due
chiacchiere con Ella, scendere nell'Ade se necessario o telefonare al take
away, non c'e' problema, ma chiedere com'era la Valle del La, con il Damavand
di fronte, dove sta la tomba dello svizzero che la Svizzera_Icona_Triste ha
descritto, non ha prezzo per me, per lei, per loro, per essi... al di la' dei
duelli che non voglio sapere! degli amori che non voglio conoscere! delle
invidie che non voglio condividere! nel mondo della formalita' borghese non
ci si puo' permettere di essere se stessi ci sono riusciti in pochi e forse
non sono stati neanche capiti
citazioni, metafore di altri di altri. 1985, non c'e' stato giorno cui non ci
abbia pensato
ciao C.
fanny
abbiamo la stanza di madonna fujitsubo, la stanza del tradimento consumato
che ha reso la bellezza un frutto... abbiamo sempre la stanza di madonna fujitsubo,
ci sono pochi tatami molti sono stati spesi per nasconderla, la dama o la
bellezza, io che sono solo la cameriera non mi ricordo, nascondere la dama o
la bellezza del figlio del più grande seduttore che tutta l'asia abbia mai
visto, oh forse era la signora-del-villaggio-dei-fiori-che -cadono, forse i
tappeti erano fiorr morti, fiori di ciliegio, forse mi sbaglio e
nascondevano, la bellezza o la dama o la dimenticanza, non importa, i fiori
di loto qui non li abbiamo carmilla mi ha impedito di piantarne altri fuori
la sua stanza, il coniglio li avrebbe mangiati e chissà cosa sarebbe
diventato, ancora, metamorfosi o trasfigurazione, chiedere le differenze,
quando capita, dicevo della stanza di madonna fujitsubo la prenda, la prenda
klingson nel vasto mondo non cercare una casa ma dove ti capita di trovare
risposo dì che quella e la tua casa le cameriere hanno la memoria unta
d'olio, si sa o io lo so e ve lo dico, c'è la stanza di madonna fujitsubo
chi
carmilla
Mal'agonia
c'era una volta una stanza, ma non fu sola. e poi ve ne furono altre e Fanny,
matematica agrimensice che dispensa fragili madonne, andò di corridoio in
corridoio, con la meschina scusa di rifare le stanze e ce ne riportò una
descrizione assolutamente impuntuale, come il coniglio. O forse ne riportò il
coniglio, ed io mi confondo, come spesso accade, con non so cos'altro. Un
tempo, -ma com'è tedioso raccontare del tempo che è passato (è passato, è
passato, mi insegnava Diamanda, un tempo passato, passato, passato...) di
stanze ve n'erano a bizzeffe e le di donne pure, ed ora forse anche, ma quasi
non vale la pena lasciarsi andare a questa imprudente esplorazione di
corridoi, di femmine. Ecco perché parliamo di Un Tempo: quando passa il tempo
tutto il resto resta oltre la frattura, quando esiste Un Tempo Il Tempo è
spacciato. Ma che volete che vi dica di sensato?
Un tempo. Forse due. Tutte hanno da raccontare Un tempo, due tempi tre tempi
e in quattro tempi; o valzer, mazurca, minuetto, polka, forse meglio c'era
chi si lasciava andare ad un tango appena accennato... Ma non confondiamoci
più del necessario: sul portone non c'è spazio per alcuna epigrafe:
"Ognuna ha l'epigrafe che si merita." occupa infatti tutta la
superficie utile e di superfici utili, credetemi, me ne intendo. Quindi non
raccontatemi di nessun'altro epitaffio che avete voluto vedere con
l'ostinazione del vostro desiderio: non ho il tempo di credervi, è questa è
la più seccante delle affermazioni, ma c'è ancora chi la snocciola.
Intanto io passo le mie notti di veglia e i miei giorni insonni nella più
totale dimenticanza della mia Mala Sorte, e questo fa di me esattamente
quella che sono, ma senza la mia ombra.
La costanza è la virtù dei forti, per chi ci vuole credere. Per me i forti
sono la bicroma conseguenza dei piani, e dei deboli non ci si può fidare:
Costanza è bionda e giunonica, abitava accanto alla chiesa, e non se ne sa
più di tanto. Oh: dal medioevo giapponese possiamo estrarre molto, ma è tutto
di fragilissima materia, indissolubile come l'anima una volta che l'hai
venduta; dalla manica della sua giacca di coniglio fanny può estrarre
qualsiasi serie di madonne assortite e le spese di gestione sono poi detratte
dal suo stipendio, a fine mese, quindi non è un problema insormontabile. I
fiori, non so perché ma il fiore del loto è molesto ai conigli, che già sono
sbadati, svagati e irascibili di natura; fuori dalla mia stanza non voglio
fiori, Fanny, e lo non li vorresti nemmeno tu, se dormissi in un sepolcro.
fanny
esercito il basso potere di cameriera ai piani facendo l'elenco... faccio
sempre gli elenchi le donne le stanze i liquori gli scarti, elenco e prendo
possesso degli elencati delle elencate mai ché lo sai bene ostessa che certe
liste io le scrivo senza leggerle perchè gli occhi sono i tuoi e i tuoi soltanto,
ma va bene va bene lo stesso purchè tu non mi detragga dallo stipendio a fine
mese più di quanto già non faccia... anche perchè le carote del coniglio le
pago tutte io e tutte da sola... irascibile è pure madonna fujitsubo, pare
che sia diventata cieca a forza di guardarsi chissà se è vero me lo ha detto
il coniglio che è malevolo e frivolo in tutti i suoi commenti ma chissà...
oh, io avrei voluto essere circondata di fiori ma quello che ci è rimasto qui
sono i fiori di carta che ho fatto con la carta cresca multicolore delle
piante che ci hanno regalato per l'inaugurazione sono belli ma non profumano
solo il coniglio non se ne è accorto e infatti ci fa i suoi bisogni sopra,
dovresti dirgli che nonostante quelle orecchie non è un cane. mah, che strane
bizzarrie ci sono in questo posto certe volte penso che sia una lente ci
deformiamo ci allunghiamo ci abbassiamo alle volte non ci vediamo e spesso ci
sdoppiamo troppo amo e manca la seconda nota per farne qualcosa di
completamente meraviglioso. ma va bene lo stesso ostessa mia lo sai che farei
il prato a zero se mi dicessi che l'erba alta tre centimetri ti solletica
troppo le piante dei piedi. forse per avere il mio stipendio. o forse no. e
il primo forse è solo il forse del coniglio. maledetto lui. e me e la mala
sorte che oggi è quasi terraferma. rifaccio i letti.
klingsor
where are the flowers gone?
scusate l'ASSENZA
Baghdad cafè
Inviato: 08 Dic 2002
Klingsor
fuga a due voci
cosa diventiamo nel tempo le TRACCE del mondo (le tracce del Tempo), soprattutto
il sogno di qualcuno come noi (che ci sogna)
() è il tentativo di raccontare "come il mondo ci attraversa", come
la vita intorno a noi ci cambia, ferisce, ricostruisce (ci sbrana, ci illude)
() è un lavoro perennemente incompiuto (come noi siamo incompiut*)
cosa diventiamo nel tempo (facciamo parte del tempo o il tempo ci sciupa, con
impazienza)
come il mondo entra dentro di noi (o come ci evita)
come noi cambiamo la vita (che ci cambia senza dirci nulla)
non chiedete un senso a () (non chiedetelo mai a nessuno)
chiedete una stanza (chiedete un riparo, da sedersi non c'e' e manco la
Tuscolana da percorrere come un cane senza padrone)
con vista dove non si vede
(non si vede)
Ricordati ()
Pioveva senza tregua quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Raggiante rapita grondante
Sotto la pioggia
Ricordati ()
Pioveva senza tregua su Brest
E t'ho incontrata in rue de Siam
Tu sorridevi
E sorridevo anch'io
Ricordati ()
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati
Ricordati comunque di quel giorno
Non dimenticare
Un uomo si riparava sotto un portico
Ed ha gridato il tuo nome
Barbara
E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia
Grondante rapita raggiante
Gettandoti tra le sue braccia
Ricordati di questo ()
E non volermene se ti do del tu
lo dico tu a tutti quelli che amo
Anche se non li ho visti che una sola volta
Io dico tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati ()
Non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
Sul tuo viso felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare
Sull'arsenale
Sul battello d'Ouessant
Oh ()
Che cazzata la guerra
E cosa sei diventata adesso
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco acciaio sangue
E lui che ti stringeva fra le braccia
Amorosamente
È forse morto disperso o invece vive ancora
Oh ()
Piove senza tregua su Brest
Come pioveva prima
Ma non è più così e tutto si è guastato
E' una pioggia di morte desolata e crudele
Non è nemmeno più bufera
Di ferro acciaio sangue
Ma solamente nuvole
Che schiattano come cani
Come cani che spariscono
Seguendo la corrente su Brest
E scappano lontano a imputridire
Lontano lontano da Brest
Dove non c'è più niente.
J.Prevert
Napoli, Piazza del Mercato, 20 agosto 1799.
Gli spettatori siedono a terra e tutto intorno questi lenzuoli che hanno luci
dietro, gialle, blu, rosse. (nulla di nuovo - lo scenografo e' in ferie)un
patibolo, una forca con sopra otto figure. Si fa silenzio e viene letto un
bando e poi si aprono le otto botole una ad una e le figure cadono, strano
frutto maturo.
Intorno, accompagnata dal famoso alcaloide dell'oppio, c'è Billie Holiday che
canta di un altro luogo e un altro tempo, la canzone si chiama Strange Fruit,
strano frutto che cresce su alberi senza foglie.
... quando la gente riprese a respirare quegli otto appesi lì erano ancora
immobili senza fiato, loro no che non ripresero, restarono lì a covare
quell'ultimo pensiero per l'eternità, che forse quello di Gennaro era
Eleonora e quello di Eleonora il suo bambino morto in una notte a Napoli,
questo pensavano forse per ultimo in quella plaza de Mayo senza madri o forse
pensavano che era stupido morire così - morire cosi' piuttosto che nelle
fosse comuni di Tuzla, nelle strade di Udine, Elsa che fine ingloriosa e'
stata la tua , non passi alla storia e neanche la tua patetica casetta color
rosa sul viale che porta verso i campi e la storia della Regione: Forum
Julii, che strana la vita.
Gli alberi del sud hanno uno strano frutto
sangue sulle foglie e sangue alle radici
nere natiche che ondeggiano nella brezza meridionale
strano frutto che pende dai pioppi
scena pastorale del nobile sud
occhi sbarrati, bocca contorta
dolce e fresco odore di magnolia
e poi il forte odore di carne bruciata
ecco un frutto che i corvi strapperanno
che la pioggia gonfierà
che il vento scuoterà
che il sole farà imputridire
che l'albero farà cadere.
Ecco uno strano amaro raccolto
Dal 13 giugno 1799 al maggio dell'anno seguente in piazza del Mercato, a
Napoli, ci fu la più grande mattanza di repubblicani e giacobini della storia
europea. La stragrande maggioranza dei condannati fu impiccata, qualche
nobile fece valere il suo diritto alla decapitazione per ghigliottina. Nelle
prime settimane i cadaveri venivano lasciati appesi sulle forche, strano
frutto, la folla ne smembrò e bruciò (e divorò pare) alcuni.
Adesso li sbrana ancora la folla attraverso la pagine di un quotidiano che
lascia le mani sporcate, ci vorrebbero i guanti di lattice per leggerlo ma il
safe lecture non e' stato ancora inventato/a, per cui tutti persistiamo nel
nostro comportamento a rischio.
Il 20 agosto 1799, vennero impiccate otto persone:
Giuliano Colonna, 31 anni, nobile
Gennaro Serra, 25 anni, comandante della Guardia Civile
Eleonora Fonseca Pimentel, 47 anni, intellettuale e giornalista
Michele Natale, 48 anni, vescovo di Vico Equense
Vincenzo Lupo, 44 anni, avvocato
Nicola Pacifico, 65 anni, sacerdote e professore di botanica
Domenico Piatti, 53 anni, banchiere. Morì prima di essere impiccato vedendo suo
figlio Antonio al patibolo insieme a lui
Antonio Piatti
Prima di morire Eleonora Fonseca Pimentel chiese un caffé e citò un verso di
Virgilio:
forsam haec olim memenisse juvabit: forse un giorno richiamare la memoria di
questi eventi gioverà.
fanny
"L'antica principessa Armida sembrava dormire nella sua poltrona, solo
le zampette s'agitavano frenetiche nello sferruzzìo. Al rumor della porta
socchiuse gli occhi e bocca. Scuotendo il capo, parlò:
-L'asteco chiove, la casa scorre. Tu che 'nce puo' fa'?-
credé di udire nel frastuono che straripava anche lì. Fece una riverenza, un
sorriso stremato.
-Io che 'nce posso fa'- pensò, in napoletano lei pure.
Come dicevano i napoletani per significare "nulla, proprio nulla, nada
de nada"?
-Ah sì. Il resto di niente"
o riest e nient, l'ho sentito oggi pure ma non mi sono scorse pel corpo umide
carezze
napoli inganna o forse mi
klingsor
l'ho provocata a bella posta, Fanny
pur non sapendolo ... la maschera e' bifronte e spesso me ne dimentico. di
Napoli, dai miei viaggi nel tempo (si sara' capito...) conservo il ricordo
del piano regolatore - ecco! vede? gia' ora potrei prendere la derivata ma
solo per stanchezza non lo faccio - senza averne mai respirato la polvere dei
millenni - o dei Millenni? (ci ricasco), o ammirato le serie stratigrafiche
archeologiche di cui sopra, prima, dopo, durante, metti la crocetta.
Era solo l' (n+1) svolazzo tra gli infiniti piani temporali che, mi
riferiscono, possono esistere se si ammettono tutte le soluzioni
dell'equazione di. E poi mi avevano promesso cio' che non posso reclamare in
ogni caso, verba volant, scripta manent, metti la crocetta che tanto il gioco
non cambia.
Esiste un distributore di bevande calde e non at Malasorte? gradirei un sorso
di absinthe o pari oblio.
la dedica resta sul frontespizio del libro: finito il destino resta la
biografia.
fanny
c'è la solita macchina del caffè zanussi ma fa solo caffè e non distribuisce
pellicole cinematografiche, abbiamo preso quella qui al malasorte perchè è
venuta bette davies a venderla se anche avesse venduto funghi velenosi li
avremmo presi lo stesso, perchè siamo così un po' come dire fatue, sarà tutto
questo pelo di coniglio che si respira. il piano regolatore di napoli è un
punto interrogativo e sotto l'albergo dei poveri ci sono chilometri di
gallerie vuote. chilometri e chilometri. io vedendoli ho solo pensato che il
ventre della terra non fosse un estuario. delta di. ma non il laplaciano
klingsor delta di gea. solo. abbastanza no. pare che ludovica kock avesse detto
che la biografia (anche dopo il destino chissà) fosse del tipo del bastardo.
ma sono ricordi sparsi. meticci. Chi
klingsor
fa freddo quassu' ed un caffe pur se zanussi ci starebbe bene, grazie.
peccato per la mera distanza fisica che ho un bel dire a ritenere
ininfluente! i sotterranei di napoli nascondono rotte del tempo, quelle che
pure io cerco di immaginare trovandomi al crocevia dei destini o - piu
prosaicamente, nei dintorni del passo alpino piu' valicabile. per questo
siamo meticci, e' passato di tutto: pare pure rimbaud durante le sue fughe,
pare pure il famoso regista tedesco morto troppo presto e nato troppo tardi
amico non di Bette // each man kill the things he loves.
il laplaciano e' stato una bellissima scoperta, un amore a prima vista e mai
piu' dimenticato - non mi ci faccia pensare poiche' per celia e per non
morirne l'ho lasciato, abbandonato, e rinnegato. ogni notte d'estate pero-
aspetto sul balcone che rimbaud o chi per lui con le suole di vento ripassi e
mi inviti - il massimo erano state due motard austriache che mi avevano
esortato a seguirle, ma alla radio davano "l'ode alla regina
cristina" - era appena andata via Simone, c'e' qualcuna in linea che se
lo ricorda? ed io avevo 20 anni o poco piu'. a 20 anni si e' stupidi davvero.la
nostalgia non e' piu' quella di un tempo.l'amarezza schiarira' in ironia di
rose, ma non e' il momento. lei ricorda- si ricorda? quel 19 giugno che
appare sulla sua carte de visite? il delta di gea mi vedeva allora, un
differenziale esatto.
finita la provvidenza, resta il provvisorio
fanny
quante balle si inventa a quella età. non ricordo il mio primo incontro col
laplaciano non potrei scommetere ma forse forse klingsor direi nel corso di
analisi armonica ma sarebbe stato così banale incontrarlo lì in una
definizione caso mai sarebbe stato banale quanto essere felici in uno
juvenile di ypurcenar. o scialbo. forse scialbo. procedo per approssimazioni
successive. a tentoni chè l'albergo e buio e quando hanno staccato la radio
hanno staccato pure la luce. hanno staccato la radio come avessero oscurato
il cielo o no o no o no e il malasorte sta in una gabbia di faraday in
entrata e in uscita ma ho incontrato più fascino che vera conoscenza nella
gabbia di faraday e forse in ogni mia gabbia e pure in gabbie altrui. voliere
a volte voliere mi ripeto. oppure carceri, ma carceri non per piranesi, solo
perchè lei klingsor che è la nuova arrivata con un accento copnsueto mi grida
Wilde e io non posso che raccogliere insieme alle carte pure le carceri a
volte. col bastone appuntito le raccolgo. mi viene in mente solo un film con
la regina cristina vestita da uomo. in bianco e nero. dicono che i sogni non
siano a colori. stasera non posso smentire. già. nel ventre di napoli, in
fondo ai cunicolo qualcuno ammassa la spazzatura di oggi. e l'oro nero di
domani. quel che (ne) rimane. lungimiranza.
klingsor
lungimiranza, ma se io avessi previsto tutto questo!! forse farei lo stesso,
raccogliere cocci di bottiglia in tutto il seguitare una muraglia, bottiglie
scolate in notturni satanici sabba alle prese con tensori tentatori tentori
mèntori mentitori. qualcuno mi fermi. sarebbe ora che questo jardin d'arcadie
abbia un green decente, sollecito all'uopo l'upupa utopica purtuttavia
concreta sincretica atipica tud! e insomma si realizzi il prato. si aprano le
gabbie e si chiudano i circuiti, affinche io possa verificare che la corrente
passa sulla superficie esterna (l'ho visto fare, 600 ampère e 800.000 volt in
ingresso erano 1.200.000) - a Muenchen all'English Garden tutti prendevano il
sole, io camminavo scalza sul prato.
la nota e' do#
o forse no
forse abbiamo perso un'altra notte
forse abbiamo perso, tout court
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