AutoTheme     < Benvenuta, Ospite >
    09 Feb 2010 - 05:22  
    HOME | ACCOUNT | ATTUALITA' | CULTURA | POESIE | RACCONTI | FORUM | CHAT | EVENTI | LUOGHI    
:: Menu elleXelle
   
   

:: Oggi
 
Nata il 09/02
- giorgiaonmymind (21 anni)
- batthed (28 anni)
- fiutola65 (45 anni)
- SaffoFe1987 (23 anni)
- lauras (41 anni)
- innocent_greed (26 anni)
- ^AcidBurn^ (28 anni)
- astra (45 anni)
- (45 anni)
- (32 anni)
 
   

:: Speciale
   
   

:: On-line
 

Ci sono 15 anonime e
0 utenti online


 
   

 


Ripensamenti lesbici
Inviato da : vecchiaquercia Giovedì, 10 Agosto 2006 - 01:08


E' necessario un ripensamento del valore etico dei rapporti tra donne? Trovare una dimensione spirituale, oltre che sociale e politica, all'omosessualità?  O pensare ad una 'educazione sentimentale' lesbica?

E' quello che si domanda una nostra lettrice




Faccio fatica a non pensare all'omosessualità senza vedere in essa non solo un fatto naturale, ma anche un suo senso nell'evoluzione della vita, un senso più amplio rispetto al solo fatto personale.

Faccio fatica a pensare all'omosessualità senza vedere una progettualità di crescita spirituale della persona che comprende anche l'identità sessuale.

A mio avviso oggi più che mai disancorati dal senso comune, e dai luoghi comuni vige un'assenza di etica nei rapporti umani spaventosa, accentuata a mio modo di vedere nel mondo omosessuale, a causa anche del bagaglio ereditato chiamato inconscio collettivo.

Intendo per inconscio collettivo:" l'inconscio collettivo è una parte della psiche che si pur distinguere in negativo dall'inconscio personale per il fatto che non deve, come questo, la sua esistenza all'esperienza personale. Mentre l'inconscio personale è  formato essenzialmente da contenuti che sono stati un tempo consci, ma poi sono scomparsi dalla coscienza perché dimenticati o rimossi, i contenuti dell'inconscio collettivo non sono ma stati acquisiti individualmente, ma devono la loro esistenza esclusivamente all'eredità" (Le Garzantine – Psicologia – di Umberto Galimberti).

Penso che l'eredità per chi si riconosce omosessuale sia pesante, non solo per quanto riguarda il riconoscimento sociale ma anche per quanto riguarda l'etica relazionale affettiva.

Per secoli l'omosessualità è stata vista come "trasgressione" nel migliore dei casi, come "malsana" nei peggiori dei casi; penso che sia il caso di far tornare l'amore e quindi la relazione quale unico soggetto d'indagine dell'omosessualità, visto che non possiamo biologicamente contribuire al mantenimento della specie umana, allora (provoco) contribuiamo ad alimentare l'Amore.

Sento il bisogno di una educazione sentimentale come la chiamava Flaubert, che ci faccia superare il bagaglio culturale, e ci porti a riflettere sui rapporti che, nello specifico, tra noi donne abbiamo.

Se da un lato vedo e assisto al fiorire di coraggiose associazioni politiche che intendono portare la parità di diritti tra gli omosessuali e gli eterosessuali, dall'altro attendo con speranza il fiorire di gruppi di riflessione o di interrogativi individuali rispetto alla capacità relazionale tra noi donne, penso che il crescere della visibilità non possa non portare anche una crescita interiore dell'individuo e della collettività, nello specifico, lesbica.

Penso che il mondo migliore che noi tutti ci auguriamo non dipenda solo da un cambiamento dell'esterno ma anche da un cambiamento interno, io per lo meno sento il bisogno di un "riscatto etico" oltre che sociale.



Ripensamenti lesbici | Login/crea un profilo | 24 Commenti
Le autrici dei commenti ne sono anche responsabili.
Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
da frontespizio 10 Ago 2006 - 19:10
(Info utente | Invia il messaggio)
Riscatto etico....sì credo che ce ne sia bisogno...


Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
da pink_63 11 Ago 2006 - 12:10
(Info utente | Invia il messaggio)
Condivido pienamente quello che dici cara amica. Se gli/le omosessuali si ricordassero che nei sentimenti o nei rapporti esiste un'etica e una pratica forse ci sarebbero meno infelici in giro. E' vero quando dici che l'omosessualità è nata come trasgressione per scardinare il perbenismo sociale, ma adesso? Adesso è ora che impariamo ad amare e non a collezionare storie solo perché così andiamo contro le regole e ci sentiamo tanto trasgressive/i. Sono pronta ad unirmi a questo percorso, per chi vorrà cominciare ad intraprenderlo. Ciao e grazie per quello che hai scritto

Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
da MINNY40 (MINNY7@hotmail.it) 11 Ago 2006 - 15:16
(Info utente | Invia il messaggio)
Leggendo e sfogliando il sito non mi ero accorta di questo spunto di riflessione. E mi risulta difficile scrivere esprimere cosa penso e cosa provo rispetto ad esso. Perchè ? Perchè ho frequentato associazioni separatiste, che hanno attivato dinamiche autodistruttive. Invece, di aiutare a crescere le sue partecipanti sono, almeno per quello che ricordo, solo servite a dividere e ingenerare "conflitti". Il risultato è che a Firenze è molto attiva la comunità gay, ma la comunità lesbica langue. Il che non mi sembra una gran cosa. Poi: ho incontrato troppe donne,che sono convinte di essere lesbiche solo perchè fanno sesso con altre donne !!! Bé: sarà vero o no, fatto sta che in questo modello io non mi ritrovo affatto. Per questo non mi piace essere iscritta; per questo attuo una mia pratica lesbica. Che prevede come primo assunto di non fare la "guerra" alle altre donne, lesbiche o etero che siano. E che prevede di vivere secondo un paradigma lesbico. Il che si traduce in pratiche quotidiane, ma che si rifanno all'idea che anche il privato può assumere una dimensione politica. Della serie: essere lesbica non vale solo a letto, vale anche nella vita quotidiana. Perchè ho incontrato troppe donne che si credono lesbiche e che di sessualità lesbica, e di affettvitià tra donne non capiscono assolutamente niente !!! Mentre ho conosciuto donne, ufficialmente etero, che capivano molto bene la dimensione femminile e che vivevano da lesbiche.

  • Re: Ripensamenti lesbici da marper 23 Giu 2009 - 14:50
    Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
    da nick (-) 12 Ago 2006 - 01:05
    (Info utente | Invia il messaggio) http://http://)

    Io penso, paradossalmente, che il problema principale delle donne sia lessicale:dicono di amare ma vogliono solo scopare, dicono di associarsi ma non solidarizzano e si dissociano al primo confronto, dicono di essere amiche ma ignorano il significato della parola amicizia, dicono "ti amo e ti voglio nella mia vita" dimenticandosi di aggiungere "per adesso e finche' non ne trovo un'altra che mi prenda piu' di te",parlano di progettualita', percorsi, cambiamenti e pensano che basti parlarne perche' si avverino. Parole...quante parole dicono le donne! E spesso sono parole sbagliate, vuote, senza significato se non quello di riempire un silenzio e un vuoto interiore. Io credo che il cambiamento cominci dall'interno, da noi stesse e non sia tanto un problema di riscatto etico ma di maturita' affettiva. Iniziamo a voler bene a noi stesse, il voler bene ad un'altra donna sara' la conseguenza del "riconoscerci" in lei. E da li' il passo verso una maggiore solidarieta', comprensione e anche compassione tra donne sara' piu' breve. Quanto alla necessita' di una educazione sentimentale specificamente lesbica, penso che ci sia bisogno di un'educazione sentimentale generalizzata, bisogna insegnare l'amore per le persone a prescindere dal genere.


     Nick


    • Re: Ripensamenti lesbici da silenzi 17 Set 2006 - 02:27
      Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
      da molly_bloom (-) 15 Ago 2006 - 20:14
      (Info utente | Invia il messaggio)
      Devo fare una precisazione ed è che la citazione sopra riportata è tratta da una Conferenza di Carl Gustav Jung ed è una definizione un pò monca del concetto da lui descritto per la prima volta di inconscio collettivo.La mia perplessità riguarda il collegamento che tu fai con la ricerca del senso etico. l'inconscio collettivo riguarda gli archetipi, cioè i grandi simboli che, da sempre, condizionano l'esistenza dell'umanità, ma non c'è nulla che possa riguardare un giudizio- chiamamolo così- morale o etico che dir si voglia. L'inconscio collettivo e l'individuale non sono scissi, anzi l'individuazione dell'uomo, altro concetto fondamentale di Jung, passa per una giusta inclusione del simbolico, cioè dell'archetipo dell'inconscio collettivo, nell'individuale. Liberare l'uomo dal pregiudizio, insomma..

      Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
      da pink_63 16 Ago 2006 - 14:47
      (Info utente | Invia il messaggio)
      Mi piace molto quello che ha scritto l'anonima (non riesco a capire se ha un nick). Da poco mi sono affacciata nel mondo delle relazioni femminili e finora sono rimasta abbastanza sconcertata dall'"ignoranza" (passatemi il termine) in fatto di sentimenti che riguarda anche noi donne. Non so perché credevo che noi avessimo più coraggio e rispetto per i sentimenti, che non ci perdessimo nell'uso di parole improprie e spesso ingannatrici, che non aspirassimo a incontri puramente narcisistici. Per carità non voglio generalizzare, mi riferisco solo alla mia esperienza fino a questo punto. Forse bisognerebbe conoscersi di più, capire di più noi stesse e di cosa si ha bisogno per poterlo "chiedere" lealmente agli altri. Forse servirebbe un po' più di consapevolezza di sé e amore per se stesse, come dice l'anonima. Il femminismo (e non è una parolaccia), secoli fa, c'aveva provato, aveva introdotto il concetto di "a partire da sé". Oggi di tutto questo non sembra essersi più traccia. Molte di noi il più delle volte sembrano cercare un pieno che riempia i nostri vuoti, cosa che non ha nulla ma proprio nulla a che fare con la pratica dell'amore, che è invece basato sul rispetto e l'accettazione dell'altra. Fromm diceva: amare è una forma attiva dell'essere, non un'attesa e non una pura e semplice attrazione. Siamo ancora capaci di amare, facendo qualcosa per chi diciamo di amare? Me lo chiedo, insieme a voi.

      • Re: Ripensamenti lesbici da nick 18 Ago 2006 - 16:37
      • Re: Ripensamenti lesbici da vecchiaquercia 18 Ago 2006 - 18:40
        Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
        da clownfish 27 Ago 2006 - 05:19
        (Info utente | Invia il messaggio)
        Ho letto con molto interesse l’articolo e lo scambio di opinioni che ne e’ seguito. Grazie per avere avviato una discussione interessantissima. E vorrei aggiungere un'opinione dissonante. In particolare, nutro sinceri dubbi su alcune affermazioni. Prima di tutto, sebbene le idee di trasgressione e diversita’ (di solito in senso negativo) facciano parte del nostro bagaglio culturale (in quanto minoranza; non credo davvero che l’omosessualita’ sia nata come trasgressione per scardinare il perbenismo sociale, come scrive pink_63), non condivido l’idea che l’assenza di etica nei rapporti umani sia accentuata nel mondo omosessuale. A parte gli ovvi problemi di definizione (sebbene il concetto di etica nei rapporti umani sia intuitivo, credo che la precisa definizione sulla quale concordare sia problematica), mi chiedo quale sia l’evidenza per una tale affermazione. Penso, per esempio, all’esperienza del college americano, dove vige la regola (cosi’ mi raccontano le mie studentesse e i miei studenti) del one-night stand e dove l’abuso e la violenza sessuali sono frequentissimi. Inoltre, l’universo lesbico, e quello omosessuale in generale, e’ estremamente eterogeneo e dinamico, cosi’ come qualsiasi altro universo, e tale dinamicita’ caratterizza anche l’evoluzione personale delle singole persone.

        Secondo, sono d’accordo con chi scriveva che molte donne si credono lesbiche solo perche’ fanno sesso con altre donne. Cosi' come esistono moltissime donne che si definiscono eterosessuali solo perche’ fanno sesso con uomini. Credo che intraprendere il cammino della scoperta e/o definizione della propria identita’ sessuale (e lasciamo perdere, per ora, il problema di che cosa sia l’identita’ sessuale) costituisca un passo enorme; fondamentale ed affascinante, ma non semplice. I problemi discussi da vecchiaquercia e relativi al concetto di relazione, sono problemi che forse tutti dovrebbero porsi, a prescindere dalla propria identita’ o preferenze sessuali (e, aggiungerei, a prescindere dal tipo di relazione).

        Non so esattamente cosa sia un’educazione sentimentale (mi scuso, non ho letto il libro di Flaubert), ma mi chiedo se un’educazione sentimentale lesbica se sia possibile senza una riflessione storica, sociologica e politica su omosessualita’, eterosessualita’, e (mi permetto di aggiungere “the P word”) patriarcato. Non so se abbiamo bisogno di elaborare il rimosso. Forse non c’e’ alcunche’ da rimuovere (perdona il mio scetticismo, vecchiaquercia, ma credo che l’esistenza del processo di rimozione sia dubbia), solo tanto da imparare, leggere, su cui riflettere, e condividere. La nostra e’ una storia diversa, fatta di invisibilita’, in quanto donne e in quanto lesbiche. Credo che sia una storia da raccontare, e da inventare. Personalmente, mi considero lesbica anche perche' questa storia esiste, non solo perche' mi innamoro di donne e ho rapporti sessuali con donne.

        Purtroppo non potro’ esserci all’incontro di marzo (vivo e lavoro negli Stati Uniti), ma se avra’ luogo, mi piacerebbe sapere com’e’ andata.

        • Re: Ripensamenti lesbici da pink_63 28 Ago 2006 - 14:34
        • Re: Ripensamenti lesbici da vecchiaquercia 03 Set 2006 - 14:43
          Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
          da anemoneblu 05 Set 2006 - 23:02
          (Info utente | Invia il messaggio)

          Spesso mi sono domandata se, la poca considerazione di se , determini l'incapacita' di impostare sane relazioni affettive; se proprio la lacerazione che ci portiamo dentro di eterne figlie di un dio minore ci renda cosi' disamorate verso noi stesse proiettandoci in questa veste al di fuori di noi.. Mi sono chiesta quanta “mancanza” ci fosse dietro a certi “comportamenti collettivi”, quanta guerra interiore quanto affetto negato,cercato,quanta rabbia. Penso inoltre che attualmente la cultura omosessuale abbia un marcato imprinting maschile determinato dal maggior peso storico e riconducibile ad una maggiore e riconosciuta storiografia e cio’, forse ha influenzato il nostro cammino come donne lesbiche,le nostre peculiarità relazionali. Forse bisognerebbe fermarsi un momento a riflettere recuperando una parte di noi che abbiamo ritenuto perdente,la grande capacita’ delle donne alla comprensione, al perdono, al sacrificio : la nostra grande forza ,non visti come retaggio di una cultura patriarcale, filo-cattolica,bensi’ come evoluzione ,superamento-………Cito testualmente essendo pienamente della stessa opinione :” La donna è orientata a ciò che è vivo, concreto, riguardante la persona: anche quando conosce astrattamente è portata a trasformare i contenuti in “carne e sangue” a discernerne il buono dal cattivo. Ma ciò non significa che la donna si incontra solo su di sé o sulla cura altrui abbandonandosi alla vita dei sentimenti. La donna “pensa con il cuore” perché sente, con maggiore intensità l’unione di animo e corpo. L’empatia viene in chiara luce se pensiamo all’esistenza femminile proiettata verso il mondo attraverso un’esperienza viva, personale, che reca profonda la traccia di sé. L’affettività della donna si rivela apertura alla totalità dell’esistenza. (M. Camilla Briganti)” -------------------------------------------------------------------------------------------------------


          Anemoneblu 


          • Re: Ripensamenti lesbici da vecchiaquercia 11 Set 2006 - 13:38
            Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
            da EspritLibre87 12 Set 2006 - 19:46
            (Info utente | Invia il messaggio)
            molto interessante e pienamente condiviso....solo una cosa non mi è molto chiara, anche perchè ho fatto da relativamente poco questa "scoperta" di essermi innamorata di una donna.
            Essere lesbica non vuol dire solo fare sesso con altre donne e non vuol dire nemmeno solo innamorarsi di altre donne...ma allora di preciso cosa vuol dire?
            per intuizione so che è più di questo ma non mi è ben chiaro cosa ci sia in più....io stessa non mi definisco mai lesbica, poichè non so nulla ancora di me, e di tutto un mondo poi. Per ora so solo che sono innamorata di questa ragazza (anche lì, quanta fatica per capirlo!) e so che per il mondo questa non è affatto una cosa accettabile per non so che oscuro motivo.
            Potere dell'immaginario collettivo? non lo so...o magari una relazione lesbica spaventa perchè si è costrette ad amarsi sempre, poichè non può arrivare nessun figlio a colmare i vuoti...e così è chiamato amore sterile....
            mah, non so...

            • Re: Ripensamenti lesbici da vecchiaquercia 24 Set 2006 - 11:21
            • Re: Ripensamenti lesbici da clownfish 02 Ott 2006 - 19:52
              Re: Ripensamenti lesbici (Punti: 1)
              da alchechengi 15 Dic 2007 - 16:37
              (Info utente | Invia il messaggio)

              non so se definirmi "lesbica"...ma amo una donna e non desidero altro che lei e solo lei. Mi è piaciuto molto ciò che ha scritto "nick", soprattutto quando dice che che la crescita dovrebbe riguardare tutti e non solo chi sente chiaramente di appartenere al mondo omosessuale. Per me  la maturità dei sentimente è  indipendente dall'orientamento. Ma credo anche che  l"ansia" di vivere i rapporti scissi dal sentimento sia dovuto alla mancanza di accettazione sociale che può far scaturire atteggiamenti di sfida ed eccessivamente trasgressivi .



       
 
 
elleXelle
Tutti i diritti riservati
Testata registrata presso il Tribunale di Firenze al n° 5145 del 16.2.2002
Proprietà e responsabilità N.M.
condizioni d'uso - crediti

Pagina creata in 0.104767 Secondi

Powered by MD-Pro